La notizia delle inchieste che hanno interessato p. Marko Rupnik, artista, mosaicista e presbitero sloveno appartenente ai Gesuiti, ha generato grande tristezza e smarrimento. Sebbene le informazioni diffuse da siti online non sempre affidabili siano risultate imprecise e incomplete, esse hanno evidenziato una duplice indagine riguardante il gesuita.
Le Indagini su Padre Rupnik
La prima indagine è stata condotta da mons. Daniele Libanori, gesuita e vescovo ausiliare a Roma, città dove è emersa la denuncia. La seconda indagine, focalizzata sull'attività religiosa di Rupnik, è stata avviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e demandata alla curia dei gesuiti, con conduzione affidata a un religioso domenicano. Quest'ultima, tuttavia, è stata chiusa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nell'ottobre 2023, poiché i fatti contestati sono stati considerati prescritti.
Le accuse mosse a p. Rupnik includono abusi di coscienza, affettivi e sessuali. La visita canonica ha registrato un crescente disagio dovuto a insufficienze formative, ambiguità nella distinzione tra foro interno e foro esterno, e discutibili prassi comunitarie. Sono state annunciate possibili decisioni drastiche da parte del dicastero per la vita religiosa.
Cronologia delle Indagini e Misure Adottate
Una cronologia dettagliata degli eventi rivela:
- Ottobre 2018: Ricezione delle accuse di molestie sessuali e assoluzione di una complice da parte di p. Rupnik nel peccato contro il sesto comandamento da parte del delegato per Case e Opere Internazionali di Roma.
- Maggio 2019: L'indagine ritiene credibili le accuse.
- Giugno 2019: Misure restrittive cautelari imposte da p. Sosa.
- Luglio 2019: La CDF chiede al Padre Generale di istituire un processo amministrativo penale.
- Maggio 2020: La CDF dichiara che l'assoluzione di una complice è avvenuta e dichiara p. Rupnik in stato di scomunica latae sententiae. La scomunica viene revocata nello stesso mese dopo che p. Rupnik ha ammesso i fatti e chiesto perdono. Vengono imposte a p. Rupnik misure restrittive.
- Giugno 2021: La CDF contatta la Curia Generalizia della Compagnia in merito ad ulteriori accuse riguardanti p. Rupnik.
- Gennaio 2022: L'indagine conclude con la costatazione dell'effettiva consistenza delle accuse. I risultati vengono inviati alla CDF con raccomandazione di istruire un processo penale.
- Febbraio 2022: P. Sosa impone nuove restrizioni al ministero di p. Rupnik.
- Dicembre 2022: Ulteriori restrizioni vengono imposte a p. Rupnik.
- 15 giugno 2023: Il superiore generale padre Arturo Sosa Abascal decreta l'espulsione di Rupnik dalla Compagnia di Gesù per "ripetuto ed ostinato rifiuto" di obbedire alle misure restrittive.
- 20 ottobre 2023: La Santa Sede emette un decreto di scioglimento della Comunità di Loyola.

Nonostante queste indagini, l'ex provinciale della provincia euromediterranea della Compagnia, p. Gianfranco Matarazzo, ha definito il caso Rupnik uno "tsunami" di "ingiustizia, di mancata trasparenza, di gestione discutibile, di attività bacata, di opera personalizzata, di comunità apostolica sacrificata al leader, di disparità di trattamento", chiedendo alla congregazione piena responsabilità e una ricostruzione dettagliata dei fatti.
Il Ruolo del Pontificio Istituto Orientale e il Centro Aletti
Il Pontificio Istituto Orientale (PIO), fondato il 15 ottobre 1917 da papa Benedetto XV, ha giocato un ruolo significativo nella riflessione teologica e culturale della Chiesa. In particolare, la presenza del card. Tomàš Špidlík, con la sua competenza sulla teologia orientale, e l'insegnamento di alcuni gesuiti al PIO hanno stimolato una rinnovata attenzione all'altro "polmone" della Chiesa.
Il Centro Aletti, a cui p. Rupnik ha dedicato parte della sua attività, è stato strettamente legato al PIO. L'iniziale attenzione a intellettuali e teologi orientali ha alimentato una riflessione teologica che ha diffuso concetti come "divinaumanità", bellezza spirituale, Sofia (sofianità), intelligenza spirituale del sentimento, "tuttaunità" e "divizzazione".
Tuttavia, eventi recenti hanno coinvolto anche il PIO. Il decano della Facoltà di Diritto Canonico, p. Georges-Henri Ruyssen, è stato allontanato da Roma in pieno anno accademico, una decisione che ha suscitato interrogativi, soprattutto alla luce di voci che suggeriscono un "sistemare" altri confratelli "difficili" dopo l'affare Rupnik.
Anche un altro gesuita del PIO, p. Germano Marani, insegnante e già vicedirettore del Centro Aletti, è stato oggetto di voci riguardanti un suo allontanamento.

