Salice Salentino, una località ricca di storia e tradizioni nel cuore del Salento, è profondamente legata alle sue celebrazioni religiose e popolari. Tra queste, spicca la Fiera della Madonna della Visitazione, un evento che affonda le sue radici nel lontano XVII secolo e che continua a rappresentare un appuntamento irrinunciabile per la comunità. Parte integrante di questi festeggiamenti è la suggestiva esecuzione della "Salve Regina", un'opera musicale di grande valore emotivo e culturale.
La Fiera della Madonna della Visitazione: Radici Storiche e Rilevanza Attuale
La Fiera te Salice, come è popolarmente conosciuta, fu istituita intorno al 1660-62 da Don Gabriele Agostino Enriquez, feudatario di Salice e Guagnano. Egli volle legare l'evento a una festa religiosa, intitolandola alla Madonna della Visitazione. Questa scelta derivava dalla nobile devozione ereditata dai predecessori, resa visibile dalla Chiesa e dall'attiguo convento fatti realizzare nel 1587-97 dal marchese di Salice Giovanni Antonio Albricci. Il refrigerio del bosco intorno al luogo sacro e il pozzo dei frati erano il posto ideale, dopo un lungo viaggio, per la sosta di mandrie, greggi e persone.
I salicesi, sin dall’antichità, l’hanno sempre citata con l’espressione dialettale “la fera te Salice”, come pure “la Matonna te Salice”, mentre i forestieri hanno spesso usato anche l’espressione “la Matonna a ddoi” (riferendosi alla Madonna e S. Elisabetta o perché la Madonna era incinta) e “la fera te li culummi” (periodo dell'esplosione delle grandi e appetitose primizie dei fichi).

Evoluzione e Significato Sociale
L'evento ha sempre coinvolto gente proveniente da paesi e province limitrofi, anche per la compravendita di bestiame. In passato, la festa era uno dei rari momenti d’incontro assembleare, di socialità, di forte comunione e condivisione, visto che la vita contadina costringeva alla dispersione e a un certo abbrutimento dovuto ai lunghi estenuanti lavori nelle campagne. Quando arrivava l’attesissima festa-fiera ci si tuffava in un mare d’allegria e fraternità. Si poteva sospendere il pesante lavoro agricolo e dare largo spazio alla gioia dello stare insieme, alla musica, alle danze e alle tavolate bandite di cibi grassi e succulenti, che di certo non si potevano avere tutti i giorni. Per allestire magnificamente la festa si raccoglievano da tutti i cittadini contributi economici.
La fiera, intesa come un grande mercato di prodotti agricoli, abbigliamento, manufatti per l’agricoltura, per l’artigianato e per la vita domestica, animali per il trasporto e il lavoro e animali da allevamento e da macello, era vissuta in modo unitario con l’evento religioso. Era un segno d’amore, di fede e devozione verso Dio e la Madonna, eletta a comprotettrice della Comunità salicese, il cui protettore principale è S. Francesco d’Assisi. Pur non trattandosi del patrono principale, nella sua realizzazione pubblica e privata e nel cuore delle persone, ha sempre avuto tutte le caratteristiche tipiche di festa patronale.
Con l’espansione urbana e commerciale della prima metà del Novecento, la fiera del bestiame, come sempre segnata da una forte presenza di zingari (Rom e Sinti) provenienti da ogni dove, si è ridotta a pochi cavalli, asinelli, maiali, capre, pecore, gallinacei, ecc. Si sono anche ridimensionati gli spazi utilizzati, concentrandosi nell’uliveto adiacente il lato destro della Chiesa Madonna della Visitazione (zona tra le attuali via Fontana e via Dante), detto “le ulìe te la Matonna”. Negli anni sessanta-settanta, il commercio di bestiame ha assunto i minimi termini ed è stato spostato presso il campo sportivo comunale, sino alla completa scomparsa negli anni successivi, anche se spesso, ancora oggi, non manca la presenza di qualche venditore di gallinacei. Tuttavia, il resto del commercio vario della fiera, dai prodotti alimentari, al vestiario, ai casalinghi, agli attrezzi per l’artigianato e l’agricoltura, non solo ha retto bene ai cambiamenti dell’era moderna, ma è cresciuto.
Con l’avvento progressivo dell’energia elettrica nella prima metà del Novecento, anche gli addobbi delle strade principali sono diventati sempre più complessi: si tratta delle famose grandi luminarie, che esaltano al massimo l’atmosfera della festa. E poi le diverse giostre elettriche, corredate di tante luci colorate e di musica, di solito molto amplificata; spettacoli di varietà e musica.
Ancora oggi, questa festa conserva benissimo il suo smalto anche in quest’era super tecnologica, cibernetica ed elettronica; i sentimenti verso la Madonna e la sua festa tradizionale sembrano inossidabili. Anche le famiglie emigrate in vari luoghi italiani ed esteri non vogliono mancare all’appuntamento, perciò sovente prendono le ferie e vengono nel paese natio in prossimità dei festeggiamenti. La 348esima edizione della fiera Madonna della Visitazione a Salice Salentino è "un momento di grazia che ci invita a riscoprire la speranza, a vivere la pace e a rafforzare il legame dell'amore fraterno", come dichiarano dal comitato interparrocchiale presieduto da Antonio Gagliardi.
