Il Ringraziamento Eucaristico: Profondità, Pratica e Continuazione nella Vita Cristiana

Solo recentemente è stato evidenziato come, ricevuta l’Eucaristia, le Sacre Specie si dissolvano dopo circa 15 minuti. Per questo motivo, e per una questione di rispetto e riverenza verso Gesù, sarebbe bene, finita la Messa, rimanere in Chiesa ancora per qualche minuto per continuare a ringraziarLo di questo grande dono che ci ha fatto. Questo momento è considerato il più propizio per abbandonarsi ad atti di riconoscenza, di adorazione, d’offerta e di domanda, poiché “Che cosa potrà negarci Gesù che è venuto allora in noi?”.

Foto di fedeli in raccoglimento dopo la Santa Messa

Le Sfide del Raccoglimento Post-Comunione

Nonostante la consapevolezza dell'importanza del ringraziamento, la pratica può presentare delle difficoltà. Molti fedeli esprimono il desiderio di dedicare qualche minuto in più di raccoglimento dopo la Messa. Tuttavia, in alcune realtà parrocchiali, questo può risultare impossibile. Spesso, già a partire dal canto finale, la gente comincia a uscire in fretta e furia, creando movimento e confusione. A ciò si aggiunge il fatto che le persone che rimangono in Chiesa talvolta iniziano a chiacchierare in tono sostenuto, o a salutare e fare domande come se si trovassero in un luogo qualunque, ostacolando la concentrazione. In questi casi, un consiglio pratico può essere quello di salutare con garbo tutti e defilarsi discretamente, anche in compagnia, per cercare un angolo di maggiore tranquillità.

La Gratitudine Eucaristica: Definizione e Significato Profondo

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

San Paolo ci ammonisce di non parlare di fornicazione, di impurità o di avarizia, né di ciò che è vergognoso, sciocco o scurrile, ma piuttosto di ringraziare. È essenziale esaminare le nostre parole, poiché i media spesso presentano una visione di realtà tenebrosa, impura e vergognosa che non è degna delle meditazioni dei cattolici redenti dal Sangue preziosissimo del Signore.

La gratitudine è la virtù che inclina l’uomo a riconoscere e a retribuire i benefici ricevuti da un altro. Essa promuove la carità, unendo i cuori di coloro che danno a coloro che ricevono, e promuove l’umiltà, poiché chi rende grazie si sottomette al suo benefattore. L’oggetto principale della nostra gratitudine deve essere Dio stesso. La nostra preghiera non deve essere solo petizione, ma anche ringraziamento. Non dobbiamo essere come i lebbrosi guariti dal Signore di cui solo uno tornò per ringraziarLo, ma piuttosto cercare un equilibrio armonioso e perfetto tra gratitudine e petizione, con un cuore amorevole ed umile.

Nel dialogo liturgico si osserva la frase “semper et ubique”, sempre e ovunque. Riconosciamo i benefici di Dio, soprattutto il Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo per amore di noi sul monte Calvario, e Glieli retribuiamo con l’offerta di questo stesso Sacrificio a Lui durante i Sacri Misteri. Questa retribuzione è adeguata in quanto offre Nostro Signore Gesù Cristo in riscambio per Nostro Signore Gesù Cristo; in quanto offre Dio in riscambio per Dio, come prega il Sacerdote nella Santa Messa: “Cosa renderò io al Signore per tutte le cose che ha dato a me?”.

Come afferma Dom Guéranger: “il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Cristo è per noi il mezzo privilegiato per ringraziare la Divina Maestà, poiché solo attraverso di Esso possiamo rendere a Dio tutto ciò che Gli dobbiamo”. Il ringraziamento a Dio, tuttavia, non è completo senza l’offerta di sé stessi a Dio Padre in unione all’offerta di Dio Figlio. Se nostro Signore si è dato completamente a noi, è necessario che anche noi ci diamo completamente a Lui.

Nel Santo Sacrificio della Messa, nell’Eucaristia, ci uniamo a Nostro Signore Gesù Cristo nell’offertorio, quando il celebrante offre in anticipo il Divino Agnello al Padre. Ci uniamo a Lui nella Consacrazione quando quel Divino Agnello viene immolato, e ci diamo a Lui in quella Preghiera che si chiama (in senso stretto) ‘il ringraziamento’ dopo la Santa Messa. Bisogna ringraziare, come dice San Paolo, soprattutto nella Santa Messa, ma anche in tutta la nostra vita in un atteggiamento di riconoscenza per tutti i benefici di Dio e nel desiderio di retribuirli; ma soprattutto con l’offerta a Dio costante di tutto ciò che facciamo, diciamo e pensiamo, di tutto ciò che siamo, alla gloria della Santissima Trinità.

