Introduzione alla figura di Santa Maria Maddalena de' Pazzi
Santa Maria Maddalena de' Pazzi, nata Caterina de' Pazzi, è stata una mistica carmelitana italiana, figura di spicco dell'età moderna per le sue eccezionali esperienze spirituali. La sua vita claustrale fu segnata da eventi miracolosi e fenomeni extrasensoriali, quali estasi e visioni, che colpirono profondamente le sue consorelle e i direttori spirituali. La sua fama è legata indissolubilmente alle sue intense esperienze mistiche, che la rendono una delle figure più note di estatica.
I fenomeni straordinari vissuti dalla santa erano di varia natura: dall'ascolto orante della Parola di Dio, spesso legato ai testi liturgici del giorno, a vere e proprie visioni e a profonde esperienze interiori. In alcuni casi, questi stati di coscienza venivano interrotti o sospesi. Furono trascritte lettere dettate dalla santa, riguardanti principalmente la riforma della Chiesa, e vennero registrati dialoghi spirituali con le consorelle.
Il suo messaggio etico e religioso è incentrato sul rinnovamento della dottrina della Chiesa secondo il modello di Cristo Gesù e sull'originalità della sua esperienza mistica. La sua eredità spirituale si manifesta attraverso una rappresentazione iconografica stratificata, che copre le diverse fasi della sua vita, dall'adolescenza alla maturità, e attraverso le espressioni figurative degli artisti del suo tempo e di quelli successivi.
L'iconografia di Santa Maria Maddalena de' Pazzi e il contributo di Francesco Curradi
Francesco Curradi diede un contributo fondamentale alla definizione dell'iconografia di Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Egli dipinse numerosi ritratti della santa, stabilendo un'immagine che venne replicata in diverse occasioni. L'originale di un dipinto in particolare, che raffigura una visione della santa durante la quale Gesù Cristo le appare consegnandole i simboli della passione, sembra non essere conosciuto dalla critica. Questo soggetto fu trattato dallo stesso Curradi anche in una serie di disegni conservati nel monastero carmelitano di Careggi.
Il dipinto in esame è una copia seicentesca di uno di questi ritratti dedicati da Francesco Curradi a Santa Maria Maddalena de' Pazzi. L'iscrizione "VERA EFFIGIE DI S. M(ARI)A MADD(ALEN)A DE PAZZI COPIATA DALL'ORIGINALE/ DEL CAV(ALIE)RE CURRADI DI CUI SI PARLA NEL OPERA ACTA SANCT/ORUM NEL T." testimonia l'intento di preservare l'immagine canonica della santa.
Curradi realizzò diverse opere per la santa tra il 1606 (anno della sua morte) e il 1610 circa. Tra queste, si ricordano composizioni che includono il Cristo Crocifisso che conferisce le stimmate alla santa (ca. 1610), opere realizzate per la beatificazione nel 1626 nella chiesa di S. Maria degli Angeli a S. Frediano, e due pale simili raffiguranti la "Madonna che dona a Santa Maria Maddalena de' Pazzi il velo della purezza" (1629 e dopo il 1637).

Il Convento di San Lorenzo e la sua evoluzione storica
Il complesso religioso di San Lorenzo, intitolato originariamente a "Santa Maria Maddalena delle Convertite" o "delle Penitenti", ha origini che risalgono al 1250 circa. Sorse sul luogo di una casa di accoglienza per donne di malaffare "repentite" o "convertite", seguaci della regola di San Benedetto.
Nel 1322, la struttura passò ai Cistercensi di Badia a Settimo, noti come "del cestello" per la forma dei loro cappucci. Essi vi si insediarono definitivamente solo nel 1442, per volere di papa Eugenio IV, che trasferì le Convertite a San Donato in Polverosa. Le monache cistercensi portarono con sé le spoglie di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, una carmelitana mistica morta nel 1607 e beatificata nel 1626.
La beatificazione della santa diede un impulso a un rinnovato fervore decorativo del complesso. Tra il 1677 e il 1685, venne costruita l'attuale cappella maggiore, concepita come un mausoleo e una cornice trionfale per le reliquie della santa. Il progetto fu curato da Ciro Ferri e portato a compimento da Pier Francesco Silvani.
Durante il periodo dell'occupazione francese, il complesso fu oggetto di spoliazioni napoleoniche. Vivant Denon individuò opere d'arte da inviare al Musee Napoleon a Parigi, tra cui la "Visitazione" di Domenico Ghirlandaio, la "Madonna col Bambino e san Bernardo" di Cosimo Rosselli, e la "Madonna col Bambino tra i santi Giuliano e Niccolò" di Lorenzo di Credi.
