San Raffaele Arcangelo e Tobia: Una Storia di Guarigione e Protezione Divina

Il Libro di Tobia, parte integrante della Bibbia Cristiana dell'Antico Testamento, narra una delle più significative angelofanie, ovvero la manifestazione di un angelo in forma umana. Protagonista di questa affascinante vicenda è l'Arcangelo Raffaele, inviato da Dio per guidare e risanare la famiglia di Tobi, un uomo giusto e pio, e per liberare sua cugina Sara da un demone maligno. La storia si presenta come un racconto popolare a lieto fine, esaltando la buona condotta dei personaggi principali, il rispetto del prossimo e della legge divina. Anche la scelta dei nomi non è casuale nella narrazione; la radice ebraica del nome Tobia, infatti, significa "bontà" e proprio questa virtù è messa in luce nel corso della storia.

illustrazione biblica dell'Arcangelo Raffaele che guida Tobia

I Protagonisti e il Contesto

La Famiglia di Tobi

La vicenda è ambientata nel VII secolo a.C., durante l'esilio degli Ebrei in Assiria, a Ninive. Il padre Tobi è un uomo generoso e profondamente pio, che nel periodo della deportazione assira si prodiga per alleviare le sofferenze dei suoi connazionali. Egli spartisce i suoi beni con i più poveri, è prodigo di elemosine e paga puntualmente le decime di ciò che ricava dalle sue terre e dal suo bestiame. La sua pietà lo porta perfino a farsi carico della sepoltura dei cadaveri abbandonati, nonostante i pericoli che ciò comportava. Le vicende della vita lo vedono a un tratto perdere tutti i beni e, dopo un gesto di carità, anche la vista. Una sera, essendosi addormentato sotto un albero dopo un'opera di carità, degli escrementi di uccelli gli caddero negli occhi, accecandolo. Sentendosi prossimo alla morte a causa della sua cecità, Tobi rivolge accorate preghiere a Dio.

Il vecchio Tobi, come successivamente il suo parente Gabael, afferma di credere nella protezione e nella guida degli angeli custodi. Un pensiero, tuttavia, sosteneva la mente del vecchio Tobia durante la sua attesa: "Nostro figlio tornerà in buona salute da noi: quell'uomo che abbiamo mandato con lui lo proteggerà."

Il Dramma di Sara

In quello stesso istante, a molti chilometri di distanza, un'altra creatura afflitta e disperata, rivolgeva a Dio la sua accorata preghiera. Si trattava di Sara, una nostra lontana parente, la quale, povera fanciulla, aveva attirato la gelosia di un diavolo di nome Asmodeo. Asmodeo, non potendo avere per sé la sua anima, che era candida e devota a Dio, aveva deciso di renderle la vita impossibile. Sara si era infatti sposata ben sette volte e tutte e sette le volte, la prima notte di nozze il diavolo si era intrufolato nella sua camera da letto e aveva ucciso il novello sposo. Avvilita e disperata, tenta di togliersi la vita, chiedendo aiuto a Dio.

La Missione di Tobia e la Guida Divina

Il Viaggio e l'Incontro Misterioso

È a questo punto che Tobi, avendo ricordato una grossa somma di denaro affidata anni prima in custodia a un amico, Gabael, nella città di Rage in Media, chiede al giovane Tobia di recarsi in questa località lontana per recuperarla. Il ragazzo è pronto a partire e, su suggerimento del padre, cerca una guida che lo accompagni. Appena il giovane uscì di casa, incontrò un viandante che si presentò con il nome di Azaria, esperto di quelle zone, che accettò di partire con lui. Questa persona, seppur sotto mentite spoglie, era l'Arcangelo Raffaele, inviato da Dio in soccorso di quella famiglia devotissima.

Tobi, con grande fede, augura al figlio:

"Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezione, o figliolo!"

(Tb 5,16-17). Il Signore diede all'Arcangelo Raffaele l'ordine di apparire in forma di un giovane chiamato Azaria, per accompagnare il giovane Tobia nella terra di Media, e per portare pace e serenità ai due timorati di Dio, che però avevano famiglie davvero infelici. L'autore del libro conduce la narrazione ad un duplice livello: ciò che Tobia percepisce e ciò che Raffaele sta effettivamente facendo.

