Il Conclave e le Riflessioni del Cardinale Camillo Ruini sulla Chiesa Futura

Il Cardinale Camillo Ruini, figura di spicco della Chiesa cattolica e già braccio destro di Papi come Wojtyla e Ratzinger, ha offerto preziose riflessioni utili ai porporati in vista del prossimo conclave. Queste considerazioni giungono in un momento di intenso dibattito all'interno del collegio cardinalizio, chiamato a discernere le sfide e le priorità per il futuro Pontefice. Sebbene il conclave sia primariamente un evento ecclesiale, scandito dalla preghiera e dall'ascolto dello Spirito Santo, è innegabile che esso rivesta anche un carattere "politico" nel senso più elevato del termine.

Ritratto del Cardinale Camillo Ruini in primo piano

Il Contesto e le Dinamiche del Prossimo Conclave

Dopo il funerale di Papa Francesco, le congregazioni cardinalizie entrano nel vivo, con tutti i cardinali partecipanti, inclusi gli ultraottantenni che non prenderanno parte al voto. Questi incontri sono momenti decisivi, in cui i porporati devono intervenire parlando della loro visione della Chiesa, dei suoi problemi, delle sfide da cogliere e delle questioni da sistemare. In un collegio cardinalizio estremamente eterogeneo, come quello formatosi dai dieci concistori di Papa Bergoglio, è fondamentale che emergano candidature abbozzate prima che i 133 elettori si chiudano nella Cappella Sistina cum clave.

Una volta isolati, i cardinali procederanno al ritmo serrato di quattro scrutini al giorno, cercando sempre una maggioranza di due terzi. La "campagna elettorale" diretta non è ammessa all'interno del conclave, ma i giorni precedenti sono cruciali per la formulazione dei profili. Alcuni grandi elettori, spesso ultraottantenni di carisma e provata esperienza, offrono il proprio spunto durante le congregazioni.

La Questione del Cardinale Angelo Becciu

Una delle prime e più delicate questioni che le congregazioni sono chiamate a sciogliere riguarda la partecipazione al voto del Cardinale Angelo Becciu. Ridotto nelle sue prerogative cardinalizie nel settembre 2020, non è chiaro se il suo voto possa avvenire. Indiscrezioni suggeriscono l'esistenza di due dattiloscritti, vistati solo con la lettera "F" e mostrati a Becciu dal Cardinale Pietro Parolin, che lo escluderebbero dal voto per volontà papale. La stessa volontà che Francesco avrebbe espresso oralmente al cardinale camerlengo Kevin Farrell. Tuttavia, questi documenti rischiano di non avere sufficiente forza normativa, potendo essere impugnati e invalidare un'eventuale elezione a cui Becciu non partecipasse.

Interno della Cappella Sistina durante un conclave simulato

La Visione di Camillo Ruini per il Futuro Pontefice

Attraverso il blog del vaticanista Sandro Magister e interviste al Corriere della Sera, il Cardinale Camillo Ruini, a 94 anni, ha delineato chiaramente la sua visione e formulato quattro auspici, che sono anche invocazioni, per la Chiesa di un futuro che spera molto prossimo. Confida in una Chiesa buona e caritatevole, dottrinalmente sicura, governata a norma del diritto, al suo interno profondamente unita.

I Quattro Auspici di Ruini

  • Chiesa buona e caritatevole: L'amore, portato a efficacia di vita, è la legge suprema della testimonianza cristiana e ciò di cui la gente ha maggior sete.
  • Ravvivare la fiamma della fede: Ruini cita Benedetto XVI, secondo cui la fede oggi è una fiamma che minaccia di estinguersi. Per ravvivarla servono preghiera, capacità di rispondere alle sfide intellettuali, ma anche la certezza della verità e la sicurezza della dottrina.
  • La questione del governo: Il pontificato di Benedetto XVI fu insidiato dalla sua scarsa attitudine a governare, una preoccupazione che vale per ogni tempo. È fondamentale governare quella specialissima realtà che è la Chiesa, secondo la sua legge fondamentale che è l'amore.
  • Unità e comunione della Chiesa: Negli anni recenti si sono avvertite minacce all'unità e alla comunione della Chiesa, le quali, pur non esagerate, meritano attenzione.

