La zona dell'Eremo di Pecetto Torinese rappresenta un nodo cruciale della Collina Torinese, distinguendosi per il suo valore storico, religioso e geologico. Questo territorio, situato in una posizione dominante, ha attraversato secoli di trasformazioni, passando da centro di scambi nell'antichità a luogo di spiritualità e accoglienza.

Origini storiche e il complesso religioso
Il sacro Eremo dei Camaldolesi fu costruito nel 1602 dal Venerabile Alessandro da Ceva, con il finanziamento del duca Carlo Emanuele I. La chiesa fu terminata nel 1606 e consacrata nell'ottobre dello stesso anno dall'Arcivescovo di Torino Carlo Broglia, venendo dedicata al S.S. L'anno successivo vi fu trasferito l'Ordine Supremo della S.S.
Grazie a continui contributi, il cantiere rimase attivo per lungo tempo, portando all'ampliamento degli edifici e all'abbellimento degli ambienti con opere di assoluto pregio, come la grande tela dell'Ultima Cena, dipinta da Baldassarre Mattheus d'Anversa, allievo di Rubens. Con la calata di Napoleone, tuttavia, molti istituti religiosi furono soppressi e i beni incamerati dallo Stato; molte opere d'arte andarono perdute o furono trafugate.
Oggi, la proprietà nota come "Torre dell'Eremo" è gestita dal Sermig (Servizio Missionario Giovani), a cui è stata donata nel 2004 dai Padri Somaschi. La struttura è stata riconvertita per finalità sociali: ospita un'accoglienza diurna per ragazzi diversamente abili, impegnati in laboratori agricoli, apicoltura e produzione alimentare.
Geologia e territorio: una formazione millenaria
La zona dell'Eremo non è solo un sito di interesse storico, ma anche geologico. Le superfici terrazzate e la sella che caratterizzano l'area rappresentano le più antiche forme fluviali relitte della Collina di Torino. Secondo la letteratura scientifica, queste conformazioni furono modellate da un antico corso d'acqua che raccoglieva le acque di Dora Riparia e Stura di Lanzo, in un'epoca in cui la Collina non aveva ancora raggiunto l'elevazione attuale.

Itinerari escursionistici nella zona dell'Eremo
Il territorio offre diversi percorsi per gli amanti del trekking, permettendo di immergersi nei boschi misti di latifoglie tipici della collina. L'anello che si articola attorno all'Eremo dei Camaldolesi è un sentiero di notevole interesse storico e naturalistico.
Dettagli tecnici del percorso
- Località di partenza/arrivo: Pecetto Torinese (TO)
- Quota massima: ca. 750 m
- Dislivello positivo: 365 m
- Sviluppo totale: 7,6 km
- Tempo di percorrenza: 2h30’ - 3h00’
- Difficoltà: E (Escursionistico)
Il sentiero transita nei pressi del Bric San Viter (623 m), sito di un antico insediamento commerciale dei Celti, e vicino alla leggendaria "pera dël tesòr" (pietra del tesoro). Si consiglia di percorrere questi sentieri durante tutto l'anno, prestando attenzione nelle giornate piovose a causa del fondo argilloso che può risultare scivoloso.
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Evoluzione del comune di Pecetto
Il territorio di Pecetto è stato storicamente una zona di transito. Già prima della colonizzazione romana, il Bric San Viter fungeva da centro di scambio per i popoli liguri. Successivamente, i Romani trasformarono le direttrici locali in strade di collegamento tra Carreum Potentia (Chieri) e Augusta Taurinorum (Torino).
Nel corso del XIII secolo, il libero comune di Chieri promosse il disboscamento della selva locale per far spazio a nuove coltivazioni, favorendo la nascita di insediamenti come Pecetto. Nel 1514, il Duca Carlo Emanuele I conferì a Pecetto l'autonomia comunale, consolidando il ruolo del borgo nel contesto piemontese.