Il Sinodo: Significato, Storia e Funzionamento

Il termine "Sinodo" evoca un percorso profondo e partecipato nella vita della Chiesa. Questo articolo esplora la sua etimologia, la sua evoluzione storica e il suo funzionamento, con un focus particolare sul processo sinodale promosso da Papa Francesco.

Che cos'è il Sinodo?

La parola Sinodo è un termine antico legato alla Tradizione della Chiesa. Composta dalla preposizione greca "con" (σύν) e dal sostantivo "via" (ὁδός), indica letteralmente il "cammino fatto insieme" dal Popolo di Dio. Questa etimologia rinvia al Signore Gesù che presenta se stesso come "la via, la verità e la vita". Nel greco ecclesiastico, come ricordato nel documento del 2018 della Commissione Teologica Internazionale intitolato "La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa", il termine esprime l’essere convocati in assemblea.

In termini più comuni, il Sinodo è un’assemblea in cui i Vescovi sono chiamati a fornire consigli al Papa per aiutarlo nel suo ministero. Può essere convocato su un determinato argomento o per un'area territoriale specifica. L'esperienza del Sinodo è dunque quella di "camminare insieme": i credenti sono σύνoδοι, compagni di cammino, chiamati a testimoniare e ad annunciare la Parola di Dio.

Schema etimologico di

La Sinodalità come Dimensione Costitutiva della Chiesa

La sinodalità è definita come una "dimensione costitutiva della Chiesa, che attraverso di essa si manifesta e configura come Popolo di Dio". Fin dalle origini, la Chiesa si riunisce per discutere questioni che necessitano di approfondimento e studio. "La sinodalità si dispiega sin dall’inizio quale garanzia e incarnazione della fedeltà creativa della Chiesa alla sua origine apostolica e alla sua vocazione cattolica". Papa Francesco ha sottolineato che il tema della sinodalità "non è il capitolo di un trattato di ecclesiologia, e tanto meno una moda, uno slogan o il nuovo termine da usare o strumentalizzare nei nostri incontri", ma piuttosto esprime "la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione".

Breve Storia del Sinodo e del Concilio

Dalle Origini ai Grandi Concili

Sinodo e Concilio non sono solo specifici termini che si riferiscono a ben definiti momenti ecclesiali, ma sono anche parole che evocano pagine di storia incise nella vita della Chiesa. Il termine greco σύνoδος viene tradotto in latino con sýnodus o concilium. Sebbene le radici delle parole siano diverse, il significato è convergente. Il termine "concilio" arricchisce il contenuto semantico di "sinodo", richiamando il termine ebraico קָהָל (qahal) che significa "raduno, assemblea". La traduzione di questo vocabolo ebraico risuona in greco nella parola ἐκκλησία (ecclesia), che ha un rapporto etimologico con il verbo kalein, "chiamare".

Sin dai primi secoli, con la parola "sinodo" vengono designate le assemblee ecclesiali convocate a vari livelli (diocesano, provinciale o regionale, patriarcale, universale) per discernere, alla luce della Parola di Dio e in ascolto dello Spirito Santo, questioni dottrinali, liturgiche, canoniche e pastorali. In particolare, i Sinodi della Chiesa vengono introdotti come il luogo per risolvere quei casi che il vescovo locale non è in grado di trattare da solo. I "Canoni apostolici", un testo risalente al periodo tra il IV e il V secolo, affermano che il vescovo locale non dovrebbe far nulla di "importante" senza l’approvazione del vescovo "superiore".

Quando alcuni problemi riguardano tutta la Chiesa, vengono convocati i Concili Ecumenici. Così, nel 325, viene indetto a Nicea il primo Concilio Ecumenico, dove "per la prima volta, attraverso l’esercizio sinodale del ministero dei Vescovi, si esprime istituzionalmente sul livello universale l’ἐξουσία (autorità) del Signore risorto che guida e orienta nello Spirito Santo il cammino del Popolo di Dio". Nel corso del primo millennio, si svolgono numerosi Concili Ecumenici. I Sinodi permanenti hanno avuto e continuano ad avere un ruolo importante nella vita delle Chiese orientali. Fin dal V secolo, a Roma è stato attivo un Sinodo che si è evoluto poi nei Concili tenutisi nella Chiesa occidentale durante il Medioevo, come il Concilio di Konstanz, che risolse lo scisma d’Occidente, o il Concilio di Trento, convocato in risposta alla riforma protestante. Tra il 1869 e il 1870, si tenne in Vaticano un Concilio Ecumenico per definire i dogmi del Primato e dell’Infallibilità del Papa.

