Quaresima e Pasqua a Pietraperzia

Le celebrazioni della Settimana Santa a Pietraperzia, in provincia di Enna, rappresentano un momento di profonda devozione e tradizione secolare per la comunità siciliana. Tra i riti più sentiti e suggestivi spiccano la processione del Venerdì Santo, con "Lu Signuri di li fasci", e l'incontro della Domenica di Pasqua, noto come "L'Ancuntru".

Il Venerdì Santo: Lu Signuri di li Fasci

Il Venerdì Santo a Pietraperzia si commemora la passione e morte di Gesù con la processione de "Lu Signuri di li fasci". Questo rito, tramandato nei secoli dai pietrini, conserva ancora il suo antico fascino ed è una delle manifestazioni più belle e antiche che si svolgono in Sicilia durante la Settimana Santa. È organizzata dalla Confraternita Maria SS. del Soccorso.

Tematica foto del Crocifisso a Pietraperzia con nastrini rossi

La Preparazione e le Caratteristiche della Croce

L'anima di "Lu Signuri di li fasci" è una trave di legno di cipresso, terminante a croce, alta circa 8,50 metri con tutta la "vara". Verso il tramonto, essa viene portata all'esterno della Chiesa del Carmine (dove ha sede) e lasciata in posizione orizzontale nello spiazzale antistante la chiesa stessa. Nella parte alta della trave viene apposta una struttura metallica di forma circolare.

Le Fasce: Simbolo di Devozione

La caratteristica principale del Signore delle Fasce di Pietraperzia sono le circa 200 fasce di lino bianco, larghe 40 cm e lunghe circa 32-33 metri (come gli anni di Cristo), che sono annodate alla trave. Queste fasce, che appartengono ai devoti, hanno la funzione di mantenere in equilibrio la lunga asta di legno lungo il percorso processionale. Per annodare la sua fascia, il fedele deve presentare ai confrati responsabili un biglietto di iscrizione che serve per registrare il numero delle fasce.

Il Rito dei Misureddi

Prima della processione del Signore delle Fasce di Pietraperzia, nella Chiesa Madre avviene il rito dell’Adorazione della Croce e l’omaggio da parte dei fedeli. Seguendo un’antica tradizione, i fedeli pongono sul corpo del Crocifisso alcuni nastrini rossi detti "misureddi" (piccole misure), poiché rappresentano la misura dell’amore di Dio per i suoi figli. Questi, una volta benedetti, vengono portati dai fedeli al polso o legati all'avambraccio o alla caviglia durante la processione. All'interno della Chiesa del Carmine, un componente della confraternita è impegnato per tutto il pomeriggio a stendere questi nastrini rossi sul corpo del Crocifisso.

Il Rituale dell'"A Passamànu" e L'Alzàta

Poco prima dell'inizio della processione, un crocifisso antico e miracoloso viene posto in cima alla croce. Un momento commovente è il sincronico passaggio del Crocifisso da una mano all’altra ("a ppassamànu") dei confrati disposti a catena dentro la Chiesa del Carmine. Questo rituale serve a far pervenire il Crocifisso dal luogo della benedizione dei "misureddi" fino all’esterno della Chiesa, dove la croce è pronta per essere innalzata.

La gente in chiesa si riversa fuori per assistere al momento della spettacolare "alzata" della grande croce. Nel mentre, i confrati, impegnati nell'atto rituale del passamano del Crocifisso, pregano gridando la giaculatoria: "Pietà e Misericordia, Signuri". Questa giaculatoria sarà ripetuta dai portatori della "vara" ogni volta che sono chiamati dal doppio colpo di un martello di legno (dato dal confrate-guida sul fronte interno del fercolo) a rimettersi sulle spalle il pesante carico. Quando il confrate designato batte tre colpi sulla vara, la croce viene improvvisamente issata e tenuta in equilibrio grazie alle fasce, dando l’impressione di un’immensa montagna innevata. Ai piedi del Cristo in croce viene posto un globo a vetri colorati, simbolo del mondo e delle sue diversità, dominato dalla potenza salvifica di Cristo.

"U signuri di li fasci" - Il venerdì santo a Pietraperzia

La Processione e la Ladàta

La processione ha inizio abitualmente tra le 20.30 e le 21.00 e si muove lentamente per alcune vie del paese. Le finestre e i balconi delle abitazioni che si affacciano su quelle vie sono gremite di persone. Apre il corteo processionale la Confraternita Maria SS. del Soccorso, seguita da una delle tre bande musicali (due locali e una forestiera); quindi "lu Signuri di li fasci" e una folla immensa; dopo, una seconda banda musicale, il simulacro dell'Urna col Cristo morto (portato a spalla da alcuni confrati incappucciati e affiancati da altri con torce), i fedeli e ancora una terza banda musicale e la statua della Madonna Addolorata (condotta a spalla dalle donne dell'omonima confraternita). Lungo il tragitto la processione fa alcune soste, scandite da due colpi di martello sulla vara, durante le quali sia i portatori (circa 80) che gli addetti alle fasce si riposano dalla fatica sostenuta. I tre colpi successivi decretano la partenza.

Un particolare fascino per il loro sapore di antico e per la caratteristica intonazione lamentevole esprimono le tristi nenie, la cosiddetta "Ladàta". La Ladàta è un modo corale di partecipazione alla morte di Cristo, tramandata di padre in figlio, che gruppi di persone cantano vagando per il paese o seguendo la processione. Le fasce bianche, diventando fluorescenti per il riflesso della luce delle lampade impiantate sull'asse verticale della croce, viste da lontano danno ai presenti la sensazione di assistere ad un avvenimento miracoloso: la visione di una montagna alta e innevata, con sulla cima un Crocifisso che si muove da sé.

Momenti di Tensione e Suggestione

Il trasporto di un così mastodontico simulacro presenta momenti di potenziale pericolosità. Nonostante le fasce abbiano la funzione di equilibrare l'andatura, spesso, per la poca esperienza o la disattenzione dei conduttori di fasce, si causano inclinazioni della trave che fanno temere e restare col fiato sospeso tutti gli astanti. Il grido preoccupato dei confrati responsabili: "Attrantàmmu li fasci!" (Tiriamo con forza distendendo le fasce!) oppure "Allintammu li fasci!" (Allentiamo le fasce!) produce attimi di forte ansietà nei presenti. Questi momenti inattesi di "suspence" rendono ancora più suggestiva la processione, la cui durata complessiva è di circa quattro ore con parecchie fermate e ripartenze comandate da un confrate, il quale battendo con un martello di gomma tre colpi sul tavolato della "vara" indica la partenza, battendone due dà il segnale del riposo. La processione estenuante, ma ricca di emozioni, termina verso le due di notte.

La Domenica di Pasqua: L'Ancuntru

La Domenica di Pasqua si svolge l'antica e suggestiva celebrazione de "L'Ancuntru", ossia l'incontro. A mezzogiorno, al centro della piazza principale del paese, i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto si incontrano dopo un'esitazione che porta i due personaggi ad andare l'uno incontro all'altro e ad indietreggiare per ben tre volte.

Scena dell'incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto

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