Roberto Bonfil e il Pellegrinaggio nella Tradizione Ebraica

La figura di Rav Roberto Bonfil rappresenta un ponte tra la storia ebraica accademica e la pratica rabbinica. Attualmente professore di storia ebraica presso la Hebrew University di Gerusalemme dal 1980, Bonfil ha ricoperto ruoli significativi in Italia, tra cui quello di Vice-Rabbino Capo di Milano nel dicembre 1959 e successivamente Rabbino Capo di Milano dal 1962 al 1968. Autore di numerosi libri e articoli, anche in lingua ebraica, e responsabile di molte traduzioni italiane di testi ebraici, la sua esperienza offre uno spaccato unico sulla vita ebraica del XX secolo.

Ritratto di Rav Roberto Bonfil durante una conferenza

L'Esperienza Rabbinica a Milano: Sfide e Responsabilità

Durante un'intervista con Gabriella Caramore, giornalista di RAI Radio 3 e conduttrice della trasmissione "Uomini e profeti", Rav Bonfil ha espresso una chiara posizione sulla sua conoscenza della Comunità Ebraica di Milano. Egli ha affermato adamantino: “Io non so nulla di quando fu formato il Rabbinato milanese perché non lo so, né so nulla del dopo ’68. Io conosco solo il tempo in cui io ho vissuto qui”. Questa risposta, data con un sorriso, riflette la sua focalizzazione sull'esperienza diretta e vissuta.

Ricordando i suoi anni '60, Bonfil ha descritto un'epoca in cui "non esisteva il cellulare ma anche i telefoni di linea fissa erano un lusso". Con un solo telefono a sua disposizione, veniva chiamato "giorno e notte", evidenziando le difficoltà logistiche del suo ruolo. Uno dei problemi più gravi da lui riscontrati fu la mancanza di un Beth Din, un tribunale rabbinico in grado di risolvere questioni cruciali come divorzi e conversioni di bambini, problemi che, a suo parere, sono tornati alla ribalta oggi.

Rav Bonfil sentiva fortemente la responsabilità che le sue decisioni fossero riconosciute anche all'estero, ma non ne aveva la certezza, desiderando quindi un Beth Din riconosciuto a livello mondiale. In un periodo in cui era giovane, si viaggiava principalmente in nave anziché in aereo, e i telefoni erano rari, queste circostanze rendevano la sua posizione particolarmente complessa. Tra le sue opere degne di nota, si ricorda la traduzione, introduzione e note della "Haggadà di Pésach" secondo il rito italiano, con le principali varianti dei riti tedesco e spagnolo, inclusa una versione per bambini, pubblicata nel 1962 dalla Fondazione Sally Mayer.

Il Pellegrinaggio nella Tradizione Ebraica

Sebbene il racconto di Rav Roberto Bonfil si concentri principalmente sulla sua esperienza personale e sulle sfide rabbiniche, la tradizione ebraica attribuisce una grande importanza al concetto di pellegrinaggio. Questa pratica è profondamente radicata nelle usanze religiose e storiche del popolo ebraico.

Illustrazione storica del pellegrinaggio ebraico a Gerusalemme

Il pellegrinaggio annuale verso Gerusalemme è un'usanza raccomandata, come testimoniato anche da testi talmudici. Ad esempio, il trattato Chaghigah fornisce notizie dettagliate riguardo a tali usanze. Queste pratiche si manifestano in particolare in occasione delle tre feste solenni di pellegrinaggio (Shalosh Regalim): Pésach (Pasqua), Shavuot (Pentecoste) e Sukkot (Festa delle Capanne). Durante queste festività, nell'antichità, gli ebrei si recavano al Tempio di Gerusalemme per offrire sacrifici e celebrare insieme. Esistono formulari di preghiere specifici per il sabato e queste tre feste solenni, adattati agli usi di diverse comunità, come quelle sefardite di Venezia e altre comunità italiane, che testimoniano la continuità e la ricchezza di questa tradizione nel corso dei secoli.

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