Il Canto della "Salve Regina": Un'Opera d'Arte Musicale
Nel cuore dei festeggiamenti della Madonna della Visitazione, un momento di particolare intensità è l'esecuzione della "Salve Regina". Questo brano, datato 1945, è stato composto dal maestro Angelo Luiso (Bitonto, 1886 - Salice, 1965) per voce solista (soprano o tenore) e banda, e viene eseguito ogni primo luglio in Piazza Plebiscito a Salice Salentino al termine della processione in onore della Madonna della Visitazione.
Salve Regina 2016 | Maria Luisa Lattante |
Analisi Musicale dell'Opera
L’intensa ma controllata introduzione (andante, calmo e appassionato) avvolge immediatamente l’ascoltatore, poiché il progetto di Luiso è quello di renderlo partecipe al fine di avventurarsi insieme in questo sacro itinerario carico di riflessione e di passione. La dinamicità del momento sonoro colloca l’organico bandistico in una posizione intermedia, calibrando sapientemente la sua energia affinché si delineino le tinte che caratterizzano un periodo ben preciso della storia della musica denominato verismo; il compositore Pietro Mascagni è certamente un eccellente modello a cui si è ispirato Luiso.
Il tenore intona, a cappella, “Salve Regina, Salve” seguito dalla banda con un leggero crescendo; quest’iniziale apertura vocale contribuisce a illuminare il testo sacro attraverso un’intensa luce che acceca per un attimo lo spettatore attonito. Il successivo “Andante, molto vagamente” è caratterizzato da arpeggi terzinati su cui si posa la performance del tenore. L’intensità dinamica del brano lievita notevolmente sul testo “Speranza nostra” in cui il cantante è chiamato a sostenere un suono abbastanza acuto che simultaneamente accende l’orgoglio di appartenenza del popolo salicese.
Il “Grandioso” proposto dall’organico bandistico rappresenta un breve ed energico momento strumentale in cui il primo clarinetto solista espone una cadenza virtuosistica che riduce con molta spontaneità tutta la luce sinora diffusa. Il nuovo segmento, caratterizzato dall’indicazione “Larghetto”, presenta un nuovo episodio strumentale che favorirà l’intervento della voce solista con “Su dunque avvocata nostra” adagiandosi su un nuovo accompagnamento strumentale; questa volta il cantante raggiunge l’apice con “Gli occhi tuoi pietosi”, ancora più acuto del precedente “Speranza nostra”.
Il “Movimento di gondola” (così riporta la partitura), dal leggero intervento dinamico della banda, presenta la terza parte del testo “E Gesù benedetto”. Tali parole vengono sorrette da un suggestivo accompagnamento ritmico che rende fluttuante questo nuovo segmento. L’intervento dell’oboe tratteggia nuovamente l’itinerario melodico precedentemente affidato alla voce e riemerge quella leggerezza dinamica già sapientemente architettata dal maestro Luiso. Il pianissimo dell’organico strumentale che sostiene le parole “O Clemente, o Pia”, confermato dal “Grazioso”, è l’ultimo atto che condurrà lentamente verso l’epilogo; il compositore raccoglie le ultime energie e prepara il gran finale. La parola che illumina il fedele è “Maria”: è una chiara richiesta di aiuto del cristiano nel procedere terreno; il tenore è ben preparato per sostenere, con vigore, l’importante suono che desidera lanciare verso il cielo, verso la Madre di Dio. Il finale strumentale ripropone elementi melodici presentati nell’introduzione che consolidano il suggestivo percorso melodico e, per i cultori, anche quello armonico.
L’esecuzione di questa gemma sonora ogni anno suscita tantissima emozione tra i salicesi. Il direttore d’orchestra, Marco Grasso, ha dimostrato notevole sensibilità musicale nel gestire l’organico bandistico e il tenore Marco Miglietta, voce attenta ed accattivante, ha offerto una prestazione di alto livello. Come ha sottolineato il direttore Marco Grasso, "Ha colpito in particolare la naturalissima conduzione musicale di Marco Miglietta, e la sua sicura tecnica vocale, che ha reso possibile un acuto finale preciso e di grande effetto". La “Salve Regina” di Salice Salentino rappresenta un’indiscussa “opera d’arte” della tradizione musicale pugliese da custodire e tramandare nei secoli.
Il Programma dei Festeggiamenti della Madonna della Visitazione
I giorni della festa sono ricchi di eventi religiosi e civili, che si svolgono tradizionalmente dal 30 giugno al 3 luglio. L'attesa si fa fervente, con i salicesi che non esitano a sfidare l’afa e la calura delle serate estive per partecipare agli appuntamenti.
