Il Quinto Mistero Luminoso: L'Istituzione e il Significato dell'Eucaristia

La fede cristiana invita alla contemplazione del mistero di Cristo, vera luce del mondo. Questa dimensione emerge con particolare evidenza negli anni della sua vita pubblica, quando Gesù annuncia il Vangelo del Regno. Per la comunità cristiana, sono stati individuati cinque momenti significativi, definiti ‘misteri della luce’, che rivelano l'avvento del Regno nella persona stessa di Gesù.

Introduzione ai Misteri Luminosi

Papa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 ottobre 2002, ha introdotto i Misteri Luminosi del Rosario, aggiungendo una dimensione essenziale a questa pratica spirituale. Questi misteri si concentrano sulla vita pubblica di Gesù, dal suo Battesimo al Giordano fino all'istituzione dell'Eucaristia.

  • È mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa ‘peccato’ per noi, nell’acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto, mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo della missione che lo attende.
  • Mistero di luce è l’inizio dei segni a Cana (cfr Gv 2, 1-12), quando Cristo, cambiando l’acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all’intervento di Maria, la prima dei credenti.
  • Mistero di luce è la predicazione con la quale Gesù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla conversione (cfr Mc 1, 15), rimettendo i peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia, inizio del ministero di misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attraverso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa.
  • Mistero di luce per eccellenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Risurrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo.
icona dei cinque misteri luminosi del rosario

L'Istituzione dell'Eucaristia: Il Quinto Mistero Luminoso

Mistero di luce è, infine, l’istituzione dell’Eucaristia, nella quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, testimoniando «sino alla fine» il suo amore per l’umanità (Gv 13, 1), per la cui salvezza si offrirà in sacrificio. Il Quinto Mistero Luminoso ci invita a pregare e a riflettere sull'Istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena. Questo evento, raccontato nei Vangeli, è al centro della fede cattolica, in quanto istituisce il sacramento dell'Eucaristia, permettendo ai credenti di partecipare al sacrificio di Cristo. Papa San Giovanni Paolo II afferma che ciascuno dei Misteri Luminosi è «una rivelazione del Regno ora presente nella persona stessa di Gesù».

l'ultima cena con gesù che spezza il pane

Il Contesto dell'Ultima Cena

L'istituzione dell'Eucaristia avviene durante l'Ultima Cena, il pasto pasquale che Gesù condivide con i suoi apostoli alla vigilia della sua passione. Questo pasto, ricco di simbolismi per il popolo ebraico, commemora la liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto. Scegliendo questo momento per istituire l'Eucaristia, Gesù dà un nuovo significato a questa celebrazione, inaugurando la nuova alleanza tra Dio e l'umanità. Era l'ultima sera che avrebbe trascorso con i suoi discepoli: di lì a poco lo avrebbero arrestato, isolato e poi crocifisso. I suoi discepoli sarebbero rimasti soli, disorientati, forse anche delusi. Finché Egli era con i «suoi», era lui il loro sostegno e il loro referente, li nutriva con la sua Persona, con la sua Parola, con i suoi gesti, con tutto se stesso. Ma da quella sera in poi Egli sarebbe stato loro sottratto.

Le Parole e i Gesti di Gesù

Nel cuore del Signore Gesù, non c’è tanto la preoccupazione per quello che gli sarebbe capitato, quanto la sollecitudine per i suoi. Ed ecco la fantasia di Dio: mentre porta a compimento la Rivelazione e l’Alleanza con i «simboli pasquali» del pane e del vino con cui istituisce la nuova ed eterna Alleanza, consegna il segno supremo del suo amore che diventerà presenza sacramentale per tutti i tempi, fino «al giorno in cui lo berrà nuovo nel Regno di Dio» (Mc 14, 25). Le parole e i gesti di Gesù sono descritti nei Vangeli e nella Prima Lettera ai Corinzi:

  • Matteo 26:26-28: «Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai discepoli, dicendo: ‘Prendete, mangiate; questo è il mio corpo’. Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: ‘Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti per il perdono dei peccati’».
  • Marco 14:22-24: «Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: ‘Prendete, questo è il mio corpo’. Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro: ‘Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, che è versato per molti’».
  • Luca 22:19-20: «Poi prese del pane; e dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: ‘Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me’. Allo stesso modo prese il calice dopo la cena e lo diede loro, dicendo: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi’».
  • 1 Corinzi 11:23-25: «Infatti ho ricevuto dal Signore quello che vi ho insegnato: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo è il mio corpo, che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me’. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice e disse: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo in memoria di me, ogni volta che lo bevete’».

Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19). Queste parole e questi gesti significano che Gesù si dona come cibo e bevanda spirituale, il suo corpo e il suo sangue diventano fonte di vita eterna per coloro che credono in lui.

LA VERA presenza di Gesù nell' EUCARESTIA

Il Significato Profondo dell'Eucaristia

L'Eucaristia è il sacramento per eccellenza della presenza reale di Gesù tra i suoi fedeli. Ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, i credenti sono uniti a lui e tra loro in una profonda comunione. Questo sacramento è un memoriale del sacrificio di Gesù sulla croce, che rende presente in modo mistico ma reale la sua offerta salvifica per il perdono dei peccati.

Il significato spirituale dell'istituzione dell'Eucaristia è vasto:

  • Sacramento dell'Eucaristia: Gesù stabilisce l'Eucaristia come sacramento centrale della fede cattolica, permettendo ai credenti di partecipare al suo sacrificio e di ricevere la sua presenza reale.
  • Nuova Alleanza: l'Eucaristia è il segno della nuova alleanza tra Dio e l'umanità, sigillata dal sangue di Gesù.
  • Fonte e culmine della vita cristiana: L'Eucaristia è la fonte della vita cristiana, che nutre i credenti e li unisce in un unico corpo, la Chiesa.

Attraverso l'Eucaristia, Gesù si dona sotto le specie del pane e del vino, stabilendo un nuovo patto di amore e di salvezza. La Santa Eucaristia perpetua il sacrificio di Gesù sulla croce ed è inestricabilmente legata alla passione, morte e resurrezione di Gesù.

L'Eucaristia nell'Antico Testamento e le Profezie

Nell'Antico Testamento c'è un'anticipazione della Santa Eucaristia quando Dio dice a Mosè: «Ecco, io farò piovere pane dal cielo per voi» (Esodo 16: 4). Il Salmo 78 descrive questo evento sacro: «Dio fece piovere su di loro la manna per cibo; diede loro grano dal cielo. L'uomo mangiò il pane degli angeli; mandò cibo in abbondanza». Il profeta Isaia predice la venuta di Gesù Cristo con toni eucaristici, quando dice: «Tutti voi che siete assetati, venite all'acqua! Voi che non avete denaro, venite, comprate grano e mangiate; venite, comprate grano senza denaro, vino e latte senza costo! Perché spendete denaro per ciò che non è pane; il vostro salario per ciò che non sazia? Soltanto ascoltatemi, e mangerete bene, vi delizierete di cibi succulenti. Prestate attenzione e venite a me; ascoltate, e avrete vita. Io stabilirò con voi un patto eterno, la fedeltà costante promessa a Davide» (Is 55-1).

In adempimento di questa profezia, il Signore Gesù dice: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai fame e chi crede in me non avrà mai sete». Nel Capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, spesso chiamato «Capitolo dell'Eucaristia», c'è una correlazione diretta con la Santa Eucaristia e la manna del deserto. Le persone della folla dicono a Gesù: «I nostri padri mangiarono la manna nel deserto, come sta scritto: 'Diede loro da mangiare pane dal cielo'» (Gv 6: 31). Gesù risponde dichiarando: «Il Padre mio vi dà il vero pane dal cielo. Perché il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai fame e chi crede in me non avrà mai sete» (cfr Gv 6: 32-35). Inoltre, Gesù proclama: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Chi mangia questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6: 51).

Quando i Giudei litigarono tra loro, dicendo: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?» (Gv 6: 52), Gesù raddoppia e dice: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6: 53-56). La fede cattolica sulla Santa Eucaristia è ben definita nella Sacra Scrittura.