L'Episodio del Pesce nel Tigri

Il viaggio inizia e, durante una sosta nel fiume Tigri, un grosso pesce assale Tobia. Il ragazzo si spaventa ma, incitato dal viandante Azaria, che altri non è che l'Arcangelo Raffaele sotto mentite spoglie, cattura il pesce. Su indicazione di Azaria, Tobia estrae dal pesce e ripone nella sacca il cuore, il fegato e il fiele. L'angelo spiega che queste parti del pesce possiedono utili medicamenti e virtù curative, i cui dettagli più pratici sarebbero stati rivelati al momento del loro utilizzo. Il pesce venne sventrato, arrostito e salato.

Tobia che cattura il pesce nel fiume Tigri con l'aiuto dell'angelo

La Liberazione di Sara e il Matrimonio

La Proposta di Matrimonio e la Paura di Tobia

Giunti quasi a destinazione, l'Arcangelo spinge Tobia a sostare presso la famiglia di alcuni parenti, dove conosce sua cugina Sara. Raffaele rivela a Tobia che Sara, secondo la legge di Mosè, gli è destinata come sposa. Tobia, pur innamorandosi della fanciulla, è profondamente spaventato dalla sua storia e dai sette mariti che Asmodeo aveva ucciso. Raffaele lo rassicura, promettendogli un matrimonio felice e benedetto, a patto che seguissero le sue istruzioni. L'Arcangelo Raffaele gli disse che il loro matrimonio sarebbe stato davvero felice, benedetto con buona salute e lunga vita, cosicché entrambi avrebbero visto i figli dei loro figli fino alla quinta generazione. Preghiera, astinenza ed intenzioni pure dispongono l'anima alle benedizioni del Signore e allontanano tutte le influenze dello spirito maligno.

La Sconfitta del Demone Asmodeo

La prima notte di nozze, Tobia, seguendo le indicazioni dell'Arcangelo, pone il cuore e il fegato del pesce su un braciere. I fumi che si sprigionano costringono il demone Asmodeo a fuggire.

"Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi"

(Tb 8,3). Tobia e Sara si inginocchiano per pregare, celebrando così la loro unione in purezza e devozione, rompendo la maledizione che affliggeva Sara. Con l'esilio dello spirito del male, gioia, pace e benedizione entrano nella casa di Raguele. Il mattino seguente i genitori di Sara, che per portarsi avanti avevano già fatto scavare l'ottava tomba, quasi impazzirono di gioia nello scoprire che non solo Tobia non era morto, ma godeva di ottima salute e sia lui che la loro amata figlia erano molto felici. Quindi annunciarono due settimane di festeggiamenti!

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Il Ritorno a Ninive e la Rivelazione

La Guarigione della Cecità di Tobi

Celebrate le nozze e recuperata la somma di denaro da Gabael, Raffaele guida Tobia e Sara nel viaggio di ritorno verso Ninive. Desiderando alleviare rapidamente le sofferenze del padre, l'Arcangelo suggerisce a Tobia di precedere la carovana. Il procedere lento della carovana, che accompagnava la sposa a Ninive, non soddisfaceva l’Arcangelo che conosceva bene le pene e le preoccupazioni del vecchio Tobia: "Fratello Tobia" disse l'Arcangelo, "tu sai in quali condizioni abbiamo lasciato tuo padre. Appena entrerai in casa, benedici il Signore tuo Dio, e ringrazialo, avvicinati a tuo padre e bacialo, e subito cospargi i suoi occhi con il fiele del pesce… Tuo padre vedrà la luce del cielo, e gioirà alla tua vista." Giunto a casa, Tobia, seguendo le istruzioni di Raffaele, spalma il fiele del pesce sugli occhi di Tobi. Miracolosamente, Tobi riacquista la vista, e una gioia incontenibile pervade la casa.

Finalmente, un giorno il cane di Tobiolo, correndo avanti e facendo festa e scodinzolando, portò la felice notizia ai genitori afflitti. Tutti questi elementi umani e terreni si uniscono a quelli celesti in questa bellissima storia di Angeli e di uomini. Il cuore del giovane Tobia era gonfio di gratitudine, di amore e di ammirazione per la sua magnifica guida; per i così numerosi e grandi benefici da lui ricevuti.

