Il concetto di resurrezione e la fede nella vita oltre la morte rappresentano un pilastro centrale in molte tradizioni religiose e spirituali, offrendo conforto e speranza di fronte alla perdita. Questa dottrina, profondamente radicata nella storia umana, è stata esplorata e interpretata in modi diversi attraverso i secoli e le culture.
L'Esperienza Personale e la Consolazione della Fede
All’inizio dell’agosto 1839, l’anziano Wilford Woodruff partì dalla sua casa di Montrose, Iowa, per una missione nelle Isole britanniche, salutando sua moglie, Phoebe, e la loro figlia di un anno, Sarah Emma. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti orientali, prima del viaggio verso la Gran Bretagna, l'anziano Woodruff annotò nel suo diario tre sogni distinti in cui aveva visto sua moglie, ma non sua figlia. Dopo il primo sogno scrisse: «Ho visto in sogno la signora Woodruff profondamente afflitta, a Montrose. Non ho visto Sarah Emma». Similmente, il secondo sogno fu breve: «Durante la notte ho fatto un sogno, nel quale ho parlato con la signora Woodruff, ma non ho visto Sarah Emma».
Il terzo sogno fu più dettagliato: «Abbiamo gioito molto per il colloquio che abbiamo avuto, tuttavia i nostri abbracci erano frammisti a dolore, poiché, dopo aver parlato per un po’ della situazione della casa, le ho chiesto dove fosse Sarah Emma… Mi ha risposto, piangendo… ‹È morta›. Ci siamo afflitti per un momento, poi mi sono svegliato… Il sogno è veritiero?»
L’anziano Woodruff non apprese della morte di sua figlia, avvenuta il 14 luglio 1840, sino al 22 ottobre 1840, quando lesse la notizia in una lettera. Quattro giorni più tardi, ricevette una lettera da Phoebe, datata 18 luglio, che comunicava: «Mio caro Wilford, che cosa proverai quanto apprenderai che ieri sono stata chiamata ad essere testimone della dipartita della nostra piccola Sarah Emma da questo mondo? Sì, se n’è andata. L’inesorabile mano della morte l’ha carpita dalle mie braccia…» Phoebe trovò conforto nella convinzione che «il Signore mi è stato accanto in maniera meravigliosa. Ho capito e sento che Egli l’ha riportata a casa e che si prenderà miglior cura di lei». Nonostante il dolore, l'anziano Woodruff, nella sua lunga vita, trovò costante conforto nella sua testimonianza del vangelo restaurato e nella «realtà eterna» della resurrezione, insegnando spesso che la morte di un giusto è un tempo sia di prova che di allegrezza.

La Dottrina della Resurrezione nel Cristianesimo e nella Bibbia
La fede nella resurrezione dalla morte, grazie al potere di Dio, costituisce un insegnamento centrale della tradizione ebraico-cristiana. Tertulliano (160-220 ca.) affermava: «La speranza dei cristiani è la resurrezione dalla carne».
Gesù Cristo e la Promessa di Resurrezione
La Bibbia definisce la morte un nemico e insegna che Geova, molto più potente, è il Liberatore che può sconfiggere questo nemico, promettendo di distruggerlo una volta per sempre, come ultimo nemico, sarà ridotta a nulla la morte. Il dolore, l’angoscia e il senso di impotenza di fronte alla morte sono ben noti, e la Parola di Dio offre conforto. Gesù stesso, immagine perfetta del Padre, provò profondo dolore vedendo il cordoglio della famiglia e degli amici di Lazzaro, suo amico. «Gemé nello spirito e si turbò», e poi «cedette alle lacrime» (Giovanni 11:33, 35), pur sapendo che stava per accadere qualcosa di meraviglioso. Questa pena dimostra che Gesù e suo Padre, Geova, detestano la morte, ma Geova Dio è in grado di combatterla e sconfiggerla.
Esempi Biblici di Resurrezione
Lazzaro era stato deposto in una grotta, e Gesù chiese che fosse tolta la pietra. Nonostante le obiezioni di Marta, che il corpo si fosse già decomposto dopo quattro giorni, la pietra fu rimossa. Gesù gridò: «Lazzaro, vieni fuori!» (Giovanni 11:43, 44), e l’uomo che era stato morto ne venne fuori. Questo miracolo straordinario, che Gesù attribuì alla potenza di Geova (Giovanni 11:41, 42), fu solo uno dei nove episodi di resurrezione menzionati nella Parola di Dio, che includono giovani e anziani, maschi e femmine, israeliti e non israeliti. Altri esempi includono la figlia di Iairo (Marco 5:21-43) e il figlio della vedova di Nain (Luca 7:11-17), risuscitati da Gesù, e Tabita (Gazzella) risuscitata da Pietro (Atti 9:36-42), ed Eutico da Paolo (Atti 20:7-12). La gioia dei genitori di una ragazzina risuscitata da Gesù, che "furono presi da grande estasi", testimonia la portata di questi eventi.
