Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) è una forza spirituale che ha toccato milioni di persone attraverso il loro Battesimo individuale e l'effusione dello Spirito Santo, svolgendo compiti e missioni che vanno oltre la semplice autonomia dei fedeli. In questo contesto, il sacerdote assume un ruolo centrale e indispensabile, configurandosi come servitore del popolo di Dio e promotore dell'unità e della comunione ecclesiale, in piena sintonia con le indicazioni del Magistero.

Le Origini e l'Identità del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS)
Le origini del RnS risalgono agli inizi del 1967, negli anni successivi al Concilio Vaticano II (conclusosi nel 1965), che aveva mobilitato tutta la Chiesa cattolica verso un grande aggiornamento teologico, liturgico ed ecumenico. Nonostante le riforme, la crisi religiosa persisteva: il secolarismo avanzava, le chiese si svuotavano, le vocazioni calavano e lo slancio missionario sembrava esaurito. Le persone più attive e consapevoli si interrogavano su cosa mancasse, confrontando la Chiesa attuale con quella degli Atti degli Apostoli: una Chiesa unita, viva, entusiasta e convincente, alla quale "il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati" (At 2, 48). Comprendendo che le riforme strutturali non erano sufficienti, ma era necessario un cambiamento interiore, un gruppo di giovani si riunì nel febbraio del 1967 per implorare lo Spirito Santo durante un Ritiro, passato alla storia come il famoso weekend di Duquesne (17-19 febbraio 1967).
La Diffusione e il Ruolo del Cardinale Suenens
Quell'evento fu una scintilla che in brevissimo tempo diffuse l'esperienza di una rinnovata effusione dello Spirito Santo in molti Paesi, coinvolgendo giovani, famiglie e sacerdoti. Un ruolo imprescindibile nella diffusione del Rinnovamento è da assegnare al cardinale Léon Joseph Suenens, arcivescovo di Malines-Bruxelles. La sua autorevolezza e il suo grande desiderio di far conoscere alla Chiesa la novità del Rinnovamento lo spinsero a coordinare un lavoro di capitale importanza: la definizione degli Orientamenti Teologico-pastorali del Rinnovamento Carismatico Cattolico (Documenti di Malines). Il Cardinale preferiva che il Rinnovamento si denominasse "Rinnovamento nello Spirito Santo", in base a quanto afferma San Paolo nella lettera a Tito (cf 3, 5), per polarizzare l'attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul Donatore e non tanto sui doni, ricordando che nessuno può convenientemente attestarsi "carismatico" se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.
Il Rinnovamento in Italia e i "Padri" Fondatori
Già nel 1971 si formò a Roma il primo gruppetto del RnS, plurilingue ed ecumenico. Successivamente si formarono i vari gruppi linguistici e, nel 1973, il primo gruppo di lingua italiana. Tuttavia, il vero lancio del RnS in Italia si ebbe dopo il 1975, quando si tenne a Roma il primo congresso internazionale. In quell'occasione, i responsabili del Rinnovamento furono ricevuti in San Pietro da Paolo VI, il quale rivolse loro un mirabile discorso di incoraggiamento. Dopo la Pentecoste con Paolo VI, il Rinnovamento in Italia ebbe un grande sviluppo. A due sacerdoti, mons. Dino Foglio e Padre Mario Panciera, fu affidato il compito di "studiare" questa esperienza. Da quel giorno, inseparabili per oltre vent'anni, essi furono la mente e il braccio, il cuore e la volontà più manifeste del Rinnovamento, infaticabili promotori della sua maturità ecclesiale.

La Corrente di Grazia e l'Effusione dello Spirito
L'esperienza carismatica che contraddistingue il Rinnovamento non ha un fondatore né un carisma particolare da segnalare alla Chiesa e al mondo, ma vuole contribuire a rinnovare l'esistenza cristiana, che è, per sua natura, un'esistenza "nello Spirito". Il Cardinale Suenens definiva il Rinnovamento "una corrente di grazia capace di dare una scossa alla Chiesa post conciliare" e "un movimento dello Spirito che aiuti la Chiesa a divenire tutta carismatica secondo le attese e le proposizioni del Concilio Vaticano II". Il Rinnovamento è caratterizzato dal "costituirsi di gruppi cristiani che pregano insieme e chiedono nella preghiera, per ognuno dei propri membri, una nuova effusione dello Spirito Santo, in virtù della quale si aggiunga alla grazia dell'iniziazione cristiana una nuova presa di coscienza della Signoria di Gesù, una nuova esperienza dei doni e dei carismi dello Spirito e una nuova disponibilità a usare, a servizio dei fratelli e della Chiesa, tutti i talenti e i carismi dei quali Dio ha stabilito di dotarli".
