L'artista Michele Roccotelli, originario di Minervino Murge, in Puglia, si distingue nel panorama artistico contemporaneo per la sua capacità di trasformare gli scarti e la materia in opere d'arte vibranti, creando un universo espressivo unico che gli è valso il riconoscimento di "caposcuola". La sua opera abbraccia pittura, scultura e ceramica, spesso integrando un profondo legame con la sua terra e una sensibilità verso le tematiche sociali e ambientali.
Il Laboratorio di Bari: Una "Wunderkammer" Contemporanea
Al centro di Bari, nel quartiere murattiano, si trova il luogo magico dove Michele Roccotelli dà vita alla sua fantasia creatrice. Un vasto piano terra di un palazzo d’epoca, con pavimento di lastroni di pietra e archi ribassati portanti, accoglie un incredibile spazio denso di quadri, sculture, ceramiche, "mobile", vecchie sedie dipinte, tele ancora bianche, barattoli e tubetti di colori, pennelli. Tutto è disposto in un ordinato, affascinante disordine che riempie gli occhi, il cuore e l'immaginario.
Questo atelier stimola infinite curiosità, attraendo lo sguardo su ciascun oggetto appena plasmato o riciclato, su ogni tela di piccole o grandissime dimensioni, che porta l'osservatore a immergersi in un universo di colore, di cielo, di mare, di vegetazione, di astratto. Il giornalista ed ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Lino Patruno, ha definito questo laboratorio una vera e propria Wunderkammer, richiamando le strabilianti raccolte principesche di oggetti preziosi del passato. Qui, come un novello apprendista stregone, Roccotelli ridona nuova vita alle cose o crea dal nulla paesaggi e astratte suggestioni cromatiche, completamente preso dalla spinta interiore e dall'idea che si materializza in immagini, segni e cromatismi splendenti.

Radici, Formazione e Filosofia Artistica
Nato a Minervino Murge nel 1946, Roccotelli ha lasciato la sua terra a 14 anni per studiare a Bari. La sua infanzia, segnata da sacrifici in una famiglia numerosa, lo ha temprato. Il suo primo incontro con l'arte è avvenuto attraverso vecchi lenzuoli e fogli di carta da formaggio che sua madre gli forniva per disegnare. Ha studiato all'Istituto d'Arte di Bari, dove ha appreso i fondamenti del disegno e del colore sotto la guida del maestro Francesco Spizzico. Successivamente, ha perfezionato i suoi studi a Roma, frequentando inizialmente la facoltà di Architettura, ma l'arte in lui fremeva, portandolo a dedicarsi completamente alla pittura e all'insegnamento.
La sua carriera espositiva è iniziata nel 1968, ottenendo subito il riconoscimento da parte di critici autorevoli come Franco Solmi, che lo stimava e lo invitava frequentemente al MAMBO di Bologna. Da allora, Roccotelli ha allestito numerosissime personali in Italia e all'estero, partecipando a importanti rassegne nazionali e fiere d'arte contemporanea.
La "Trinità" di Terra, Cielo e Mare e il Sentimento Panico
Roccotelli è profondamente ispirato dalla sua terra d'origine e dalla cultura contadina della Puglia. L'oro dei campi di grano, il rosso dei pomodori, il giallo delle sabbie, il verde degli ulivi, il bianco del sale e il blu delle onde sono i colori che Raffaele Nigro identifica come la vera essenza della sua arte, affermando che "Roccotelli è la Puglia". Il suo percorso verso la scuola a Bari, che lo portava a piedi per chilometri e lo faceva passare anche per il mare, ha completato, con la terra e il cielo, quella "santissima trinità" che avrebbe plasmato il suo essere artista.
Egli possiede la peculiarità panteistica di immergersi completamente nel contesto naturale, urbano, ambientale o letterario in cui si trova, assorbendone l'essenza per poi rielaborare le esperienze mediante forme espressive personalissime. Nel suo confronto con il poeta Eugenio Montale, va sottolineato il distinguo tra il senso acre del vivere del poeta del primo Novecento e il senso positivo dell'esistere unito al sentimento panico di totale immersione nella natura che sono propri di Roccotelli.
