Matteo Salvini, l'Uso dei Simboli Religiosi e le Critiche di Giuseppe Conte

Le azioni e le dichiarazioni di Matteo Salvini, in particolare l'esibizione e il bacio del crocifisso o del rosario in contesti politici, hanno generato ampie discussioni e critiche, culminate nelle dure reprimende del Premier Giuseppe Conte durante la crisi di governo del 2019.

L'Esibizione del Rosario dopo il Voto Europeo

Dopo l'affermazione elettorale della Lega alle Europee del 2019, Matteo Salvini ha tenuto una conferenza stampa in via Bellerio, presentandosi con un rosario in mano e baciandolo. In quell'occasione, il segretario leghista ha dichiarato: «Ringrazio chi c’è lassu’ e non aiuta Matteo Salvini e la Lega ma aiuta l’Italia e l’Europa». Ha ricordato inoltre di aver «affidato al cuore immacolato di Maria non un voto ma il destino di un Paese e un continente».

Il gesto era una ripetizione di quanto fatto dal palco di piazza Duomo a Milano, durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale della Lega, con altri leader sovranisti. Salvini ha motivato questa scelta affermando: «A urne chiuse si può finalmente ringraziare a cuore aperto senza essere accusati di voler strumentalizzare». Ha ribadito la sua fede, dicendo: «Come l’ho fatto perché ci credevo e ci credo da due anni in avanti, ringrazio chi c’è lassu’ e non aiuta Matteo Salvini e la Lega, aiuta l’Italia e l’Europa a ritrovare speranza, orgoglio, radici, lavoro, sicurezza».

Matteo Salvini bacia il rosario durante una conferenza stampa post-elezioni

Commentando i risultati elettorali, Salvini ha espresso la sua soddisfazione e le sue intenzioni politiche: «Qualcuno ha negato le radici giudaico-cristiane dell’Europa e io sono stato sbeffeggiato». Riguardo agli alleati di governo, il Movimento Cinquestelle, pur mostrandosi conciliante e affermando che «il mio avversario rimane la sinistra» e «gli alleati per me restano degli amici con i quali domani si torna a lavorare serenamente», ha messo sul tavolo precise richieste. Ha sottolineato che «la Lega non chiederà mezza poltrona in più», ma ha chiesto «un’accelerata sul contratto di governo». Questo includeva temi cari alla Lega come la sicurezza, la lotta all’immigrazione e le «grandi opere bloccate», con un chiaro riferimento alla Tav. Salvini ha concluso la sua riflessione personale affermando: «Ho vissuto questa campagna con orgoglio, ma ho subito attacchi vergognosi. Questi milioni di voti mi ripagano di mesi di oltraggi, di processi, di denunce. Mesi di battaglia ad armi impari contro quasi tutto e tutti. L’unica parola che mi sento di dire è grazie».

Le Dure Accuse del Premier Giuseppe Conte in Senato

La questione dell'uso dei simboli religiosi da parte di Salvini è riemersa con forza durante la crisi del governo gialloverde, culminata il 20 agosto 2019, con l'intervento del Premier Giuseppe Conte al Senato. In tale occasione, Conte ha rivolto a Matteo Salvini, allora Ministro dell'Interno, un "rosario di accuse", definendolo reo di aver agito «per motivi personali e di partito» e di aver causato la crisi governativa con la mozione di sfiducia presentata dalla Lega.

Crisi di governo, tutti gli attacchi di Conte a Salvini nel suo discorso al Senato

Conte ha spiegato che la verità sulla rottura dell'esecutivo risiedeva nel fatto che «all’indomani del voto europeo, Salvini ha posto in essere un’operazione di distacco e pretesto per lasciare il governo». Il Premier ha stigmatizzato Salvini come responsabile dell’apertura della crisi di governo. Nella replica al dibattito, ha lanciato un affondo finale al vicepremier: «Se ti manca il coraggio sul piano politico di assumerti la responsabilità politica della crisi, non preoccuparti me lo assumo io. Questa è l’unica conclusione obbligata e trasparente. Salgo al Quirinale per dimettermi».

La Carenza di Cultura Costituzionale e Responsabilità Istituzionale

Nel mirino del Premier sono finiti «i comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell’Interno» che «rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale». Conte ha rincarato la dose affermando: «Se tu avessi mostrato cultura delle regole l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento». Ha citato come esempi «molti episodi che riservatamente e pubblicamente ti ho fatto notare, come ad esempio ti avevo detto di indicarmi i delegati della Lega per i lavori per approntare la finanziaria ma ho atteso due mesi». Ha criticato inoltre «le critiche periodicamente avanzate nei confronti di alcuni ministri del governo minando la compattezza dell’esecutivo» e il fatto di aver convocato al Viminale le parti sociali in maniera autonoma, rischiando di dare un’immagine divisa del governo.

Rifiuto delle Vie Autoritarie e dell'uso delle Piazze

Citando la rivendicazione di "pieni poteri" da parte di Salvini e l’invocazione delle piazze a suo sostegno, Conte ha parlato di una «concezione preoccupante». Ha aggiunto: «non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità». Il Premier ha ribadito che «le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie».

Mancata Chiarezza sui Fondi Russi e la Foga Comunicativa

Conte ha rimproverato a Salvini anche di non aver accettato di venire in Senato per riferire sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega, questione «che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale». Ha aggiunto che Salvini, in coincidenza con importanti Consigli europei, non era riuscito «a contenere la foga comunicativa creando un controcanto politico che ha generato confusione».

L'Uso Improprio dei Simboli Religiosi nella Politica

Infine, Giuseppe Conte ha riservato una chiara stoccata sull’esibizione del crocifisso e del rosario durante alcune manifestazioni elettorali e pubbliche. Ha dichiarato: «Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici i simboli religiosi». Questa critica si inseriva nel contesto della condanna generale del gesto, ritenuto strumentale, e che aveva già suscitato reazioni negative da ambienti del Vaticano e dalla stampa cattolica. Matteo Salvini, invece, aveva ribadito il gesto, baciando la piccola croce anche nella conferenza stampa post-Europee, quasi a sfidare chi lo aveva condannato.

Schema cronologico della crisi di governo gialloverde

tags: #salvini #bacia #il #crocifisso #dopo #il