- 25 giugno: Piazza Plebiscito, dalle 20.30, la “Cena in Bianco”. Giunta alla sua quinta edizione, questo evento invita i partecipanti a realizzare un tavolo con più sedute, tutto rigorosamente in bianco (tovaglie, complementi, piatti e pietanze), e a vestirsi di bianco, per una festa che celebra la rinascita, la semplicità e la bellezza.
- 30 giugno: La processione eucaristica del "Venerabile", accompagnata dall'Associazione Musicale "Francesco Mazzei" di Salice Salentino. Quest'anno, la processione è stata affiancata dalla presenza della statua di San Francesco d'Assisi. La serata culmina con la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Monsignor Domenico Caliandro, Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni, e l'Adorazione Eucaristica.
- 1° luglio: Presso il Convento alle ore 19 si tiene la santa messa, seguita alle ore 20 dalla solenne processione della Madonna della Visitazione per le vie principali del paese. Questa processione, accompagnata dal Gran Concerto Bandistico “Città di Francavilla Fontana” diretto dal maestro Emir Krantja, prevede la famosa sosta in Piazza Plebiscito per il canto della "Salve Regina".
- 2 luglio: Giorno della solennità della Madonna della Visitazione, con sante messe al convento alle ore 7:30, 8:30 e 10:30. Alle 19, la solenne concelebrazione è presieduta da S.Ecc. Mons. Giovanni Intini, arcivescovo di Brindisi-Ostuni.
- 3 luglio: La fanfara dei bersaglieri percorre le vie del paese. Dalle 21 in Piazza Plebiscito si tiene lo spettacolo “I migliori Anni - Gli anni 70” contro “Gli anni 90”, una sfida musicale che coinvolge il pubblico nel decretare i vincitori.
A incorniciare i giorni di festa, le spettacolari luminarie, curate dalla ditta "Antonio Santoro" da Alessano, e i fuochi pirotecnici, curati dalla ditta pirotecnica “Vito d'Oronzo” di Guagnano. "La festa torna nella sua cornice più naturale, Piazza Plebiscito, recentemente rinnovata", sottolinea il sindaco Mimino Leuzzi.

Altre Importanti Ricorrenze Religiose a Salice Salentino
Oltre alla Fiera della Madonna della Visitazione, Salice Salentino celebra altre importanti festività che scandiscono l'anno religioso e culturale del paese.
Madonna del Latte (3 Luglio)
In questo giorno si svolge il pellegrinaggio alla “Cona”, antica chiesetta campestre, oggi restaurata e ingrandita, che racchiude un antico affresco raffigurante la Madonna nell'atto di allattare Gesù Bambino. Il pellegrinaggio nel passato veniva fatto, nei periodi di siccità, processionalmente con la statua di San Francesco d'Assisi, per intercedere la grazia della pioggia per i raccolti; alcuni pellegrini vi si recavano scalzi, aggravati da pesi o flagellanti. La festa della Madonna del Latte è stata istituzionalizzata il 3 luglio del 1995. Ogni anno, nelle ore pomeridiane del 3 luglio, il pellegrinaggio si conclude con la celebrazione della messa sull'altare situato nel grande spiazzo che circonda la chiesetta.
San Francesco d'Assisi (4 Ottobre)
Questa è la festa del Santo Patrono, molto sentita dai Salicesi. La statua seicentesca del Santo, in cartapesta, è portata in processione per le vie del paese. Piatto tradizionale da consumare in questo giorno è la prima cicoria selvatica della stagione preparata con sugo di carne di maiale (cicore a caulata).
Sant'Antonio Abate (17 Gennaio)
Questa festa di antiche tradizioni popolari si svolge da alcuni anni nella piazza del mercato ed è caratterizzata dall'accensione di un grande falò (fòcara) realizzata con centinaia di fasci di tralci di vite (fascine te sarmiente). Si conclude con uno spettacolo di fuochi d'artificio in onore del Santo.
L'Importanza della Tradizione e della Comunità
La festa della Madonna della Visitazione, di origine francescana, è uno degli appellativi con cui la Chiesa Cattolica venera Maria, Madre di Gesù, colei che porta la grazia per eccellenza. Come afferma Fra' Sebastiano A. Sabato, Rettore della Rettoria della Visitazione, "Per noi salicesi, la Fiera è la Festa di tutti, delle nostre famiglie devote a Maria e a suo Figlio Gesù, centro della nostra vita". I salicesi portano avanti una tradizione antica, fatta di devozione, radici, storia, appartenenza.
Come ben espresso dal Prof. Antonio Gagliardi: “Salice contempla e vive la sua Visitazione attraverso i richiami di un passato che risulta sempre attuale ed irrinunciabile, perché vissuto con fede ed amato e custodito nel cuore di ciascun salicese come la più preziosa eredità degli avi”. La festa-fiera Madonna della Visitazione, pur avendo subito i naturali cambiamenti nell’avvicendarsi delle epoche, è così radicata nel DNA dei salicesi che mai e poi mai rinuncerebbero ad essa, evidentemente fonte imperdibile di una speciale grazia e gioia.