Il Cammino Neocatecumenale e l'Ispirazione della Sacra Famiglia di Nazareth

Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica post-battesimale, riconosciuto come valido per la società e i tempi attuali, e al servizio dei vescovi per la trasmissione della fede. Attualmente, fa riferimento a un gruppo formato da più di 20.000 comunità in 134 nazioni, all'interno di parrocchie della Chiesa Cattolica. Questo percorso di riscoperta del Battesimo, attraverso tappe specifiche, ha uno Statuto proprio approvato da San Giovanni Paolo II e in forma definitiva da Benedetto XVI nel 2008. È un cammino di iniziazione cristiana ispirato dallo Spirito Santo dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, attraverso l'annuncio del Kerigma: Gesù Cristo morto e risorto.

Mappa della diffusione globale del Cammino Neocatecumenale

Le Origini e i Fondatori del Cammino

Nascita in Ambienti di Margine

Il Cammino Neocatecumenale nacque nel 1964 in Spagna, in ambienti piuttosto degradati della società. Le baracche di Palomeras Altas, a Madrid, raccoglievano vagabondi, analfabeti, delinquenti, immigrati, poveri ed emarginati. Momento cruciale di questa storia fu l'arrivo a Palomeras Altas di Francisco José Gómez Argüello, conosciuto come Kiko. Il pittore spagnolo, Premio Nazionale di Pittura nel 1959, abbandonò tutto per ritirarsi in povertà nelle baracche, vivendo col solo supporto della fede, dopo una crisi esistenziale che lo portò a scoprire nella sofferenza degli innocenti il mistero di Cristo crocifisso.

A Kiko si unì un'altra spagnola, Carmen Hernández, che insieme a lui rappresenta la co-fondatrice del Cammino. Laureata in chimica, si formò in seguito nell'Istituto delle Missionarie di Cristo Gesù e ottenne la licenza in Teologia presso i Domenicani di Valencia, scoprendo il rinnovamento del Concilio Vaticano II. Dopo aver trascorso due anni in Israele, a contatto con la tradizione viva del popolo ebraico e dei luoghi della Terra Santa, tornò a Madrid con la speranza di formare un gruppo missionario.

L'Ispirazione della Sacra Famiglia di Nazareth

In questa situazione di povertà e condivisione con gli ultimi della terra, Kiko ricevette un'ispirazione dalla Vergine Maria: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode”. Questo modello divenne il cuore dell'identità delle comunità neocatecumenali. Questa nuova esperienza catechetica, nata nel processo di rinnovamento suscitato dal Concilio Vaticano II, fu accolta positivamente dall'allora Arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, che incoraggiò gli iniziatori a diffonderla nelle parrocchie che la richiedevano.

Icona della Sacra Famiglia di Nazareth in stile neocatecumenale

Dopo aver formato la prima comunità tra i poveri, Kiko e Carmen furono invitati da alcuni parroci di Madrid e della Spagna a portare questa esperienza nelle loro parrocchie. Kiko e Carmen arrivarono a Roma nel luglio del 1968, sostenuti da Mons. Dino Torreggiani, un sacerdote italiano fondatore dell'Istituto dei Servi della Chiesa. Inizialmente, il rinnovamento del Concilio era solo agli inizi e l'iniziativa stentò a decollare. Il Cammino cominciò poi ad estendersi in altre parrocchie, e all'equipe, composta da Kiko e Carmen, si unì il Padre Mario Pezzi. Attualmente, l'Equipe responsabile internazionale del Cammino Neocatecumenale è composta da Kiko Argüello, María Ascensión Romero (dopo la morte di Carmen Hernández il 19 luglio 2016) e Padre Mario Pezzi.

Principi e Struttura del Cammino Neocatecumenale

Il Modello della Comunità e della Famiglia

Il Cammino Neocatecumenale si basa su un tripode: Parola di Dio - Liturgia - Comunità. Le persone scelte come adepti, a cui i neocatecumenali si rivolgono principalmente, sono laiche già battezzate o poco convinte della propria fede cattolica. Un principio fondamentale è l'organizzazione in famiglie, che si riuniscono poi in comunità, rendendo la convivenza uno degli aspetti principali. All'interno di questo modello, il contrasto tra membri della famiglia è gestito attraverso il dialogo e la preghiera, parlando insieme senza litigare se ci sono dubbi o sensazioni diverse.

