Sant'Antonio di Gallura: Un Borgo Autentico tra Storia e Natura nel Cuore della Gallura

Sant'Antonio di Gallura è un comune situato al centro della Gallura, nel Nordest della Sardegna. Con una storia millenaria che parte dall’età nuragica a quella medievale, il borgo rappresenta un punto strategico per la visita del territorio gallurese, grazie alla sua posizione a metà strada tra il mare della Costa Smeralda e i monti di Tempio Pausania. La sua particolarità è la vicinanza alle spiagge, che distano solo ventuno chilometri, pur trovandosi a 350 metri d’altezza.

Mappa della Gallura con evidenziati Sant'Antonio di Gallura e Porto San Paolo

Cenni Storici e Origini del Borgo

Dall'Epoca Prenuragica all'Età Medievale

La presenza dell’uomo nel territorio di Sant'Antonio di Gallura è attestata fin dall'epoca prenuragica, grazie ai ritrovamenti di monumenti funerari nei paesi limitrofi. Evidenze di un antico centro abitativo, che probabilmente aveva il suo fulcro religioso nell’antica chiesa di Sant’Andrea, sono state ritrovate ai margini del monte Lu Naracu, in corrispondenza di via Pergolesi. La muraglia megalitica posta a breve distanza dal centro testimonia ulteriormente la storia millenaria del luogo, che prosegue dall’età nuragica a quella medievale.

Sant’Antonio di Gallura si può considerare l’erede di un antico villaggio medievale chiamato Villa de Castro, appartenente alla curatoria di Unale, sorto ai piedi dell’altura di Lu Naracu, al centro del quale si trovava la chiesa di Sant’Andrea. L’esistenza di questo villaggio è documentata dal Liber Fondachi del 1317 e dal Compartiment de Sardenja del 1358. Un documento del 1421 indica che il villaggio si estinse tra il 1360 e il 1380, e a testimoniarne l’esistenza passata rimase solo la chiesa di Sant’Andrea, che tuttavia stava progressivamente andando in rovina. Il rinvenimento nel 1995, durante il restauro della chiesa di Sant’Andrea, di cinque sepolture di individui adulti ha confermato l’esistenza del villaggio medievale. Tra i reperti, un anello al dito anulare della mano destra e una moneta in bocca per uno degli individui, oltre a due cerchietti in metallo, un anello d’oro con pasta vitrea azzurra e una moneta a nome di Corrado Re, risalente al VII o VIII secolo.

La Nascita e l'Autonomia del Comune Moderno

La nascita di Sant’Antonio risale all’inizio del ‘900. Alla fine dell’Ottocento, intorno alla chiesa di Sant’Andrea, che nel 1798 era stata ceduta ai pastori della zona dalla nobile famiglia Pes, iniziò a formarsi un nuovo agglomerato che costituì il nucleo originario del paese. Nel 1907, la chiesa divenne parrocchiale e fu intitolata, per motivi non del tutto chiari, a Sant’Antonio Abate anziché a Sant’Andrea. La nuova chiesa venne edificata nel 1912 e attorno ad essa si sviluppò il nucleo abitato, allora chiamato Sant’Antonio di Calangianus, data l’appartenenza del territorio al comune calangianese.

All’inizio degli anni ’50, il comune contava soltanto 750 abitanti, che oggi sono più che raddoppiati. Soltanto nel 1979 Sant’Antonio di Gallura ha ottenuto la sua autonomia, mutando il nome in Sant’Antonio di Gallura e costituendosi comune autonomo in parte dal vicino Comune di Calangianus e in parte da quello di Luras, insieme ai comuni di Loiri Porto San Paolo e Golfo Aranci. Nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, la sua appartenenza provinciale è passata da Sassari a Olbia-Tempio, per poi tornare a Sassari nel 2016 dopo l’abolizione di quest'ultima provincia.

