Il martire bambino di Bonito
Nel comune di Bonito (AV), custodito in una maestosa urna in perfetto stile rococò all'interno della Chiesa Madre, riposa il fragile corpo di un fanciullo martire chiamato Crescenzo. La storia di questo giovane, vissuto intorno al III secolo, è avvolta nel mistero, ma le poche testimonianze giunte fino a noi ci restituiscono l'immagine di un piccolo testimone di Cristo.
Le uniche notizie certe provengono dall'iscrizione rinvenuta sulla sua tomba nel cimitero di S. Ciriaca a Roma:
“CRESCENTIUS QUI VIXIT AN XI. MATER CUM METU POSUIT” (Crescenzio, che visse 11 anni. La madre con trepidazione pose).

Origine e significato del nome
Il nome Crescenzo, anticamente grafizzato come Crescenzio, deriva dal latino Crescentius, basato sul verbo crescere. Il significato profondo è dunque “che cresce” o “che fa crescere”, un augurio di sviluppo non solo fisico, ma soprattutto spirituale e morale. Sebbene il nome sia ancora oggi molto diffuso, specialmente nell'Italia meridionale, la sua storia è legata alla memoria di numerosi martiri dei primi secoli del Cristianesimo.
Curiosità sul nome
- Origine: Latina
- Significato: Che cresce
- Numero fortunato: 7
- Colore: Bianco
- Metallo: Ferro
Le date dell'onomastico
La celebrazione dell'onomastico di San Crescenzo non cade in un'unica data, a causa della presenza di diversi santi e martiri che portarono questo nome. La ricorrenza è fissata comunemente in queste date:
- 1 giugno: in memoria di San Crescenzo martire a Roma.
- 14 settembre: data in cui il calendario liturgico ricorda il giovane martire del III secolo.
- 16 aprile: in memoria di un santo martire a Saragozza.
- 15 giugno: in ricordo di Santa Crescenzia.
A Bonito, la venerazione del martire ha una tradizione peculiare: nel luglio del 1800, il corpo del santo fu portato in paese dal domenicano P. Luigi Vincenzo Cassitto e donato all'Arciconfraternita della Buona Morte. Da allora, la comunità bonitese festeggia la ricorrenza la prima domenica di agosto.

La vita e il martirio
Nato in una famiglia romana in cui il Vangelo era vissuto quotidianamente, Crescenzo visse in un periodo segnato dalle feroci persecuzioni, probabilmente quelle di Diocleziano. La cura particolare riservata alla sua sepoltura suggerisce che la famiglia fosse di condizione distinta ed agiata.
Sono molte le ipotesi sul suo martirio: come per altri santi fanciulli quali S. Tarcisio o S. Pancrazio, si pensa possa essersi rifiutato di profanare l'Eucaristia o di sacrificare agli idoli pagani, pagando con il sangue la sua testimonianza di fede. La figura della madre, che raccolse il sangue del figlio in un'ampolla, rimane uno dei simboli più commoventi di questa antica storia di fede e sacrificio.
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