La Resurrezione di Cristo come Fondamento
Gesù stesso fu ucciso e posto in una tomba, ma vi rimase solo per parte di tre giorni. L’apostolo Pietro spiega che «Questo Gesù ha Dio risuscitato, del quale fatto noi siamo tutti testimoni» (Atti 2:32). La resurrezione di Cristo è il cardine di tutto il cristianesimo: è presentata come un fatto storico sul quale si basa la fede in ogni altro insegnamento («se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede», I Cor. 15, 14) e come la prova che Gesù è veramente Figlio di Dio. Gesù stesso predice più volte la sua resurrezione, e i Vangeli forniscono particolari che avvalorano la storicità dell'evento: la realtà della sua morte e sepoltura, la scoperta della tomba vuota, e una serie di apparizioni a diversi discepoli.

La Resurrezione dei Giusti e degli Ingiusti
Dio non aveva intenzione di risuscitare nessuno all'inizio, poiché se Adamo ed Eva fossero rimasti fedeli nessuno sarebbe morto. Il peccato di Adamo recò imperfezione e morte a tutti, e per dare ai figli di Adamo la possibilità di ricevere la vita eterna, Geova Dio prese il provvedimento della resurrezione. La Bibbia spiega: «Ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti» (Atti 24:15). I "giusti" includono molte persone di cui si legge nella Bibbia che vissero prima che Gesù venisse sulla terra, come Noè, Abraamo, Sara, Mosè, Rut ed Ester, e i servitori di Geova che muoiono ai nostri giorni. Gli "ingiusti", miliardi di persone che non hanno servito Geova o non gli hanno ubbidito perché non l’hanno mai conosciuto, saranno anch'essi risuscitati e avranno l’opportunità di conoscere il vero Dio e di servirlo. Questo avverrà in un periodo di mille anni, trasformando la terra in un paradiso.
Il Concetto di Paradiso e la Resurrezione
A un malfattore che gli chiese di ricordarsi di lui, Gesù promise: «Tu sarai con me in Paradiso». Il paradiso che Dio fece all’inizio era sulla terra, il giardino di Eden. Pertanto, il Paradiso promesso sarà la terra trasformata in un bellissimo luogo in cui vivere. Gesù non sarà fisicamente sulla terra con l’ex malfattore, ma regnerà dal cielo sul Paradiso terrestre, prendendosi cura di quell'uomo sia fisicamente che spiritualmente.
La "Prima Resurrezione" e la Risurrezione dei 144.000
La Bibbia descrive anche una resurrezione alla vita spirituale in cielo. Gesù fu il primo a essere risuscitato "dai morti" (Atti 26:23) senza dover morire di nuovo, e come persona spirituale (1 Pietro 3:18). Altri seguiranno, "ciascuno nel proprio ordine: Cristo la primizia, poi quelli che appartengono al Cristo durante la sua presenza". Questi "quelli che appartengono al Cristo" sono i 144.000 fedeli discepoli scelti per regnare con lui in cielo. Questa "prima risurrezione", "la risurrezione dai morti che ha luogo più presto" (Filippesi 3:11), si verifica "durante la sua presenza". I pochi rimanenti dei 144.000 che muoiono oggi vengono risuscitati istantaneamente alla vita in cielo, senza dover dormire nella morte, mutati "in un momento, in un batter d’occhio, durante l’ultima tromba" (1 Corinti 15:52). Questa risurrezione alla vita celeste è invisibile agli occhi umani e porta a un corpo spirituale.
Coloro che Non Saranno Risuscitati
Non tutti saranno risuscitati. Giuda Iscariota, che tradì Gesù, non verrà risuscitato, essendo chiamato "figlio della distruzione" (Giovanni 17:12) e andando nella simbolica Geenna, da cui non c’è risurrezione. La Geenna, che deriva dal nome di una discarica dove si bruciavano cadaveri, è simbolo di distruzione eterna. Coloro che fanno volontariamente il male dopo aver conosciuto la volontà di Dio potrebbero peccare contro lo spirito santo, e Dio non risusciterà chi pecca contro il suo santo spirito (Matteo 12:32; Ebrei 6:4-6; 10:26, 27). La Bibbia dice che alcuni morti sono nella "Geenna" (Luca 12:5).