Antica cartina storica della Gallura

Geografia e Posizione Strategica

Il Territorio e i Confini

Il Comune di Sant’Antonio di Gallura (nome gallurese Sant’Antoni, altezza metri 355 sul livello del mare, abitanti 1.438 al 31 dicembre 2021) è un comune collinare di origine moderna, che sorge nella parte nord-orientale della Provincia di Sassari, nell’entroterra sardo, al centro della Gallura, alle falde del monte Naracu, ed è attraversato dalla SS427 della Gallura centrale. Si tratta di un tipico paese ad architettura gallurese, situato su una collina e circondata da monti granitici, profonde vallate ed ampi boschi di querce. Il territorio, comprensivo dell’area speciale del lago di Liscia, bacino artificiale diviso tra più comuni, ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 132 a un massimo di 740 metri sul livello del mare.

Sant’Antonio di Gallura confina con i comuni di Olbia, Telti, Calangianus, Luras e Arzachena. Per la sua posizione, a metà strada tra il mare della Costa Smeralda e i monti di Tempio Pausania, Sant’Antonio di Gallura è un punto strategico per la visita del territorio gallurese, grazie anche all’ampia e qualitativa offerta ricettiva tra hotel e B&b. Sebbene l'articolo non specifichi la distanza esatta tra Sant'Antonio di Gallura e Porto San Paolo, la sua posizione nell'entroterra gallurese e la menzione di Loiri Porto San Paolo tra i comuni che hanno ottenuto l'autonomia nello stesso periodo, suggeriscono una ragionevole accessibilità alle località costiere come Porto San Paolo, data la sua vicinanza generale al mare e alla Costa Smeralda.

La Regione Storica della Gallura

La Regione storica della Gallura (nome in gallurese Gaddùra, in lingua sarda Caddùra) occupa l’estremità nord-orientale dell’Isola, delimitata a sud dal massiccio granitico del Monte Limbara, a sud-ovest dal corso inferiore del fiume Coghinas, a sud-est dal monte Nieddu nei comuni di San Teodoro e Budoni. È stata, nell’alto periodo medievale, uno dei quattro giudicati sardi. La principale risorsa economica di questa Regione è il turismo, sviluppatosi a seguito della realizzazione del famoso insediamento turistico dell’area del Consorzio Costa Smeralda, oltre all’industria del sughero e del granito, nelle quali ha raggiunto primati a livello internazionale.

I comuni che ne fanno parte sono Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Olbia, Palau, Sant’Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania, Trinità d’Agultu e Vignola, Viddalba. In Gallura si parla il Gallurese, che è di ceppo toscano e ha forti analogie con il corso, essendo molto simile al dialetto parlato nel distretto di Bonifacio (Sartene) nel sud della Corsica, ma conserva alcuni influssi derivanti dal Logudorese, che era parlato nel territorio antecedentemente, durante il periodo giudicale.

Cosa Visitare a Sant'Antonio di Gallura

Il Sito Archeologico e Belvedere Lu Naracu

Chi visita Sant’Antonio di Gallura può ammirare a pochi metri dal centro storico il sito archeologico e il belvedere Lu Naracu (il nuraghe, in gallurese). I vari affioramenti granitici del sito archeologico sono fin dalla preistoria una fortezza naturale, difendibile con l’ausilio di pochi tratti murari tra roccia e roccia. Nel periodo risalente all’età del bronzo, la parte alta era con tutta probabilità occupata da un nuraghe a corridoio. I molteplici ripari di roccia sottostanti hanno avuto un utilizzo sia abitativo che di sepoltura. Sondaggi archeologici effettuati negli anni hanno permesso di ritrovare frammenti di ciotole e tegami, fusaiole, macinelli e resti di ossa umane.

Oggi, il sito archeologico vanta anche una terrazza panoramica da cui poter ammirare tramonti scenografici. Dalla terrazza si scorge tutta la Gallura, la cittadina di Luras, il lago del Liscia e la Corsica. Il Belvedere di Lu Naracu è anche teatro degli eventi in programma per la stagione santantonese che, ogni anno, prevede appuntamenti di musica dal vivo, di teatro, culturali e tradizionali.