Uno degli aspetti più noti e talvolta criticati dell'esperienza neocatecumenale è la regola sulla riproduzione. I neocatecumenali vietano categoricamente ogni metodo contraccettivo, che sia artificiale o naturale, ritenendo il rapporto sessuale esclusivamente finalizzato alla riproduzione e alla crescita della famiglia per avere nuovi adepti. Per questo, le famiglie neocatecumenali sono spesso molto numerose, con tanti figli.

L'Itinerario di Formazione e le Tappe

La formazione all'interno del Cammino Neocatecumenale è continua, e i genitori sono considerati i principali insegnanti, tenuti a formare i propri figli in maniera perfetta, perché ogni neocatecumenale deve conoscere le Sacre Scritture. Ci sono diverse tappe o fasi, che iniziano con una catechesi iniziale e culminano con un pellegrinaggio in Terra Santa. Una fase pre-catecumenale di circa 2 anni inizia con l'invito del parroco nella propria parrocchia per parlare, continua con incontri e si conclude con una convivenza di qualche giorno.

Lo step che consente di passare da una fase all'altra del Cammino è chiamato scrutinìo: in queste sessioni i catechisti interrogano ogni membro della comunità con domande molto specifiche, anche intime e personali. La preghiera è fondamentale, così come i canti e le messe, che sono obbligatorie e rappresentano momenti cruciali della vita comunitaria.

Immagine di una celebrazione liturgica neocatecumenale

I Carismi e la Missione Evangelizzatrice

Appaiono i primi frutti e carismi di evangelizzazione propri di questa realtà ecclesiale. Uno dei principali carismi, o frutti del Cammino, è quello dei catechisti itineranti, grazie ai quali il Cammino si è diffuso nei cinque continenti. Il catechista itinerante resta unito alla propria parrocchia e comunità, alla quale ritorna regolarmente per partecipare al cammino della propria comunità. Nelle diverse modalità di evangelizzazione, si rende necessaria la presenza di uomini e donne celibi, che abbiano ricevuto una vocazione missionaria per sostenere, accompagnare ed evangelizzare.

Dal 1990, anno delle prime ordinazioni, sino al 2019, sono 2.590 i sacerdoti ordinati nei vari Seminari Redemptoris Mater. Questi seminari, eretti da un vescovo diocesano, accolgono giovani che hanno scoperto la loro vocazione grazie all'Iniziazione Cristiana attuata nel Cammino Neocatecumenale, e si caratterizzano per essere diocesani, missionari e internazionali.

Un altro frutto significativo sono le famiglie in missione. Nel 1985 Kiko, Carmen e Padre Mario presentarono a San Giovanni Paolo II un progetto per rievangelizzare il nord Europa, inviando famiglie missionarie accompagnate da un sacerdote. Il Papa accolse con grande entusiasmo l'iniziativa. Oggi, oltre 1.640 famiglie con circa 5.800 figli sono in missione in 108 Paesi dei 5 continenti. Queste famiglie, dopo anni di cammino di formazione post-battesimale, si offrono per andare in missione, lasciando le comodità dei loro luoghi d'origine, per radicarsi nelle chiese locali e collaborare alla formazione di nuove comunità cristiane.

Dal 2006, con Benedetto XVI, è stata inaugurata la nuova forma di evangelizzazione delle Missio ad gentes, composte da un presbitero e 4-5 famiglie con i loro figli. Papa Francesco, nel 2016 e nel 2018, ha inviato centinaia di queste missioni in tutto il mondo. Vi sono anche le "Comunità in missione", dove intere comunità vanno in missione, anche all'interno delle diocesi di origine, per sostenere la vita cristiana delle parrocchie più in difficoltà.