Immagine del Sacrificio Eucaristico sull'altare

La Preghiera Eucaristica: Cuore del Ringraziamento della Messa

La preghiera eucaristica è il cuore della celebrazione della Santa Messa. La sua struttura ha origini molto antiche, ricordando il modo in cui già il popolo d'Israele si rivolgeva a Dio, come testimoniano alcune preghiere riportate nell'Antico Testamento. Anche Gesù ha fatto suo questo modo di pregare il Padre e lo ha trasmesso a noi. Questa preghiera è composta di due grandi parti, strettamente congiunte a formare un’unica solenne preghiera: la prima che innalza l’offerta e il ringraziamento, e la seconda dalla supplica e intercessione. Questo momento centrale della celebrazione eucaristica, in cui la comunità radunata attorno all'altare eleva a Dio Padre un discorso orante attraverso il ministro che presiede, veniva ricordato già da San Giustino nella sua seconda «Apologia» (165 ca. d.C.).

Invito alla Preghiera e Risposta Comunitari

Colui che presiede, prima di iniziare a parlare a Dio, si rivolge a tutti i presenti, invitandoli a unirsi a lui nella preghiera, con parole molto chiare e ricche di significato. Dopo aver rivolto il saluto: «Il Signore sia con voi», a tutti dice: «In alto i nostri cuori». L'invito a elevare i cuori è molto forte e la sua importanza è rafforzata dalla risposta di tutta l'assemblea: «Sono rivolti al Signore». Siamo invitati ad allontanare da noi ogni preoccupazione, distrazione o altri pensieri per le cose terrene. In questo momento importante della celebrazione dobbiamo orientare il cuore, cioè tutto noi stessi, verso l'alto, verso Dio. E tutti, dicendo di essere già rivolti verso il Signore, rassicurano il sacerdote affinché proceda con la preghiera a nome di tutti.

Il Significato di "Rendere Grazie"

Il sacerdote prosegue dicendo: «Rendiamo grazie al Signore nostro Dio». Tutti rispondono: «È cosa buona e giusta!». Sì, è proprio giusto, buono e bello lodare il Padre, ricordando quanto di meraviglioso ha fatto e fa per noi. L'ultima risposta dà l'avvio alla preghiera. Rendere grazie è molto di più del semplice ringraziare, significa confessare, cioè riconoscere l'amore infinito di Dio, che supera il nostro peccato e, per questo, lodarlo. La stessa parola Eucaristia, che viene dal greco, significa rendere grazie. Come già ricordato all'inizio, nell'Eucaristia e, in particolare nella Preghiera eucaristica, noi confessiamo, riconosciamo la grandezza di Dio e la nostra piccolezza, la forza del suo amore e la debolezza della nostra umanità. Questa acclamazione, che è parte della grande preghiera, riprende due testi biblici: il canto dei Serafini rivolto a Dio, tre volte Santo (cfr. Is 6,3), e quello dei Cherubini che acclamano al Benedetto (cfr. Ez 3,12).

Partecipazione Consapevole

È molto bello e importante seguire la Preghiera eucaristica, dall'inizio alla fine, con grande attenzione, senza distrazioni e senza concentrarsi solo su una parte di essa, pensando che il resto sia una preghiera del sacerdote che non riguarda tutti noi. In piedi, con gli occhi e gli orecchi di tutti rivolti all'altare, dobbiamo sentirci rappresentati dal sacerdote che, per noi e a nome nostro, si rivolge a Dio Padre. Inoltre, non deve mai mancare il canto del "Santo" nelle nostre celebrazioni.

Schema della struttura della Preghiera Eucaristica

Estendere il Ringraziamento oltre la Messa

Raccoglimento Quotidiano

Il ringraziamento non si esaurisce con la conclusione della Messa. Dobbiamo, infatti, passare tutto il giorno nel quale ci accostiamo alla santa comunione nel maggior raccoglimento possibile, sia interiore che esterno, occupandoci in esercizi di lode, di pietà, di carità, d’obbedienza, e facendo concorrere a questo scopo tutti i nostri esercizi, la lettura, la preghiera e il lavoro.

