Origine e caratteristiche dell'opera
Il dipinto, noto come Madonna della Perla, è un capolavoro eseguito dal celebre maestro urbinate Raffaello Sanzio, con la probabile collaborazione del suo allievo prediletto, Giulio Romano. Databile intorno al 1518-1520, l’opera presenta dimensioni notevoli, pari a 144×115 cm.
Analizzando il dipinto, si nota subito come l’atmosfera notturna renda i passaggi visivi più lenti, facendo emergere pian piano dall’ombra i personaggi, illuminati dalla luce lunare. In primo piano si osserva un piccolo gruppo costituito dalla Vergine Maria, mentre abbraccia dolcemente la Sant’Anna (sua madre) al suo fianco e il Gesù Bambino seduto tra loro, che rivolge il suo tenero sguardo sorridente a Maria. In piedi, voltato quasi di spalle di fronte a loro, si trova il San Giovannino, coperto in parte dalla veste in pelo di cammello, uno dei suoi principali attributi iconografici.

I quattro protagonisti sono immersi nella natura e, alle loro spalle, appare San Giuseppe in lontananza, all’interno di alcuni ruderi in roccia che fungono da capanna. “La Perla“ è una Sacra Famiglia che, come in altre rappresentazioni del tema, aggiunge ai tre personaggi imprescindibili - il Bambin Gesù e i genitori - le figure di Sant’Anna e San Giovannino. La scena è ricca di risonanze emotive; il modellato è reso morbido attraverso il mirabile utilizzo del chiaro-scuro, così come il panneggio delle vesti, tra cui risalta particolarmente quello dello scialle rosa cangiato di azzurro della Vergine.
Storia collezionistica e prestigio
La storia collezionistica del dipinto è veramente unica e particolare. Realizzato per Ludovico conte di Canossa, nobile prelato veronese e diplomatico al servizio del papa, il quadro vanta una cronologia antica di grande prestigio:
- 1604: Acquistato da Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova, in cambio del feudo di Cagliano nel Monteferrato.
- 1627: L'opera entra a far parte della prestigiosa collezione del re Carlo I d’Inghilterra.
- Successivamente: Dopo la morte del sovrano, il dipinto fu messo all'asta da Cromwell, fino a essere acquistato da Don Alonso de Cárdenas per il re Filippo IV di Spagna.
Il regnante spagnolo, consapevole dell’estrema importanza e del valore dell'opera, la ribattezzò con il nome di “Perla”. Attualmente, il dipinto è conservato presso il Museo del Prado di Madrid. È l’unica opera di Raffaello dipinta su tavola uscita dalla Spagna che non ha sofferto il cambio di supporto, mantenendo la sua struttura originale esattamente come concepita dall'artista.
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Curiosità: La "Perla di Modena"
Esiste un'ulteriore opera nota come La Perla di Modena (34,5 x 29,6 cm, olio su tavola), realizzata tra il 1518 e il 1520. Gli studiosi hanno stabilito che questo dipinto è la riproduzione di un dettaglio della testa della Madonna presente nell'opera del Prado. Lasciata in legato all'Accademia di Belle Arti dal professor Magnanini nel 1880, è considerata da esperti come Venturi e Ricci una copia parziale eseguita da Giulio Romano, sebbene il dibattito sulla sua attribuzione e provenienza collezionistica sia stato oggetto di numerosi studi accademici, tra cui quelli di K. Oberhuber e Pallucchini.