La Chiesa di San Marco Evangelista a Borghetto sul Mincio

La Chiesa di San Marco Evangelista, parrocchiale di Borghetto, frazione di Valeggio sul Mincio (Verona), è un edificio di notevole interesse storico e artistico. Situata a poca distanza dal fiume Mincio, sulla sinistra orografica, questa chiesa risale al XVIII secolo ma affonda le sue radici in epoche ben più antiche. Fa parte del vicariato di Villafranca-Valeggio, nella provincia e diocesi di Verona.

Vista esterna della Chiesa di San Marco Evangelista a Borghetto sul Mincio

Cenni Storici e Origini Romaniche

Le Radici Antiche e le Prime Menzioni

In numerosi documenti viene citata un'antica e venerabile pieve di Valeggio con funzione autonoma, ma non è sempre stato chiaro quale, fra le chiese di Valeggio, potesse essere stata in passato identificata in questo modo. Studi recenti confermano che la pieve non era la chiesa di Borghetto, ma la chiesa di San Pietro, parrocchiale di Valeggio. La chiesa di Borghetto era invece di diritto privato e feudale, appartenendo per investitura imperiale ai monaci benedettini.

Della chiesa romanica sopravvivono alle aggiunte e alle modifiche successive due finestre absidali, che erano utilizzate per il calcolo equinoziale della Pasqua. Al periodo romanico risalgono anche porzioni di fondamenta, oltre a parti della navata nord e del muro di un deposito, sempre orientato a nord. Si ritiene che la chiesa romanica fosse più lunga rispetto alla parte di essa che si può osservare ora.

Il Periodo Scaligero e Visconteo

Nel XIV secolo, il nucleo di Borghetto divenne proprietà degli Scaligeri. Con esso, gli Scaligeri acquisirono i diritti su chiesa, castello e cimitero. L'acquisizione fu effettuata tra il 1324 e il 1331 dal fattore scaligero Giovanni del Leone, escludendo però i monaci di Borghetto. Solo nel 1355 si completò l’investitura: gli Scaligeri acquisirono il ponte di legno, insieme alla possibilità di riscuotere i pedaggi per il passaggio sul fiume attraverso lo stesso ponte.

Successivamente all’abbandono del borgo da parte degli Scaligeri e con l'arrivo dei Visconti agli inizi del Quattrocento, la chiesa divenne proprietà della comunità, anche se alcuni privati conservarono il diritto sulle cappelle e del passo sul Mincio. Nonostante le poche informazioni sul XV secolo, la chiesa ebbe un periodo fortunato, tanto da essere citata come parrocchia, nel 1526, nelle visite pastorali.

La chiesa di Borghetto era denominata "Santae Mariae del Borghetto" o "della Mason". La chiesa del primo periodo veneto era una somma di ampliamenti e modifiche della chiesa romanica. Con ogni probabilità, raggiungeva già la lunghezza della chiesa attuale, ma era più bassa. Dell’edificio dell'epoca dei Visconti si possono ancora osservare alcuni affreschi: il primo, nella navata nord, ha come soggetto San Bartolomeo; un altro, nel presbiterio, rappresenta San Domenico e San Francesco.

Dalle Tre Navate all'Unica Nave

Nel primo periodo veneto la chiesa presentava ancora tre navate, che furono ridotte a una dopo il 1670. Erano presenti cinque altari privati, appoggiati alle pareti. Uno di questi, collocato verso la porta, era dedicato alla Madonna della Mason. Esternamente era presente un altro altare dedicato alla B. V. della Mason, successivamente chiuso; l’immagine dipinta fu spostata nella cappella della B. V.

Dopo i lavori di restauro della parte antica, conclusi nel 1594, il vescovo intervenne per cambiare l’intitolazione della chiesa: da quel momento la chiesa di Borghetto e il suo altare maggiore furono dedicati a San Marco Evangelista. Si hanno testimonianze di un saccheggio da parte dei Lanzichenecchi nel 1635, evento che portò numerosi danni all’edificio. Nel 1670 circa, il vescovo concesse l’ampliamento del fornice in mezzo alla chiesa: le tre navate vennero ridotte a una e la cappella della B. V. Maria della Mason fu ampliata nel 1720.

La chiesa visibile oggi risulta essere un ampliamento in altezza della precedente, con navata unica e una nuova facciata. La facciata appariva così composta: erano presenti la porta con due finestre laterali ed un'apertura tonda nella parte superiore. Le tombe interne sono state rimosse e le loro lapidi sono state spostate nel cimitero adiacente.

Verso l'Autonomia Parrocchiale

Le piene del Mincio, al tempo violente e poco controllate (data la mancanza della diga nei pressi di Monzambano-Salionze, entrata in funzione solo nel 1960), rendevano difficoltoso il passo del fiume e il collegamento con Valeggio. Questa situazione portò la comunità di Borghetto a voler diventare parrocchia autonoma da Valeggio e alla costruzione del nuovo cimitero, oltre il fiume, in uso dal 1883.