Propositi di Imitazione e Carità

Come ringraziamento della Comunione, potremo offrire a Gesù il proposito di imitare una delle sue virtù e di emendarci di uno dei nostri difetti, soprattutto di quello nel quale più facilmente cadiamo e che più gli spiace, o che scandalizza di più il prossimo. Questa promessa poi deve essere da noi mantenuta, e facendo ogni giorno qualche atto speciale per mantenerla fedelmente, riusciremo a vivere della vita di Gesù ed a trasformarci in Lui. Questo è una continua preparazione a quella che deve seguire, e potremo allora dire con l’Apostolo: Non vivo più io, ma Cristo vive in me (Gal 2,20).

Affrontare l'Aridità Spirituale

Benché la devozione verso la Santa Eucaristia e la fame spirituale del nostro pane della vita siano utili per la comunione frequente, non dobbiamo tuttavia allontanarcene allorquando non sentiamo più questa devozione sensibile e queste dolcezze che Dio forse ci fece gustare altre volte. Questo mutamento può avvenire per i nostri difetti, o per mancanza di preparazione e di raccoglimento prima della santa Comunione. Ma altre volte è Dio che, senza alcuna colpa nostra, ci priva di questa consolazione spirituale per umiliarci e provarci. Trovandoci in questa aridità, qualunque ne sia la causa, non dobbiamo però lasciarci abbattere né spaventare, ma è necessario umiliarci con molta semplicità davanti a Gesù.

L'Eucarestia Spiegata ai bambini - il significato - la Consacrazione

Preghiere e Devozioni per il Ringraziamento Eucaristico

La tradizione cristiana offre numerose preghiere e pratiche devozionali per esprimere gratitudine dopo aver ricevuto la Santa Comunione e per perseverare nel ringraziamento.

Atto di Ringraziamento dopo la Comunione ("En ego, o bone et dulcissime Iesu")

La seguente preghiera, dal Missale Romanum (Editio typica III, 2002, pag. 1283), è particolarmente indicata per il ringraziamento:

Latino: En ego, o bone et dulcissime Iesu, ante conspectum tuum genibus me provolvo, ac maximo animi ardore te oro atque obtestor, ut meum in cor vividos fidei, spei et caritatis sensus, atque veram peccatorum meorum pænitentiam, eaque emendandi firmissimam voluntatem velis imprimere; dum magno animi affectu et dolore tua quinque vulnera mecum ipse considero ac mente contemplor, illud præ oculis habens, quod iam in ore ponebat tuo David propheta de te, o bone Iesu: “Foderunt manus meas et pedes meos: dinumeraverunt omnia ossa mea”.

Italiano: Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima vostra presenza prostrato, vi prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di Fede, di Speranza, di Carità, di Dolore dei miei peccati, e di proponimento di non più offendervi, mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi, o mio Dio, il santo profeta David: trapassarono le mie mani e i miei piedi, contarono tutte le mie ossa.

Questa preghiera è dotata di Indulgenza plenaria nei singoli venerdì di Quaresima, per il fedele che piamente la recita, dopo la comunione, dinanzi all’immagine di Gesù Crocifisso (conc. 8 § 1,2° del Manuale delle Indulgenze). È concessa Indulgenza parziale se usata per fare il ringraziamento dopo la Comunione (conc.).

Le Preci Leonine

Le Preci Leonine sono un esempio di preghiere recitate dopo la Messa. Furono introdotte da Papa Pio IX nel 1859 nel solo Stato Pontificio, a difesa contro la minaccia posta dagli ideali del Risorgimento. Leone XIII le rese obbligatorie per la Chiesa universale, dopo la celebrazione delle Messe lette, con decreto della Sacra Congregazione dei riti Iam inde ab anno del 6 gennaio 1884, pubblicato in Acta Sanctae Sedis n.16 (1884), pagg. 249-250. La loro formulazione mutò nel tempo. Nel 1886 fu variata la colletta, che assunse la formulazione attuale “pro conversióne peccatórum, pro libertáte et exaltatióne sanctæ Matris Ecclesiæ” e fu introdotta la preghiera a S. Michele Arcangelo. Le tre invocazioni finali al Sacro Cuore furono concesse da S. Pio X. Mutato il contesto storico e venuta meno la ragione dell’intenzione originale, nel 1930 Pio XI prescrisse comunque che si continuasse a recitarle per la conversione della Russia.