Il Riconoscimento e il Sostegno della Chiesa

Nel corso dei decenni, numerosi Pontefici hanno riconosciuto il valore positivo del Cammino Neocatecumenale. Già nel 1974, Papa San Paolo VI, in un'udienza concessa alle prime comunità, riconobbe il Cammino come un frutto del Concilio Vaticano II, affermando: “Ecco qui i frutti del Concilio! Voi fate dopo il battesimo quello che la Chiesa primitiva faceva prima: il prima o il dopo, direi, è secondario. Il fatto è che voi mirate all’autenticità, alla pienezza, alla coerenza, alla sincerità della vita cristiana. E questo è un merito grandissimo, che ci consola enormemente…”.

I successivi pontefici hanno promosso e riconosciuto il Cammino come frutto e ispirazione dello Spirito Santo in aiuto alla Chiesa. Dagli anni '80, migliaia di giovani del Cammino hanno accompagnato San Giovanni Paolo II nelle Giornate Mondiali della Gioventù. Il Papa inviò personalmente centinaia di famiglie missionarie e nel 1990 riconobbe il Cammino come un “itinerario di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni”.

Papa Francesco incontra Kiko Argüello e i membri del Cammino Neocatecumenale

Anche Benedetto XVI ha accompagnato, sostenuto e incoraggiato lo sviluppo missionario del Cammino, e durante il suo pontificato, nel 2008, gli Statuti sono stati approvati in modo definitivo dal Pontificio Consiglio per i Laici. Papa Francesco ha continuato a esprimere apprezzamento e incoraggiamento per l'operato del Cammino, inviando personalmente famiglie e comunità in missione e sottolineando la gioia della loro fede e l'ardore della loro testimonianza cristiana.

L'Estetica e il Kerigma nel Cammino

L'arte e la bellezza rivestono un ruolo significativo nel Cammino Neocatecumenale, grazie anche al background del suo co-iniziatore, Kiko Argüello. Kiko ha studiato Belle Arti all'Accademia S. Fernando di Madrid e ha fondato un gruppo di ricerca sull'Arte Sacra. Citando Dostoevskij, secondo cui “La bellezza salverà il mondo”, Kiko ha spesso ripetuto che “solo una nuova estetica salverà la Chiesa”. Questa estetica si riflette nelle icone e nelle immagini, che cercano di toccare la profondità dello spirito dei fedeli, aiutandoli a elevarsi a Dio e a essere trasformati spiritualmente.

Esempio di arte sacra neocatecumenale (affresco o icona)

Anche la musica è fondamentale, e il libro dei canti del Cammino è pubblicato in varie lingue, con canti scelti in base alla tappa del percorso in cui si trova la comunità. La Chiesa ha sempre percepito il legame tra bellezza ed evangelizzazione, e nel Cammino Neocatecumenale, la bellezza della liturgia, delle icone e dei canti mira a sostenere l'annuncio del Kerigma, rendendo visibile e tangibile la bellezza di Cristo e della comunione fraterna.

Controversie, Critiche e Testimonianze

Nonostante il riconoscimento ecclesiale, sulla vita neocatecumenale e le sue regole sono state mosse fin da subito diverse critiche e opinioni controverse. Essere un neocatecumenale non è semplice; talvolta si nasce in una famiglia che segue il Cammino e si è costretti a crescere secondo questo insegnamento. Altre volte si vive in una comunità per anni, per poi non riuscire più a reggere lo stile di vita, o cambiare idea e farsi domande.

Critiche della Chiesa

Anche da parte di prelati sono state sollevate critiche riguardo alcuni aspetti neocatecumenali. La Chiesa criticava principalmente la tendenza delle comunità a isolarsi e a escludere gli altri fedeli, praticando messe precluse a chi non faceva parte del Cammino ed essendo rigidi e chiusi verso gli altri. Si notava anche un distacco sempre maggiore dalla diocesi stessa e una preminenza del percorso guidato da laici, che assumevano più importanza dei parroci stessi.

Aspetti Psicologici e Testimonianze Personali

Una delle principali critiche, che accomuna spesso i neocatecumenali a una setta religiosa, è quella di natura psicologica, partendo dall'impegno del percorso, ritenuto da molti eccessivo sia per durata che per contenuti di insegnamento. Si parla anche di veri e propri plagi e abusi psicologici, tra cui il costringere gli adepti ad aprirsi e a confessare cose anche estremamente intime durante gli incontri di scrutinio, dove la persona è seduta al centro della sala dinanzi ai catechisti, circondata dagli altri membri.

