La diffusione del Cristianesimo è legata principalmente all’azione di Pietro e Paolo. Dopo il martirio a Roma di quello che è considerato il primo pontefice, fu Paolo, con i suoi tre viaggi di evangelizzazione in Asia Minore e nel bacino mediterraneo, a segnare la nascita e lo sviluppo delle prime comunità cristiane. Il distacco progressivo e irreversibile della Chiesa primitiva dal suo ambiente originario, l’Ebraismo, è raffigurato in modo emblematico dalle figure principali degli apostoli: Pietro e Paolo.

Il ruolo di Pietro e la missione tra i pagani
Il primo si va «convertendo» alla missione tra i pagani sotto la spinta degli avvenimenti e delle lezioni della storia. Nell’apostolo Pietro sono radicate fin dall’infanzia le più profonde convinzioni giudaiche e il conseguente stile di vita. La visione che Pietro ha a Ioppe fa cadere queste barriere del suo spirito. Inoltre la sua partenza per Cesarea con i messaggeri del centurione Cornelio è come l’inizio della sua conversione: «Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo» (At 10,28).
Sul martirio e la sepoltura di Pietro a Roma si è raggiunta ormai la certezza storica. L’apostolo Pietro venne sepolto in una fossa scavata sulle pendici meridionali del colle Vaticano, nelle vicinanze di luoghi ove vennero fatti uccidere diversi cristiani dall’imperatore Nerone. La presenza di questa sepoltura determinò la costruzione della prima basilica, edificata sulla tomba dell’apostolo nel IV sec.
L'apostolato di Paolo: l'evangelizzazione delle Genti
La diffusione del Cristianesimo è legata principalmente all’azione di Paolo e a quella dei suoi collaboratori. Persecutore dei cristiani-ellenisti, è in seguito convertito in modo prodigioso nell’anno 36 d.C. sulla via di Damasco. La vocazione specifica cui Paolo si ritenne chiamato fu quella di portare il primo annuncio di Cristo Salvatore oltre le frontiere già esistenti. Fondando nuove Chiese, intendeva porre - tra i popoli e le province - segni viventi della signoria di Cristo.
2010 - SULLE ORME DI SAN PAOLO (GRECIA)
I viaggi missionari
Utilizzando tradizioni locali, s. Luca descrive la ”corsa” della Parola di Dio nel mondo ad opera di Paolo, servendosi del genere letterario dei ”viaggi”, allora in uso. Luogo di partenza e ritorno è sempre Antiochia di Siria.
| Viaggio | Periodo | Principali aree geografiche |
|---|---|---|
| Primo | 45-49 d.C. | Cipro, sud-est dell'Asia Minore (Panfilia, Pisidia, Licaonia) |
| Secondo | 49-52 d.C. | Grecia (Filippi, Tessalonica, Atene, Corinto) |
| Terzo | 53-57 d.C. | Efeso, Galazia, Frigia |
Il Primo Viaggio (At 13-14)
Il primo viaggio è compiuto in compagnia di Barnaba. I due missionari percorrono tutta l’isola di Cipro, per poi approdare a Perge. Giungono ad Antiochia di Pisidia, dove Paolo pronuncia un discorso inaugurale collegando l’evento Gesù alla storia del popolo d’Israele. È da questo evento di Cipro che per il resto di Atti Saulo sarà sempre chiamato Paolo. In seguito, a Listra, dopo la guarigione di uno zoppo, la folla scambia Barnaba per Giove e Paolo per Mercurio. Nonostante le persecuzioni dei Giudei, il viaggio si conclude con il ritorno alle comunità fondate per stabilire in ogni Chiesa un gruppo di anziani.
Il Concilio di Gerusalemme e le nuove tappe
Il decreto di Gerusalemme nel 49 d.C. risolse la controversia sulla circoncisione dei pagani. Superata la crisi, Paolo continua la sua missione con Sila. Raggiunto il porto di Troade, l’apostolo si imbarcò per l’Europa giungendo a Filippi. A Tessalonica e Berea, l’attività di Paolo incontra l’opposizione delle autorità locali. Successivamente, Paolo sceglie Atene per annunciare la Buona Novella nel massimo centro culturale del mondo antico, salendo all’Areopago per tenere un discorso impegnato.
Il consolidamento a Efeso e il viaggio a Roma
Nel terzo viaggio, Efeso diventa il centro dell'itinerario. Paolo vi rimane più di due anni, fondando Chiese anche a Colosse, Laodicea e Gerapoli. La diffusione della nuova fede fu così evidente che i fabbricanti di idoli temettero la fine del paganesimo. Dopo la prigionia, l'ultimo viaggio verso Roma, pur non essendo un viaggio missionario in senso stretto, segna l'estensione del Vangelo nella capitale dell'Impero, dove Paolo predica per due anni agli arresti domiciliari.