Lo studio sulla storicità dei Vangeli ha compiuto enormi passi in avanti, anche grazie a biografie liberali su Gesù Cristo come quelle di Ernest Renan e Rudolf Bultmann. È ampiamente riconosciuto un quasi unanime accordo tra gli studiosi, credenti e non credenti, ragionevoli o razionalisti, sulla storicità di molti eventi evangelici. Tuttavia, le posizioni si discostano notevolmente riguardo al ritrovamento del sepolcro vuoto e, soprattutto, alla resurrezione di Gesù. È importante chiarire fin da subito che solo chi ha ricevuto il dono della fede può "accedere" al Gesù risorto, poiché la storia non ha alcuna capacità di determinare le verità di fede, ma può analizzare i fatti e le narrazioni.
La Natura Unica della Resurrezione di Gesù
Una Resurrezione Diversa da Ogni Altra
I Vangeli mostrano che quella di Gesù è una resurrezione completamente diversa da quella degli altri racconti di resurrezione descritti dagli evangelisti, come la figlia di Giairo, la vedova di Nain e Lazzaro. Per questi ultimi, si tratta di un ritorno alla vita temporale, soggetta nuovamente a morte. Nel caso di Gesù, invece, gli evangelisti usano un altro linguaggio: egli non è più soggetto a morte, appare come visione eppure mantiene una corporalità. Lo studioso agnostico B.D. Ehrman ha riconosciuto che «la morte e la resurrezione di Gesù sono considerate un evento unico» nella storia. Effettivamente, non esiste nulla di simile nella tradizione ebraica, la quale insegnava semmai una sorta di rapimento corporale in cielo, come nei casi di Enoc, Elia, Esdra e Baruc. Se fosse un’invenzione degli apostoli, sorge spontanea la domanda: perché discostarsi così pesantemente dalla tradizione ebraica per un concetto così centrale?

La Trasformazione Inesplicabile dei Discepoli
La Sfida al Giudizio del Sinedrio
Un aspetto spesso poco ricordato è che per ogni fedele ebreo, il giudizio del Sinedrio, il supremo tribunale ebraico, rappresentava nientemeno che il giudizio di Dio. Il Sinedrio stabilì che Gesù era un bestemmiatore, un miscredente, un maledetto da Dio. Eppure, un pugno di giudei, per lo più pescatori, improvvisamente fronteggia tale giudizio, iniziando a predicare che tale condannato è il Salvatore che il mondo attende. Cosa può essere accaduto per motivare questi devoti ebrei a sfidare il supremo (e divino) giudizio del Sinedrio, addirittura sostenendo che Dio, risuscitando Gesù, si sarebbe pronunciato in maniera categorica contro tale sentenza? Non erano teologi o membri dello stesso Sinedrio, ma un gruppo di pescatori e qualche donna, oltretutto gli stessi che poco prima scappavano impauriti, rinnegavano Gesù, si disperdevano delusi e amareggiati. L’unica risposta ragionevole, anche in questo caso, è quella che loro stessi offrono: furono testimoni di un evento eccezionale, la resurrezione di Gesù, l’unico motivo valido per decidere di lasciare tutto e cambiare vita, sfidando persecuzioni e vessazioni da parte della loro comunità di origine, dei loro familiari e amici.

L'Evidenza del Sepolcro Vuoto
Il Comportamento delle Autorità Ebraiche
Il sepolcro vuoto è un elemento chiave di discussione tra gli studiosi, e gli argomenti a favore della sua storicità sono schiaccianti. Tra i principali vi è sicuramente il comportamento delle autorità ebraiche: se il corpo di Gesù fosse stato nel sepolcro, senza dubbio lo avrebbero detto e mostrato, poiché sarebbe stato il miglior modo per screditare l’annuncio della resurrezione. Se non lo hanno fatto è perché non hanno potuto. Per tutto il tempo in cui hanno cercato di impedire la diffusione del cristianesimo, i membri del Sinedrio non hanno mai negato il dato del sepolcro vuoto, ma lo hanno semplicemente spiegato appellandosi alle dicerie del furto del corpo di Gesù da parte degli apostoli. Ebbene, anche se lo avessero rubato, rimane la domanda già posta in precedenza: perché inventare dal nulla un concetto, difficile e totalmente inedito, di resurrezione come quella descritta per Gesù?
