Il Narcotraffico a Rosario: Una Crisi Profonda e le Sue Ramificazioni

La città di Rosario, la terza più grande dell'Argentina e la più popolosa della provincia di Santa Fe, è da anni assediata dal narcotraffico, ma nelle ultime settimane la situazione ha raggiunto un livello di gravità senza precedenti. La metropoli ai margini del grande fiume Paranà è diventata un epicentro di violenza inaudita, tanto da essere paragonata alla Palermo siciliana degli anni '80 e '90 per la ferocia della criminalità organizzata.

Mappa dell'Argentina con evidenziata la posizione di Rosario e la provincia di Santa Fe

L'Escalation di Violenza e i Segni della Crisi

Nelle ultime settimane, Rosario è stata teatro di una drammatica escalation di violenza per mano dei narcotrafficanti. Le autorità hanno inasprito le condizioni di detenzione e le perquisizioni per i boss, e le gang hanno risposto uccidendo civili a caso nelle strade. Tra le vittime innocenti si contano due tassisti, Diego Celentano e Héctor Figueroa, e l'autista di un autobus, Marcos Iván Daloia, assassinati a colpi d'arma da fuoco mentre erano in servizio. Un giovane di 25 anni, Bruno Bussanich, è stato colpito a morte nel suo posto di lavoro, una stazione di servizio in viale Mendoza 7600.

Oltre agli omicidi, si sono verificate sparatorie contro istituti, prigioni e commissariati, e più di una dozzina di auto sono state date alle fiamme. Questa ferocia ha paralizzato la città: scuole e università sono rimaste chiuse, non si vedono mezzi pubblici per strada, la nettezza urbana ha interrotto il servizio e anche gli ospedali hanno rallentato le loro attività. La paura si percepisce nelle strade, specialmente al tramonto, e l'unica opzione ragionevole per i cittadini è rimanere a casa per essere in salvo.

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Gli assassini non hanno esitato a lasciare messaggi diretti alle autorità, come un biglietto lanciato dopo l'omicidio del benzinaio, destinato al governatore Pullaro e al ministro della sicurezza di Santa Fe, Pablo Cococconi: "Questa guerra non è per un territorio, è contro Pullaro e Cococcioni. Così come noi siamo arrivati a 300 morti essendo uniti uccideremo più innocenti all’anno. Noi non vogliamo cellulari, vogliamo i nostri diritti, vedere i nostri figli e famiglia, e che siano rispettati. Non vogliamo negoziare niente, vogliamo i nostri diritti. Questo per tutti i carcerati, padiglioni e prigione. Basta di continuare ad umiliare con la famiglia. Pullaro e Cococcioni si facciano carico di morti innocenti. Zona nord, zona meridionale, zona ovest uniti”.

Questa situazione ha radici profonde. Uno dei segni più eloquenti di questa rottura è che - secondo i registri ufficiali - il 77% degli omicidi commessi in quella città erano pianificati e l'85% con armi da fuoco. Il corpo di Lorenzo Altamirano, giovane musicista, è apparso con un biglietto intimidatorio contro il capo di una delle bande di narcos. Anche 14 colpi sono stati sparati contro la saracinesca del negozio della famiglia di Antonela Roccuzzo, evidenziando la gravità di quel che succede nella città di Messi e Di María. Oggi il tasso di omicidi a Rosario, che con 1,4 milioni di abitanti è la terza città più popolata del paese, quadruplica la media nazionale.

Le Radici del Fenomeno: Complicità, Povertà e Posizione Geografica

Il fenomeno del narcotraffico a Rosario non può essere compreso senza considerare la complicità di un settore del potere politico, giudiziario, economico, finanziario e della polizia. Senza tale complicità, non sarebbe possibile arrivare alla situazione attuale. Le relazioni tra la polizia, il sistema giudiziario e i partiti politici di Rosario con gruppi dediti al traffico di droga e ad altri affari illegali sono intense. Per somme di denaro variabili, trafficanti di droga, produttori di veicoli, trafficanti di armi o proprietari di officine clandestine pagano sistematicamente agenti di polizia, giudici o politici perché non rispettino la legge.

