La storia della cultura italiana è costellata di figure che hanno dedicato la loro esistenza alla raccolta e allo studio di testi e opere d'arte. Tra questi spicca l'Abate Matteo Luigi Canonici, un erudito gesuita, bibliofilo e collezionista la cui vita e le cui collezioni sono state oggetto di studi e pubblicazioni storiche. Questo articolo esplora il suo percorso, inserendolo nel più ampio contesto delle istituzioni accademiche e della passione per la bibliofilia.

Le Pubblicazioni del S. Institutum Historicum S. I.
Il contesto accademico in cui fiorirono figure come l'Abate Canonici è ben rappresentato da istituzioni come il S. Institutum Historicum S. I., un ente dedito alla ricerca e alla pubblicazione di studi storici. Tra le sue iniziative figuravano i "Commentarii historici", i "Textus inediti" e i "Commentarii breviores", che contribuivano a rendere "celeberrimam omnium" la tradizione scritta della Compagnia di Gesù.
Queste pubblicazioni, dirette da figure quali Irma Merolle, KAlmAn JuhAsz, Miguel Batllori S. I. e PfeDRO Gren6n S. I., coprivano un ampio spettro di argomenti, inclusi studi sulla storia d’arte e biblioteche, come testimoniato dal lavoro di Irma Merolle. I volumi spesso miravano a "morare vel saltem designare" aspetti cruciali e a conservare integra la documentazione storica.
Dettagli sulle Sottoscrizioni e Volumi
Il costo della sottoscrizione annuale per l'Italia era di "lib. it." (lire italiane). L'Istituto aveva sede in Via dei Penitenzieri, 20, con un "Computus postalis (conto corrente postale): Roma 1/14709". La sottoscrizione era considerata continuata "quoad contrarium non significatur".
La collezione includeva diversi volumi con prezzi variabili:
- Volumi I-II (1932-1933): lib. it. 2.700
- Volume III (1934): lib. it. 1.000 (fasc. iul.-dec. XXIII, 1935-1941, 1948-1952 et 1954): lib. it. 2.000
- Volumi XI-XVI (1942-1947): prezzo non specificato
- Volumi XXII et XXV (1953 et 1956): prezzo non specificato
- Volumi 1957-1958: lib. it. 2.850
Era disponibile anche un "Index generalis voluminum I-XX (1932-1951)" e l'intero prezzo della collezione (I-XXVII, 1932-1958) con indice. Tra i sacerdoti che contribuirono agli studi c'è anche Iomannus Juhasz.
Il Contesto Storico della Bibliofilia e delle Collezioni
La storia delle biblioteche e della bibliofilia è stata "copiosamente tessuta" attraverso i secoli, mostrando un'intensità e un ardore con cui studiosi e raccoglitori perseguivano i loro intenti. Se i secoli precedenti si distinguevano per il loro "maggiore o minore fulgore", mai si era spenta la passione, che nei secoli successivi assunse un carattere più borghese, ma "più solida".
Questa passione spingeva molti a esplorare "i tesori nascosti nelle rispettive librerie" e a stabilire "relazioni internazionali per accrescere le loro collezioni". Tra i grandi nomi della bibliofilia che hanno influenzato l'epoca, si annoverano Pio VI, il conte Carlo Giuseppe Firmian, Giuseppe Gradenigo, il cardinale Garampi, e tanti altri, tra cui l'Abate Matteo Luigi Canonici. Figure come FAffo, il Morelli, il Follini, e il Gamba sono solo alcuni degli esempi di eruditi che condividevano la passione per la cultura e per il "possedere cose belle e preziose". Degna di nota è anche "la biblioteca musicale creata in Bologna dal p. G. B. Martini", ritenuta "di meritare un viaggio apposito per esaminarla".