Argomenti a Favore della Storicità del Sepolcro Vuoto
Il filosofo W.L. Craig, docente presso la Houston Baptist University, ha ben sintetizzato altri argomenti decisivi a favore del sepolcro vuoto, affermando che «diverse ragioni hanno portato la maggior parte degli studiosi a questa conclusione»:
- Il racconto del sepolcro vuoto fa parte del materiale più antico utilizzato da Marco.
- L’antica tradizione citata da Paolo in 1 Corinzi 15,3-5 implica il sepolcro vuoto.
- Il racconto è semplice e non mostra i segni di abbellimento tipici delle leggende.
- Il fatto che la testimonianza femminile non avesse molto peso nella Palestina del I secolo gioca a favore della storicità di tale informazione.
- L’iniziale accusa, da parte degli ebrei, che i discepoli avevano trafugato il corpo di Gesù presuppone che il corpo, di fatto, non si trovava nel sepolcro.
Tanto che Jacob Kremer, uno dei principali biblisti del secolo scorso, ha concluso: «Decisamente, la maggior parte degli eruditi rimane salda sull’affidabilità di quanto è scritto nella Bibbia a proposito del sepolcro vuoto».
Dei sepolcri di Ugo Foscolo: analisi e spiegazione
La Nascita del Culto Domenicale e le Testimonianze Femminili
Il Passaggio dal Sabato alla Domenica
Senza la resurrezione rimarrebbe inspiegabile anche la celebrazione della domenica fin dagli albori del cristianesimo (Atti 20,7; 1Corinzi 16,2; Apocalisse 1,10), mentre per gli ebrei il giorno sacro è il sabato, come stabilito dalla legge mosaica. Questi uomini, dunque, non solo osano sfidare la concezione biblica della resurrezione, affermando un concetto totalmente inedito e nuovo, non solo osano sfidare il giudizio del Sinedrio (il giudizio di Dio, per gli ebrei), ma correggono anche la legge mosaica per affermare che il giorno sacro è quello in cui è risorto Gesù. Senza considerare che, ancora una volta, osano raccontare che le prime testimoni di tale resurrezione sono delle donne, un’altra controproducente "follia" in quel contesto culturale.
Ben Witherington III, docente di Nuovo Testamento presso l’Asbury Theological Seminary, ha commentato: «Nel mondo patriarcale in cui vivevano quei cristiani, non è credibile che un gruppo con una tale mentalità potesse inventarsi una storia simile. Analogamente, non vi sono motivi validi per pensare che questi racconti sulle apparizioni avessero la propria origine nell’Antico Testamento, che a stento menziona il concetto della resurrezione dai morti».

Le Apparizioni del Risorto: Dubbio, Riconoscimento e Prova
Le Donne al Sepolcro: Il Primo Annuncio
Nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, Maria di Màgdala, l'altra Maria e altre donne si recarono al sepolcro portando gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rotolata via, nonostante il sepolcro fosse stato sigillato e sorvegliato dai soldati romani. Entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. La mancanza di dettagli spettacolari nell'evento stesso della resurrezione depone a favore della storicità dei documenti del Nuovo Testamento, mentre la sua scoperta è documentata in dettaglio. La pietra non fu spostata per far uscire Gesù, poiché il Suo corpo di risurrezione poteva passare attraverso le barriere materiali, come descritto in Giovanni 20:19. La pietra fu spostata per permettere alle donne di vedere il sepolcro vuoto e per rendere testimonianza.
Mentre erano grandemente perplesse a questo riguardo, si presentarono loro due uomini in vesti sfolgoranti, gli angeli. Impaurite, le donne tennero il volto chinato a terra. Gli angeli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell’uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole. La domanda degli angeli ribadiva un concetto importante: i vivi non si trovano tra i morti. Al loro ritorno dal sepolcro, le donne, tra cui Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo, raccontarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri. Tuttavia, le loro parole parvero agli apostoli come un’assurdità, ed essi non credettero loro, data la scarsa autorevolezza della testimonianza femminile nel I secolo.
