Il 13 luglio 1917, la Madonna di Fatima rivelò ai tre pastorelli portoghesi - Lucia dos Santos, Giacinta e Francisco Marto - un segreto diviso in tre parti. Le prime due parti furono rese note nel 1942, mentre per l'ultima, la più discussa e attesa, fu necessario attendere fino all'anno 2000, quando venne comunicata ufficialmente per decisione di Papa Giovanni Paolo II.

Le Prime Due Parti del Segreto
La prima parte del segreto è stata descritta come una tremenda visione dell’Inferno, un «...grande mare di fuoco». Suor Lucia, una dei veggenti di Fatima, raccontò che questa visione durò poco, altrimenti i bambini sarebbero morti di paura per la sua intensità.
La seconda parte, invece, conteneva una richiesta specifica della Madonna: la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. L'obiettivo di questa consacrazione era prevenire che «i suoi errori si diffondano nel mondo con altre guerre e persecuzioni dove "i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre soffrirà molto e varie nazioni saranno distrutte"». Nonostante questa ammonizione, la Vergine promise anche un tempo in cui il suo Cuore Immacolato avrebbe trionfato e ci sarebbe stata la pace nel mondo.
Diversi Papi hanno compiuto la consacrazione del mondo intero al Cuore Immacolato di Maria, a cominciare da Pio XII, seguito da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Sebbene la richiesta fosse specifica per la Russia, la Chiesa ha interpretato la consacrazione del mondo come un modo per includere anche la nazione citata.

La Visione del Terzo Segreto: l'Angelo e il Vescovo Vestito di Bianco
La terza parte del segreto di Fatima, trascritta da Suor Lucia il 3 gennaio 1944 su ordine del Vescovo di Leiria, si apre con una visione impressionante:
«Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!»
Successivamente, la visione prosegue con una scena profetica:
«E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti", un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre". Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.»
Questa visione, interpretata da Giovanni Paolo II come una profezia dell’attentato da lui subito il 13 maggio 1981, parla anche di soldati e della morte di vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, nonché di varie persone secolari. Questo può essere letto come un riferimento alle persecuzioni e ai martiri del terzo millennio, un prezzo di sangue altissimo pagato dai cristiani nell'ultimo secolo.

