Il Caso Rosario Monteleone: Dimissioni e lo Scandalo delle "Spese Pazze" in Liguria

Rosario Monteleone, presidente del Consiglio ligure dal 2010, è stato uno dei protagonisti, insieme al governatore Claudio Burlando, dell'alleanza politica di centrosinistra che ha sostenuto la giunta della Regione Liguria. La sua carriera politica è stata scossa da un ampio scandalo legato alle cosiddette "spese pazze" che ha portato alle sue dimissioni e a diverse indagini giudiziarie.

Ritratto di Rosario Monteleone, politico italiano, o immagine simbolica di scandalo politico

Le Dimissioni e le Prime Reazioni

Rosario Monteleone ha rassegnato le sue dimissioni a sorpresa, intervenendo in aula durante il Consiglio regionale che aveva disertato per motivi di salute. Le sue dichiarazioni riflettono l'amarezza e la delusione per la situazione. "Me ne vado - ha affermato Monteleone - con l'amarezza di sapere che qualcuno mi ha voluto vigliaccamente colpire alle spalle, immaginando di fare una furbata. Non posso che essere amareggiato e deluso, ma so che il tempo è signore".

Monteleone ha motivato la sua scelta con la volontà di tutelare la propria serenità e quella dei suoi cari. "Mi dimetto - ha aggiunto Monteleone - per la tranquillità di tutti, a cominciare da quella della mia famiglia. Sono da giorni sotto la gogna mediatica, immeritatamente, per due fatture che ho regolarmente rimborsato con gli interessi legali. I conti, fino a prova contraria, quadrano fino all'ultimo euro. Mi rendo conto di avere grandi responsabilità. La più grande è quella di padre. Sono certo che si tratti di un grosso malinteso: in 30 anni di onesta carriera politica ho anche venduto, come amministratore pubblico, beni pubblici per migliaia di milioni e mai sono stato sfiorato da dubbi".

Luigi Morgillo, vicepresidente del consiglio regionale, ha commentato le dimissioni di Monteleone a Primocanale, affermando: "Metteremo in votazione per il 5 novembre l'elezione del presidente del consiglio. È la priorità di questo momento". Sulla vicenda personale del presidente, Morgillo ha aggiunto: "Monteleone l'ho visto molto provato e amareggiato per l'attacco mediatico che c'è stato. Per il momento lui è solo indagato, non se ne va dal consiglio regionale ma lascia la carica per evitare all'assemblea regionale ogni eventuale imbarazzo". In un comunicato, la Giunta Regionale ha ringraziato Rosario Monteleone "per il lavoro istituzionale svolto ed esprime il proprio apprezzamento per lo spirito di questa scelta personale di responsabilità, volta anche a preservare la credibilità e l’autorevolezza della Regione."

Le Indagini e le Accuse sullo Scandalo "Spese Pazze"

Per quanto riguarda Monteleone, un'indagine condotta dalla Procura di Genova e dalla Guardia di Finanza si è concentrata su denaro da lui prelevato, fra il 2010 e il 2011, dai depositi dell'UDC, alimentati con risorse statali. La cifra complessiva ritirata ammonta a circa 189mila euro in 24 mesi e solo per una parte di questa somma sarebbero state presentate adeguate pezze giustificative.

Accuse Specifiche Contro Monteleone

Rosario Monteleone si attribuiva una “paghetta” da 8mila euro al mese per arrotondare il suo stipendio da presidente del Consiglio regionale della Liguria. Tra le spese contestate dalla Procura di Genova figuravano anche:

  • Cene
  • Abbonamenti al treno
  • Una fattura falsificata per il pagamento di alcune ceramiche

Il Pubblico Ministero contesta a Monteleone, dimessosi da consigliere nell’ottobre 2013 dopo lo scoppio dello scandalo, l'appropriazione di fondi regionali per svariate migliaia di euro attraverso rimborsi non pertinenti all'attività politica, spese di cui hanno beneficiato altre persone e spese mai sostenute.

Il Contesto dello Scandalo Regionale

Lo scandalo delle "spese pazze" nei gruppi consiliari della Regione Liguria, per il periodo tra il 2010 e il 2012, ha portato a processo 23 tra ex e attuali consiglieri regionali con accuse a vario titolo di falso e peculato. Dalle indagini erano emerse varie spese private fatte passare come attività politica, tra cui:

  • Abbonamenti al treno
  • Spese telefoniche
  • Rimborsi non intestati a consiglieri
  • Spese senza idonea documentazione
  • Molti pranzi e cene

Secondo l'accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Francesco Pinto, i consiglieri regionali in quei due anni si sarebbero fatti rimborsare con soldi pubblici, spacciandole per spese istituzionali, di tutto e di più: gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini.

Il procuratore regionale, Claudio Mori, ha sottolineato come "non possano ritenersi rimborsabili con denaro pubblico le spese per ristorazione o altri consumi del membro del gruppo consiliare sostenute in locali di pregio, trattorie, pasticcerie, spese tutte sganciate dalla prova documentale".

Ulteriori Indagini e Prescrizioni

L’ex consigliere regionale UDC e il suo collega Luigi Patrone non dovranno però risarcire i 42mila euro chiesti dalla Procura contabile: per i giudici della Corte dei Conti, infatti, la richiesta è prescritta perché tardiva. Questo risarcimento rientrava nell’ambito dell’inchiesta. Le "spese pazze" in Liguria non si fermano al periodo 2010-2012. L’8 febbraio scorso il pubblico ministero Massimo Terrile ha chiesto il rinvio a giudizio sempre per Rosario Monteleone, insieme ad altre 12 persone tra cui l’ex consigliere Patrone, per il periodo compreso tra il 2008 e il 2010. I reati contestati, a vario titolo, anche in questo caso sono peculato e falso. Le cifre contestate ai 13 politici vanno da 20mila a 100mila euro, usate per viaggi, taxi, cene, libri e consulenze.

L'Intervento di Monteleone in Consiglio Regionale

Nel rassegnare le sue dimissioni, Monteleone ha pronunciato un discorso significativo in Consiglio regionale: "Sono venuto qui in Consiglio regionale in assoluta libertà. Voi sapete come ci siamo comportati in questi anni; voi conoscete l'uso che abbiamo fatto di quei fondi; voi sapete in che modo una modesta persona come me manteneva un gruppo politico del 5 per cento in questa Regione, avendo localizzazione e territorialità in tutte e quattro le Province; voi sapete con quanto sacrificio si fanno queste cose. Solo voi" ha aggiunto Monteleone visibilmente provato "Sapete come possiamo condividere questa indagine che è stata volutamente, sotto un certo punto di vista, enfatizzata più del necessario. È impensabile che Rosario Monteleone, dopo aver avuto occasioni semmai di fare tante cose, improvvisamente sia diventato così sciocco da farsi coinvolgere in una storia da 15 mila euro".

Infine, l'ex presidente del Consiglio regionale ha concluso il suo intervento con un'ulteriore riflessione: "Non so se chi immagina di vendere qualche copia di giornale in più, o chi pensa di speculare, si rende conto del male che fa, condannando e facendo perdere davanti ai propri figli la dignità di uomo e di padre. Non sanno quanto queste cose possano colpire intimamente nell'animo e quanto male possano fare."

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