Il Sacerdozio Ebraico nell'Antico Testamento

Il sacerdote dell'Antico Testamento era l'uomo adibito al culto, in particolare nel Tempio di Gerusalemme. Il termine ebraico per "sacerdote" è cohen (כּהן, traslitterato anche kohèn), pl. cohanim (כּהנִים, traslitterato anche kohaním).

Origini e Sviluppo del Sacerdozio

Prime Apparizioni e Patriarchi

Le tradizioni della Genesi mostrano i patriarchi che costruiscono altari in Canaan (Gen 12,7-8) e offrono sacrifici (Gen 13,18). I soli sacerdoti che compaiono in questa epoca sono stranieri: Melchisedec, sacerdote-re di Gerusalemme (Gen 14,18-20), e i sacerdoti del Faraone (Gen 47,26).

Il Sacerdozio Levitico

A partire da Mosè, anch'egli levita, sembra farsi strada la specializzazione di questa tribù nelle funzioni del culto. Il racconto arcaico di Esodo 29 esprime il carattere essenziale del sacerdozio levitico: essa è eletta e consacrata da Dio stesso per il suo servizio. I leviti sono allora i sacerdoti per eccellenza (Gdc 17,7-13) e sono addetti ai vari santuari del paese. Di fatto il sacerdozio divenne un'istituzione organizzata soprattutto nel santuario di Gerusalemme. Nei santuari fuori di Gerusalemme, preesistenti a quello di Gerusalemme, e soprattutto in Giudea, i leviti dovevano essere molto numerosi.

Diagramma o ricostruzione del Tempio di Gerusalemme antico

Il Sacerdozio a Gerusalemme e il Legame con la Monarchia

All'epoca di Davide il Tempio di Gerusalemme è il centro cultuale di Israele. Sotto gli ordini del sacerdote-capo, il sacerdozio di Gerusalemme conta diversi subalterni. Il personale del Tempio, prima dell'esilio babilonese, contava persino degli incirconcisi (Es 44,7; cfr. Ez 44,9). Il sacerdozio era quindi ereditario (cfr. Es 28,1) e in stretto legame con la monarchia.

Il Ruolo dei Sacerdoti Oltre il Culto

Le attribuzioni dei sacerdoti non erano limitate al culto, come generalmente si crede. Ai sacerdoti apparteneva anche l'insegnamento della Legge. Esiste una forma tradizionale della parola, che ha il suo punto di partenza nei grandi avvenimenti della storia della salvezza e nelle clausole dell'alleanza del Sinai. I sacerdoti sono i ministri di questa parola (vedi per esempio Aronne in Esodo).

Riforme e Trasformazioni

La Riforma di Giosia

La riforma di Giosia (621 a.C.) sopprime i santuari locali, consacra il monopolio dei leviti e stabilisce la supremazia del Tempio di Gerusalemme. Andando oltre le esigenze del Deuteronomio (12,1-28), la riforma di Giosia riservava di fatto l'esercizio delle funzioni sacerdotali ai soli discendenti di Sadoc (2Re 23,8).

L'Esilio Babilonese e l'Aumento di Autorità

La caduta di Gerusalemme in mano ai babilonesi (587 a.C.), con il conseguente esilio e la rovina del Tempio, sgancia il sacerdozio dalla corona e gli conferisce un'autorità maggiore sul popolo. Il progressivo scomparire del profetismo, a partire dal V secolo a.C., accentua ancora di più la sua autorità. I progetti di riforma di Ezechiele escludono il "principe" dal santuario (Ez 44,1-3). Al vertice di questa struttura c'è il Sommo Sacerdote, figlio di Sadoc; egli è il successore di Aronne, tipo di tutti i sacerdoti. A partire dal IV secolo a.C. riceve un'unzione (Lev 8,12; cfr. Zc 4,14).

Funzioni e Doveri Specifici del Sacerdote

Sacrificio e Liturgia

L'atto essenziale del sacerdote è il sacrificio. Nella liturgia delle feste, essi ripetono ai fedeli i racconti su cui si fonda la fede di Israele (Es 12,26-27; Gs 4,6-7 sono probabilmente echi di queste celebrazioni).

Insegnamento e Giustizia

Nelle rinnovazioni dell'alleanza i sacerdoti proclamano la Torah (Es 24,3-8; Dt 31,10-13; Nee 8,1-8), e della Torah sono anche gli interpreti ordinari. Mediante istruzioni pratiche rispondono alle consultazioni dei fedeli (Dt 17,8-13; Ger 18,18; Ez 7,26; Ag 2,11-13) ed esercitano una funzione giudiziaria (Dt 21,5; Ez 44,24).

Redazione dei Testi Sacri

È da far risalire ai sacerdoti anche la compilazione finale del Pentateuco.

Il Sacerdozio e la Prospettiva Profetica

Il sacerdozio dell'Antico Testamento ha realizzato la missione di conservare viva in Israele la tradizione di Mosè e dei profeti, e ha accompagnato la vita religiosa del popolo di Dio. Le critiche dei profeti, che talvolta condannavano il sacerdozio per interesse personale (Mi 3,11; cfr. Ez 22,26), erano ispirate da un alto ideale sacerdotale: i profeti ricordavano ai sacerdoti loro contemporanei i loro obblighi, esigendo da essi il culto puro e la fedeltà alla Torah.

Illustrazione di un sacerdote ebraico nell'atto di officiare

La Visione del "Popolo Sacerdotale" e la Speranza Messianica

Il popolo di Dio dell'Antico Testamento è ben cosciente che l'uomo è da se stesso incapace della purità e della santità che Dio gli chiede. Questo primato del sacerdote è in armonia con un aspetto essenziale della dottrina dell'alleanza: Israele è il "popolo-sacerdote" (Es 19,6; Is 61,6; 2Mac 2,17), il solo popolo al mondo che assicuri il culto del vero Dio. Nel suo perfezionamento definitivo esso renderà a YHWH il culto perfetto (Ez 44,15-31; Is 66,21).

La speranza dei due messia di Aronne e di Israele appare più volte anche negli scritti di Qumràn, e in uno scritto apocrifo, i Testamenti dei patriarchi. In questi testi, così come in parecchi ritocchi apportati a testi biblici (Zc 4), il messia sacerdotale prende il sopravvento sul messia re'. La tensione verso un compimento giunge a destinazione in Gesù, la cui morte è un sacrificio nella linea di Isaia 53 (Mc 10,45) e del sacrificio di alleanza del Sinai (Mc 14,24; cfr. Es 24,8); il sangue che egli annuncia di versare evoca quello dell'agnello pasquale (Mc 14,12-16, cfr. Es 12).

I discepoli di Gesù formano il nuovo "sacerdozio regale" (1Pt 2,9; Ap 1,6; 5,10) che offre a Dio il vero culto spirituale (Rm 12,1; cfr. Eb 13,15).

Il Sacerdozio nell'Ebraismo Post-Templare

Secondo l'ebraismo ortodosso, con la distruzione del secondo tempio nel 70 d.C. e la cessazione dei sacrifici ebraici, la maggior parte delle funzioni sacerdotali è sospesa in attesa della ricostituzione del Terzo Tempio ad opera del Messia.

La Benedizione Sacerdotale

Uno degli atti più sacri attribuiti ai sacerdoti è la benedizione divina, come espresso nel Libro dei Numeri:

"Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro:
Ti benedica il Signore e ti protegga.
Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio.
Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace."

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