Il Patrimonio Culturale Italiano: Tra Sacri Monti, Residenze Reali e Architetture Moderne

L'Italia settentrionale vanta un patrimonio culturale e architettonico di straordinaria ricchezza, testimone di secoli di storia, arte e spiritualità. Da complessi devozionali integrati nel paesaggio a prestigiose residenze nobiliari e avanguardistiche città industriali, il territorio offre un mosaico di siti riconosciuti a livello mondiale.

I Sacri Monti: Percorsi di Fede, Arte e Paesaggio

Origini e Valore dei Sacri Monti

I nove Sacri Monti, situati nelle montagne dell’Italia del nord - specificatamente a Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga - sono costituiti da altrettanti distinti complessi di cappelle e architetture sacre eretti tra il XVI e il XVII secolo. Questi monumentali luoghi di preghiera nacquero in Europa in alternativa ai pellegrinaggi in Terra Santa, divenuti sempre più difficili per i fedeli a causa dell’espansione della cultura islamica, e come risposta alla Riforma Protestante. Alla loro realizzazione parteciparono i migliori artisti della tradizione artistica lombarda tardo-rinascimentale e barocca.

Questi complessi architettonici, distribuiti lungo le pendici di un’altura, sono pensati per indurre i visitatori a seguire un percorso fisico e spirituale, un vero e proprio pellegrinaggio attraverso un itinerario simbolico di stazioni monumentali che rendono sacro lo spazio naturale. In aggiunta al loro profondo significato simbolico e spirituale, i Sacri Monti possiedono notevoli doti di bellezza e gradevolezza, risultando armoniosamente integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi; contengono inoltre reperti artistici di assoluto rilievo, in forma di sculture e affreschi.

Mappa o infografica dei nove Sacri Monti dell'Italia settentrionale

Il Riconoscimento UNESCO e la Definizione di Paesaggio Culturale

Con questa motivazione, nel 2003 l’UNESCO ha iscritto il sito “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” nella Lista del Patrimonio Mondiale. Questi siti rientrano nella categoria dei paesaggi culturali, definiti all’articolo 1 della Convenzione come “creazioni congiunte dell’uomo e della natura”. Tali paesaggi illustrano l’evoluzione di una società e del suo insediamento nel tempo sotto l’influenza di costrizioni e/o opportunità presentate, all’interno e all’esterno, dall’ambiente naturale e da spinte culturali, economiche e sociali.

I percorsi e gli itinerari dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Patrimonio dell'Umanità UNESCO, consentono di immergersi nella loro atmosfera e scoprire le loro caratteristiche storiche e artistiche. Le cappelle, al loro interno, illustrano scene sacre con pitture e statue molto evocative e spesso di grande qualità artistica.

Viaggio in Italia nel Patrimonio Unesco: Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia

La Gestione e Promozione dei Sacri Monti da Parte della Regione Piemonte

La Direzione regionale Promozione della Cultura del Turismo e dello Sport della Regione Piemonte svolge un ruolo cruciale nella tutela e valorizzazione di questi siti. A seguito dell’approvazione della legge che riordina il sistema delle aree protette regionali e introduce una nuova disciplina per i sette Sacri Monti piemontesi, tale Direzione svolge attività di indirizzo e verifica sull’Ente di Gestione dei Sacri Monti, un ente strumentale della Regione Piemonte. Essa è inoltre coinvolta attivamente nella gestione del sito UNESCO “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” ed è referente per la gestione dei finanziamenti ministeriali destinati ai siti UNESCO, in base a leggi regionali e nazionali.

L'Esposizione Fotografica sui Sacri Monti al Castello di Casale Monferrato

Una mostra dedicata ai Sacri Monti ha offerto una prospettiva unica sulla loro bellezza. Vi sono stati esposti 56 pannelli con fotografie di Marco Beck Peccoz, le quali colgono la straordinaria ricchezza artistica e paesaggistica dei nove Sacri Monti prealpini. Le immagini sono concepite per suscitare l’interesse e l’emozione dei visitatori, per indurli a conoscere e visitare questi luoghi ricchi di storia e spiritualità dal fascino ancora vivo e attuale. Il fotografo cattura, in scorci di particolare suggestione, l'interazione con la luce e i dettagli delle scene sacre.

L’esposizione, frutto della collaborazione fra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, è stata inaugurata venerdì 10 maggio 2019 alle ore 18 e si è potuta visitare al secondo piano del Castello di Casale Monferrato, durante i fine settimana e i festivi tra le ore 10 e le 19.

