Eremo di San Romedio: Un Capolavoro di Fede e Architettura nella Val di Non

Introduzione all'Eremo di San Romedio

Il Santuario di San Romedio, situato nel territorio di Predaia, al termine di una stretta valle laterale della Val di Non, non lontano da Sanzeno, è una delle maggiori testimonianze del culto cristiano in Trentino. Questo luogo incantato e fiabesco, annoverato tra i santuari più caratteristici d’Europa, sorge su uno sperone di roccia calcarea alto circa settanta metri, anche se altre fonti indicano 90 o addirittura 99 metri.

Molto articolato nella struttura, il complesso monumentale è il risultato di aggiunte di vari corpi edilizi costruiti in epoche diverse, dal nucleo più antico (XI-XIII secolo) fino alla cappella dell’Addolorata rinnovata nel 1923. L'intera struttura è collegata da una ripida scalinata coperta di 131 gradini, affiancata da ex voto e da edicole della Passione, che conduce alla sommità.

L'eremo è affascinante non solo per la sua posizione suggestiva immersa nella natura selvaggia della Val di Non, abitata da caprioli e cervi, ma anche per la sua peculiare conformazione architettonica. La devozione per l’eremita Romedio qui si intreccia indissolubilmente con una leggenda molto nota, quella dell’orso che lo avrebbe accompagnato fino a Trento.

Panoramica dell'Eremo di San Romedio incastonato nella roccia della Val di Non

La Storia e lo Sviluppo del Complesso Monumentale

Le Origini e le Prime Costruzioni

Il Santuario di San Romedio nasce attorno alla figura di Romedio di Thaur, nobile bavarese che, secondo la tradizione, nel IV-V secolo lasciò i suoi beni alla Chiesa e si ritirò come eremita in alcune grotte della Val di Non, passando gli ultimi anni della sua vita in preghiera. Morì nel 405 e fu seppellito in cima alla rupe. Pochi secoli dopo, nell'XI secolo, cominciò la sua venerazione con la costruzione di una cappella sulla sua tomba.

Il nucleo più antico (XI-XIII secolo) comprende il sacello delle reliquie e la cappella di San Nicolò, sorti sulla sommità dello sperone di roccia calcarea. Già dal XV secolo il santuario si affollò di pellegrini che portavano qui i loro ex voto, un fenomeno religioso che rivive ancora oggi negli oggetti di vario genere appesi lungo le scale o custoditi all'interno del santuario. Nel 1487, la famiglia Cles fece costruire la cappella di San Giorgio.

Il Patrocinio dei Thun e le Grandi Edificazioni

La storia di questo luogo di fede tra i più affascinanti delle Alpi s’intreccia indissolubilmente con le vicende dell’importante casata Thun. Con il conferimento ai Thun, nel 1471, della Giurisdizione tirolese di Castelfondo, cui apparteneva il romitaggio, essi esercitarono il patronato per tre secoli e mezzo (1514-1865).

Nel 1513, i fratelli Cristoforo e Bernardino Thun offrirono la loro disponibilità ad aumentare la rendita per l’ecclesiastico residente all’eremo, in cambio del giuspatronato e del diritto di nomina del priore. Il 6 gennaio 1514, papa Leone X acconsentì, e la concessione pontificia fu confermata dal Principe Vescovo Bernardo Clesio l’anno seguente.

La Chiesa di San Michele Arcangelo

Probabilmente già nel 1514, i nuovi patroni avviarono la costruzione di una cappella dedicata all’arcangelo Michele lungo la scala d’accesso alla parte sommitale del romitaggio. Maestranze forse lombarde fabbricarono un unico ambiente a pianta rettangolare, ripartito in tre campate e coperto da una volta a botte lunettata, di forme gotiche, con costoloni in arenaria che si dipartono da peducci, due dei quali con testine scolpite e dipinte. In tre punti d’incrocio delle nervature sono inseriti gli stemmi dipinti dei Clesio, dei Thun e dei Fuchs. Lo stemma dei patroni è già inquartato a quello dei Montereale, quindi successivo al 22 giugno 1516, data dell’autorizzazione imperiale al miglioramento del blasone.