L'Arte di Marko Rupnik
L'arte di p. Rupnik, in particolare la sua mosaistica, ha avuto un impatto significativo nel rinnovamento dell'arte liturgica, rappresentando una risposta visiva capace di ridare alle immagini "devote" l'intenzionalità vitale delle icone. Le sue opere sono distribuite in circa trenta paesi, inclusi luoghi di grande importanza come il Vaticano e santuari celebri.
Rupnik descrive la sua arte come un servizio umile, un'espressione che nasce dalla ricerca di forme artistiche coerenti e rivolte agli spazi sacri. Il suo approccio dialogico tra l'iconografia della tradizione Orientale e la sensibilità artistica della modernità Occidentale, unito alla tecnica del mosaico, ha caratterizzato la sua produzione.
L'artista stesso ha sottolineato la natura corale del mosaico, definendola un'"esperienza ecclesiale", dove il lavoro di comunione rivela il movimento materico e acquista un volto. I suoi mosaici sono composti con tessere irregolari di materiali diversi, creando un'armonia nella diversità dei colori.
Tra le sue opere più note si annoverano i mosaici della Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, commissionati da papa Giovanni Paolo II. Altre opere significative si trovano nelle basiliche di Fátima e di San Giovanni Rotondo, sulla facciata del santuario di Lourdes, e in numerose altre chiese e santuari in tutto il mondo.

Produzione Teologica e Riflessioni sull'Arte
Oltre alla sua attività artistica, p. Rupnik si è dedicato anche alla produzione teologica, contribuendo alla pubblicazione di centinaia di volumi di notevole peso culturale. Tra gli autori con cui ha dialogato o di cui ha promosso l'opera figurano nomi come Špidlík, Clément, Taft, Soloviev, Bulgakov, Brock, Evdokimov, Truhlar e Zizioulas.
Le sue riflessioni sull'arte e la spiritualità mettono in luce la ricerca di un rapporto con l'Assoluto. Rupnik invita a un "autentico rapporto con l'opera d'arte", che va oltre la mera percezione estetica o la conoscenza tecnica, richiedendo un atteggiamento di silenzio, raccoglimento, e apertura dell'anima.
Ha anche esplorato il legame tra arte e spiritualità nel XX secolo, citando esempi come Hugo Ball e Filippo Tommaso Marinetti, per dimostrare come anche all'interno delle avanguardie storiche sia presente la ricerca dell'infinito. La sua opera artistica è vista come un servizio, un tentativo di rispondere alla "bellezza che salva il mondo", come teorizzato da Dostoevskij.
Rupnik evidenzia l'importanza dell'amore per la realtà e la creazione, in un'epoca che scivola verso il virtuale, come fedeltà a un Dio che si è incarnato.
Controversie e Dichiarazioni Recenti
Le accuse di abusi sessuali, psicologici e spirituali, emerse a partire dal 2021, hanno portato la Chiesa ad adottare misure cautelari nei confronti di p. Rupnik. La Compagnia di Gesù ha confermato che il procedimento condotto dal Dicastero per la Dottrina della Fede si è concluso con la prescrizione dei delitti contestati.
Tuttavia, sono state imposte misure amministrative cautelari, come il divieto di confessare, esercitare la direzione spirituale e accompagnare gli esercizi spirituali, oltre al divieto di svolgere attività pubbliche senza permesso.
In una dichiarazione, la Compagnia di Gesù ha espresso la sua principale preoccupazione per coloro che hanno sofferto, invitando chiunque desideri presentare un nuovo reclamo o discutere reclami già presentati a contattarli, assicurando ascolto con comprensione ed empatia. È stato creato un team di persone con diverse competenze per affrontare queste situazioni.
Nonostante le accuse, una visita canonica disposta presso il Centro Aletti ha riscontrato una vita sana e priva di particolari criticità, sollevando dubbi sulla veridicità di alcuni elementi, in particolare quelli riguardanti la scomunica di p. Rupnik.
In seguito al "ripetuto ed ostinato rifiuto" di Rupnik ad obbedire alle misure restrittive, il 15 giugno 2023 è stata decretata la sua espulsione dalla Compagnia di Gesù. Successivamente, il 20 ottobre 2023, la Santa Sede ha emesso un decreto di scioglimento della Comunità di Loyola.
Le inchieste continuano, con la Congregazione per la Dottrina della Fede che sta esaminando la documentazione relativa al caso.
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