  • Cel. E per questo ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
  • Fedeli (tre volte) Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ.
  • Tutti Salve, Regína, Mater misericórdiæ; vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamámus, éxsules fílii Evæ. Ad te suspirámus geméntes et flentes in hac lacrimárum valle. Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte. Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis post hoc exsílium osténde.
  • Cel. réspice: et intercedénte gloriósa et immaculáta Vírgine Dei Genitríce María, cum beáto Ioseph, eius Sponso, ac beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, et ómnibus Sanctis, quas pro conversióne peccatórum, pro libertáte et exaltatióne sanctæ Matris Ecclésiæ, preces effúndimus, miséricors et benígnus exáudi. Per eúndem Christum Dóminum nostrum.
  • insídias diáboli esto præsídium. R. Cel.
  • (tre volte) Cor Iesu sacratíssimum.

Orazioni alla Beata Vergine Maria

Tra le orazioni alla Beata Vergine Maria per il ringraziamento:

"O Maria, Virgo..." (Missale Romanum, Editio typica III, 2002, pag.): Ecco che Colui, la cui vista ti allietava e formava tutte le tue gioie, io umilmente ed affettuosamente te lo presento da stringere fra le tue braccia, da amare con il tuo cuore, e da offrire alla SS. Trinità. Ti prego dunque, o piissima Madre, d’impetrare il perdono di tutti i miei peccati, un’abbondante grazia di servire il tuo Figlio d’or innanzi con maggior fedeltà, e, infine, la grazia della perseveranza finale, affinché possa lodarlo con Te per tutti i secoli dei secoli.

Anche l'Orazione di S. Luigi Maria Grignion de Montfort per il Rinnovamento dei voti battesimali è un potente atto di affidamento:

Io, peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico nelle tue mani, o Maria Immacolata, i voti del mio Battesimo. Rinunzio per sempre a satana, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi do interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare la mia croce dietro a Lui tutti i giorni di mia vita. E affinché io gli sia più fedele che pel passato, ti scelgo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste, per mia Madre e Padrona. A Te, come uno schiavo, io abbandono e consacro il mio corpo e l’anima mia, i miei beni interni ed esterni e il valore stesso delle mie buone opere passate, presenti e future, lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento, alla maggior gloria di Dio nel tempo e nell’eternità.

Orazione a San Giuseppe

Dal Missale Romanum ex Decreto SS. Concilii Tridentini restitutum, Summorum Pontificum cura recognitum, Editio Typica 23 iunii 1962, Gratiarum actio post Missam, pag. troviamo l'Orazione a S. Giuseppe "Virginum custos...":

O custode e padre dei vergini, san Giuseppe alla cui fedele custodia fu affidata l’innocenza stessa, Cristo Gesù, e la Vergine delle vergini, Maria, ti prego e ti scongiuro per questi tuoi carissimi tesori, Gesù e Maria, affinché, preservato da ogni immondezza, con mente incontaminata, puro di cuore e casto di corpo, tu mi faccia sempre servire Gesù e Maria purissimamente.

Preghiera di San Tommaso d'Aquino

S. Tommaso d'Aquino offre una preghiera profonda dopo la Comunione (Missale Romanum ex Decreto SS. Concilii Tridentini restitutum, Summorum Pontificum cura recognitum, Editio Typica 23 iunii 1962, Gratiarum actio post Missam, pag.):

Ti prego che questa santa Comunione non sia per me un giudizio di condanna, ma valida intercessione per ottenere il perdono. Sia per me armatura della fede e scudo di buona volontà. Ti prego, affinché ti degni di condurre me peccatore a quell’ineffabile convito dove tu, con il tuo Figlio e con lo Spirito Santo, sei luce vera ai tuoi Santi, piena sazietà, gaudio eterno, completa letizia e perfetta felicità. Per lo stesso Cristo nostro Signore.