Nel 1584, al tempo del priore Antonio “de Runco” da Malé, Sigismondo “de castro Thoni” (1537-1596) fece dipingere l’interno della cappella. Recenti restauri hanno rimesso in luce sulla parete destra i ritratti di Sigismondo e della moglie Anna Cristina Fuchs von Lebenberg, raffigurati in ginocchio in atteggiamento orante. Alle spalle dei coniugi sono dipinte le rispettive insegne araldiche. L’impresa decorativa vide anche il contributo del barone Giorgio Spaur e della moglie Maria Sidonia Thun. Dell’originario ciclo tardocinquecentesco rimangono la decorazione con motivi floreali della volta e alcune scene sulle pareti, come il ritratto del priore “de Runco” e l’Incoronazione della Vergine da parte della Trinità. Le pitture murali furono assegnate allo storico francescano Giangrisostomo Tovazzi al pittore venostano Adriano Mayr.

La cappella custodisce un unico altare in legno, finanziato da Giovanni Ernesto Thun (1643-1709), Principe Vescovo di Salisburgo dal 1687. L'altare fu dipinto a finto marmo e dorato nel 1758 da Mattia Lampi (1698 circa - 1780) di Romeno. La pala d’altare, raffigurante l’Arcangelo Michele che abbatte Lucifero, è più antica, realizzata intorno al 1584 e attribuibile al pittore Paolo Naurizio.

La Chiesa Maggiore di San Romedio

A Cristoforo e a Bernardino Thun spetta anche il merito della costruzione della chiesa maggiore, ad aula unica con pianta pentagonale, sovrapposta parzialmente alla cappella di san Michele e appoggiata alle parti più antiche del santuario. I lavori presero avvio nel 1536, quando Bernardo Clesio concesse un’indulgenza per chi avesse portato una pietra per la nuova fabbrica. Alla prima fase costruttiva appartengono le bifore gotiche sul lato sud, il portale d’ingresso e il campaniletto, mentre il soffitto piano in muratura fu realizzato nel 1704.

Nel 1612 le pareti furono decorate con pitture su scialbo di calce raffiguranti gli Apostoli e due episodi della Vita di Maria (Annunciazione e Assunzione) entro finte arcate. Questa decorazione comportò la copertura degli affreschi medievali del lato nord, riscoperti solo nel 1932. La Resurrezione di Cristo al centro della volta, delimitata da cornici modanate in stucco, risale al 1706, opera del pittore Giuseppe Vittorio Emer.

Sempre a spese dell'Arcivescovo salisburgense Giovanni Ernesto Thun, nel 1715 fu eretto un nuovo altare in legno, marmorizzato cinquant’anni dopo dall’intagliatore clesiano Sisinio Alessandro Prati (1702-1761), autore anche delle sculture a finto marmo bianco raffiguranti Abramo e Davide. La pala rettangolare con San Romedio e l’orso fu dipinta nel 1905 dal trentino Giambattista Chiocchetti. La sacrestia della chiesa maggiore fu fabbricata nel 1741, e al suo interno furono eseguite, su richiesta del Principe Vescovo Domenico Antonio Thun, due copie di opere dei fratelli Giovanni Antonio e Francesco Gaurdi, dipinte tra il 1745 e il 1746 da Giovanni Marino Dalla Torre.

Altri Ambienti e Dettagli Storici

Altri ambienti di vita e di servizio, tra cui la scalinata d’accesso alla parte superiore del santuario e la loggia che cinge due lati del cortile interno, furono aggiunti o ampliati tra Sei e Settecento. Nel 1725 i Thun decisero di fabbricare un appartamento all’altezza della cappella di san Michele per poter alloggiare comodamente in occasione delle visite al santuario, con accesso garantito sia dallo scalone che dalla sacrestia della cappella di famiglia.

Anche la cappella clesiana di San Giorgio, eretta nel 1487 all’inizio dello scalone d’accesso, fu dotata di un’ancona lignea, dipinta d’oro e di blu, di forme ancora rinascimentali nonostante la data 1607 sull’architrave. La devozione al santo eremita portò vari esponenti della famiglia Thun a donare preziose suppellettili ecclesiastiche ed ex-voto, come il reliquiario d’argento per il cranio di san Romedio (1605) e una pisside in argento dorato del 1841.

Le Aggiunte del XX Secolo e la Gestione Attuale

La più recente è la chiesa dell’Addolorata, risalente al 1918 e costruita in ringraziamento per la quiete dovuta al termine della prima guerra mondiale, e rinnovata nel 1923.

Nel 1948 la cura spirituale del santuario fu affidata ai Frati Minori, passata nel 2005 ai Frati Minori Conventuali che reggono anche la Basilica dei Santi Martiri Anauniesi a Sanzeno.