La Natura del Corpo Risorto e la Memoria di Dio
Quando una persona muore, non viene risuscitato lo stesso corpo. La Bibbia lo indica descrivendo la resurrezione celeste (1 Corinti 15:35-44), e anche quelli risuscitati sulla terra non riceveranno il medesimo corpo, che probabilmente si è decomposto. Dio non risuscita lo stesso corpo, ma la stessa persona che è morta. A quelli che vanno in cielo dà un nuovo corpo spirituale, mentre a quelli risuscitati sulla terra dà un nuovo corpo fisico. La resurrezione è un miracolo stupendo, poiché Geova Dio ricorda ogni particolare dell'individuo, la sua esperienza, conoscenza, ricordi e personalità, ricostruendola interamente. Riguardo ai morti che saranno risuscitati, la Bibbia dice: «Per lui sono tutti viventi» (Luca 20:38).
La Resurrezione nelle Tradizioni Antiche e Religiose
Concezioni Antiche e Mitologiche
Dottrine specifiche sulla resurrezione dell’uomo emergono in vari sistemi religiosi. Nel **zoroastrismo** iranico si prevede una resurrezione dei morti connessa con la venuta del salvatore degli ultimi tempi, il Saošyant. Il ponte "Chinvat Peretu" è un luogo simbolico dove le azioni buone e cattive di un individuo vengono pesate dopo la morte, determinando la sua sorte. Dopo 3000 anni dalla morte di Zarathustra, apparirà il Salvatore (Saoschjant) per distruggere il Male e iniziare un Nuovo Mondo imperituro purificato in un bagno di metallo fuso. Per l'antica **religione egizia**, la vita dopo la morte era la sola duratura, e la morte costituiva un passaggio a tale vita. Il corpo veniva imbalsamato per preservarlo dalla corruzione, poiché solo se il corpo era intatto, il “Ka” (forza vitale) e il “Ba” (anima) potevano ricongiungersi ad esso e andare nel Paese dei Morti, giudicati da Osiride. Divinità come il mesopotamico Tammuz e il Baal dei Cananei morivano e risorgevano, connesse al ciclo annuale della vegetazione.

Per i **Greci**, la morte significava semplicemente la fine della vita; solo gli dèi possedevano l'immortalità, e le pallide ombre degli uomini dimoravano nel regno di Ade. Le religioni misteriche celebravano il ritmo ciclico vita-morte-rinascita delle forze della Natura. Miti come quello di Dioniso, che discese nell'Ade per riportare in vita sua madre Semele, o di Ippolito, resuscitato dal medico Asclepio, mostrano l'idea di un ritorno dalla morte, sebbene Orfeo fallì nel far rivivere Euridice. Er, figura inventata da Platone, è un soldato resuscitato che racconta il suo viaggio nell'aldilà.
Ebraismo Antico
La credenza in una resurrezione di uno o tutti i morti compare molto raramente nel Tanakh e comunque in libri tardivi (I Samuele 2,6; Isaia 26,19; Ezechiele 37,1-14; Daniele 12,2 e 13). La credenza si affermò chiaramente al tempo delle persecuzioni di Antioco IV Epifane, come testimoniato nel libro dei Maccabei (II Macc. 7, 11, 14; 12, 43 e seg.). L'anima dopo la morte entra nello Sheol, inizialmente un mondo di nulla e di vuoto. Nel I secolo d.C., le posizioni erano contrastanti: i Sadducei, sostenitori di una rigida adesione alla Tōrāh in cui il concetto di resurrezione è assente, si opponevano ai Farisei, che credevano in angeli, demoni e resurrezione, e consideravano lo Sheol un luogo di attesa piuttosto che di vuoto. I Farisei credevano nella resurrezione in senso fisico, con corpi che sarebbero ritornati in vita ad opera di Dio, trasformati e risanati.
Sviluppi Dottrinali nel Cristianesimo
La Resurrezione di Cristo: Cardine della Fede
Dal giudaismo, la credenza nella resurrezione passò al cristianesimo, come testimoniato dal Nuovo Testamento. Gesù Cristo è risorto "il terzo giorno" (1 Cor. 15,4), mentre gli altri uomini risorgeranno tutti insieme "l'ultimo giorno" (Giovanni 6,40). L’importanza della resurrezione è messa in luce da Paolo, che in I Cor. 15, 3-8 cita testimoni viventi. Per il Cristianesimo, la morte di Gesù non è stata quella di un grande uomo o di un martire, ma l'evento della salvezza unico e fondamentale. Nei Vangeli l'espressione greca anàstasis nekrôn (risurrezione dai morti) ha un significato forte, indicando il rialzarsi dei cadaveri e l'uscita di un nuovo corpo dall'anima. La fede nella resurrezione è ribadita negli Atti degli Apostoli (Atti 4,2 e 17,32) e nelle Lettere di Paolo, per il quale la morte è il prezzo del peccato (Romani 6,23) e Gesù risuscita per la nostra giustificazione (Romani 4,25).
