Giovanni Baglione (Roma, 1566 - 1643) fu un pittore e biografo di artisti italiano, attivo principalmente a Roma tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento. Egli è considerato, insieme a Caravaggio, uno dei protagonisti del barocco romano. Dopo gli inizi in ambito tardo manierista romano, Baglione fu fortemente influenzato dal naturalismo del Caravaggio, per poi distaccarsi da esso in opere successive.
Giovanni Baglione è noto anche per il celebre processo per diffamazione intentato a Caravaggio, che lo accusava di plagio. Nonostante non fosse ben considerato dai suoi colleghi, era ben visto dall'alta società e dalle alte istituzioni della Chiesa, soprattutto per il suo modo di fare che ingraziava i potenti a forza di inchini e smancerie.
La Grande Pala della Resurrezione per Il Gesù (1603)

Nel 1603, Baglione realizzò per la chiesa romana del Gesù una gigantesca pala d’altare, alta quasi otto metri, raffigurante la Resurrezione di Cristo. Questa imponente opera fu poi sostituita vent'anni dopo con un'altra di diverso autore, quando l'altare fu intitolato all'appena canonizzato San Francesco Saverio. La perduta pala per il Gesù divenne tristemente celebre per aver provocato aspre critiche e satire da parte di artisti contemporanei come Orazio Gentileschi e lo stesso Caravaggio. A seguito di queste accuse, Baglione presentò querela il 28 agosto del 1603 contro i suoi detrattori.
I due dipinti con angeli, identificati come Inv. 940 e datati al 1603, sono considerate le parti superstiti della pala d'altare di Baglione. È possibile che queste porzioni siano state portate a Mantova dallo stesso artista, il quale intratteneva frequenti rapporti con il duca Ferdinando Gonzaga, conosciuto quando questi era cardinale a Roma.
Ipotesi e Controversie Attributive relative a Opere sulla Resurrezione

Un dipinto ad olio su tela, anch'esso del 1603, proveniente dalla basilica palatina di Santa Barbara e raffigurante il Cristo risorto con angeli (Inv. 940), è stato oggetto di dibattito attributivo. Benché non attribuito nei cataloghi ottocenteschi, il dipinto è stato assegnato dal Faldi a Baglione per affinità stilistica e compositiva con altre opere del pittore-biografo romano eseguite all'inizio del XVII secolo. Faldi ipotizza che si tratti di un modello per la grande pala d'altare della Resurrezione eseguita per il Gesù nel 1603 e perduta, nota attraverso il bozzetto del Louvre e il disegno del British Museum di Londra, ritenuto la prima idea per la pala (Guglielmi C., Intorno all'opera pittorica di Giovanni Baglione, in "Bollettino del Ministero della P. I.", 1954).
A sostegno di questa attribuzione, Faldi sottolinea una "così singolare mistura di elementi del tardo manierismo romano e di fraintese citazioni caravaggesche". Egli ritiene che il disegno conservato al British Museum mostri fortissime somiglianze, soprattutto nella figura del Cristo, con il presente dipinto. I personaggi raffigurati in queste opere includono il Cristo (con attributi come lo stendardo), soldati e angeli.
Tuttavia, l'attribuzione di Faldi è stata messa in discussione da Roberto Longhi (in "Paragone", n. 14, 1963), per il quale la tela è troppo "strettamente toscaneggiante" per essere opera di Baglione. Longhi propone come autore un artista toscano attivo a Roma verso il 1620, come Agostino Ciampelli, oppure considera il quadro una copia antica da un suo modello smarrito, data la sua "mediocre qualità". Tra i numerosi studiosi che negli ultimi anni si sono occupati dell'artista-biografo figura Moeller R.
Altre Opere Rilevanti e Evoluzione Stilistica
Le opere di Baglione riflettono un percorso artistico che lo vide distaccarsi progressivamente dal caravaggismo. Tra le sue realizzazioni più importanti si annoverano:
- Gli Affreschi con storie di Maria a Santa Maria dell'Orto (1598-99), chiesa romana dove lavorò estensivamente fino al 1641, lasciandovi forse la maggior concentrazione delle sue opere.
- San Filippo, Offerta dei vasi fatta da Costantino a Silvestro nel transetto di San Giovanni in Laterano (1600), opera del periodo tardo manierista romano.
- L'Estasi di S.Francesco (Collezione privata, 1601).
- I Ss. Pietro e Paolo (Santa Cecilia in Trastevere, 1601).
- L'Amor divino che abbatte il profano (Dahlem di Berlino), opera con chiara influenza caravaggesca.
- Il S. Sebastiano curato dagli angeli del Duomo di San Gemini.
I Maestri in 60 secondi - Giovanni Baglione
Un'altra significativa opera, anch'essa perduta, è la Resurrezione di Tabita per la Basilica di San Pietro in Vaticano (1607), che gli valse il prestigioso Cavalierato di Cristo.
Opere di Giovanni Baglione a Roma
Roma fu la città natale di Baglione e il luogo dove l'artista produsse il maggior numero delle sue opere. Molte di esse sono ancora conservate in varie chiese e gallerie della città, tra cui:
- L'Amor Sacro e pro Amor Profano presso la Galleria Nazionale di Arte Antica.
- L'Adorazione dei Magi nella Chiesa di S. Luigi dei Francesi.
- Gli Affreschi nella Cappella Aldobrandini della chiesa di S. Nicola in Carcere.
- Gli Affreschi nel sottarco della Cappella Borghese della Basilica di Santa Maria Maggiore.
- La Decorazione della cappellina di passaggio al presbiterio di Santa Maria degli Angeli.
- La Decorazione della seconda cappella a destra della basilica dei Ss. Cosma e Damiano.
- L'Ecce Homo nella Camera dell'Adrianeo nell'Appartamento di Paolo III° a Castel S. Angelo.
- Il Giuditta e Oloferne presso la Galleria Borghese.
- La Madonna e Santi e dipinti della terza cappella a destra, oltre a S. Sebastiano curato dagli angeli nella Chiesa di S. Maria dell'Orto.
- Il Rinaldo e Armida (1614) nelle stanze del Casino Pallavicini.
- Il dipinto S. Francesco, Chiara e Agata a S. Agata dei Goti.
- Il S. Sebastiano curato da Lucina e Irene nella Chiesa dei Ss. Quattro Coronati.
- I Ss. Pietro e Paolo nella Basilica di Santa Cecilia.
- Storie dell'Antico Testamento e Storie di Cristo sulla parete e nella volta della Scala Santa (con Paris Nogari ed altri).
- Storie di Gesù e della Vergine in S. Maria della Consolazione.
- Storie di Salomone nella Sala delle Colonne di Palazzo Giustiniani.
- Il Volto Santo della Chiesa di S.
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