Le Chiese e le Cappelle del Santuario

Il Santuario di San Romedio è composto da un incastro di chiese e cappelle, unite da una scalinata coperta. Ecco le principali:

  • La Chiesa Antica (o Sacello delle reliquie): La prima costruzione, sorta attorno alla tomba dell'eremita Romedio, risalente all'XI secolo (o intorno all'anno 1000). Custodisce in urne le reliquie del Santo in un piccolo sacello protetto da grate. Le pareti ospitano resti di affreschi medievali, con la Madonna, l’Ultima Cena, angeli e figure di santi.
  • La Chiesa Maggiore di San Romedio: Edificata nel Cinquecento dai conti Thun (1536), è l’aula più ampia del complesso. L’altare barocco in legno, riccamente lavorato, ospita una grande pala che raffigura il santo con l’orso al guinzaglio. Sulle pareti compaiono gli apostoli e alcune scene mariane, come l’Annunciazione e l’Assunzione.
  • La Chiesa di San Michele: In stile tardo gotico (1514), mostra una volta a botte decorata e un altare barocco con una pala dell’Arcangelo che sconfigge il male (Lucifero).
  • La Cappella di San Giorgio: Costruita nel 1487 dalla famiglia Cles (alcune fonti indicano 1489), segna uno dei primi livelli dell’eremo. Il piccolo altare dipinto e gli stemmi sulle pareti ricordano il sostegno delle famiglie che contribuirono alla crescita del santuario.
  • La Cappella dell’Addolorata: Costruita nel primo Novecento (1918, rinnovata 1923) come ringraziamento per il ritorno della pace dopo la Grande Guerra. L’interno custodisce un altare in legno policromo e alcune opere devozionali.

Lungo le pareti della scalinata coperta, i visitatori noteranno numerosi ex voto: tavolette dipinte, fotografie, oggetti legati a incidenti o guarigioni, che narrano la lunga tradizione di devozione popolare.

La Leggenda di San Romedio e l'Orso

La storia di San Romedio è indissolubilmente legata a quella dell’orso. La leggenda più nota narra che l’eremita, ormai anziano e intenzionato a recarsi a Trento per incontrare il vescovo Vigilio e ricevere la sua benedizione, trovò il suo cavallo a terra, vittima di un orso che lo stava divorando. Senza esitazione, San Romedio si avvicinò all'orso e gli ordinò: “Adesso sarai tu a portarmi a Trento”. Dopo essere stato così comandato, l'orso, come per miracolo, obbedì, accucciandosi per ricevere la briglia e consentendo all'eremita di viaggiare sulla sua groppa fino a destinazione. Questo episodio è il motivo della rappresentazione di San Romedio sempre con un orso al guinzaglio.

L'Area Faunistica e l'Orso Bruno

Alla base del santuario, poco prima di iniziare la salita, si trova il recinto faunistico dell’orso bruno. Dal 1958, qui vengono accolti esemplari che non possono più vivere in libertà, spesso provenienti da circhi o detenzioni illegali, incapaci di reintegrarsi nell'habitat naturale.

L’attuale orso bruno di San Romedio è Bruno, arrivato nel 2013 intorno ai suoi 18/20 anni, dopo una storia travagliata. Trovato nel 2001 in detenzione abusiva, fu spostato nel Parco Nazionale d’Abruzzo e poi qui, per garantirgli una sistemazione adeguata. Il recinto, ombreggiato dagli alberi e attraversato da un corso d’acqua, permette di osservare l’animale da una terrazza esterna, senza disturbarlo. L'orso è libero di muoversi e trovare rifugio, e non è sempre disponibile a farsi vedere, per cui è importante rispettare i suoi tempi e spazi.

Foto di Bruno, l'orso bruno ospite dell'area faunistica di San Romedio

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Dove si Trova e Come Arrivare

Il Santuario di San Romedio sorge in Trentino, immerso nella natura della Val di Non, e fa parte del comune di Predaia, sebbene sia più conosciuto per la vicinanza a Sanzeno. Si trova a circa 45 chilometri a nord di Trento.

In auto: Per raggiungerlo si lascia l'autostrada del Brennero a San Michele all'Adige, quindi si segue la statale 43 in direzione Cles. Giunti al bivio di Dermulo si gira a destra, in direzione Mendola, e dopo 4 km si arriva a Sanzeno. Raggiunta la piazza, si svolta a destra imboccando la stretta strada asfaltata che, in 3 km, conduce al parcheggio ai piedi del santuario. Nei periodi di maggiore afflusso (estate e festa di San Romedio del 15 gennaio), la strada può essere soggetta a limitazioni. Da luglio a inizio settembre è disponibile un servizio di bus navetta tra il parcheggio "Al Mulino" e il parcheggio ai piedi del Santuario.