L'Identità Rivelata dell'Arcangelo Raffaele

Tobia vorrebbe compensare il viandante per tutto il suo sostegno, offrendogli la metà di tutti i loro beni. A questo punto, l'Arcangelo, dopo aver riportato alla mente di Tobi tutte le sue opere di carità e le sue preghiere, comincia a rivelare la sua vera identità gradualmente per non spaventarli. In un momento di turbamento e paura per padre e figlio, Azaria si trasforma in un Arcangelo di luce e bellezza, confortandoli e rassicurandoli con le parole:

"Pace a voi, non temete."

Egli fa l'ultima rivelazione:

"Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore... quando ero con voi, non era per mia iniziativa ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre e cantargli inni"

(Tb 12,15). Spiega di essere stato inviato da Dio per guarirli e guidarli, e che la sua apparente partecipazione ai pasti era solo una manifestazione invisibile. La sua vera identità venne rivelata alla fine della sua missione, e qualsiasi idea sbagliata si fosse creata nelle menti delle varie persone che aveva incontrato, fu rimossa completamente ed essi, allora, furono grati all’Arcangelo non solo per i suoi molteplici benefici ma anche per la considerazione avuta nell’assumere con loro la forma umana. Si sollevò in volo in tutto il suo splendore, salutandoli con ampi gesti, poi scomparve inghiottito dalla luce del Sole.

Con queste parole, gioiose e commosse, si conclude una storia accaduta molti anni fa, quando il popolo d’Israele, prediletto da Dio, era stato costretto ad abbandonare la propria terra e a sparpagliarsi per le regioni circostanti.

Significato e Simbolismo dell'Arcangelo Raffaele

Il Nome e i Compiti

Il nome di Raffaele significa in ebraico "Dio risana" o "medicina di Dio", un significato che si contrappone a quello del demone Asmodeo, "colui che fa perire". I compiti principali attribuiti all'Arcangelo Raffaele provengono fondamentalmente dal Libro di Tobia. Dal fatto che scaccia il demonio Asmodeo e guarisce la cecità di Tobi, Raffaele è particolarmente invocato dai sacerdoti esorcisti e dai medici oculisti.

L'Arcangelo Raffaele è considerato il protettore di:

  • I giovani
  • L'amore coniugale e i fidanzati
  • I viaggiatori e i pellegrini
  • I profughi
  • I farmacisti e i medici

I suoi simboli sono il pesce e il vaso farmaceutico. Numerosi santi e mistici, come San Giovanni di Dio (1495-1550), fondatore dei Fatebenefratelli, fecero esperienza dell'aiuto di San Raffaele, che si prodigò molto per le necessità degli ospedali del suo ordine religioso, visitando una volta i poveri nell'ospedale di Granada, mentre fra Giovanni era uscito ad attingere acqua.

Raffaele nelle Tradizioni e Interpretazioni

Nella tradizione popolare cattolica, l'Arcangelo Raffaele viene associato anche alle anime del Purgatorio, ovvero con quelle anime che, dopo la morte corporale, a causa delle loro imperfezioni spirituali, necessitano di un'ulteriore illuminazione purificatrice e guarigione spirituale prima di andare in Paradiso. Papa Benedetto XVI, in un'ordinazione vescovile avvenuta in San Pietro il 29 settembre 2007, parlando di San Raffaele affermò: "Sappiamo tutti quanto oggi siamo minacciati dalla cecità per Dio. Quanto grande è il pericolo che, di fronte a tutto ciò che sulle cose materiali sappiamo con esse siamo in grado di fare, diventiamo ciechi per la luce di Dio."

Alcuni esegeti ravvisano San Raffaele nell'Angelo che, al tempo di Cristo, nella piscina chiamata Bethesda, smuoveva le acque, portando guarigione al primo che vi si immergeva:

"Un Angelo del Signore in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua. Il primo ad entrarvi, dopo l'agitazione dell'acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto"

(Gv 5,4). Tuttavia, per altri esegeti e rabbini ebrei, l'angelo guaritore in questo contesto non sarebbe Raffaele bensì Michele.