Vita e Formazione di Matteo Luigi Canonici
Matteo Luigi Canonici, figlio di Andrea e Margherita Rossi, nacque a Venezia il 22 luglio 1728 circa e morì sempre a Venezia il 22 luglio 1807, all'età di 79 anni. I dati biografici sono stati estratti principalmente dal manoscritto bodleiano Can. Ital. 302 (cc. 51-54) e dall'Archivum Romanum Societatis Iesu (ARSI).
Il Percorso Gesuita e l'Insegnamento
La sua formazione avvenne all'interno dell'Ordine dei Gesuiti. Tra il 1743 e il 1745, fu novizio nel collegio bolognese, sotto la guida del rettore e maestro dei novizi. Ebbe maestri illustri come il padre Pompeo Sergiusti (rettore), il prefetto spirituale, e in particolare i padri Zaccaria e Valerio, suoi professori di scolastica. Uscì dal collegio come scholasticus approbatus.
In seguito, gli fu affidato il corso di "grammatica media", dove era anche catechista nel tempio per i suoi discepoli. Fu allievo di maestri di teologia scolastica come i padri Cesare Calino e Bartolomeo Camuccio. Nel collegio di Santa Lucia, tra il 1749 e il 1750, ricoprì l'incarico di prefetto degli studi e lettore di Sacra Scrittura. In altri anni (1757-1759) è iscritto come "P[ater]".
La sua carriera lo portò in varie sedi, tra cui Parma, dove insegnò religione cattolica e guadagnò l'amicizia del Duca. Fu anche assistente d'Italia fino al 1773. I cataloghi brevi della provincia veneta della Società di Gesù (voll. Ven. 85, 86, 87, 88, 89, 91) registrano la sua presenza e i suoi uffici dal 1743 al 1771.

Le Collezioni dell'Abate Canonici: Numismatica e Arte
L'Abate Canonici non fu solo un erudito, ma anche un appassionato e instancabile raccoglitore. La sua collezione più celebre fu quella di monete, che a Parma contava circa 10.000 pezzi e per la quale spese, in varie riprese, la considerevole somma di 26.000 zecchini. Inizialmente derisa dai confratelli, questa raccolta acquisì inaspettatamente fama e valore.

Oltre alla numismatica, Canonici si dedicò all'arte, con un occhio particolarmente acuto per le opere pittoriche. Tra le sue acquisizioni più note, si annoverano la celebre e "avventurosa Zingarella" del Correggio, e dipinti di Guido Reni, del cavaliere Franceschini e di Giovanni da Vinci.
La sua attività di mediatore e collezionista è ben documentata nella sua corrispondenza. Ad esempio, una lettera da Bologna del 2 maggio 1770 menziona la vendita di alcuni quadri a Monsignor Gianmaria Riminaldi, che avrebbe poi meritato di "divenire cardinale". I quadri includevano:
- Un "Quadro primo" di Guido Reni, raffigurante fiori, del valore di 200 zecchini.
- Un "Quadro secondo" de "La B." del cav. Franceschini bolognese, per 70 zecchini.
- Un "Quadro terzo" raffigurante un San Girolamo "mezza figura al ginocchio sedente", dipinto da Giov. da Vinci, per 60 zecchini.
Canonici si adoperava anche per il restauro o la copia di opere, come testimonia la sua dichiarazione riguardo a un dipinto: "la comprai da don Gio. [...] si conosceva anche da un sciocco la mano maestra. Feci eseguire da valentissimo professore, a cui stava io continuamente al fianco... persino coi subollimenti di colore, che aveva il mio originale."
La Passione per la Bibliofilia
L'Abate Canonici nutrì una "intensissima passione di raccoglitore, e specialmente di bibliofilo" che lo accompagnò "con pertinacia" per tutta la sua vita. La sua vasta biblioteca, celebre già ai suoi tempi, è stata oggetto di particolare trattazione negli studi a lui dedicati. Era stretto amico dell'erudito Jacopo Morelli, con il quale condivideva l'amore per i libri e i manoscritti.
Questa passione era così profonda che, come scriveva in una lettera del 1786, "se non avessi da curarmi un prezioso codice non avrei oggi scritto si lunga lettera." I suoi carteggi rivelano costantemente questa dedizione, anche in momenti di difficoltà economica. Persino negli ultimi anni di vita, come nel 1803, le sue lettere menzionano la "povertà" ma non un affievolimento della passione per la ricerca bibliografica.
Scritti e Manoscritti di Matteo Luigi Canonici
Sebbene la sua fama sia legata soprattutto alle collezioni, Canonici fu anche autore di alcune opere a stampa. Tra queste, si conoscono i "libri di tesi" realizzati "per un collegiale" e un'opera intitolata M. L. rum d. comitis F. Durazxo, 1784. Tuttavia, l'identificazione precisa di tutte le sue produzioni letterarie è stata talvolta problematica.
La sua ricca corrispondenza e i suoi manoscritti sono dispersi in diverse importanti biblioteche e archivi, a testimonianza della sua vasta rete di contatti e della sua operosità:
- Londra, British Museum: ms. Add. 26059
- Modena, Biblioteca Estense, Autografoteca Campori: ms. a. L. 8. 14 (Tiraboschi), e altri autografi.
- Oxford, Bodleian Library: ms. Can. Ital. 302.
- Parma, Biblioteca Palatina: Carteggi vari (lettere autografe dei Canonici), ms. 431 Nuovo Catalogo.
- Roma, Archivum Romanum Societatis Iesu: mss. Ven. 58-62, 85-89, 91.
- Venezia, Biblioteca Marciana: mss. Ital. Cl. X, 137-139, e inserti n. 55-60 ("1814").
- Venezia, Biblioteca del Museo Civico Correr, Raccolta Cicogna: mss. 2938.X; 2984.XII; 3016.XV; 3018.XII.