Diverse testimonianze critiche sono state riportate, come quella di ex membri che hanno camminato in comunità per molti anni credendo che tutto l'insegnamento provenisse dal Magistero della Chiesa cattolica, per poi ritrovarsi a dubitare dell'itinerario di fede. Un'altra testimonianza riguarda il controllo sulle amicizie, poiché i non credenti o gli esterni al Cammino non sono visti di buon occhio. Ci sono anche racconti di gravi traumi, come la storia di Giacomo, che ha abbandonato il Cammino dopo aver subito molestie e aver visto i propri figli soffrire di terribili conseguenze psicologiche e fisiche, a causa dei traumi subiti all'interno del Cammino.

Il Futuro del Cammino Neocatecumenale

Il Cammino Neocatecumenale continua il suo cammino di neocatechesi con circa 1600 famiglie in missione (dato del 2020). Non tutti gli aspetti delle comunità neocatecumenali sono considerati negativi; al contrario, aspetti come la carità cristiana, l'aiuto reciproco, il rispetto dell'altro, la condivisione e la preghiera sono visti come elementi positivi della cristianità.

Nonostante le critiche e le controversie sulle regole e il pensiero del movimento, il Cammino è ancora oggi in espansione. Negli anni, numerosi incontri con figure importanti della Chiesa, primo fra tutti il Papa, hanno scandito il suo percorso. Il futuro del Cammino Neocatecumenale è incerto: sono sempre di più le persone cresciute in una famiglia neocatecumenale che ne escono o vogliono uscirne, ma nel contempo sono ancora molti i fedeli che intraprendono il Cammino.

Un esempio concreto di successo è riportato da una parrocchia di S. Clemente, dove il Cammino è iniziato nel 1972 e ha portato a "matrimoni ricostruiti, amore alla vita (tanti hanno rinunciato ad abortire, altri si sono aperti alla vita), anziani e ammalati terminali accolti in famiglia e serviti con vero amore cristiano, amore ai Sacramenti". Sono fioriti anche numerosi carismi, tra cui vocazioni al presbiterato, alla vita consacrata, catechisti itineranti e famiglie in missione. Questo percorso di riscoperta del Battesimo continua ad essere proposto ai parroci, come modalità diocesana di attuazione dell'iniziazione cristiana per la trasmissione della fede rivolta a tutti.

Brevi Note Biografiche

Carmen Hernández

Carmen Hernández Barrera, co-fondatrice del Cammino Neocatecumenale, è descritta come una donna eccezionale, importantissima per la Chiesa, innamorata di Cristo, della Scrittura e dell'Eucaristia. Kiko Argüello ha spesso espresso gratitudine per Carmen, che gli "ha sempre detto la verità, costantemente". Era una donna profonda, autentica e libera, molto intelligente, che amava Cristo, la Chiesa e il Papa sopra tutti. Dopo la sua morte il 19 luglio 2016, è stata sepolta nel Seminario Redemptoris Mater di Madrid ed è stata pubblicata la sua prima biografia ufficiale, per far conoscere a tutta la Chiesa una donna che ha vissuto la fede in grado eroico.

Kiko Argüello e i suoi scritti

Kiko Argüello, oltre alla sua carriera artistica e al suo ruolo di iniziatore del Cammino, ha documentato il suo percorso spirituale e l'esperienza del Cammino attraverso i suoi scritti. Il libro "Diari 1988-2014" raccoglie frammenti letterari, pensieri, riflessioni, massime, ricordi e preghiere, suscitati dalle massime di evangelizzazione e catechesi. Questi scritti, pur potendo essere letti senza connessione diretta, seguono il filo storico dell'autore e del Cammino Neocatecumenale, trasmettendo i contenuti specifici del carisma. Il libro rivela una storia piena di gioie e sofferenze, trasparente nella lotta dell'autore per portare avanti con fedeltà l'incarico ricevuto da Dio.

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