Foto panoramica dal Belvedere Lu Naracu al tramonto

Le Chiese del Centro Storico

Oltre al sito archeologico più importante, meritano di essere visitate anche le varie chiese presenti sul territorio:

  • La Chiesa di Sant’Antonio Abate: È stata ultimata nel 1913 per sostituire la più antica chiesa di Sant’Andrea, ormai troppo piccola dopo l’aumento della popolazione. Essa si trova proprio al centro del paese, di fronte alla piazza Sant’Antonio. All’interno della Chiesa è possibile ammirare i dipinti di Lucia Canu ed il paliotto ceramico di Titina Careddu.
  • L’Antica Chiesa di Sant’Andrea: Accanto alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, troviamo questa chiesa le cui origini sono da ricercare nel Medioevo. Alla fine dell’Ottocento, grazie ad essa si è formato l’agglomerato che ha costituito il nucleo originario del paese. La chiesa di Sant’Andrea si presenta in conci di granito dalla forma regolare con pianta rettangolare.

Il Lago del Liscia e la Diga

Costruita tra il 1958 e il 1962, la diga del Liscia sbarra il fiume omonimo formando il bacino artificiale più importante della Gallura. Sul versante di Sant’Antonio, si può costeggiare il lago a bordo del Trenino Verde, percorrendo la linea Tempio Pausania - Palau. Quasi tutto il lago appartiene al Comune di Luras, esclusa solo la sponda orientale, che si trova in territorio di Sant’Antonio di Gallura.

Lago Liscia -Sant’Antonio di Gallura

Itinerari nei Dintorni: Le Chiese Campestri e Altri Siti

A poca distanza dall’abitato di Sant’Antonio sorgono numerose chiese campestri, disegnando un interessante itinerario della fede. Proseguendo la visita della Gallura interna da Arzachena, con la SS427, si possono esplorare i dintorni di Sant'Antonio di Gallura.

Il Parco di San Giacomo con la Chiesa Campestre di San Giacomo Apostolo

A circa nove chilometri e mezzo da Arzachena, superata la località Pirazzolu, si prende una deviazione sulla sinistra che, in quattro chilometri e mezzo, porta in località San Giacomo. Qui, all’interno del Parco di San Giacomo, si trova la chiesa campestre di San Giacomo Apostolo o San Giacomo il Maggiore, costruita interamente in pietra granitica tra il XVIII e il XIX secolo dai pastori del posto, che ricorda nelle forme gli antichi stazzi galluresi. Presenta la facciata con pietre a vista (originariamente intonacata e imbiancata prima del restauro degli anni '90). La chiesa è sormontata da un campanile a vela con una croce di granito. All’interno ha una singola navata suddivisa in tre campate scandite da archi a tutto sesto, con pavimento in cotto e tetto in travi di ginepro. L’altare in granito contiene la nicchia con la statua del Santo di gesso. La chiesa è circondata da maestosi alberi secolari e tavoli di granito, piste da ballo, bagni e una cucina, utilizzati in occasione della Festa campestre di San Giacomo, che si svolge la prima domenica di maggio e si ripete il 25 luglio e la prima domenica di settembre, con manifestazioni sacre e civili e la distribuzione di prodotti tipici. Poco lontano dalla chiesa, adiacente al nuovo Cimitero, si trovava il vecchio Cimitero chiamato Lu Chiappittu.

La Chiesa Campestre di Santo Stefano Primo Martire a Lu Bulloni

Lungo la strada che dalla SS427 conduce a San Giacomo, a circa settecento metri dall’inizio, si prende una deviazione sulla destra che in poco più di un chilometro porta in località Lu Bulloni. Qui, si trova la chiesa campestre di Santo Stefano Primo Martire, edificata nel secondo dopoguerra, negli anni settanta del Novecento, come cappella privata di una famiglia residente nella zona.