Secondo Ruini, il prossimo Papa dovrà essere "buono, profondamente credente, dotato di attitudine nelle questioni di governo, capace di affrontare una fase internazionale delicatissima e molto pericolosa." Sarà fondamentale anche un Papa "caritatevole, caritatevole anche nella gestione della Chiesa."

Caratteristiche e Nazionalità del Futuro Papa

Il Cardinale Ruini non si affanna nei pronostici sulla nazionalità del futuro Pontefice, affermando che "può venire da qualunque parte del mondo." Tuttavia, ha osservato che gli italiani hanno spesso il vantaggio di essere "meno condizionati dalle loro origini," risultando "più universalisti." Non ha escluso, però, che altri possano rispondere meglio alle necessità della Chiesa, riconoscendo questo come il "criterio ultimo" da considerare. Ruini insiste sul principio: "Bisogna restituire la Chiesa ai cattolici, mantenendo però l’apertura a tutti."

L'Eredità di Papa Francesco e le Divisioni Interne

Ruini ha espresso preoccupazione per la divisione che ancora persiste nella Chiesa, nonostante i funerali di Papa Francesco avessero dato l'impressione di aver risolto la questione. "Purtroppo la divisione è rimasta," ha commentato, "con il paradosso per cui favorevoli a Francesco sono per lo più i laici, mentre i credenti sono spesso contrari."

Secondo il Cardinale, Papa Francesco, con una sua "intenzione missionaria," si è rivolto soprattutto ai lontani, un gesto evangelico che ha però suscitato reazioni contrastanti tra chi per anni si era speso a difendere le posizioni cattoliche. "Francesco è sembrato cioè privilegiare i lontani a scapito dei vicini. È un gesto evangelico. Ma come nella parabola del figliol prodigo l’altro figlio protestò, così oggi c’è chi protesta nella Chiesa."

Di fronte a un popolo "diviso tra chi vuole mantenere i valori tradizionali e chi vuole aprirsi al mondo di oggi," è necessario "agire con prudenza, per fare magari entrambe le cose." Ruini ha rilevato che la popolazione ha percepito una scelta netta di Bergoglio verso l'apertura alle novità, portando molti a rifiutarlo per rimanere fedeli alle loro convinzioni.

Schema delle divisioni nella Chiesa cattolica contemporanea

Cristo al Centro, Non il Papa

Ruini è stato particolarmente colpito dalla rappresentazione mediatica dei funerali di Francesco: "Quello che non ha avuto abbastanza rilievo è che l'elemento centrale della Chiesa è Cristo, non il Papa. Altrimenti si apre un problema." Ha confrontato le esequie di Giovanni Paolo II, dove la gente urlava "santo subito," con quelle di Bergoglio, dove si urlava "grazie Francesco," per sottolineare il rischio di mettere in ombra la dimensione trascendente. Nonostante ciò, Ruini non vede "il rischio di uno scisma," ritenendolo "fuori dallo spirito del tempo," ma avverte che una radicalizzazione della dialettica tra conservatori e progressisti, pur non sfociando in scismi, può avere "effetti devastanti, paralizzando la vita della Chiesa."

La questione "più pericolosa," sebbene "poco visibile all’esterno," riguarda "quei teologi che prendono posizioni contrarie all’ortodossia cattolica." Per questo, Ruini insiste sulla "forma cattolica della Chiesa": l'adesione alla dottrina e le strutture ecclesiali, a partire dal Papato e dall'Episcopato. "Sono capisaldi che oggi spesso non vengono compresi e sono contestati. Ma così si mina la certezza della Verità e si toglie la gioia della fede. Non possiamo accontentarci di una fede problematica."

Dottrina e Governo: L'Incompiuta di Francesco e la "Purificazione"

Per Ruini, è sulle questioni dottrinali che lo spartito va completato per evitare l'incompiuta. Ha riconosciuto che alcune affermazioni di Papa Francesco, come il celebre "chi sono io per giudicare," potevano dare l'impressione di una grande apertura. Tuttavia, su altri aspetti, Bergoglio è andato in senso opposto, riuscendo, a parere di Ruini, a neutralizzare la contestazione ecclesiale sui punti più acuti, come il sacerdozio alle donne e l'illiceità dell'aborto, per la quale ha usato parole molto forti. Ciò ha portato a una diminuzione della simpatia nei suoi confronti nelle aree ecclesiali più radicali.