L'Arte del Riciclo e la Responsabilità Sociale
In un'epoca che spinge al consumo e allo scarto, Roccotelli, come il grande Antonello Leone che amava "risignificare" lattine, recupera e trasforma materiali di risulta di vecchie case dismesse, stipiti, imposte e coppi di terracotta, a incancellabile memoria del passato. Questa pratica non è solo estetica ma anche un'affermazione di sensibilità e responsabilità, dove gli scarti urbani e rurali diventano preziosi pezzi d'arte. Le sue opere riflettono anche una profonda sensibilità umana verso i pericoli causati dall'inquinamento, che rischia di rovinare la bellezza della natura, e verso i dolorosi problemi dei migranti che attraversano il Mediterraneo, temi che emergono dalla sua rielaborazione delle esperienze di vita.

L'Evoluzione Stilistica: Pittura, Scultura, Ceramica e Poesia
Michele Roccotelli è un artista totale che attraversa l'intero panorama delle arti. Le sue varie fasi evolutive, le trasformazioni stilistiche e le sperimentazioni si sono susseguite negli anni, pur conservando le peculiarità espressive che lo rendono un vero caposcuola.
- Pittura: Vittorio Sgarbi nel 2005 ha descritto il suo colore "acquerellato seppur pastoso" e i suoi "paesaggi evocativi". Roccotelli propone paesaggi favolosi, dipinti con uno straordinario uso del colore, disteso con ampie falciature nel cielo, nel mare, sulle barche. Le sue tele evocano tracce storiche ed elementi compositivi della tradizione architettonica pugliese e caprese, mostrando una profonda fascinazione che risente dell'arte del Novecento, dal Cubismo al Futurismo e all'Astrattismo kandiskiano. Nelle sue opere più recenti, le nuances cromatiche appaiono più addolcite e rarefatte, il lirismo delle composizioni più sottile e pregnante, e le piastre di ceramica dipinte con effetti di maggiore espressionismo.
- Scultura e Riciclo: Oltre alla pittura, Roccotelli si dedica alla scultura, nobilitando frammenti di materiali dismessi - vecchie finestre, sedie, damigiane, sassi - trasformandoli in straordinari oggetti d'arte. Le sue case, sia a Minervino che a Bari, sono esse stesse espressioni del suo genio, con porte, finestre, tavoli, maioliche e pareti interamente dipinti, ricordando la casa di Dalì a Cadaqués o la casa-museo di Salvatore Emblema.
- Ceramica: Ha sviluppato un forte interesse per la ceramica, sperimentando forme e tecniche pugliesi per creare invenzioni sempre nuove.
- Poesia: Molte delle sue opere sono accompagnate da poesie, che rivelano un'altra dimensione della sua sensibilità e del suo intimo dialogo con l'arte e la vita.
Nelle sue recenti creazioni, emergono cicli di idee che portano a serie di opere a olio cromaticamente materiche, con figure che rincorrono voli abbozzati, frantumandosi e compenetrandosi. Le gocciolature richiamano l'action painting di Jackson Pollock. Toti Carpentieri sottolinea come il colore e la materia si avvicendino nella costruzione di uno spazio astratto, da cui le forme si moltiplicano, giocando sull'allusione e sul ricordo, fino all'emergere di figure nude, volti di profilo, amplessi, in contrasto con accenni a situazioni contemporanee come l'espatrio e il deflusso di migranti. Roccotelli cerca una sorta di "geografia del corpo naturale, informe, avvolgente", una "audace riscoperta del colore. Materia", culminando nella "sospensione del tempo" evocata da Jacques Prévert.
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Esposizioni e Riconoscimento Internazionale
Michele Roccotelli ha esposto in prestigiose gallerie in Italia e all'estero, in paesi come il Belgio (Parlamento Europeo a Bruxelles), Germania, Austria, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Singapore e Dubai, ricevendo numerosi premi. È stato costantemente presente in importanti rassegne e fiere d'arte contemporanea, come la Expo-Arte di Bari e l'Arte Fiera di Bologna, ed espone in permanenza da circa trent'anni presso la Ghelfi di Verona.
Il Legame con Napoli e il Castel dell'Ovo
Per Roccotelli, abitante di quella che fu il Regno per eccellenza, il "luogo delle meraviglie" è Napoli, capitale di quel Regno a cui artisti e scienziati pugliesi ambivano. Il luogo simbolo era e rimane il Castel dell'Ovo. Roccotelli ha esposto per la prima volta in questo luogo mitico in pieno inverno e il sogno di tornarvi in un periodo più favorevole si è avverato grazie all'Assessore alla Cultura Nino Daniele, attento ai fermenti culturali. La mostra "La Camera delle Meraviglie" è stata inaugurata a Napoli, al Castel dell’Ovo, il 16 settembre, promossa dall'Assessore Daniele e dalla Sindaca di Minervino Murge, Lalla Mancini. Questa esposizione ha consolidato il legame tra Napoli e la Puglia, due territori uniti da radici storiche e da una comune aspirazione a un futuro più equo e promettente.