Sviluppi Teologici e Dissenso
San Paolo, riaffermando la fede nella resurrezione, distingueva tra il corpo «animale», terreno e il corpo «spirituale» del risorto (I Cor. 15, 12 e seg.). Questa dottrina trovò sviluppo in vari Padri greci, ai quali ripugnava intendere la resurrezione nel senso crudamente realistico accetto a Tertulliano o Ireneo, mentre gli Gnostici erano decisamente contrari. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che Gesù «discese agli inferi», ovvero è morto e la sua anima è scesa nella dimora dei morti per aprire le porte del cielo ai giusti che lo avevano preceduto. Questa "dimora dei Morti" (Inferno, Sheol o Ade) era lo stato delle anime private della visione di Dio, in attesa del Redentore (1 Pt 4,6; Gv 5, 25). Cristo risorto ha ora potere «sopra la morte e sopra gli inferi» (Ap 1,18).
Nel mondo cristiano, le convinzioni sulla morte e sulla resurrezione rimasero stabili fino al Trecento, quando Papa Giovanni XXII sostenne che le anime dei defunti avessero solo la visione della natura umana di Cristo, e venissero ammesse alla piena beatitudine unicamente dopo il Giudizio Universale. Anche i demoni e gli uomini riprovati sarebbero andati al castigo eterno dell'Inferno solo dopo il Giudizio Universale. I Testimoni di Geova, ad esempio, non credono all'immortalità dell'anima, perché credono che l'uomo stesso sia un'anima, né all'esistenza di Inferno e Purgatorio, che difatti non sono citati nella Bibbia.
La Resurrezione nell'Islam
Secondo la fede islamica, l'umanità è destinata alla morte. Nel Giorno del Giudizio (Yawm al-dīn), Allah farà suonare dagli angeli le Trombe, causando l'annichilimento di ogni essere. Un secondo suono di Tromba farà risuscitare tutti gli uomini, nessuno escluso, in corpo, anima e spirito, perché siano giudicati e, a seconda dei casi, premiati col Paradiso o condannati all'Inferno. Prima della resurrezione corporea, esiste un aldilà, il periodo che va dalla morte alla resurrezione, detto “Al-Barzakh”. Durante questo periodo, i probi si troveranno sul sentiero che conduce al Paradiso, mentre i malfattori saranno sul sentiero dell'Inferno.
Confronto e Considerazioni Teologiche
Resurrezione vs. Reincarnazione
A differenza della reincarnazione, che implica la trasmigrazione dell'anima in corpi diversi per purificazione, la resurrezione ebraico-cristiana si distingue per la permanente riunificazione di corpo e anima, spirito e materia, che avviene una sola volta, «nell'ultimo giorno». Mentre la trasmigrazione è un processo naturale, la resurrezione dipende dall’onnipotenza di Dio.
Bambini Morti Senza Battesimo e l'Età della Responsabilità
Non c’è infante né bambino che sia morto prima di arrivare all’età della responsabilità che non sia stato redento. La dottrina che i pargoli vadano all’inferno in tutte le circostanze è considerata una dottrina umana e non di Dio, recando dolore all’Onnipotente. I bambini sono innocenti dinanzi al Signore, e quando il loro spirito lascia il corpo per recarsi nel mondo degli spiriti, le loro difficoltà e afflizioni finiscono. Essi usciranno dalla tomba nel mattino della resurrezione, vestiti di gloria, immortalità e vita eterna, e verranno affidati alle mani dei genitori, che li riceveranno nell’organizzazione familiare del mondo celeste, per non perderli mai più.
Anche se i genitori non fossero degni, i figli saranno comunque preservati ed erediteranno la gloria celeste. Questo concetto si applica a tutti i bambini piccoli che muoiono, siano essi ebrei, gentili, giusti o malvagi, in quanto provengono dal loro padre e madre eterni e saranno restaurati ai loro genitori senza tempo. Nelle afflizioni, è fondamentale riporre la fiducia nel Signore, appoggiarsi al Suo braccio e guardare a Lui per ricevere conforto e consolazione, consapevoli che la separazione dai propri piccoli non è per sempre.
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