Riguardo alla "parziale destrutturazione delle nostre istituzioni," Ruini ha precisato: "Secondo me Bergoglio voleva purificare, non destrutturare." Ha citato l'enorme problema della pedofilia, con cui si era misurato anche Benedetto XVI, come esempio di difficoltà preesistenti che il Papa ha cercato di affrontare.

Il compito più impegnativo per il futuro Pontefice sarà "ricostruire l’unità della Chiesa, specialmente l’unità attorno al Papa, che è il punto di riferimento della comunità cattolica." Sebbene le divisioni risalgano già ai tempi di Paolo VI e Francesco si inserisca in una lunga serie di Papi contestati, il problema "va però affrontato." La priorità del futuro Papa dovrà comunque essere quella di "alimentare la fiamma della fede che in molte zone del mondo minaccia di estinguersi," usando come strumenti "l'annuncio della fede e la testimonianza della carità." La carità deve però esprimersi anche nelle istituzioni ecclesiali, evitando "inutili durezze che non sono conformi al governo di quella singolare realtà che è la Chiesa, con la sua legge fondamentale: l'amore, il perdono, la comprensione."

Profili e Candidature in Vista del Conclave

Nel dibattito pre-conclave emergono profili e visioni differenti per il futuro Pontefice. Si dice che il Cardinale Ruini sia all'opera per supportare la candidatura del Cardinale ungherese Péter Erdo, descritto come un "pastore e canonista di vaglia," un profilo che viene facile incasellare come "conservatore" ma che coglie elementi propri della fede cattolica.

Dall'altra parte, il Cardinale tedesco Reinhard Marx, noto per le sue aperture in dottrina morale e a favore delle diaconesse, ha sottolineato la necessità di una "persona che abbia una visione universale," comunicativa e che prosegua nel solco della sinodalità, per una questione di "credibilità e di dialogo." Questo profilo emergerebbe come "progressista," e si vocifera che Marx stia lavorando per sostenere il Cardinale francese Jean-Marc Aveline o, in seconda battuta, l'asiatico Luis Tagle.

Il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, è da molti considerato la personalità che meglio risponderebbe alla necessità di unire le molte anime del collegio cardinalizio. Nella sua omelia per la messa in suffragio di Francesco, ha parlato della divina misericordia come tratto saliente del pontificato di Bergoglio, indicazione da "accogliere come un tesoro prezioso."

Il Ruolo del Papa: Oltre l'Immagine Mediatica

Il Cardinale Ruini ha giustamente precisato che "i cardinali eleggeranno il successore di Pietro non quello di Francesco!" Questa affermazione è cruciale per eliminare un pericoloso segno che caratterizza il "new deal" della Chiesa, vittima anch'essa della cultura dell'immagine. Il Pontefice è diventato un'immagine che viene talvolta gestita dalla politica, sfruttando discorsi e azioni del Papa che si rivolge a categorie della società. Si crea così l'immagine dell'Ipse dixit, sminuendo i concetti espressi nei discorsi del Pontefice, che vanno invece interpretati come concetti appartenenti alla Dottrina della Chiesa.

La conseguenza è che la maggiore visibilità viene attribuita alla persona del Papa, divenuta immagine, e non alla Dottrina della Chiesa, che costituisce il cemento che da 21 secoli tiene in piedi la Fede e la Chiesa Cattolica. Ciò produce, alla morte di ogni Papa, quasi un'ideolatria per la figura del Pontefice scomparso, che continua ad essere utilizzato politicamente, mentre la Dottrina della Chiesa rischia di essere dimenticata o messa da parte. La dichiarazione del Cardinale è quindi giusta a proposito del successore di Pietro, perché in caso contrario, si creerebbero scontri per imporre un'immagine a Piazza San Pietro con gravissimo danno alla Fede Cattolica e con l'attuale pericolo di scisma. Il Papa deve essere autorevole di per sé e non per l'immagine che mediaticamente gli si attribuisce, poiché ne va della fine della Fede e della morte della Chiesa.

Mappa delle influenze regionali nel collegio cardinalizio

tags: #ruini #sul #conclave