Già in precedenza, le opere pittoriche e scultoree di Roccotelli erano state ammirate con più frequenza grazie alla curatela di Yvonne Carbonaro, non solo a Napoli (2013), ma anche ad Anacapri, nel Chiostro di San Michele (2012), con "Fascinazioni di Capri", e a Capri nella "Galleria Laetitia Cerio" con "Roccotelli Mediterraneo" (2014), dove aveva rivelato appieno la sua arte mediterranea e il suo amore per il mare.

Il Progetto "Embrace": L'Arte dell'Abbraccio
Una delle sue personali più significative è stata "Embrace", un progetto che ha esplorato il ruolo dell'arte e dell'artista attraverso il concetto di abbraccio. Basandosi sullo strumentalismo del filosofo John Dewey, Roccotelli considera l'esperienza artistica come un rapporto interattivo tra l'uomo e l'ambiente, con il potere di estendere il pensiero e promuovere lo sviluppo razionale dell'individuo. L'abbraccio viene indagato nella sua essenza, come "dimostrazione di affetto, di intensa partecipazione o di amore", richiamando la poesia di Pablo Neruda e le innumerevoli raffigurazioni di questo gesto nella storia dell'arte, da "Memi e Sabu" egizio a Renato Guttuso, passando per Beato Angelico, Picasso, Klimt e molti altri.
Le opere di "Embrace", localizzate principalmente nel quinquennio 2018-2022, mostrano una continuità operativa in cui le precedenti attenzioni tematiche di Roccotelli, legate alla naturalità urbana o più ampia, si modificano in un'astrazione progressiva, assumendo sembianze più figurali. Il colore e la materia costruiscono uno spazio pittorico astratto dove i punti di osservazione si moltiplicano, emergendo corpi (nudi, seduti, sensuali, plastici) di donna e di uomo, o forse solo la loro memoria, in un richiamo alla memoria degli studi e del mestiere esercitato.

Collaborazioni e Sinergie Artistiche
Nel rispetto del principio dell'unità delle arti, Roccotelli ha stretto importanti collaborazioni che fondono diverse espressioni artistiche. In occasione del vernissage della sua mostra al Castel dell'Ovo, si è realizzato un connubio arte-moda con il coinvolgimento di Maria Mauro dell'Accademia della Moda. La stilista napoletana, nota per spaziare dall'alta moda al riciclo e alla creazione di abiti-scultura, ha realizzato capi in carta o tessuto ispirati ai colori e alle immagini dei dipinti di Roccotelli, alcuni ricavati da carte appositamente dipinte dall'artista stesso. Queste sculture in movimento, o immobili accanto alle altre opere, amplificano l'effetto di meraviglia dell'intera mostra, che include anche musica e canto per un omaggio congiunto alla Puglia e a Napoli.
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L'Impatto Critico e la Continua Attività
Hanno scritto di Roccotelli i più accreditati critici d'arte, tra cui Vittorio Sgarbi, Franco Solmi, Toti Carpentieri, Lino Angiuli, Alessandro Mozzambani, Dino Pasquali, Michele Campione, Luigi Meneghelli, Raffaele De Grada, Alberto Bevilacqua, Giuseppe Veronese, Bianca Tragni, Ingrid Kulenkampff, Liana Bortolon, Giorgio Segato, Raffaele Nigro, Francesco Butturini, Alessandra Redaelli, Maurizio Vitiello e Karl Maringer. In recenti eventi espositivi, hanno offerto contributi significativi anche Clementina Gily, docente di Educazione all'Immagine, e Ugo Piscopo, decano dei critici militanti, oltre al M° Gianni Pisani e al critico Antonio Filippetti, curatore di un catalogo dei suoi lavori su Montale.
Roccotelli è un artista instancabile: "l'arte è la sua vita". Continua a lavorare otto ore al giorno, ogni giorno, e a dedicarsi anche all'insegnamento come Maestro d'arte all'Accademia Margherita di Bari, preparando mostre con i suoi allievi. Possiede altri studi a Minervino Murge e nel suo buen retiro estivo di Rosa Marina, tra dune di sabbia e ulivi centenari. Da 48 anni dipinge e crea, con un entusiasmo infantile e contagioso, trasformando la tela in "respiro, anima, pulsazione ed emozione che ci parla e vive: natura viva, altro che natura morta".
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