La Reliquia di Don Bosco: Storia, Ritrovamenti e Significato

La figura di San Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione Salesiana, continua a suscitare profonda venerazione tra i fedeli. Le sue reliquie, in particolare quelle legate a frammenti del suo corpo, sono oggetto di grande devozione e, purtroppo, anche di spiacevoli episodi come furti e ritrovamenti.

Il Furto e il Ritrovamento della Scheggia di Cervello nel Pinerolese

Un recente episodio di cronaca ha visto il furto di una preziosa reliquia: una scheggia del cervello di Don Bosco. Il furto è avvenuto nella Basilica inferiore di Castelnuovo Don Bosco, nell’Astigiano, circa due settimane prima del suo ritrovamento. Fortunatamente, le indagini dei carabinieri di Villanova d’Asti hanno portato alla risoluzione del caso. Un uomo di 40 anni, residente a Pinerolo, è stato fermato e interrogato. La reliquia è stata rinvenuta nella credenza della sua cucina, insieme alle scarpe che si presume siano state utilizzate per commettere il furto.

Le telecamere di sorveglianza interna alla Basilica hanno ripreso il ladro mentre si muoveva furtivamente dietro l'altare, mostrando un comportamento sospetto. Le prime ipotesi degli inquirenti suggeriscono che il furto possa essere stato opera di una banda di professionisti, dato che nella stessa notte sono stati segnalati altri quattro furti in esercizi commerciali della zona. Don Alessandro Borsello, direttore della scuola presso l'Istituto Salesiano Valsalice a Torino, luogo di un altro furto simile avvenuto nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, ha testimoniato a "Pomeriggio Cinque" il profondo dispiacere per la perdita: "Ci siamo accorti del furto vedendo la sagrestia completamente a soqquadro", ha raccontato. "Poco dopo abbiamo scoperto che mancava anche la teca contenente la reliquia." Sebbene l'interno della chiesa non sia stato danneggiato, la perdita della reliquia ha avuto un forte impatto emotivo, rappresentando un valore "simbolico e affettivo, più che materiale".

schema dell'Istituto Salesiano Valsalice

Episodi Precedenti e la Profonda Devozione

Non si tratta del primo episodio di questo genere. Già nel 2017, un'altra reliquia di Don Bosco era stata trafugata per poi essere ritrovata due mesi dopo. Don Borsello ha espresso la sensazione di "essere stati violati nella propria casa", sottolineando come un tale gesto dimostri "poco rispetto" per i luoghi sacri e per i ricordi che custodiscono. La scuola ospita oltre mille persone, e il furto ha colpito l'intera comunità.

Dopo il ritrovamento, l'urna con la reliquia di Don Bosco è giunta a Torino. In particolare, è stata accolta nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel quartiere San Salvario, successivamente a Valsalice, e infine all'ospedale San Giovanni Bosco. In ogni tappa, la reliquia è stata accolta con entusiasmo dai giovani, i principali destinatari del messaggio salesiano, ricordando le parole di Don Bosco: "Basta che siate giovani, perché io vi ami assai".

La Storia delle Reliquie di Don Bosco: Dalla Sepoltura alla Traslazione

Mentre le reliquie di Don Bosco sono oggi conservate in un'urna nell'altare a lui dedicato nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, pochi conoscono nel dettaglio la storia degli spostamenti del suo corpo e le vicende della sua iniziale sepoltura. Alla morte di Don Bosco, il 31 gennaio 1888, Don Michele Rua, suo primo successore, si adoperò per ottenere il permesso di seppellirlo nel Santuario di Maria Ausiliatrice. Tuttavia, per rispettare le normative cimiteriali cittadine, il primo ministro Francesco Crispi consigliò di tumularlo nel collegio salesiano di Valsalice, situato in una zona extraurbana.

Don Rua accettò la soluzione e fece approntare una custodia sul pianerottolo della scala che conduceva al porticato. Successivamente, fu costruita un'edicola in stile neogotico, progettata dall'architetto Carlo Maurizio Vigna, divisa in due ambienti: quello inferiore ospitava la tomba di Don Bosco, mentre quello superiore era dedicato alla Pietà, affrescato dal pittore Giuseppe Rollini. La lastra di chiusura del loculo fu realizzata dallo scultore Pietro Piai, basandosi sulle fotografie del corpo di Don Bosco vestito dei paramenti sacerdotali, esposto per i riti di suffragio.

disegno dell'edicola neogotica di Valsalice

Negli anni successivi, l'ambiente fu abbellito con decorazioni parietali. Nel 1924, anno della beatificazione di Don Bosco, la salma fu traslata trionfalmente nella Basilica di Maria Ausiliatrice. La tomba originale a Valsalice non fu abbandonata, ma divenne un luogo di memoria e venerazione.

L'Urna della Beatificazione e l'Urna Attuale

In vista della traslazione del corpo da Valsalice a Valdocco e in attesa della costruzione dell'altare a lui dedicato nella Basilica di Maria Ausiliatrice, fu realizzata una teca per il trasporto e la collocazione decorosa delle reliquie in occasione della beatificazione avvenuta il 2 giugno 1929 ad opera di Papa Pio XI. L'urna, in legno dorato, fu realizzata dallo scultore salesiano Sebastiano Concas su disegno dell'architetto salesiano Giulio Valotti. La sua struttura elegante presenta quattro putti che sorreggono il coperchio e festoni con lo stemma di Pio XI. Questa teca fu utilizzata anche per esporre le reliquie di San Giuseppe Cafasso e Santa Maria Domenica Mazzarello; oggi è custodita nel "Museo Casa Don Bosco" di Valdocco.