Mappa dei principali concili ecumenici storici

La Nascita del Sinodo dei Vescovi Moderno

All’esperienza della Chiesa riunita nel Concilio Ecumenico Vaticano II si lega la nascita del Sinodo dei Vescovi. Nello svolgimento dei lavori del Vaticano II maturò il desiderio dei Padri conciliari di mantenere vivo l’autentico spirito di collegialità. A questo scopo, Papa Paolo VI, con il motu proprio Apostolica sollicitudo del 15 settembre 1965, istituì il Sinodo dei Vescovi per tutta la Chiesa.

In questo documento, il Pontefice sottolinea che il Sinodo dei Vescovi, per il quale vescovi scelti nelle varie parti del mondo apportano al supremo pastore della Chiesa un aiuto più efficace, viene costituito in maniera tale che sia:

  • una istituzione ecclesiastica centrale;
  • rappresentante tutto l'Episcopato cattolico;
  • perpetua per sua natura;
  • quanto alla sua struttura, svolgente i suoi compiti in modo temporaneo ed occasionale.
Il Sinodo dei Vescovi, come ricorda Papa Francesco nella Costituzione apostolica Episcopalis communio, costituisce "una delle più preziose eredità del Concilio Vaticano II". "Da allora in poi il Sinodo, nuovo nella sua istituzione ma antichissimo nella sua ispirazione - aggiunge il Papa - presta un’efficace collaborazione al Romano Pontefice". Il primo Sinodo dei Vescovi, tenutosi nel 1967, è stato incentrato sul tema "La preservazione e il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica".

Il Sinodo dei Vescovi: Istituzione e Funzionamento

Regolamentazione e Tipologie

Il Sinodo dei Vescovi è regolamentato dal Codice di diritto canonico (canoni 342-348). La sua attività è sempre convocata, presieduta e conclusa dal Papa. Questa assemblea può riunirsi in forme diverse:

  • generale ordinaria: quando una più stretta rappresentanza di vescovi da tutto il mondo si riunisce per discutere questioni urgenti di interesse generale;
  • generale straordinaria;
  • speciale: dedicata a specifiche aree geografiche, come quelle iniziate sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.

Il Processo di Preparazione

Generalmente, lo svolgimento dell'Assemblea è preceduto dalla redazione da parte della Segreteria del Sinodo dei Vescovi dei Lineamenta. Si tratta di un documento preparatorio in cui vengono delineati i temi da affrontare nell'Assemblea, secondo le richieste dei vescovi di tutto il mondo. Le successive osservazioni dei vescovi vengono recepite in un altro documento preparatorio, chiamato Instrumentum Laboris, anch'esso formulato a cura della Segreteria del Sinodo.

Che cos'è l'Instrumentum Laboris?

L'Instrumentum Laboris è il documento di base su cui si poggia la discussione del Sinodo. Di solito, il documento si articola in più parti. Sebbene sia pubblico, ha solo carattere di documento provvisorio e sarà oggetto di discussione durante il Sinodo. Al termine dei lavori sinodali, viene redatto e consegnato al Papa un Documento Finale contenente le risoluzioni dell’assemblea, presentate sotto forma di proposte e riflessioni.

Infografica sul funzionamento del processo sinodale (fasi, documenti)

Il Cammino Sinodale nella Visione di Papa Francesco

La Natura del Processo Sinodale

Papa Francesco ha promosso un cammino sinodale che mira a interrogarsi sulla sinodalità stessa, sottolineando che "il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio". Il processo sinodale è prima di tutto un processo spirituale, non un esercizio meccanico di raccolta di dati o una serie di incontri e dibattiti. Perché sia veramente ecclesiale ed efficace, il percorso sinodale di ascolto e discernimento deve sempre cercare di essere comunitario e toccare la vita della comunità in un contesto storico e geografico definito, secondo la logica di una fede "incarnata".

Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto, nella consapevolezza che ascoltare "è più che sentire". Il cammino sinodale inizia ascoltando il Popolo, prosegue ascoltando i Pastori (attraverso i Padri sinodali, i Vescovi agiscono come autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa) e culmina nell'ascolto del Vescovo di Roma. Il fatto che il Sinodo agisca sempre cum Petro et sub Petro (con Pietro e sotto Pietro) non è una limitazione della libertà, ma una garanzia dell’unità.

L'Inclusività del Sinodo

I soggetti principali di questa esperienza sinodale sono tutti i battezzati, poiché tutti i battezzati sono il soggetto del sensus fidelium, la voce viva del Popolo di Dio. Tutti possono partecipare attivamente al cammino sinodale con la propria preghiera. Papa Francesco ha enfatizzato l'inclusività, chiedendo: "I poveri, i mendicanti, i giovani tossicodipendenti, tutti questi che la società scarta, sono parte del Sinodo?". La sua risposta è chiara: "Sì, caro, sì, cara: non lo dico io, lo dice il Signore: sono parte della Chiesa". E aggiunge: "Il Sinodo è fino ai limiti, comprende tutti."

Per questo motivo, si sconsiglia vivamente di inviare le proprie riflessioni e/o contributi direttamente ed esclusivamente alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; tutti i fedeli devono contattare la persona o l'équipe di contatto della propria diocesi. L’ascolto capillare del Popolo di Dio nelle diocesi è diventato la spina dorsale della prassi sinodale, che si può suddividere in tre fasi: ascolto, decisione e attuazione.

Il Recente e Attuale Processo Sinodale (2021-2024)

Il Sinodo dei Vescovi, aperto il 10 ottobre 2021, tratta il tema stesso della sinodalità e si presenta, nel suo svolgimento, con modalità e fasi inedite. Il tema è "Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione". Per la prima volta nella storia di questa istituzione, un Sinodo si svolge in modalità decentrata, non solo in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare dei cinque continenti. L’apertura del Sinodo nelle Chiese locali è stata prevista domenica 17 ottobre 2021.

Il processo sinodale segue un itinerario triennale articolato in tre fasi scandito dall’ascolto, dal discernimento e dalla consultazione:

  1. La prima tappa (ottobre 2021 - aprile 2022) riguarda le singole Chiese diocesane.
  2. La seconda tappa, quella continentale (settembre 2022 - marzo 2023), ha come finalità quella di dialogare sul testo del primo Instrumentum Laboris.
  3. La terza e ultima tappa del cammino sinodale è quella della Chiesa universale (ottobre 2023), che culminerà con la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi nell'ottobre 2023, a cui farà seguito la fase attuativa, che coinvolgerà nuovamente le Chiese particolari. L'intero cammino sinodale si concluderà nuovamente a Roma nell’ottobre 2024.
Cronoprogramma del cammino sinodale 2021-2024

Partecipanti e l'Assemblea Sinodale

Al Sinodo partecipano i vescovi eletti dalle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, altri vescovi, sacerdoti e membri di nomina pontificia, e infine anche laici e laiche che sono invitati per le proprie competenze. Oltre ai vescovi, il cammino coinvolge presbiteri, diaconi, consacrate e consacrati, e laici e laiche nominati dal Santo Padre.

L’Assemblea Sinodale, rappresentativa dell’intero popolo di Dio, utilizza quanto emerso dalle consultazioni come "Strumento di lavoro" per il discernimento. Essa si ritrova dapprima in Commissioni e quindi in Sessioni plenarie. Presieduta dal Vescovo, l'Assemblea è l’insieme delle persone che prendono in esame gli elementi emersi dalla consultazione, discutono e approfondiscono i vari problemi per arrivare a norme e orientamenti condivisi. Essa è composta da alcuni membri di diritto, altri eletti dai fedeli e dai presbiteri, altri liberamente nominati dal Vescovo, altri ancora invitati come osservatori. L'Assemblea del Sinodo 2021-2024 si è aperta e chiusa con due interventi di Papa Francesco: il primo riservato ai Vescovi e il secondo aperto anche ai referenti diocesani del Cammino sinodale.

Il cammino sinodale intende rispondere a varie domande sulla vita e sulla missione della Chiesa, ed è un processo in cui il tema viene scelto per il suo carattere universale, la sua attualità e urgenza, la sua applicazione pastorale, la sua solida base dottrinale e, infine, la sua attuabilità, cioè la possibilità che le risoluzioni raggiunte possano essere veramente messe in pratica.

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