L'Eucaristia come Nutrimento Spirituale

Il dono della Santa Comunione è la risposta di Dio alla nostra fame spirituale (e talvolta fisica). È un cibo fisico che viene ingerito e digerito dai nostri corpi in modo naturale; tuttavia, è anche un cibo unico in quanto nutre l'anima. Quando ne prendiamo parte, partecipiamo alla vita divina e umana di Gesù Cristo. Inoltre, attraverso il Corpo e il Sangue di Gesù riceviamo da Dio la grazia necessaria in questa vita per vivere, perseverare e crescere nella grazia di Dio. Può essere un rimedio che riempie la nostra fame e ci soddisfa. San Tommaso d'Aquino afferma: «Il cibo materiale prima si trasforma in colui che lo mangia, e poi, di conseguenza, gli restituisce la forza perduta e aumenta la sua vitalità. Il cibo spirituale, d'altra parte, trasforma la persona che lo mangia in se stessa». Questo dono speciale della Santa Eucaristia rimarrà con la Chiesa fino alla fine dei tempi. Quindi, quando dubitiamo della presenza di Dio nella Chiesa e nelle nostre vite, possiamo sempre ricordare che Gesù Cristo è presente a noi in modo tangibile sia fisicamente che spiritualmente. Dio conosce la nostra fame spirituale e ci nutre in modo appropriato.

rappresentazione simbolica dell'anima nutrita dall'eucaristia

L'Eucaristia: Centro della Vita Cristiana

L'Eucaristia rimane il cuore della vita cristiana, una fonte costante di grazia, forza e rinnovamento spirituale. Ci chiama a vivere in accordo con ciò che riceviamo, essendo testimoni dell'amore di Cristo nella nostra vita quotidiana. La Messa deve essere il centro della nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come è possibile poi, per tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver la voglia di restare alla sua presenza per lavorare come Egli lavorava e amare come Egli amava? Impariamo dunque a ringraziare il Signore di un'altra sua delicatezza d'amore: quella di non aver voluto limitare la sua presenza al momento del Sacrificio dell'altare, ma di aver deciso di restare nell'Ostia Santa che si conserva nel tabernacolo. Il tabernacolo è un luogo tranquillo di pace dove c'è Cristo, dove possiamo raccontargli le nostre preoccupazioni e le nostre pene, le nostre aspirazioni e le nostre gioie, con la stessa semplicità, la stessa spontaneità con cui gli parlavano i suoi amici Marta, Maria e Lazzaro.

tabernacolo con ostia santa

La Chiamata alla Comunione e all'Unità

L'istituzione dell'Eucaristia è anche una chiamata alla comunione e all'unità tra i cristiani. Condividendo lo stesso pane e lo stesso calice, i fedeli formano un unico corpo in Cristo. Questa unità eucaristica trascende le divisioni e invita a una vita di carità e solidarietà verso tutti, specialmente verso i più bisognosi. «E il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c’è solo un solo Pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti, infatti, partecipiamo dell’unico pane» (1Cor 10, 16-17).

La Presenza di Maria

Mentre preghiamo e meditiamo sul significato del Quinto Mistero Luminoso, possiamo riflettere sulla vita della Beata Vergine Maria e su come Dio la chiamò a entrare nel Sacrificio di suo Figlio. «La Beata Vergine avanzò nel suo pellegrinaggio di fede e perseverò fedelmente nella sua unione con suo Figlio fino alla croce, dove rimase, in conformità al piano divino, addolorata enormemente con il suo unigenito Figlio, unendosi con un cuore materno al Suo sacrificio e acconsentendo amorevolmente all'immolazione di questa Vittima che lei stessa aveva generato». Quando ci avviciniamo al Signore per ricevere il suo Corpo e il suo Sangue nella Messa, ci rivolgiamo anche a Maria, che con la sua fedeltà totale ha ricevuto il sacrificio di Cristo per tutta la Chiesa.

Come Meditare sul Mistero Eucaristico

Meditando questo mistero luminoso, siamo invitati ad approfondire la nostra comprensione e il nostro apprezzamento dell'Eucaristia. Ci ricorda l'immensità dell'amore di Gesù, che si dona interamente per la nostra salvezza. Ci invita ad accostarci all'Eucaristia con fede, riverenza e gratitudine, consapevoli della grazia inestimabile che riceviamo. La contemplazione del quinto mistero luminoso, l'Istituzione dell'Eucaristia, ci chiama a una profonda preghiera e riflessione sul dono di Gesù nell'Eucaristia. Pregando questo mistero, ci avviciniamo alla comprensione dell'amore e del sacrificio di Cristo e ci impegniamo a vivere la testimonianza della nostra fede nella sua presenza reale.