Foto di una cappella interna di un Sacro Monte, in particolare evidenza artistica

Le Prestigiosità delle Residenze Reali Sabaude di Torino

La Realizzazione del Complesso UNESCO

I Savoia, dopo aver trasferito la capitale da Chambéry a Torino nel 1562, tra la fine del Cinquecento e la metà dell’Ottocento affidarono ai principali architetti e artisti della propria corte la realizzazione di prestigiose residenze. Queste dimore monumentali furono la testimonianza del crescente potere acquisito dalla dinastia in Italia e in Europa. Dal 1997, tali residenze sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

Panoramica aerea del complesso delle Residenze Reali Sabaude a Torino

Le Dimore Patrimonio Mondiale a Torino

A Torino, fanno parte del Patrimonio Mondiale diverse strutture di inestimabile valore storico e artistico. Tra queste figurano: Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Chiablese, Palazzo Carignano, l'Armeria Reale, l'Archivio di Stato, Palazzo della Prefettura, la Cavallerizza Reale, l’ex Accademia Militare, l’ex Zecca di Stato, la facciata del Teatro Regio, il Castello del Valentino e Villa della Regina.

Il Complesso Industriale e Urbanistico Olivetti di Ivrea

L'Evoluzione Architettonica dello Stabilimento Olivetti

Il punto di partenza dell'eredità Olivetti è l’edificio in mattoni rossi in cui l’azienda di Camillo Olivetti iniziò a produrre le prime macchine da scrivere dal 1908. Tra il 1939 e il 1957, lo stabilimento fu ingrandito per quattro volte da architetti del calibro di Luigi Figini, Gino Pollini, Annibale Fiocchi e Ottavio Cascio. Queste espansioni includevano strutture come la suggestiva e trasparente copertura in ferro e vetro progettata da Eduardo Vittoria per l’Officina H, emblema di un'architettura industriale all'avanguardia.

Foto storica dello stabilimento Olivetti di Ivrea

Lo Sviluppo Urbano Integrato: La Città Olivettiana

Attorno agli stabilimenti e agli uffici, furono costruiti interi pezzi di città, secondo una visione urbanistica che integrava il lavoro con la vita sociale. Tra il 1939 e il 1941, Figini e Pollini progettarono e realizzarono l’asilo nido di Borgo Olivetti, caratterizzato dal suo linguaggio moderno e dall'uso di materiali di provenienza locale. Verso la metà degli anni Cinquanta, fu eretto l’edificio dei Servizi Sociali (con ambulatori e biblioteca), distinguibile per la sua struttura sorretta da eleganti pilastri esagonali in granito bianco.

Nel periodo 1941-42, Figini e Pollini iniziarono anche la costruzione del quartiere Castellamonte, con i sette Edifici per famiglie numerose. Questo progetto fu proseguito nel dopoguerra con i disegni di Marcello Nizzoli e Gian Mario Olivieri, che portarono alla realizzazione delle sei Case unifamiliari per dirigenti (1948), della Casa a quattro alloggi (1952) e dell’Edificio a 18 alloggi (1954-55), testimonianza di un'attenzione unica al benessere dei dipendenti e alla qualità dell'ambiente abitativo.

Foto dell'asilo nido di Borgo Olivetti o degli edifici residenziali di Castellamonte

Piazza Castello e il Centro Storico di Torino: Cicatrici della Guerra

Il Bombardamento del 1943 e i Danni al Patrimonio

La città di Torino ha subito gravi ferite durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolare, gli isolati tagliati da via Palazzo di Città e compresi fra le vie Garibaldi, XX Settembre, vicolo San Lorenzo e Piazza Castello furono interessati dal bombardamento del 13 luglio 1943. Danni molto gravi si registrarono sul fronte verso Piazza Castello, in particolare tra i civici 157 e 181, alterando profondamente il tessuto storico e architettonico di una delle piazze più iconiche della città.

Foto storica dei danni a Piazza Castello dopo il bombardamento del 1943

Il Castello di Valperga e il Paesaggio Viticolo

Storia e Trasformazioni del Castello di Valperga

Nell'ambito del Sacro Monte di Valperga, emerge anche il profilo di un castello con una storia complessa. Il castello è stato di proprietà di diversi nobili, tra cui i Conti Coardi di Carpenetto, che ne furono i proprietari dal 1776. Nelle sue vicinanze si trova "Roc", un affioramento granitico di fronte al luogo di sepoltura di questa famiglia. Fino all'inizio del Settecento, sulla sommità del terreno pianeggiante era presente la cappella rurale di San Tommaso, dove oggi è collocata l'installazione “L’invisibile”, opera "site specific" realizzata nel 2018 dall’artista Enrico Minguzzi.

Il Contesto Viticolo e la Chiesa Locale

Nei secoli passati, i versanti sud e sud-est del castello erano ampiamente coltivati a vigneti, disposti su terrazzamenti delimitati da muri a secco. Per molti secoli, la coltivazione della vite ha rappresentato una parte importante dell'economia locale, con estesi appezzamenti sia in pianura che in collina, un'attività ancora oggi presente grazie all'Associazione Vignaioli Valperghesi (www.vignaiolivalperghesi.it). Inoltre, la chiesa locale, costruita dal curato Don Martino Ughetto probabilmente dopo la prima metà del XVII secolo al posto della cappella della Madonna di Oropa, fu completata nel 1765 con l’aggiunta di un piccolo campanile, arricchendo ulteriormente il patrimonio storico-religioso del territorio.

Foto del Castello di Valperga con i vigneti circostanti

Viaggio in Italia nel Patrimonio Unesco: Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia

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