La Parrocchia di San Giacomo di Piumazzo rappresenta un punto di riferimento storico, culturale e spirituale per la comunità di Piumazzo, una frazione del comune di Castelfranco Emilia. Nonostante la sua appartenenza amministrativa alla provincia di Modena dal 1929, la parrocchia mantiene un forte legame con la diocesi di Bologna, di cui fa tuttora parte. Culturalmente, il paese è da sempre legato all'area bolognese, come testimonia il dialetto locale, una variante del dialetto bolognese.

Cenni Storici e Identitari di Piumazzo
Piumazzo (conosciuta come Piumâz o Pimâz nella locale variante di dialetto bolognese) si trova a sud della via Emilia, in prossimità delle colline che sorgono tra Bologna e Modena. Fu fondata nel 1203 dalle armate bolognesi con la funzione di difesa del confine posto sul torrente Muzza. Nel corso dei secoli, ha vissuto parecchie vicissitudini, ed è stato anche un libero comune, prima di essere aggregato a Castelfranco Emilia.
La Chiesa di San Giacomo Maggiore: Storia e Caratteristiche Architettoniche
Le origini della chiesa sono legate alla presenza, in documenti d’archivio, di un ospitale di cui non restano che tracce. Nel 1578, la chiesa passò al plebanato di Castelfranco Emilia. L'edificio, in origine con la facciata romanica rivolta ad ovest, presenta oggi una facciata tripartita che riprende la suddivisione dell’interno in tre navate. La facciata è caratterizzata da un coronamento sostenuto da archetti, ripetuti lateralmente, e dalla strombatura del protiro.

Il Campanile e i Tesori Artistici Interni
Il campanile venne realizzato nel XVIII secolo in stile neoclassico, mostrando dunque caratteri stilistici diversi dal resto della chiesa. All’interno della chiesa, l'architettura è evidenziata dal tutto sesto delle volte e delle tonde finestre. L'organo, costruito ai primi del Novecento, presenta una notevole ricchezza architettonica e stilistica di archi e geometrie.
All’interno della canonica è conservata la pala d’altare raffigurante la Madonna del Rosario con san Domenico e santa Caterina, già attribuita al fratello Ubaldo, ma più probabilmente opera di Domenico Pedrini. In epoca imprecisata, la tela ha subito la decurtazione della parte inferiore.
La Comunità Parrocchiale e i Suoi Pastori
Don Giulio Cossarini: Il Parroco Emerito
La comunità parrocchiale di Piumazzo si è riunita attorno al proprio parroco don Giulio Cossarini, che alle 10 ha celebrato la Messa di commiato, un momento significativo che ha segnato la fine del suo servizio pastorale. Don Giulio, lasciando la parrocchia per motivi di salute e di età dopo 45 anni di servizio, ha impresso una profonda traccia nella vita della comunità. Nato il 10 aprile 1923 a Pieve di Cento, manifestò precocemente la vocazione, tanto da essere ordinato sacerdote a soli 23 anni, nel 1946. In seguito, fu nominato parroco a Caselle di Crevalcore, dove pacificò gli animi, tanto che numerosi parrocchiani si prodigarono per il restauro della chiesa parrocchiale. Nel 1968, è stato nominato parroco di Piumazzo, incarico che ha mantenuto fino al suo commiato. Tra le sue iniziative si ricordano l'allestimento di un bellissimo presepe meccanico nell'oratorio e l'istituzione della Paraliturgia durante la Veglia di Natale, prodigandosi anche negli interventi di restauro della chiesa.
Il Parroco Emerito della parrocchia è Mons. Ing. Tampieri Stefano.
Don Remo Resca: Il Parroco Attuale e la Rinascita
L'attuale parroco è don Remo Resca. Il Coro S. Giacomo, per informazioni e per conoscere l'elenco dei prossimi appuntamenti, invita a rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa.