Riferimenti Bibliografici e Studi Critici
La figura di Matteo Luigi Canonici e il contesto della bibliofilia sono stati oggetto di numerosi studi. Di seguito, un elenco di opere che hanno contribuito alla conoscenza di questo abate e delle sue collezioni:
- Blume, Fr. Iter italicum, I e IV. Berlin 1824, 1836.
- Caballero, R.D. Bibliothecae scriptorum S. J. supplementa. 2 voll. Romae 1814-1816.
- Cicogna, E. A. Delie iscrizioni veneziane... 6 voll. Venezia 1824-1853. - Saggio di bibliografia veneziana. Venezia 1847.
- Cipolla, C. II viaggio letterario dei card. Nuovo archivio veneto, n. s., 24 (1912) 129-163.
- Coxe, H. O. codices graecos et latinos complectens. Oxonii 1854.
- De Backer, A. et A. Bibliotheque des ecrivains de la C. de /., IV (Liege 1858) 93.
- De Ricci, S. - Wilson, W. J. in the United States and Canada. 3 voll. New York 1935-1940.
- Foligno, C. vol. 1, fasc. 4 (Città di Castello 1907) 225-226. n. 173; 14/1 (1909) 209-224; 14/2 (1909) 352-367; 15/1 (1910) 210-224. Il libro e la stampa, 1 (1907) 69.
- Frati, C. Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari e bibliofili italiani dal sec. XIV al XIX... Firenze 1933.
- Fomagalli, G. - Ottino, G. Bibliotheca bibliographica italiana. 2 voll. 1889 - Torino 1895.
- Gabrieli, G. scritti oggi conservate nelle biblioteche italiane. Milano [1936].
- Inventari dei manoscritti delle biblioteche d'Itali a, opera fondata da G. Mazzatinti, XIV (Forlì 1909) p. 83.
- Lombardi, A. Storia della letteratura italiana nel sec. XVIII..., IV, Modena 1830.
- Morelli, J. Bibliotheca Maphaei Pinelli Veneti... a Jacobo Morellio... annotationibus illustrata. 6 voll. Venetiis 1786.
- Mortara, A. dici Canoniciani italici si conservam nella Biblioteca Bodleiana a Oxford. Oxonii 1864.
- Moschini, G. A. Della letteratura veneziana dei sec. XVIII fino a’ nostri giorni. 4 voll. Venezia 1806-1808.
- Odorici, F. Atti e memorie delle RR. nesi e parmensi, 3 (Modena 1865) 397-464.
- Rossi, V. stampa, 1 (1907) 3-8, 122-133.
- Sommervogel, C. Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, VII (Bruxelles 1891) 688-689.
- Soranzo, G. Bibliografia veneziana... di E. A. Cicogna. Venezia 1885.
- Teza, E. Serventese storico dei secolo XIV, in Atti e memorie della R. zione di storia patria per la Romagna, 4 (Bologna 1866) 169-174.
- Vendite pubbliche, in Bibliofilia, 5 (1903-1904) 302-304.
- Weinberger, W. in Sitzungsberichte, 209, IV Abh. (Akademie der Wiss. in Wien 1930).