Questo nuovo dinamismo spirituale ha il suo cuore nell'esperienza della preghiera per una nuova effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito. Non si tratta di un nuovo battesimo, ma l'effusione dello Spirito attualizza e rinnova il battesimo, donando una coscienza più chiara della sua attualità. Padre Cantalamessa afferma che "l'uomo finalmente reca la sua parte, cioè fa una scelta di fede responsabile e personale, preparata dal pentimento, che permette all'opera di Dio di liberarsi e di sprigionare tutta la sua forza. Il dono di Dio viene finalmente "slegato", la fede rivive e l' "opus operantis" si rende manifesto". L'effusione dello Spirito Santo è causa di "rinascita" spirituale, la stessa che Gesù proponeva a Nicodemo, per essere capaci di stupirsi delle meraviglie e delle novità dello Spirito.
Il Sacerdozio Ministeriale al Servizio del Rinnovamento
Il ruolo del sacerdote nel Rinnovamento Cattolico è profondamente radicato nella sua identità di "servo" del gregge. Come espresso nella Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, Cristo Signore ha istituito vari ministeri per il bene di tutto il Corpo, affinché i ministri, che possiedono la sacra potestà, siano al servizio dei loro fratelli per condurli alla salvezza. L'espressione "al servizio" non sarà mai troppo sottolineata, poiché il sacerdozio ministeriale è al servizio del sacerdozio comune dei fedeli e si completa con esso nell'armonia di un unico popolo sacerdotale.

Configurazione a Cristo e Santità
Il processo mistico del sacerdozio è un dono di Dio che si radica nella prima chiamata all'interno della comunità cristiana e richiede una seria formazione iniziale in seminario per raggiungere la sua pienezza nell'ordinazione sacerdotale. Questo processo costituisce un percorso che deve rimanere costante durante la formazione permanente. Questo percorso vitale e permanente di configurazione a Cristo stesso, Pastore, Capo, Servo e Sposo della Chiesa, è il servizio specifico che il sacerdote offre ai suoi fratelli nella fede, è il contributo essenziale che il sacerdote offre al resto del Popolo di Dio, affinché insieme possano perseverare nella preghiera e lodare Dio (cfr. Atti 2, 42-47), per offrire se stessi come vittime viventi, sante e gradite (cfr. Rm 12, 1), e per testimoniare Cristo ovunque, rendendo conto della speranza di vita eterna (cfr. 1 Pt 3, 15).
Papa Francesco ha sottolineato che la vita di un sacerdote è innanzitutto la storia della salvezza di un battezzato. A volte si dimentica il Battesimo e il sacerdote diventa una funzione, cadendo nel funzionalismo, il che è pericoloso. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni vocazione specifica, compresa quella all'Ordine, è una realizzazione del Battesimo. È una grande tentazione vivere un sacerdozio senza Battesimo, cioè senza ricordarsi che la prima chiamata è alla santità. Essere santi significa conformarsi a Gesù e far pulsare la nostra vita con i suoi stessi sentimenti (cfr. Flp 2, 15). Solo quando cerchiamo di amare come ha amato Gesù, rendiamo visibile anche Dio e realizziamo così la nostra vocazione alla santità.
Caratteristiche Essenziali della Vita Sacerdotale
Per una corretta interpretazione del ruolo del sacerdote nella Chiesa, è fondamentale approfondire alcune caratteristiche essenziali della vita sacerdotale:
- Servo del Gremme e Gusto di Essere Popolo: Ogni sacerdote appartiene al popolo di Dio e ha ricevuto il ministero sacerdotale per essere "servo" del gregge. Questo concetto, non negativo, comporta "il gusto spirituale dell'essere popolo", come sottolinea Papa Francesco nell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium (n. 268). Per essere evangelizzatori è necessario sviluppare questo gusto spirituale di essere vicini alla vita della gente, fino a scoprire che questa è la fonte di una gioia più alta. La missione è una passione per Gesù, ma, allo stesso tempo, una passione per il suo popolo.