Il Lungo Silenzio e le Speculazioni
Per decenni, il terzo segreto di Fatima è stato oggetto di grande mistero e speculazione a causa del silenzio mantenuto dalle autorità ecclesiastiche. Il primo pontefice che lesse il testo di Suor Lucia, Giovanni XXIII, ne rifiutò la divulgazione, ritenendo che potesse essere male interpretato e causare confusione.
Il silenzio persistente ha alimentato un alone di mistero con contorni apocalittici. L’opinione pubblica riteneva in generale che il segreto potesse riguardare una guerra nucleare o catastrofi naturali. Tuttavia, "fatimologi" come lo spagnolo Joaquín Maria Alonso, il francese Michel de la Sainte Trinité e Antonio Augusto Borelli Machado, ritenevano che la parte essenziale del terzo segreto riguardasse più un castigo spirituale che una catastrofe materiale, individuando una "crisi interna alla Chiesa".
Il Cardinale Silvio Oddi attribuiva a Suor Lucia l'affermazione che la ragione della mancata pubblicazione fosse il rischio di una "cattiva interpretazione". Il Cardinale Oddi stesso ipotizzò che il segreto potesse preannunciare «qualcosa di grave che la Chiesa avrebbe fatto, naturalmente senza intenzione. Che a causa di cattive interpretazioni, di disobbedienze o di qualcosa del genere, la Chiesa avrebbe attraversato un momento piuttosto difficile». Egli suggerì persino che potesse alludere a un Concilio, quello del 1960, dal quale sarebbero indirettamente derivate difficoltà alla Chiesa.
Nell'ambito di queste speculazioni, nel 1973, Plinio Corrêa de Oliveira, persuaso che il "terzo segreto" contenesse ammonizioni decisive per l'umanità, redasse un messaggio a Suor Lucia affinché rompesse il silenzio e rivelasse la parte sconosciuta del messaggio celeste. Il suo intento era di "aprire gli occhi di quelli che dormono". Corrêa de Oliveira ipotizzava inoltre che la parte non divulgata del segreto contenesse «particolari spaventosi sul modo in cui si compiranno i castighi annunciati a Fatima», spiegando così la durezza nel renderla pubblica.
Fatima: le parole del cardinale Ratzinger sul terzo segreto
La Pubblicazione Ufficiale nel 2000
Il 26 giugno 2000, il Terzo Segreto di Fatima fu divulgato ufficialmente dalla Chiesa Cattolica per volontà di Papa Giovanni Paolo II. La pubblicazione avvenne durante il viaggio del Papa nella cittadina portoghese il 13 maggio 2000, in occasione del Giubileo e della beatificazione di Francesco e Giacinta Marto. Quel giorno, che coincideva con il 19° anniversario dell’attentato subito da Giovanni Paolo II per mano di Ali Agcà, il testo del segreto fu letto dal Cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato vaticano.
Giovanni Paolo II aveva sempre attribuito all’intervento miracoloso della Vergine l’aver deviato la traiettoria del proiettile che lo ferì, salvandogli la vita. Per sua volontà, quello stesso proiettile è ora incastonato nella corona della statua della Madonna venerata nel santuario di Fatima. Questa profonda devozione e la convinzione del legame tra l'attentato e il messaggio di Fatima furono determinanti per la sua decisione di rendere pubblica la terza parte del segreto, rimasta inedita fino ad allora.
Nel commento teologico diffuso lo stesso giorno della pubblicazione, l'allora Cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, annotò: «Non doveva il Santo Padre, quando dopo l'attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del "segreto", riconoscervi il suo proprio destino? Egli era stato molto vicino alla frontiera della morte ed egli stesso ha spiegato la sua salvezza con le seguenti parole: "Fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte" (13 maggio 1994).»

La Conferma della Completezza del Segreto
Negli anni successivi alla pubblicazione, periodicamente sono emerse voci che mettevano in dubbio la completezza del segreto rivelato. Tuttavia, queste illazioni sono state categoricamente smentite dalla Santa Sede. In particolare, il Papa emerito Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) ha fermamente negato qualsiasi dichiarazione attribuita al professor Ingo Dollinger, secondo cui la pubblicazione non sarebbe stata completa. Attraverso una nota diffusa dalla Sala Stampa vaticana, Benedetto XVI ha comunicato di «non aver mai parlato col professor Dollinger circa Fatima», affermando chiaramente che tali esternazioni «sono pure invenzioni, assolutamente non vere» e confermando decisamente: «la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa». Questo ha posto fine a ulteriori speculazioni sull'esistenza di parti ancora non divulgate.

L'Interpretazione Ufficiale e il Messaggio Universale
Il commento ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede ha chiarito che il testo del terzo segreto di Fatima, se letto con attenzione dopo le tante speculazioni, potrebbe inizialmente deludere chi cercava previsioni sensazionalistiche. La fede cristiana, infatti, «non vuole e non può essere pastura per la nostra curiosità».
La Chiesa ha interpretato la visione in chiave simbolica, riguardante principalmente la persecuzione dei cristiani e il tentativo di uccisione di un "vescovo vestito di bianco", che i veggenti stessi ebbero il presentimento fosse il Santo Padre. Questo è stato tragicamente confermato dagli avvenimenti del XX secolo, in cui i cristiani hanno pagato un prezzo di sangue altissimo.
Ciò che rimane come messaggio essenziale e universale del segreto di Fatima è l'esortazione alla preghiera come via per la "salvezza delle anime" e, nello stesso senso, il richiamo alla penitenza e alla conversione. Questo è il cuore del messaggio mariano, valido per tutti i tempi e per tutti i fedeli.