E ancora, un'altra orazione (Missale Romanum ex Decreto SS. Concilii Tridentini restitutum, Summorum Pontificum cura recognitum, Editio Typica 23 iunii 1962, Gratiarum actio post Missam, pag.):

Sia questo il mio cibo, la mia gioia, la salute e la dolcezza del mio cuore. O Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Aspirationes ad SS. Redemptorem ("Anima Christi")

L'Anima Christi è una preghiera arricchita di Indulgenza parziale se usata per fare il ringraziamento dopo la Comunione (conc. Missale Romanum, Editio typica III, 2002, pag. 1282):

O buon Gesú, esaudiscimi. nei secoli dei secoli.

Orazione al Santo

Questa orazione può essere recitata in onore del Santo in cui nome è stata celebrata la Messa (Oratio ad Sanctum in cuius honorem Missa celebrata est “Sancte N.,…”, Missale Romanum ex Decreto SS. Concilii Tridentini restitutum, Summorum Pontificum cura recognitum, Editio Typica 23 iunii 1962, Gratiarum actio post Missam, pag.):

Santo N., in cui onore ho offerto il sacrificio incruento del Corpo e del Sangue di Cristo, tramite la tua potente intercessione presso Dio, fa che io, avendo partecipato a questo mistero, partecipi ai meriti della passione e morte del nostro Salvatore Gesù Cristo; e accostandomi con frequenza a questo mistero, aumenti sempre in me la grazia salutare. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Orazione al Sacratissimo Cuore di Gesù

Sii, o Cuore di bontà e di misericordia, la mia giustificazione presso Dio Padre e allontana da me la sua giusta indignazione. Distruggi in me quanto può dispiacerti. Ti chiedo, per la tua bontà, che il mio nome sia scritto in te, poiché voglio vivere e morire come tuo vero devoto.

Preghiera Universale

Un'orazione universale attribuita a Papa Clemente XI (Missale Romanum, Editio typica III, 2002, pag.):

Ti offro, o Signore: i pensieri, perché siano diretti a te; le parole, perché siano di te; le azioni, perché siano secondo te; le tribolazioni, perché siano per te. Concedimi: di essere pronto alla morte, di temere il giudizio, di non cadere nell’Inferno, di ottenere il Paradiso. Per Cristo nostro Signore.

Oblatio sui ("Súscipe, Dómine")

La preghiera dell'Oblatio sui ("Súscipe, Dómine…”, Missale Romanum, Editio typica III, 2002, pag.) è un atto di offerta personale:

Prendi, Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e possiedo; tu mi hai dato tutte queste cose, a te, Signore, le restituisco; sono tutte tue, disponine secondo la tua volontà.

L'Eucaristia come Dono Totale e Offerta di Sé

“Tutta la vita liturgica della Chiesa gravita attorno al sacrificio eucaristico e ai sacramenti”, afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica (1113). L'Eucaristia si definisce “perché è rendimento di grazie a Dio”. Padre John A. Hardon, gesuita, nel suo Catholic Catechism, scrive: “Il termine ‘Eucaristia’, o ringraziamento, dev’essere spiegato o con il fatto che nella sua istituzione Cristo ‘ha reso grazie’ o col fatto che è l’atto supremo della gratitudine cristiana nei confronti di Dio”.

Il Christ Our Pascha, il Catechismo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, spiega: “Il mistero dell’Eucaristia trae il nome da questa preghiera di ringraziamento in cui esprimiamo gratitudine per tutto ciò che abbiamo ricevuto da Dio. Ringraziamo Dio ‘per tutte le cose che conosciamo e che non conosciamo, per i benefici effusi su noi, manifesti e nascosti’. Questo ringraziamento, questa gratitudine, precede tutte le richieste per le nostre necessità. Questo è perché ci rendiamo conto che, avendoci donato suo Figlio e lo Spirito Santo, ci ha dato tutto ciò che serve per la nostra salvezza. Pregando Dio, l”ineffabile, inconcepibile, invisibile, incomprensibile’, confessiamo che egli è infinitamente più grande di tutto ciò che sappiamo o possiamo dire su di lui o sulle sue azioni.”

Un altro santo, San Pietro Giuliano Eymard, noto come il Santo dell’Eucaristia, ha fondato la Congregazione del Santissimo Sacramento, la cui missione è condividere le ricchezze dell’amore di Dio manifestato nell’Eucaristia. Egli ha scritto: “Appartenete interamente a Dio attraverso l’amore, interamente al prossimo con una carità amorevole, interamente alla divina Eucaristia mediante l’offerta e il sacrificio di tutto il vostro essere.”

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