Nel 1926 il curato Lorenzo Dall’Agnola venne nominato rettore e fu istituita così la rettoria a Borghetto, che diventerà parrocchia, insieme alla chiesa nella frazione di Vanoni-Remelli, solo il 22 ottobre 1952.

BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA, BORGHETTO VALEGGIO SUL MINCIO e il MISTERO DEI TEMPLARI | ENG Subs |

Architettura e Opere d'Arte

L'Esterno: Facciata e Campanile

La facciata, in stile neoclassico, è visibile dal ponte di legno e presenta una iscrizione parziale in latino, «D. O. M. in honorem S. Marci Ev. A.». Il timpano è abbozzato, non concluso alla base e chiuso in alto dai cornicioni e dagli spioventi del tetto. Un secondo timpano si trova sopra la cornice, in marmo, della porta d’ingresso, posta in cima a 4 gradini.

La chiesa è dotata di un campanile di epoca scaligera, posto sulla sinistra dell’edificio, che inizialmente era una delle torri del castello. Il campanile ospita un concerto di sei campane, la maggiore delle quali in Sib3. Le dediche delle campane sono (in ordine di dimensioni decrescente): Cristo Risorto, Maria Regina della Pace, San Giuseppe, San Marco, Santi Pietro e Paolo, Papa Giovanni Paolo II.

Campanile della Chiesa di San Marco Evangelista a Borghetto, un tempo torre difensiva

L'Interno: Navata, Cappelle e Altari

La chiesa, a navata unica, presenta quattro cappelle. A sinistra, a partire dal fondo, sono dedicate a Santa Maria di Borghetto e a San Giuseppe. A destra, sempre dal fondo, si trovano altre due cappelle. Fra i capitelli legati alla chiesa, di notevole importanza è quello posto alla sinistra dell’entrata: qui era posta una statuetta lignea, opera di Silvio Rigetti, che raffigurava la Madonna di Borghetto.

Cappelle Laterali

  • La prima cappella a sinistra presenta un altare in stile neoclassico, sovrastato da una raffigurazione, realizzata da Giovanni Battista Caliari e risalente al 1835, della Vergine in trono con il Bambino alla sua destra. Dietro questa tela sono presenti i resti dell'affresco originale della Madonna della Mason, che è stato rovinato irreversibilmente nel 1720, quando si tentò di spostarlo nel nuovo altare.
  • La cappella dedicata a San Giuseppe presenta, oltre alla statua del santo con il Bambino, la raffigurazione di una corona del rosario, particolare che ricorda la vecchia titolazione alla Madonna della Neve.
  • Nella prima cappella a destra, è presente un altare la cui dedicazione specifica non è menzionata nel testo.

Altare Maggiore

L’altare maggiore fu intitolato a San Marco Evangelista nel 1594. L’altare presente ora risale al 1809, data che corrisponde alla ricollocazione da altra chiesa ed è riportata sul retro della struttura. Su di esso sono poste le statue dei santi patroni: San Marco al centro, San Barnaba Apostolo e Santa Concordia ai lati. Le tre statue sono in pietra gallina veronese e quella di San Marco appare più recente delle altre due. Una seconda statua di San Marco Evangelista è posizionata nel coro, posto nell’abside. Pur essendo molto antica, a causa della mancanza di menzioni all’interno dei documenti sulle visite pastorali, è di difficile datazione.

Dettaglio dell'altare maggiore con le statue di San Marco, San Barnaba e Santa Concordia

Affreschi e Tele

Sono presenti numerosi affreschi, di cui alcuni risalgono ad epoca gotica o barocca. Sul muro di sinistra, in un tondo, si può osservare un frammento di un affresco dedicato a San Bartolomeo. Un affresco raffigurante San Francesco e San Bernardino da Siena è stato ora ricollocato in presbiterio: è di forma rettangolare e faceva sicuramente parte di un affresco più grande, probabilmente quattrocentesco.

Nell’abside è raffigurato il Buon Pastore, con una pecorella in braccio e il gregge attorno a sé, opera novecentesca di Pino Saoncella. Dello stesso artista si possono osservare 10 scene tratte dal Vangelo, poste sotto alle finestre della navata. Infine, è possibile osservare una tela raffigurante l’Annunciazione, posta sull’arco del presbiterio. È di forma semicircolare ed è circondata da un affresco con fantasia vegetale. Il quadro, una volta posto sopra la porta principale, raffigura Maria in preghiera sulla sinistra, con l’arcangelo Gabriele sulla destra.

Particolare degli affreschi interni della Chiesa di San Marco Evangelista

Interventi di Restauro e Manutenzione

Un recente intervento ha previsto il restauro e la manutenzione straordinaria della copertura e delle facciate, con modifiche interne della canonica e agli impianti. Particolarmente delicato è stato l’intervento sulla copertura, in cui sono stati sostituiti alcuni elementi lignei dell’orditura secondaria e mantenuti inalterati gli elementi lignei di orditura primaria, restaurandoli e riportandoli al loro originale aspetto.

Sulla destra del sagrato, infine, vi sono iscrizioni su marmo che ricordano le principali battaglie combattute sulle rive del Mincio.

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