Nel corso del tempo, il complesso subì diverse trasformazioni e adattamenti. Il chiostro e il vecchio refettorio furono ridotti, e gli ambienti furono destinati a ospitare istituzioni educative. Al complesso erano pertinenti anche il palazzo dell'Istituto duca d'Aosta e quelli dell'Istituto San Silvestro.
Nel 1888, le carmelitane si trasferirono in altre sedi, portando con sé le spoglie della santa e numerose opere d'arte. Attualmente, la chiesa e gli ambienti conventuali superstiti sono passati agli Agostiniani dell'Assunzione (Assunzionisti) dal 1926. La loro presenza ricorda anche santa Teresa di Lisieux, che visitò il luogo in pellegrinaggio nel 1887.
Dopo l'alluvione di Firenze del 1966, la chiesa fu restaurata con il contributo della Francia, come ricordano targhe commemorative. La facciata su Borgo Pinti presenta un prospetto con portale timpanato e l'iscrizione "CENOBIUM CISTERCIENSE".

Architettura e Opere d'Arte del Complesso
La chiesa è preceduta da un atrio di epoca rinascimentale, progettato da Giuliano da Sangallo. Questo "quadriportico" presenta architravi poggianti su colonne ioniche e volte a botte, sorrette da colonne in pietra serena. I capitelli furono realizzati copiando un antico capitello classico in marmo giallo ritrovato a Fiesole.
L'interno della chiesa, pur con interventi successivi, si presenta armonico. A unica aula, presenta sei cappelle laterali per lato, modellate su San Salvatore al Monte. Le pareti sono intonacate di bianco con fregi in pietra serena in stile brunelleschiano.
La Cappella Maggiore è un esempio di barocco religioso fiorentino. Ospita la pala centrale di Ciro Ferri ("Vergine e santa Maria Maddalena dei Pazzi", 1684) e due pale laterali di Luca Giordano ("Gesù e santa Maria Maddalena dei Pazzi" e "La Vergine presenta il Bambino a santa Maria Maddalena dei Pazzi", 1685). Le sculture allegoriche in marmo di Carrara nelle nicchie sono opera di Antonio Montauti e Innocenzo Spinazzi.
Nella terza cappella, si trova l'"Incoronazione della Vergine" di Matteo Rosselli, datata seicentesca, e una predella di Lorenzo di Credi, che faceva parte di una pala d'altare trafugata da Napoleone.
La sesta cappella ospita opere del primo Ottocento, tra cui affreschi di Luigi Catani. Della primitiva costruzione duecentesca rimangono tracce in due finestre archiacute interne, oggi tamponate.
La facciata ottocentesca dell'edificio, su via, è caratterizzata da diciannove ampie arcate tamponate. L'intonaco dipinto a riquadri e arricchito da elementi graffiti è stato oggetto di un cantiere di recupero tra il 2011 e il 2012.
Sulla facciata del liceo, sono presenti lapidi commemorative degli studenti caduti in guerra. Negli spazi interni si segnalano un bassorilievo bronzeo ai Caduti della Prima Guerra Mondiale di Giulio Passaglia e un'Allegoria delle Arti di Franco Borsi.
SANTA MARIA MADDALENA DE' PAZZI
Visite e Memorie Storiche
Il 6 novembre 1804, papa Pio VII venerò devotamente le reliquie di Santa Maria Maddalena dei Pazzi e della beata Maria Bagnesi, alla presenza di Maria Luisa, regina di Etruria.
Nel 1887, Santa Teresa di Lisieux visitò Firenze con l'intento di pregare sulla tomba di Maria Maddalena de' Pazzi. L'incontro, vissuto da bambina, fu poi narrato da Giovanni Papini, che incontrò la famiglia di Teresa lungo la strada.
Un'altra lapide ricorda la visita della giovanissima Teresa di Lisieux, che visitò Firenze nel 1887 col preciso intento di pregare sulla tomba di Maria Maddalena de' Pazzi, come riportano i suoi diari.
La Cappella di Santa Maria del Giglio, risalente all'epoca del chiostro, fu edificata dai cistercensi per le donne devote che non avevano accesso alla chiesa principale.
Nel 1966, l'alluvione di Firenze causò notevoli danni al complesso, che furono successivamente restaurati. Targhe in italiano e francese ricordano l'evento e l'aiuto ricevuto dalla Francia.
Le opere d'arte esposte in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte di Maria Maddalena de' Pazzi (25 maggio 1607) includevano 28 dipinti antichi, 2 legni dipinti e 14 reliquie della santa. Le opere provenivano principalmente dal Monastero delle Suore Carmelitane di Careggi, ma anche da altre istituzioni e collezioni private.