La creazione di un altare sacro rappresenta un intervento di profonda valenza liturgica e artistica, specialmente quando inserito in contesti storici preesistenti. Questo articolo esplora il processo di ideazione e costruzione di un nuovo altare in pietra per una cappella feriale a Barletta, evidenziando le sfide e le soluzioni adottate per coniugare tradizione e funzionalità.
La Richiesta e il Contesto
In una cappella feriale a Barletta, il parroco ha espresso la necessità di riorganizzare lo spazio, concentrandosi in particolare sull'altare esistente. L'altare, pur assolvendo onestamente alla sua funzione, veniva percepito più come un tavolo che come un vero e proprio altare degno del suo significato. La richiesta specifica era quella di realizzare un altare in pietra, che fosse al contempo degno e smontabile.
Il contesto in cui si è dovuto operare era quello di una chiesa con evidenti influenze barocche, caratterizzata da un largo uso di pietre e marmi, incavi e lesene, tipici della scuola napoletana. In tali ambienti, un incarico non può essere generico, ma richiede una profonda comprensione del linguaggio architettonico e decorativo preesistente.
La Filosofia di Intervento del Progettista
Il principio guida nell'intervento in contesti antichi è sempre stato quello di raccordare il nuovo con l'antico. Non si è inteso copiare le forme originali, né tantomeno stravolgere il contesto con soluzioni inusuali o l'impiego di materiali contemporanei che non avrebbero avuto alcuna attinenza con l'antico. L'obiettivo era integrare l'elemento nuovo in armonia con l'ambiente circostante.
Un aspetto cruciale nella progettazione ha riguardato la forma dell'altare, strettamente legata alle normative CEI. Secondo queste, "l'altare cristiano è, per sua stessa natura, ara del sacrificio e mensa del convito pasquale. La mensa dell'altare deve essere di pietra e precisamente di pietra naturale." In linea con questa indicazione, si è stabilito che la forma dovesse essere "angolare," evitando soluzioni estrose come forme a mezzaluna o a quadrato, spesso riscontrabili in altari di matrice "neocatecumenale."
Tecnica Costruttiva e Materiali
Il progetto dell'altare ha previsto la creazione di due colonne che sorreggono il piano. Ciascuna colonna è composta da una base, un elemento portante e un capitello. Tutti gli elementi sono stati concepiti per essere facilmente smontabili e removibili, rispondendo così alla richiesta specifica di un altare amovibile.

La realizzazione di un tale progetto ha richiesto l'adozione di una tecnica costruttiva particolare e l'uso di materiali che garantissero capacità portante, resistenza torsionale e un peso contenuto. La base e il capitello sono stati realizzati in marmo di Carrara bianco, caratterizzato da venature leggere, in piena coerenza con la pietra già presente nella chiesa. La produzione in laboratorio si è rivelata complessa, specialmente per garantire l'essenziale resistenza torsionale, data la maggiore rigidità del marmo rispetto, ad esempio, al legno, e la necessità di smontare e rimontare i vari pezzi.
Il Risultato Finale
L'opera è stata decisamente apprezzata per le sue qualità. È stata descritta come austera, elegante e coerente con il contesto architettonico barocco, pur essendo al contempo molto pratica. La sua funzionalità si è estesa in modo inaspettato: opportunamente smontati, gli elementi che compongono l'altare vengono utilizzati anche come fioriere. Questa inattesa versatilità ha ulteriormente confermato il successo del progetto.

La visione che ha guidato questo intervento è chiara: la creazione di un'opera che, pur essendo nuova, rispetti e valorizzi i contesti antichi, evitando compromessi sul materiale e sulla forma, e rimanendo fedele alla funzione liturgica dell'altare.