Questa sospensione della legge, oltre a servire per l'arricchimento privato, ha uno scopo ben definito: finanziare campagne e carriere politiche, nonché gestire la pace sociale senza che quest'ultima significhi eliminare affari spuri. Questo delicato equilibrio è stato sovvertito. Tale complicità governativa e statale è legata anche a una diffusa e profonda economia informale e a una cultura dell'illegalità, che comporta movimenti di fondi da società di calcio, promotori immobiliari o finanziarie. Il deputato provinciale Carlos Del Frade ha più volte denunciato pubblicamente tale realtà, subendo anche minacce di morte.

Infografica sulla corruzione e i flussi di denaro nel narcotraffico

Un altro fattore cruciale è l'impressionante aumento del consumo di cocaina, marijuana e droghe sintetiche sia a Santa Fe che nel resto del paese, il vero motore di tutto il fenomeno. Non è possibile comprendere la densità degli affari e i rischi che molti sono disposti a correre senza fare riferimento alle opportunità che la domanda stabile crea e la continua origine di droghe illegali a Rosario e oltre.

Una delle radici del fenomeno si trova nel porto. Rosario si trova in una posizione privilegiata, sulle rive del Rio Paraná, dove le acque permettono la navigazione di imbarcazioni di grande portata, e nel centro del bacino di produzione dell'agrobusiness argentino. Da qui passano circa 4,5 tonnellate di cereali e soia geneticamente modificata e 76.000 container di prodotti industriali all'anno, principalmente diretti verso l'Europa e il mercato latinoamericano. Questa posizione strategica facilita il traffico di stupefacenti.

La povertà gioca un ruolo fondamentale: a Rosario e dintorni un abitante su tre è povero secondo i dati ufficiali, e le bande narcos ne approfittano per assoldare giovani soldatini per lo spaccio. Solo il traffico di droga al dettaglio muove circa 9 milioni di dollari al mese, con guadagni superiori ai 5 milioni per le gang che si contendono il territorio. Oltre al denaro facile, ciò che ormai più attira i giovani è il prestigio che solo l'appartenenza a uno di questi gruppi può dare: il 25% delle vittime della guerra narco di Rosario ha meno di 19 anni.

I boss delle bande locali, a differenza del resto del paese, possono contare su un fittissimo sistema di tutele e agevolazioni garantito dalle stesse autorità provinciali e nazionali. Nel 2018 si è concluso il maxiprocesso contro “Los Monos”, la principale organizzazione di narcotrafficanti attiva a Rosario dal 1999 e che oggi spadroneggia in città.

Il Ruolo delle Nuove Tecnologie nel Mercato della Droga

L'accesso quasi immediato alle droghe illegali non è estraneo all'emergere di tecnologie come telefoni cellulari, social network, applicazioni di messaggistica o mezzi di pagamento digitali, che facilitano e normalizzano consumi che prima sarebbero sembrati impossibili. Un recente studio sull'impatto delle nuove tecnologie sul mercato delle droghe illegali in Argentina mostra che, nelle comunità di applicazioni come Telegram, il consumatore trova un'ampia varietà di sostanze, comprese diverse qualità e varianti della stessa droga. C'è una proliferazione di rivenditori che trovano nicchie molto specifiche, come certe varietà di marijuana, particolari qualità di cocaina o pillole sintetiche che provocano determinati effetti.

Il declino economico generale rende la produzione e lo spaccio di stupefacenti un'attraente fonte di reddito basata sulla convinzione che le forze di sicurezza non siano un ostacolo. Lo studio citato mette in evidenza persone che, utilizzando vari strumenti digitali, sono impegnate nella vendita di droghe quando tornano dal loro lavoro legale in aziende o attività commerciali regolari. L'uso di droghe illegali è strettamente legato, attraverso catene di distribuzione silenziose, alla violenza che si vede in televisione.