Mappa del percorso stradale per il Santuario di San Romedio

Percorsi a Piedi per Raggiungere il Santuario

Il modo più suggestivo per arrivare al santuario è a piedi, attraverso vari sentieri. Il percorso dal centro di Sanzeno è di circa 3 chilometri a tratta, con un dislivello di circa 70 metri, e richiede poco meno di un’ora. È possibile parcheggiare gratuitamente alla Casa de Gentili nel centro di Sanzeno.

  • Il Sentiero nella Roccia da Sanzeno: È il percorso più conosciuto e suggestivo. Corre lungo un antico canale irriguo scavato nella montagna alla fine dell’Ottocento, oggi reso sicuro con staccionate in legno e parapetti. È quasi tutto pianeggiante, ma in alcuni punti la volta rocciosa è bassa e richiede attenzione. È percorribile anche con bambini o amici a quattro zampe. La parte finale del percorso (gli ultimi dieci minuti) scende in fondo al canyon, dove si attraversa la strada e si percorrono i pochi gradini che conducono al santuario.
  • Il nuovo “Lez” di Malgolo: Un cammino pianeggiante che fa parte della rete dei “Lezi”, antichi canali d’acqua trasformati in tranquille passeggiate. Offre una visuale diversa e sorprendente sul Santuario.
  • Da Coredo attraverso i laghetti: Un giro ad anello che parte dal centro del paese, costeggia i laghi di Tavon e Coredo, passa nella fresca pineta e arriva fino al Santuario.
  • La discesa da Don: Tra i percorsi più evocativi, segue le tracce lasciate nei secoli dai pellegrini diretti a San Romedio.
Infografica con i quattro percorsi a piedi per il Santuario di San Romedio

Punti di Interesse lungo il Sentiero da Sanzeno

Partendo da Sanzeno, il percorso può includere diverse tappe significative:

  • Casa de Gentili - Centro Culturale d’Anaunia: Situata in piazza della Fontana a Sanzeno, è un imponente palazzo signorile del XVI secolo. Ospita il Centro Culturale d’Anaunia e l’ufficio informazioni turistiche, con una breve mostra sul territorio e interni arredati con mobili e utensili d’epoca.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta a Sanzeno: Questa piccola chiesa, già esistente nel XIII secolo e precedentemente titolata a Santa Maria Marta, aveva al suo fianco un ospizio per i pellegrini. La sua forma attuale è frutto di una ricostruzione del 1616 e conserva tre altari di legno riccamente decorati.
  • Chiesa di Sant’Alessandro: Estremamente semplice, con una facciata a capanna e un portale del XVI secolo. Presenta resti di affreschi del XIII secolo (San Cristoforo, Madonna in trono, Crocifissione). Al suo interno si può accedere al "pozzo del tempo", un'esposizione permanente che narra la storia della valle dalla preistoria all'alto medioevo.
  • Museo Retico: Dedicato alla preistoria e alla storia antica della Val di Non, con reperti dei primi agricoltori del neolitico, metallurghi dell’età del Rame e il popolo dei Reti dell’età del Ferro.
  • Ricordo dell’Antico Acquedotto: Lungo il Sentiero nella Roccia, una targa ricorda l'antico acquedotto scavato nella roccia nel 1863 dalla famiglia de Widmann per trasportare l'acqua dal rio San Romedio alle campagne di Sanzeno.

Informazioni Pratiche per la Visita

  • Orari di Apertura: Il Santuario di San Romedio è aperto tutto l’anno con orari variabili a seconda della stagione.
  • Sante Messe: Gli orari cambiano in base al periodo.
    • Maggio, giugno, settembre, ottobre: da lunedì a venerdì alle ore 16.00; domenica alle ore 9.00 e alle 11.00.
    • Luglio e agosto: da lunedì a venerdì alle ore 17.00; domenica alle ore 9.00 e alle 11.00.
    • Il sabato e le vigilie delle Festività non c'è la S. Messa.
  • Festa di San Romedio: Il 15 gennaio di ogni anno si festeggia il giorno di San Romedio con una messa e il tradizionale piatto del pellegrino a base di trippe.
  • Ingresso: L’ingresso al santuario è libero e non prevede biglietto.
  • Visite Guidate: In alcuni periodi dell’anno sono organizzate visite guidate su prenotazione, utili per comprendere meglio la storia, gli affreschi e la figura di San Romedio.
  • Accessibilità: Il negozio e i servizi igienici sono accessibili durante l'orario di apertura del bar.
  • Animali: All’interno del complesso non sono ammessi cani.

Il santuario di San Romedio

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