Il Servizio alla Comunità: Carità e Collaborazione
La comunità parrocchiale è attivamente impegnata nel servizio alle persone più deboli, come testimonia l'attenzione verso l'Hospice e la Lungodegenza, un'opera di misericordia che si muove in una direzione particolarmente intima e sacra. Questo impegno richiede un dispendio oggettivo di tempo ed energie. Anche per questa ragione, e soprattutto per un valore pieno del servizio, è importante la condivisione con i confratelli e parrocchiani tutti. Questo cammino di carità, infatti, non fa solo bene ai malati, ma anche a tutta la comunità.
Il Patrono: San Giacomo il Maggiore
La parrocchia è dedicata a San Giacomo il Maggiore, l'apostolo fratello di Giovanni l’evangelista, che fu chiamato tra i primi discepoli da Gesù e fu sollecito a seguirlo (Mc 1, 19s.; Mt 4, 21s.; Lc 5, 10). Insieme a Pietro e Andrea, erano conosciuti come "figli del tuono" (Boanerghes) da Gesù stesso (Mc 3, 17; Mt 10, 2; Lc 6, 14; Atti 1, 13). È detto "Maggiore" per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo, detto "Minore". Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo e di Salomè, erano assieme al padre sulla riva del lago di Tiberiade quando Gesù li chiamò al suo seguito. Furono tra i primi discepoli di Gesù dopo che Giovanni Battista lo aveva indicato loro come il Messia, subito dopo il battesimo di Gesù, probabilmente nell'anno 28 (o nel 31 secondo alcuni). Giacomo, insieme a Pietro e Giovanni, fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giàiro e dell'ultima notte di Gesù al Getsemani.
Santo del Giorno 25 Luglio | Storia di San Giacomo il Maggiore | Apostolo
Il Martirio di San Giacomo e il Suo Culto
San Giacomo fu il primo tra gli apostoli a dare il sangue per il suo Signore, e come lui fu fatto decapitare durante le feste pasquali da Erode Agrippa I, nel 42/43 (Atti 12, 1-2). Morì martire, dimostrando di essere pronto a immolare la propria vita per il Signore, un esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Sebbene non vi sia certezza che sia stato l'evangelizzatore della Spagna, né che il suo corpo vi sia stato trasportato (Venanzio Fortunato attesta che ai suoi tempi, nel VI secolo, si trovava a Gerusalemme), San Giacomo ebbe un culto straordinario a Compostella, in Spagna (Galizia), che lo ebbe protettore della sua fede e libertà contro i Mori. Il suo martirio, che lo rese il primo tra gli apostoli a bere il calice della passione, testimonia il significato supremo della vita e l'adesione a Cristo.
Il Terremoto e la Ricostruzione: La Resilienza di Piumazzo
Nel 2012, il terremoto ha colpito la comunità, causando gravi danni alle strutture, inclusa la chiesa parrocchiale. Il parroco don Remo Resca ricorda le scosse che fecero uscire la comunità dalla chiesa, la quale da allora non vi è più rientrata per le celebrazioni ordinarie. Fortunatamente, non ci furono vittime, ma il sisma ha portato solo alcuni disagi per le strutture danneggiate. Per un lungo periodo, le attività liturgiche e pastorali si sono svolte all'aperto e nel piccolo teatrino di fronte alla chiesa. Don Resca prosegue: «questa esperienza è stata forte, e in realtà più di qualcuno si è allontanato dalla parrocchia, ma questo indica anche l'attaccamento al luogo di culto, a ciò che rappresenta e alla sua funzione anche identitaria».

Il Progetto di Miglioramento Sismico e la Riapertura
La chiesa ha affrontato un delicato intervento di miglioramento sismico e di restauro degli esterni. La direzione lavori è stata curata dall'Ing. Stefano Tampieri e dall'Arch. Marco Vignali. Don Remo Resca ha descritto la fase come "positiva", sottolineando come la comunità abbia dato prova di una «pazienza fiduciosa che in questi giorni si tramuta in attesa e gioia». Il progetto ha visto la collaborazione di molti, e don Resca ha espresso gratitudine all'Ufficio amministrativo della Curia, alle maestranze, alle autorità e agli organismi civili preposti alla ricostruzione. La riapertura della chiesa è stata celebrata con una Messa dell'Arcivescovo alle ore 10, segnando un momento di grande significato per tutti i fedeli.