- Configurazione a Cristo Sacerdote: Il decreto Presbyterorum Ordinis sottolinea il carattere sacramentale del ministero sacerdotale, interpretando questo fatto oggettivo come un percorso di configurazione a Cristo sacerdote. La configurazione è intesa ontologicamente ma anche spiritualmente, in senso sacramentale ma anche umano, profondamente personale ma destinata al bene del popolo di Dio, conferita attraverso il sacramento dell'Ordine ma in continuo sviluppo verso la santità sacerdotale. Questo spiega il dinamismo continuo della formazione sacerdotale, quella del discepolo chiamato a essere pastore.
- Nel Mondo ma Non dal Mondo: Il quarto aspetto essenziale è lo status del sacerdote nel mondo. Presbyterorum Ordinis raggiunge il suo apice quando parla della vita spirituale del sacerdote, che può essere riassunta nelle parole: "Unto dallo Spirito Santo per il mondo e non dal mondo". L'essenza del sacerdote è come quella della Chiesa che, pur essendo un mistero di Dio, è profondamente radicata nella realtà. I sacerdoti, pur non potendo essere ministri di Cristo se non fossero testimoni e dispensatori di una vita diversa da quella terrena, non potrebbero nemmeno servire gli uomini se si allontanassero dalla loro vita e dal loro ambiente. L'idea di essere unto per il mondo e non fuori dal mondo richiede al sacerdote alcuni atteggiamenti fondamentali che favoriscano il dialogo con la realtà attraverso un linguaggio che garantisca l'efficacia dell'annuncio. Per questo, non può evitare di affrontare la sfida, ad esempio, di rendere accessibili alla gente i concetti filosofici e teologici acquisiti durante la sua formazione, o di utilizzare i social network per l'evangelizzazione. La formazione permanente, non solo teorica ma anche pratica e pedagogica, è indispensabile. Un'altra sfida importante è che i sacerdoti vivano il loro essere nel mondo con serenità, nella semplicità, nella povertà evangelica e nella castità coerente con il dono del celibato, rifuggendo da uno stile di vita comodo, consumistico ed edonistico.
Corso FC3.1- Il profilo del Ministro Straordinario della Comunione: identità e ruolo
Le Quattro Prossimità del Sacerdote
Il decreto conciliare Presbyterorum Ordinis utilizza lo schema tripartito del ministero sacerdotale per spiegare la missione evangelica del sacerdote: ministro della Parola (OP, 4), ministro dei Sacramenti - il cui vertice è l'Eucaristia (OP, 5) - e ministro del popolo di Dio (OP, 6). Questa struttura illustra chiaramente l'ampiezza del ministero sacerdotale. Il sacerdote non è solo un dispensatore di culto, ma ha anche la responsabilità pastorale di guidare la comunità affidata alle sue cure, conducendo il gregge verso pascoli verdi e sicuri, verso ciò che è buono, vero e giusto, tutti segni del Regno di Dio, anche le pecore che non fanno parte del suo ovile.
Papa Francesco indica quattro prossimità che ogni sacerdote deve vivere e coltivare per crescere sempre di più nella sua vita e nel suo ministero sacerdotale:
- Vicinanza a Dio: La sua necessità per ogni cristiano e in particolare per la vocazione sacerdotale è evidente, come espresso dal Signore con l'immagine della vite e del tralcio: "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, è lui che porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla" (Gv 15,5). Un sacerdote che riflette Dio attraverso le sue espressioni, la sua determinazione, la sua testimonianza di preghiera, la sua tenerezza e il suo zelo apostolico, è un segno di questa prossimità.
- Vicinanza al Proprio Vescovo: La comunione gerarchica richiede rispetto e obbedienza - che non è sottomissione servile - all'Ordinario e ai suoi successori, come promesso il giorno dell'ordinazione. L'obbedienza non è un attributo disciplinare, ma la caratteristica più forte dei legami che ci uniscono nella comunione.
- Vicinanza ai Confratelli Sacerdoti: Il rapporto tra i sacerdoti, specialmente tra i membri dello stesso presbiterio, è chiamato ad essere fraterno. La ragione di questa relazione si basa sulla loro comune ordinazione e sulla loro comune missione, per la quale, uniti e sotto la guida del loro vescovo, sono tutti corresponsabili. Questa relazione fraterna costituisce la condizione fondamentale per la formazione permanente dei sacerdoti nelle quattro dimensioni della formazione. La valorizzazione del dono sacerdotale si manifesta coltivando la dimensione umana, spirituale, pastorale e intellettuale della propria vocazione, e prendendosi cura del bene dei fratelli sacerdoti con senso di corresponsabilità.
