Origini e riscoperta documentale
Nel 2024, durante la ricognizione dei libri parrocchiali nell'Archivio della Chiesa dei Santi Rocco e Martino di Falciano del Massico, è stato rinvenuto un importante documento risalente al 1704. Si tratta del resoconto della Visita Pastorale effettuata dal Vescovo di Carinola, Mons. Alfonso del Balzo, che contiene la relazione del parroco Don Tommaso Taffuri sulla Congrega Sacro Monte dei Morti e Maria Santissima del Suffragio.
La Congrega fu fondata nel 1685, in seguito alla grave pestilenza del 1656. Dopo la soppressione avvenuta durante il periodo napoleonico, il sodalizio fu rifondato nel 1847. Il documento originale, recuperato e restaurato, rappresenta oggi una fonte primaria fondamentale per la storia religiosa locale.

Struttura e finalità del Monte dei Morti
Secondo le memorie trascritte nel documento del 1704, l'Altare della Beata Vergine del Suffragio ospitava il Sacro Monte dei Morti, annesso all'Arciconfraternita di Roma. L'altare, ornato di stucchi, fungeva da centro spirituale per i confratelli e le consorelle. La gestione era affidata a due Economi, incaricati di amministrare le entrate derivanti dalle terre e dalle quote annuali dei membri.
Obblighi e opere di carità
Il compito principale del sodalizio riguardava il suffragio delle anime del Purgatorio e l'assistenza funebre agli associati. Tra le attività principali si annoveravano:
- La celebrazione di Messe per i defunti (novene e messe cantate).
- La fornitura di una cassa funebre per i confratelli.
- La questua estiva per il mantenimento della devozione.
- Il pagamento dei diritti funebri alla Mensa Vescovile e al parroco.

L'Arciconfraternita a Chieti: un modello di riferimento
La storia del Monte dei Morti trova paralleli significativi nell'esperienza di Chieti, dove la Confraternita del Suffragio assunse il titolo di Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti a fine Settecento. Qui, la distinzione tra fratelli vocali (amministratori) e fratelli di devozione (iscritti per suffragio) era netta e regolamentata.
Già dal 1603, il sodalizio teatino organizzava la Processione del Venerdì Santo, avvalendosi di regole severe e di una struttura gerarchica che garantiva la gestione esemplare di un cospicuo patrimonio, destinato in gran parte alla celebrazione di migliaia di Messe di suffragio, meticolosamente registrate nei libri contabili dell'epoca.
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Evoluzione normativa e statutaria
Con il rescritto reale del 4 dicembre 1824, furono uniformati i regolamenti delle congregazioni, ponendo l'accento sugli esercizi di pietà e sui doveri cristiani. Nel corso del XX secolo, il sodalizio ha continuato ad evolversi: nel 1968, l'Arcivescovo emanò un nuovo Statuto in linea con il Concilio Vaticano II, eliminando la dicitura "Nobile" e modernizzando le finalità del sodalizio. Nel 2006, Mons. Bruno Forte ha conferito all'Arciconfraternita un nuovo statuto specifico, integrando le norme con gli Accordi tra Stato e Santa Sede del 1984.