La Riapertura della Chiesa di Santa Maria della Neve a San Donato in Poggio: Un Evento della Comunità e del Clero

La comunità di San Donato in Poggio ha celebrato la riapertura della sua storica "chiesina", la Chiesa di Santa Maria della Neve, situata nel centro del borgo. Questa significativa inaugurazione è avvenuta il 15 luglio 2018, dopo oltre tre anni di meticolosi restauri e una straordinaria raccolta fondi che ha coinvolto l'intera comunità.

Foto della Chiesa di Santa Maria della Neve restaurata a San Donato in Poggio

La Storia e la Chiusura dell'Edificio Sacro

La Chiesa di Santa Maria della Neve, affettuosamente chiamata "chiesina" dagli abitanti, è l'unico edificio di culto ubicato all'interno delle mura del borgo medievale di San Donato in Poggio. Documenti storici attestano la sua esistenza già nel 1376, quando era conosciuta come "Chiesa della Compagnia". Inizialmente fungeva da "hospitale" e accoglieva i pellegrini diretti a Roma, gestita da una compagnia di laici. Solo in un secondo momento la Compagnia si dedicò al culto mariano, intitolando la chiesa alla Vergine della Neve. Un elemento notevole all'interno è un dipinto della Madonna del Giglio sull'altare, dove si intravede un Bambino Gesù "cancellato" in un periodo successivo, probabilmente in concomitanza con l'intitolazione al culto mariano.

Di proprietà dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, la chiesa era stata chiusa per motivi di sicurezza. Un sopralluogo condotto dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, in collaborazione con l'architetto Giulio Mazzetti, aveva rivelato la necessità urgente di opere di consolidamento del tetto, quantificate in 100.000 euro. Tale verdetto impietoso fece temere l'alienazione del bene, un'ipotesi che la comunità di San Donato non ha mai voluto prendere in considerazione.

Antica mappa o schema dell'area di San Donato in Poggio

La Mobilitazione della Comunità e il Ruolo del Clero

Di fronte a questa difficile situazione, la comunità si è mobilitata con forza. Grazie alla costituzione del Comitato per la Chiesa di Santa Maria della Neve, sono state avviate numerose iniziative. Tra queste, una petizione popolare quasi plebiscitaria e una lettera inviata all'Istituto Diocesano e al Vescovo, con la quale il Comitato si dichiarava pronto a tentare una raccolta fondi per salvare l'amata chiesa.

Marco Mecacci, presidente del Comitato, ha espresso profonda commozione al termine della funzione religiosa inaugurale: "Sembrava un'operazione quasi impossibile. Invece, lavorando alacramente tutti insieme, passo dopo passo siamo riusciti a coinvolgere nelle nostre iniziative non solo un gran numero di persone che hanno sempre sentito la mancanza delle celebrazioni che nella chiesina si svolgevano regolarmente, ma anche le attività commerciali e produttive del territorio e non, la Banca del Chianti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze." Ha inoltre ringraziato l'Istituto Diocesano e la Diocesi fiorentina per aver subito condiviso gli scopi del Comitato una volta accertata la serietà dell'impegno nella raccolta fondi.

Il sentiero del cielo (Giovanni D'Eramo, 1948)

La Celebrazione di Riapertura e i Messaggi di Speranza

Le porte della Chiesa di Santa Maria della Neve si sono riaperte con la Santa Messa delle ore 18, officiata da don Giuliano Landini, presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Al suo fianco, hanno concelebrato i parroci del luogo: in primis don Luca Zanaga, attuale parroco di San Donato in Poggio, don Marco Nesti, ex parroco di San Donato, e Padre Lorenzo Russo, abate dell'Abbazia di San Michele Arcangelo a Badia a Passignano.

Don Landini ha sottolineato, all'inizio e al termine della funzione, come "la riapertura della chiesa sia stata fortemente voluta dalla comunità, che ne ha custodito e difeso anche la storia, dimostrando grande senso di responsabilità."

Al termine della Santa Messa, è stata letta una missiva dell'Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori, indirizzata a don Luca Zanaga. Monsignor Betori ha espresso "sentimenti di compiacimento e di augurio" per questo momento della vita della comunità. Ha manifestato "il compiacimento di aver restituito al culto un edificio sacro, così caro alla comunità," e la sua gratitudine "per quanti hanno collaborato perché questo potesse accadere." I ringraziamenti sono stati estesi all'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, al Comitato, alle Istituzioni civili, ai professionisti, alle aziende, alle maestranze e a tutta la popolazione e la parrocchia di San Donato.

Nella sua lettera, il Cardinale Betori ha aggiunto: "Non è stato un percorso semplice, ma proprio le difficoltà rendono più felice questo momento di festa comunitaria." Ha concluso con l'auspicio che la chiesa "torni ad essere, nelle forme possibili, un luogo di espressione della fede, un punto di riferimento per la devozione mariana, in sinergia con gli altri luoghi di culto del territorio parrocchiale."

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