Le lezioni spirituali ci esortano a vivere in accordo con ciò che riceviamo, essendo testimoni dell'amore di Cristo nella nostra vita quotidiana. Contemplando questo mistero, chiediamo a Dio di ravvivare la nostra fede nell'Eucaristia, di rafforzare la nostra comunione con Cristo e con i nostri fratelli e sorelle e di trasformarci in testimoni viventi del suo amore nel mondo. Che questo sacramento, fonte e culmine della vita cristiana, ci porti sempre più vicino a Dio e ci ispiri a vivere secondo l'esempio di Gesù, nel dono di sé e nel servizio agli altri.

Riflessioni Devote

Quella sera Gesù pensava anche a noi, ha redento anche noi, ha amato anche noi, si è fatto «segno» sacramentale per nutrirci di Lui, per trasformarci in Lui, santificandoci, per mettere in ciascuno di noi la sua stessa forza d’amore, perché come Lui per Lui e in Lui, noi potessimo amare il Padre come suoi autentici figli e capirci, perdonarci, scusarci tra noi come veri fratelli: «Colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6, 57).

Cominciamo fin da ora a chiedere allo Spirito Santo di prepararci a comprendere ogni gesto e ogni parola di Gesù: perché vogliamo vivere di vita soprannaturale, perché il Signore ci ha manifestato la sua volontà di darsi a noi come alimento dell'anima, e perché riconosciamo che Lui solo ha parole di vita eterna (Gv 6, 69). La fede ci fa proclamare con Simon Pietro: «Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio» (Gv 6, 70). Ed è proprio questa fede, unita alla nostra devozione, che in momenti così importanti ci spinge a imitare l'audacia di Giovanni: accostarci a Gesù e adagiare il capo sul petto del Maestro (cfr Gv 13, 25), di colui che amava ardentemente i suoi e - lo abbiamo appena udito - li avrebbe amati sino alla fine.

Pensate all'esperienza così umana del commiato di due persone che si vogliono bene. Vorrebbero stare sempre insieme, però il dovere - un qualunque dovere - li costringe a dividersi. Sognerebbero di restare uniti, ma non possono. E così l'amore umano, che per quanto grande è sempre limitato, ricorre a un simbolo: le due persone, prima di lasciarsi, si scambiano un ricordo, forse una fotografia, con una dedica così accesa, che quasi potrebbe bruciare la carta. Non possono fare di più, perché il potere delle creature non è all'altezza del loro volere. Ma ciò che noi non possiamo fare, lo può fare il Signore. Gesù Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo, non ci lascia un simbolo, ma la realtà: ci lascia se stesso. Ritornerà al Padre, e allo stesso tempo rimarrà con gli uomini. Non ci lascerà solamente un regalo, che ci richiami alla mente il ricordo di Lui, un'immagine destinata a svanire col tempo, come la fotografia che ben presto rimane sbiadita, ingiallita e priva di significato per coloro che non furono protagonisti di quel momento d'affetto. Sotto le specie del pane e del vino c'è Lui, realmente presente: con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità.

Gesù è rimasto nell’Eucaristia per amore... per te. È rimasto, pur sapendo come l’avrebbero ricevuto gli uomini... e come lo ricevi tu. È rimasto, affinché te ne cibi, affinché tu gli faccia visita e gli racconti le tue cose e, frequentandolo nell’orazione accanto al Tabernacolo e nella ricezione del Sacramento, ti innamori ogni giorno di più, e faccia in modo che altre anime - molte! - seguano lo stesso cammino. Gli innamorati, su questa terra, baciano i fiori, la lettera, il ricordo di chi amano!... E tu, potrai forse dimenticarti che lo hai sempre accanto... Lui!? Ti dimenticherai... che lo puoi mangiare? Signore, che io mai più torni a volare rasoterra! Che sia sempre illuminato dai raggi del Sole divino - Cristo - nell’Eucaristia!, che il mio volo non si interrompa, fino a trovare il riposo del tuo Cuore!

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