- Vicinanza al Popolo Santo di Dio: In virtù della sua missione apostolica, il sacerdote è chiamato anche a stabilire una relazione fraterna con i fedeli laici. Egli deve abbracciare la comunità a cui è inviato e collaborare con essa, partecipando e condividendo la missione con i diaconi e i ministri laici istituiti (accoliti, lettori, catechisti, ecc.), nonché con le persone consacrate e i laici che, in virtù dei loro carismi, danno un contributo prezioso all'edificazione della comunità ecclesiale, alla promozione umana e alla cultura cristiana.
CHARIS e il Futuro del Rinnovamento Carismatico Cattolico
CHARIS, il nuovo organismo di servizio voluto da Papa Francesco, è assolutamente necessario per rafforzare l'unità nel Rinnovamento Carismatico Internazionale. Il Santo Padre non aveva un obiettivo organizzativo ma pastorale, accompagnando questo processo come un buon pastore. Il Papa chiede al Rinnovamento Carismatico Cattolico di oggi e per il futuro, di essere compreso come uno strumento pastorale al servizio del Successore di Pietro. Questo significa che il Rinnovamento Carismatico Cattolico non appartiene ai suoi membri, ma, piuttosto alla Chiesa. Sebbene questo possa sorprendere, dato che il Rinnovamento Carismatico non fu un'iniziativa episcopale o pontificia, esso è il compimento del desiderio di Gesù: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso" (Lc 12,49).
Maturità Ecclesiale e Missione
Papa Francesco invita il Rinnovamento ad entrare in una maturità ecclesiale sempre più profonda riguardante la sua identità e la sua missione, e CHARIS è lo strumento dato al servizio di questo processo di maturità. San Paolo VI, rivolgendosi al Congresso Carismatico Internazionale a Roma nel 1975, affermò il Rinnovamento Carismatico Cattolico come "una possibilità per la Chiesa e per il mondo", sottolineando tre principi di discernimento stabiliti da San Paolo: "testare tutto e tenere ciò che è buono" (1Tess 5:12). Papa Benedetto XVI, nel 2012, invitò ad accogliere il potere dello Spirito Santo per "crescere nella fiducia e nell'abbandono alla sua volontà, nella fedeltà della nostra vocazione e nell'impegno a diventare adulti nella fede, nella speranza e nella carità, [...] maturi e responsabili, [...] umili e servitori davanti a Dio". Questo cammino di maturità ecclesiale, come affermato da Papa Francesco, sta entrando in una nuova fase, e CHARIS è uno strumento voluto dal Santo Padre al servizio di questo.
Corso FC3.1- Il profilo del Ministro Straordinario della Comunione: identità e ruolo
La Parola di Dio, i Poveri e l'Ecumenismo
Il Santo Padre ha detto al Rinnovamento Carismatico Cattolico che tutta la Chiesa ha bisogno del suo aiuto per vivere il Vangelo. È evidente che questa conversione personale scaturisce dal Battesimo nello Spirito Santo e dall'incontro personale con Cristo. Papa Benedetto nel 2012 richiamò a costruire la nostra casa sulla roccia che è la Parola di Dio (Matteo 7: 24-25), il che richiede docilità al Magistero della Chiesa. È necessario formare le coscienze alla luce della Parola di Dio e dare così fermezza e vera maturità; dalla Parola di Dio ogni progetto ecclesiale e umano trae significato e impeto, anche per costruire la città terrena (Salmo 127: 1). San Giovanni Paolo II, nel 2000, esortò il Rinnovamento Carismatico: "Cerca sempre Cristo!". Papa Francesco esorta a riscoprire la Parola di Dio come nostro primo amore, invitando a portare sempre con sé una Bibbia.
L'insistenza sui poveri, sebbene abbia sorpreso alcuni, è sempre stata presente in ciò che i Papi hanno chiesto al Rinnovamento Carismatico Cattolico. San Giovanni Paolo II disse: "servi Cristo in coloro che ti sono vicini, servilo nei poveri, servilo nei bisogni e nelle necessità della Chiesa. Lasciatevi guidare veramente dallo Spirito! Ama la Chiesa". Amando i poveri e fasciando i loro corpi feriti, amiamo Cristo. Inoltre, se saremo docili allo Spirito Santo, possiamo decidere di dare a questi gesti concreti un ulteriore significato come gesti di amore per la Chiesa.