Le reliquie di Don Bosco meritano un'attenzione speciale. Il corpo mortale è racchiuso in una cassa progettata dall'architetto Giulio Casanova. Il disegno prevedeva che il corpo del Santo fosse visibile fronte-retro, dalla chiesa e da un ricettacolo posteriore, permettendo ai devoti di venerarlo all'altezza dello sguardo. La cassa, di stile barocco, presenta coppie di teste alate di cherubini agli angoli che sovrastano scudi con il motto caro a Don Bosco: "Da Mihi Animas Coetera Tolle".

dettaglio dell'urna attuale di Don Bosco

La Pianeta e l'Altare della Venerazione

Il paramento liturgico che riveste le reliquie del Santo è un'opera magistrale di ricamo, realizzata in un monastero e destinata originariamente a Papa Benedetto XV. Questo prezioso dono, probabilmente in occasione del suo quarantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, fu poi "dirottato" verso persone a lui care. L'emblema dello stemma di Benedetto XV sullo stolone posteriore attesta inequivocabilmente la destinazione originaria. L'uso di questo paramento, per la sua storia e preziosità, si è rivelato una scelta eccellente per rivestire le reliquie di Don Bosco.

Il volto e le mani presentati alla venerazione dei fedeli non sono gli originali. Il volto è una maschera di cera opera dello scultore Gaetano Cellini, mentre le mani, anch'esse del Cellini, sono adagiate sul petto del Santo. L'architetto Ceradini concepì l'altare avanzato per creare uno spazio, una sorta di scurolo, che permettesse ai fedeli di avvicinarsi al corpo di Don Bosco. L'ambiente, interamente rivestito di marmo giallo di Siena e marmo di Candoglia con decori in bronzo dorato, offre una vista ravvicinata del corpo del Santo attraverso un'apertura protetta da cristallo.

DON BOSCO La storia di Don Bosco raccontata dai ragazzi

Il Ritrovamento del 2017: Un Episodio che Ha Scosso il Mondo Salesiano

A un anno esatto dal furto, interviste al direttore Don Luca Barone hanno permesso di comprendere l'impatto di quell'episodio. La notte tra il 2 e il 3 giugno dell'anno precedente, poco prima di cena, fu scoperta la sparizione di un'ampolla in vetro, sigillata dalla Congregazione Salesiana, contenente frammenti del cervello di San Giovanni Bosco. L'ampolla era custodita in un reliquiario situato nel punto esatto in cui sorgeva la cascina Biglione, luogo di nascita del Santo.

Nonostante la gravità dell'evento, da questo spiacevole episodio sono emersi "importanti sprazzi di luce". In primo luogo, l'eco mondiale e mediatica della notizia ha confermato l'interesse e l'affetto universale verso Don Bosco. In secondo luogo, la gente del luogo ha dimostrato un legame profondo e intimo con la figura del Santo. Dal suo ritorno, si è registrato un aumento dei fedeli che si raccolgono nello stretto corridoio per stabilire un contatto sacro con il corpo del Santo.

L'attaccamento a un frammento del corpo di un Santo, sebbene qualcuno abbia sottolineato l'anacronismo, è stato definito non superato, ma "profondamente moderno". La restituzione ufficiale dell'ampolla è avvenuta nel giorno del compleanno di Don Bosco, davanti a una platea di giovani provenienti da tutta Europa, simboleggiando la restituzione ai giovani, il vero "popolo di Don Bosco".

Il Ritorno nella Basilica di Castelnuovo Don Bosco

In coincidenza con il 202° anniversario della sua nascita, la reliquia del santo dei giovani è stata riportata nella Basilica di Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti. L'urna contenente un frammento del suo cervello, trafugata nella serata del 2 giugno, era custodita dietro l'altare della parte inferiore del tempio. L'autore del furto aveva agito nella convinzione che il reliquiario fosse d'oro massiccio.

Il furto aveva destato scalpore in tutto il mondo salesiano e nell'arcidiocesi di Torino, dove l'arcivescovo Cesare Nosiglia aveva invitato le comunità a pregare per la restituzione della reliquia. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Villanova d'Asti, basate sull'analisi delle impronte digitali, hanno portato al ritrovamento della reliquia nell'abitazione di un pregiudicato a Pinerolo. L'ampolla è stata ritrovata perfettamente conservata, con intatti i sigilli della Congregazione salesiana.

La riconsegna della reliquia è avvenuta per mano dei carabinieri che l'avevano recuperata. Ad accoglierla c'erano il rettor maggiore dei salesiani, Don Angel Fernandez Artime, numerosi confratelli, tra cui il cardinale Tarcisio Bertone, e autorità civili e militari. Tra i centinaia di fedeli presenti, anche 250 giovani del Movimento giovanile salesiano. Don Ezio Orsini, rettore della Basilica, ha introdotto la cerimonia sottolineando come Don Bosco, il festeggiato, facesse il "regalo del suo ritorno" nel giorno del suo compleanno. Don Artime ha ringraziato l'Arma dei carabinieri e le autorità, ricordando che "la casa di Don Bosco è oggi in tanti oratori e periferie di tutto il mondo".

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