Nel Vangelo di Matteo, immediatamente prima del racconto del ritrovamento del sepolcro vuoto, si narra che i farisei si rivolsero a Pilato perché facesse sorvegliare il sepolcro, temendo che i discepoli portassero via il cadavere e diffondessero la notizia della resurrezione. Dopo la resurrezione, alcune guardie riferirono quanto accaduto ai capi dei sacerdoti. Questi si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, istruendoli a dire: «I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo». L'evangelista Matteo annota che questa diceria, o "fake news", si è divulgata e continua a circolare tra i Giudei fino a oggi. I capi non accettarono il fatto storico della resurrezione di Cristo, preferendo credere a un’invenzione dei discepoli.
I Discepoli di Emmaus: La Rivelazione Lungo il Cammino
In quello stesso giorno, due discepoli, uno dei quali di nome Cleopa, se ne andavano verso un villaggio chiamato Emmaus, distante sessanta stadi da Gerusalemme. Parlavano tra loro di tutto quello che era accaduto, con il volto mesto. Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro, chiedendo loro di cosa stessero discutendo. Essi, pensando fosse un forestiero ignaro, gli raccontarono le vicende di Gesù Nazareno, la loro speranza che fosse lui a liberare Israele, e la delusione per la sua crocifissione. Menzionarono anche la testimonianza delle donne riguardo al sepolcro vuoto e alla visione di angeli che dicevano che egli viveva, ma erano lenti a credere a queste parole.
Allora Gesù disse loro: «O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano, attenendosi fedelmente al testo. Quando si avvicinavano al villaggio, Gesù finse di andare oltre, ma essi lo trattennero. Entrò per rimanere con loro. Mentre si trovava a tavola, prese il pane, lo benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi. Il loro cuore ardeva, come si confessarono l'un l'altro, mentre Egli spiegava le Scritture. In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti, i quali dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone».
L'Apparizione agli Undici: La Prova della Corporalità
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso si rese presente in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Ma essi, terrorizzati e pieni di paura, pensavano di vedere uno spirito. Allora egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché nei vostri cuori sorgono dei dubbi? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono io. Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?». Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Questi episodi dimostrano la concretezza e la corporalità del Risorto, sfidando qualsiasi interpretazione che lo riduca a una mera visione o a un’allucinazione.
La Resurrezione come Spiegazione Coerente
La Resurrezione di Gesù, dunque, è l’elemento centrale che illumina diversi fatti ed eventi storici che altrimenti rimarrebbero senza alcuna ragionevole spiegazione. Per questo, in mancanza di argomenti alternativi degni di plausibilità, è possibile definirlo come fatto storico, descritto nei Vangeli che sono indubbiamente libri di fede, ma anche «fonti storiche importanti», come ammette lo studioso agnostico B.D. Ehrman. Justin W. Bass, docente di Nuovo Testamento presso il Dallas Theological Seminary, ha elencato alcuni di questi fatti storici, che trovano ragionevole spiegazione soltanto se si considera un evento realmente accaduto come la Resurrezione:
- La tomba vuota.
- Le apparizioni a Pietro e Paolo (che andarono incontro alla morte per questa convinzione).
- La conversione improvvisa del persecutore dei cristiani Paolo di Tarso.
- L’esplosione incredibile di questa setta ebraica che adorava come Dio un uomo crocifisso e risorto di nome Gesù.
- La trasformazione di secolari usanze ebraiche, come la circoncisione e la Pasqua.
Bass conclude che «la sua resurrezione è l’unica spiegazione che rappresenta tutti i dati e ogni spiegazione alternativa naturale è morta un migliaio di volte nel corso degli ultimi 200 anni». Craig A. Evans, docente di Nuovo Testamento e direttore del programma di specializzazione presso l’Acadia Divinity College, gli ha fatto eco: «L’argomentazione storica non può da sola forzare a credere che Gesù sia risorto dai morti; essa è tuttavia utilissima a spazzar via la sterpaglia sotto la quale vari tipi di scetticismo sono andati a nascondersi. La proposta che Gesù è risorto corporalmente dai morti possiede un’ineguagliabile capacità di spiegare i dati che sono al cuore stesso del primo cristianesimo». Si è liberi di essere scettici ed agnostici sulla questione, ovviamente, ma se si segue la ragionevolezza e ci si avvale dei criteri storici, si giunge inevitabilmente a confrontarsi con l'eccezionalità di questo evento.
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