È un segno della provvidenza di Dio che la stessa esperienza di rinnovamento della Pentecoste sia emersa in tutte le chiese e comunità ecclesiali. Esiste quindi un'esperienza spirituale condivisa tra il Rinnovamento Carismatico e i cristiani di tutte le denominazioni. Papa Francesco chiama il Rinnovamento Carismatico Cattolico a partecipare al suo compito, come successore di Pietro, di riconciliare Chiese e comunità cristiane, "perché tutti siano uno". L'esperienza spirituale condivisa dei cristiani nel Rinnovamento Carismatico fornisce un contesto in cui fratelli e sorelle che condividono lo stesso Spirito possono sforzarsi di "dire la verità nell'amore" sulle domande che ci separano, e in questo modo lottare per l'unità dei cristiani. CHARIS accompagnerà il Rinnovamento Carismatico pregando per una nuova effusione dello Spirito Santo, come in una nuova Pentecoste. Lo Spirito si posa su ogni persona per vivere in comunione, dando nuovi doni a ciascuno e riunendo tutti in unità, creando unità nella diversità. Come Ezechiele profetizzò: "vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. (...) voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio" (Ez 36, 26-28).
La Responsabilità dei Leader nel Rinnovamento Carismatico Cattolico
Per coloro che sono responsabili nel Rinnovamento Carismatico Cattolico, alcune considerazioni specifiche sono fondamentali:
- Fornire Cibo Solido per il Nutrimento Spirituale: È essenziale preoccuparsi di fornire cibo solido per il nutrimento spirituale, spezzando il pane della vera dottrina. L'amore per la parola rivelata di Dio, scritta sotto la guida dello Spirito Santo, è un pegno del desiderio di "restare saldo nel Vangelo" predicato dagli Apostoli. Perciò, come leader, è necessario cercare una solida formazione teologica concepita per garantire una comprensione matura e completa della parola di Dio a sé stessi e a tutti coloro che dipendono dalla propria guida. "Lascia che la parola di Cristo, ricca com'è, dimori in te."
- Costruire Legami di Fiducia con i Vescovi: I leader del Rinnovamento devono prendere l'iniziativa per costruire legami di fiducia e cooperazione con i Vescovi, che hanno la responsabilità pastorale nella provvidenza di Dio per guidare l'intero corpo di Cristo, incluso il Rinnovamento Carismatico.
- Pianificare una Nuova Generazione di Leader: Per fare un bilancio di ciò che si è ricevuto e guardare a ciò che deve essere fatto per il futuro, è necessario pianificare una nuova generazione di leader. Nella Chiesa, questo è un requisito di buona salute, ed è il motivo per cui lo Statuto di CHARIS include chiari riferimenti al rinnovo degli organi di leadership. L'esortazione apostolica Evangelii Gaudium, di Papa Francesco, fa riferimento a varie tentazioni tra coloro che servono nella Chiesa, tra cui la sfida di fornire ai giovani nelle comunità e strutture un senso di appartenenza.
La preghiera è che tutti possano imparare da Maria come ricevere meglio lo Spirito Santo e diventare discepoli. Il Rinnovamento nello Spirito Santo ha sempre avuto la grazia di essere accompagnato dalla sollecitudine pastorale di Papi, cardinali e vescovi che non hanno mai mancato di sostenerne il cammino, di sollecitarne l'azione rinnovatrice nella Chiesa e nella società intera, di accompagnarne la diffusione e la crescita come Corrente di grazia, Associazione e Movimento ecclesiale. Due le sfide che hanno accompagnato il Rinnovamento nello Spirito in questi anni: la maturità ecclesiale e la nuova evangelizzazione della società contemporanea.
Il presidente del Rinnovamento, Salvatore Martinez, evidenzia che queste espressioni di apprezzamento si fanno consapevolezza di una testimonianza sempre più audace ed efficace da rendere al Vangelo dello Spirito Santo. L'idea guida per il Movimento è essere non tanto un'"istituzione", ma una "missione", che esprime la continuità con il Cenacolo e con la Piazza di Gerusalemme, come a Pentecoste, segnatamente nel ricorso ai carismi e ai ministeri suscitati dallo Spirito, nella testimonianza di vita nuova da rendere al mondo. Un'osmosi tra ecclesiale e sociale che faccia del RnS non soltanto una valida "presenza nella Chiesa", ma anche una significativa "presenza della Chiesa nel mondo".
tags: #ruolo #del #sacerdote #nel #rinnovamento