icona o dipinto di San Raffaele Arcangelo con un pesce

Rappresentazioni Artistiche e Devozione Popolare

La Scultura Napoletana e le Tradizioni

Una storia affascinante è legata alla figura dell'Arcangelo Raffaele, protettore dell'amore coniugale, ispirata da una scultura napoletana. Al Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli spicca una bellissima statua in argento del 1797, finemente lavorata su disegno dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino (autore del celebre Cristo Velato), che raffigura San Raffaele Arcangelo e Tobia con ai piedi il pesce miracoloso (simbolo cristiano legato al santo). Questa scultura è molto venerata dagli innamorati. Secondo un'antica tradizione, che fondeva elementi pagani e cristiani, per augurare fecondità alle donne e propiziare il fidanzamento, queste si recavano il 24 ottobre (data poi spostata al 29 settembre) nella Chiesa di San Raffaele Arcangelo a Materdei per baciare il pesce leggendario della statua, assicurandosi l'intervento divino. Questa usanza deriva dalla tipica espressione sarcastica e di buon auspicio

"va' a vasà 'o pesce 'e San Rafèle"

, legata a un antico rituale sacro-profano di potenziamento sessuale. Ancora oggi, nel giorno di San Valentino, si possono vedere file di donne in cerca di marito davanti alla statua di San Raffaele al Museo del Tesoro di San Gennaro per chiedere la sua intercessione.

Iconografia e Riferimenti Storici

Dipinti ispirati al Libro di Tobia raffigurano spesso la scena in cui il giovane Tobia (in veste rossa), dietro suggerimento dell'Arcangelo Raffaele (in veste azzurra), dopo aver catturato il grosso pesce (spesso raffigurato come una trota) che lo aveva aggredito nel fiume Tigri, ne estrae il cuore e il fegato che, bruciati, avrebbero tenuto lontani gli spiriti maligni e ridato la vista al padre. La storia, sebbene ambientata nel VII secolo a.C., probabilmente risale al II secolo a.C. e comprende elementi ancora più antichi, legati al folklore dell'Assiria e della Persia. Fiabe popolari europee, come "Il compagno di viaggio" di H. C. Andersen, si sono ispirate a questa leggenda, e numerosi artisti nordeuropei, come Rembrandt, hanno trattato il tema.

Interpretazioni Simboliche e Alchemiche

La storia di San Raffaele Arcangelo e Tobia, riportata nella Vulgata, dietro una narrazione apparentemente favolistica, nasconde un messaggio simbolico-numerico-alchemico complesso e raffinato. Essa si allinea con le "fiabe arcaiche" che celano un racconto misterico, iniziatico e periglioso che contraddistingue saghe e poemi epici di ogni tradizione. Il viaggio inizia col necessario distacco dalla casa paterna. La cecità del vecchio Tobi, che accomuna molti "vecchi saggi dell'antichità", visionari e profeti a partire da Omero, rappresenta una visione interiore o una preparazione. Il fatto che figlio abbia lo stesso nome del padre, rappresenta la continuazione in una "nuova gioventù", in una rinascita alchemica inesperta ma coraggiosa e cosciente del cammino percorso dal vecchio Tobia.

L'incontro con San Raffaele è di per sé la Grande Medicina, cioè la cura filosofica e fisica dell'uomo e dell'Universo. Il pesce, maligno (che è una estensione "sotto la superficie delle acque" di Asmodeo), si agita ed emerge per interrompere il viaggio iniziatico. Il pesce, spiega Raffaele, va preso per la testa. Non è un caso che le parti estratte riguardino il cuore (l'amore, il mercurio), il fiele (amaro e bruciante, lo zolfo) e il fegato (il coraggio e la forza materiale e arcana, il sale). L'Arcangelo spiega a Tobia che Sara, vittima del demonio, può essere liberata sottoponendola agli aromi del cuore e del fegato, usati opportunamente sull'argenteo lunare e puro di Sara (che vuol dire "principessa"), o sulla prima materia, si scioglieranno i vincoli della "possessione" e questo renderà possibile il coito segreto. Il parallelo con i 7 centri sottili della tradizione orientale e occidentale è superfluo.

Infine, la storia si completa con la guarigione. L'uomo vecchio (della tradizione alchemica) è guarito dall'uomo giovane. Il "Saturno plumbeo" con la falce e le ali è stato aggredito dalla Medicina Dei che lo trasforma nell'oro solare del Giovane Tobia unito alla principessa lunare Sara, ormai in grado di esprimere tutta la sua potenza.

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