L'Appello di Papa Francesco e la Risposta Istituzionale

Di fronte a questa grave crisi, Papa Francesco ha inviato un videomessaggio ai cittadini e alle istituzioni di Rosario. Le sue parole, pronunciate il 26 marzo dal suo studio a Santa Marta, sono schiette e permeate di rammarico. Il Pontefice ha sottolineato l'urgenza di trovare "risposte complesse e integrali, con la collaborazione di tutte le istituzioni che formano la vita di una società", ribadendo la necessità di rafforzare il senso di comunità.

Francesco ha indicato diverse vie da percorrere:

  • Rivalutare la politica: "vocazione altissima" e tra le "forme più preziose della carità". Ha esortato tutti i settori politici a lavorare "non solo sull'offerta, ma anche sulla domanda di droghe, attraverso politiche di prevenzione e di assistenza". Il silenzio dello Stato in questo campo facilita la promozione del consumo e commercio di droghe.
  • Indagare sulla corruzione e il riciclaggio: È necessario che il sistema democratico "vegli sull'istituzionalità della giustizia, di modo che possa essere indipendente, per indagare sulle reti della corruzione e del riciclaggio di denaro che favoriscono l'avanzare del narcotraffico". Ogni membro del potere giudiziario è responsabile di custodire la sua integrità.
  • Coinvolgere gli imprenditori: Non c'è "una cattiva economia senza la complicità di una parte del settore privato". Il compito è non solo impedire "la complicità negli affari con le organizzazioni mafiose", ma anche impegnarsi socialmente.
  • Proteggere i vulnerabili: Denunciando il "sistema mafioso" che tratta i poveri come "materiale usa e getta", il Papa ha chiesto sforzi affinché "lo Stato e le istituzioni intermedie possano offrire spazi comunitari nei quartieri vulnerabili" e creare condizioni per uno sviluppo umano integrale di bambini, adolescenti e giovani.
  • Il ruolo della Chiesa: Ha ricordato il compito della Chiesa, "Madre e samaritana", di accompagnare i familiari delle vittime, i malati, coloro che vivono la piaga delle dipendenze, i carcerati e chi vive in situazioni di vulnerabilità estrema. La parrocchia è la Chiesa che si fa vicina, la comunità dove tutti possono sentirsi amati.

In risposta alla crisi, l'amministrazione Milei, nella persona del Ministro della Sicurezza Patricia Bullrich, in forma congiunta con il governatore di Santa Fe Maximiliano Pullero, ha istituito un Comitato di Crisi. Ne fanno parte i capi delle cinque forze federali per pianificare l'adozione di misure per neutralizzare l'intensificarsi della violenza, con una presenza intensa della polizia nelle strade e con l'appoggio logistico di effettivi delle Forze armate, manifestando che "non sarà fatto né un passo indietro nel combattere la violenza".

Prospettive e Possibili Vie d'Uscita

La domanda su cosa fare o come iniziare a invertire questa situazione è complessa. A livello di ciò che può essere fatto, c'è una molteplicità di aree che richiedono interventi, dal miglioramento delle infrastrutture e delle politiche pubbliche educative ai miglioramenti urbani e alla creazione di posti di lavoro, tra molti altri. Si tratta dell'impegno individuale e collettivo a intraprendere azioni tendenti al raggiungimento di determinati obiettivi e a sopportarne i costi.

Il secondo aspetto cruciale è la capacità delle agenzie statali di far rispettare la legge. Che sia per convinzione morale o per l'esistenza di incentivi specifici, l'applicazione della legge è essenziale affinché qualsiasi riforma normativa abbia un qualche impatto e non diventi una semplice astrazione. Se le regole non vengono applicate, semplicemente non esistono. Questa è senza dubbio una sfida molto importante, poiché gli incentivi a continuare a vendere quando c'è una sospensione virtuale della legge sono potenti. La pace è un'impresa che esige la creatività e l'impegno di tutti coloro che hanno il dono d'intraprendere e d'innovare.

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