La Chiesa Campestre di Sant’Elena e San Costantino a Scupetu

Sempre sulla SS427, a circa undici chilometri da Arzachena, si prende una deviazione sulla sinistra seguendo le indicazioni per l’Agriturismo la Kustera. Percorsi tre chilometri e duecento metri, si raggiunge la località Scupetu, dove, all’interno del Parco di Sant’Elena, si trova la chiesa campestre di Sant’Elena e San Costantino. Edificata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, e restaurata nel 1991, è dedicata alla madre di Costantino, Sant’Elena Imperatrice, e al figlio Costantino Magno, considerato Santo solo in Sardegna e da alcune chiese ortodosse per la sua opera di diffusione del Cristianesimo. La struttura esterna è in granito, con un campanile a vela che ospita l’antica campana. L’edificio, a una sola navata suddivisa in tre campate, ha pareti intonacate di bianco, pavimento in cotto e tetto in travi di castagno. Sull’altare si trovano le statue di Sant’Elena, di Costantino e di Sant’Antonio Abate. Presso questa chiesa la prima domenica di maggio si svolge la Festa di Sant’Elena, e il 20 agosto la festa campestre di San Costantino o di San Santino.

I Ruderi della Chiesa Rupestre di San Santino

Non lontano dal parco di Sant’Elena, alla sinistra della strada all’interno del bosco, si trovano i Ruderi della chiesa rupestre di San Santino, che si suppone risalga al periodo medievale. Definibile una chiesa rupestre, era in parte addossata ad un enorme blocco di granito. Chiamata localmente Conca di Santu Santinu, era costituita da una grotta tafonata, adattata con la costruzione di muri perimetrali, in conci di pietre locali, sui quali vi era l’ingresso.

Il Parco di San Francesco con la Chiesa Campestre di San Francesco d’Assisi

Tornati sulla SS427, a poca distanza si prende una deviazione sulla destra che in poco più di un chilometro porta al Parco di San Francesco, all’interno del quale si trova la chiesa campestre di San Francesco d’Assisi. Si tratta di una chiesa edificata in stile moderno agli inizi degli anni ottanta del Novecento. Presso questa chiesa, ogni anno, il 4 ottobre si celebra la Festa campestre di San Francesco d’Assisi, con riti sacri e cerimonie religiose.

Il Parco la Crucitta con la Chiesa Campestre dell’Immacolata Concezione

Sulla SS427, si trova sulla destra il Parco la Crucitta, all’interno del quale si trova la chiesa campestre dell’Immacolata Concezione, conosciuta anche come chiesa della Madonna di la Crucitta. L’edificio in stile moderno, consacrato nel 1995, è stato costruito nei pressi di una già esistente edicola. Presso questa chiesa si svolge, generalmente la seconda domenica di maggio, la Festa campestre dell’Immacolata Concezione di la Grucitta, con riti sacri e cerimonie religiose.

Economia Locale

L’economia del Comune di Sant’Antonio di Gallura è fondata sulla tradizionale attività agricola e zootecnica, affiancata da una discreta produzione industriale. Il settore primario è presente con l’agricoltura, principalmente viticoltura, olivicoltura, la coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, viti, ulivi, agrumi e frutta, nonché con l’allevamento, soprattutto quello bovino e suino, ma anche di ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria poggia sulla produzione dei settori estrattivo, con le attività di estrazione e lavorazione del granito, e la raccolta e lavorazione del sughero, alimentare, della lavorazione del legno, dei laterizi ed edile. Di antica tradizione l’attività legata all’apicoltura. Modesta è la presenza del terziario. Sono comunque numerosi gli abitanti che, nel periodo estivo, si spostano nelle zone di Arzachena e di Olbia, per svolgere un lavoro stagionale nell’industria turistica. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Campo di ulivi o vigneti in Gallura

Sagre e Manifestazioni

A Sant’Antonio di Gallura è attivo il Gruppo Folk Sant’Antonio di Gallura, i cui componenti si esibiscono nelle principali feste e sagre. Tra le principali manifestazioni che si svolgono a Sant’Antonio di Gallura e nei suoi dintorni, si segnalano:

  • La Festa in onore di San Giacomo, presso la sua chiesa campestre, che si svolge la prima domenica di maggio, il 25 luglio e la prima domenica di settembre.
  • La Festa di Sant’Elena, presso la sua chiesa campestre, organizzata da un comitato di Luras, sempre la prima domenica di maggio.
  • La Festa campestre di San Costantino o di San Santino, il 20 agosto.
  • La Festa campestre di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre.
  • La Festa campestre dell’Immacolata Concezione di la Grucitta, generalmente la seconda domenica di maggio.

Lago Liscia -Sant’Antonio di Gallura

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