L'Esorcismo, le Preghiere, le Candele e il Ruolo del Sacerdote

L'esorcismo si configura come un'orazione liturgica che presuppone tutta una serie di gesti e segni volti a "sostanziare" la fede. Eseguire questi gesti e segni con superficialità significherebbe sminuire la forza di questo sacramentale. Non eseguirli affatto, significherebbe non voler sfruttare tutte le "armi" che la Chiesa ci mette a disposizione.

L'Exorcismus in Satanam et Angelos Apostaticos di Leone XIII

Presentiamo di seguito la traduzione ufficiale in lingua italiana dell' Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos, trascritto l'11 Ottobre 1884 da papa Leone XIII in visione diurna e mediante l'ispirazione di San Michele Arcangelo. Si tratta di una traduzione letterale, aderente al testo della preghiera che fu scritta in latino, e inserita nel Messale Romano del 1903.

Nota: dove è presente il segno +, deve essere tracciata una croce (cristiana) con la mano destra, eventualmente mediante un crocifisso di legno asperso con acqua benedetta.

Preghiera

e fuggano davanti a Lui quelli che Lo odiano. così periscano gli empi davanti a Dio.

Come era nel principio, e ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

O invincibile condottiero, appalésati dunque al popolo di Dio, contro gli irrompenti spiriti di nequizia, e dai la vittoria.

V. R.

V. R.

V. R.

V. R.

Dio e Padre di Nostro Signore Gesù Cristo, invochiamo il tuo Santo Nome e supplici imploriamo la tua clemenza, affinché, per intercessione dell’Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, di San Michele Arcangelo, di San Giuseppe Sposo della beata vergine, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, Ti degni di concederci il tuo aiuto contro Satana e tutti gli altri spiriti impuri che percorrono il mondo per nuocere al genere umano e perdere le anime. Per lo stesso Cristo Nostro Signore. Amen.

V. R.

V. R.

O Dio del cielo, Dio della terra, Dio degli Angeli, Dio degli Arcangeli, Dio dei Patriarchi, Dio dei Profeti, Dio degli Apostoli, Dio dei Martiri, Dio dei Confessori, Dio delle Vergini, Dio che hai il potere di donare la vita dopo la morte e il riposo dopo la fatica: che non vi è altro Dio fuori di Te, né può essercene altro che Tu, Creatore di tutte le cose visibili e invisibili e il cui regno non avrà fine; umilmente supplichiamo la tua gloriosa Maestà di volerci liberare da ogni tirannia, laccio, inganno e infestazione degli spiriti infernali, e di mantenercene sempre incolumi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

V. R.

V. R.

Manoscritto o icona di San Michele Arcangelo e Leone XIII per contesto storico

Il Simbolismo delle Candele nella Liturgia e nell'Esorcismo

Le candele sono sempre state usate nella Chiesa in modo sia simbolico che sacramentale. Fin dai tempi antichi, la candela accesa è stata considerata un simbolo della luce di Cristo. Ciò è espresso chiaramente nella Veglia pasquale, quando il diacono o il sacerdote entra nella chiesa scura solo con il cero pasquale. Il diavolo odia la luce, perché gli ricorda Gesù, la “Luce del Mondo”. Dovremmo ricordare che la candela in sé non scaccia i demoni, ma è Gesù, la “Luce del Mondo”, a farlo.

Nella festa della Presentazione di Gesù, il 2 febbraio, c’è l’antica tradizione di distribuire candele benedette. Una preghiera di benedizione recita:

“Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, benedici queste candele per le nostre preghiere: infondi in esse, Signore, per il potere della santa Croce, la benedizione celeste, tu che le hai date al genere umano per respingere le tenebre; ricevano dunque esse questa benedizione col segno della santa Croce, perché da qualunque luogo in cui esse verranno accese o collocate vengano evacuati i principi delle tenebre, e tremino e fuggano spaventati con tutti i loro ministri da quelle abitazioni, né presumano più seminare inquietudine o molestare quanti servono te, onnipotente Dio. Amen.”

Foto di candele benedette in chiesa

Gesti e Segni nell'Esorcismo: Fede e Potere Sacerdotale

Compiere un esorcismo mettendo in atto correttamente tutti i gesti e gli atteggiamenti previsti è di certo una buona cosa: la liturgia dei gesti e dei segni da compiere non serve solamente a pregare meglio e con più concentrazione, ma permette anche di aggiungere alla preghiera esorcistica un vero e proprio "effetto spirituale" che a volte si dimostra risolutivo nello scacciare gli spiriti maligni.

Questo concreto effetto spirituale viene determinato da due componenti:

  1. il significato intrinseco e simbolico che questi gesti e segni racchiudono in sé - capace già da solo di apportare grandi tormenti al demonio;
  2. il potere sacerdotale del presbitero che presiede il rito. Un potere "reale" - questo - esercitato nel nome di Gesù e accresciuto dall’intercessione della Chiesa.

Tutto questo, però, non deve fuorviarci portandoci ad assegnare una valenza magica a questi gesti e segni. Per scacciare efficacemente i demòni, basta essere battezzati, avere fede e operare nel nome di Gesù. Gesù stesso, del resto, nel praticare gli esorcismi faceva uso solo della sua Parola proferita con autorità.

Un illuminante passo del Vangelo a questo riguardo afferma:
(Mt 17,19-20).

I gesti e i segni durante un esorcismo, dunque, sono importanti, sì, ma non essenziali quanto la fede filiale in Dio e l’autorevole uso del santo nome di Gesù. I gesti e i segni possono aiutare, hanno un significato e un effetto spirituale concreti, che possono essere di grande giovamento nel liberare dal demonio, ma non devono essere intesi come "azioni magiche". Si cade in questo errore quando si comincia a pensare che compiere questi gesti/segni - unitamente all’uso di specifici elementi quali acqua santa, olio benedetto, sale esorcizzato, etc. - possa sortire un preciso effetto solo per il fatto di averli compiuti. L’efficacia del rito esorcistico, in questi casi, non sarebbe più riposta nella fede in Dio, ma nell’esattezza con la quale si compiono questi gesti. In realtà, senza la fede, gesti, segni e atteggiamenti possono ben poco.

Foto di un sacerdote in paramenti liturgici che prega o benedice

I Segni Usati negli Esorcismi e nelle Preghiere di Liberazione

Vediamo adesso, in sintesi, quali sono i segni da usare nell’ambito degli esorcismi e delle preghiere di liberazione; vediamo i loro significati e le loro differenti modalità di applicazione.

L’Aspersione con l’Acqua Benedetta e il Sale Esorcizzato

Nel Nuovo Rituale degli Esorcismi - al numero 21 delle Premesse Generali - troviamo scritto: “Il rito inizia con l’aspersione dell’acqua benedetta: da essa, intesa come memoria della purificazione ricevuta nel Battesimo, il fedele tormentato dal Maligno viene difeso contro le insidie del nemico”.

Il Nuovo Rituale specifica anche che nell’acqua benedetta il sacerdote può infondere il sale esorcizzato, gesto che ci rimanda all’Antico Testamento:
(2 Re 2,21).

In via generale ai laici non è consentito aspergere/benedire altre persone con l’acqua benedetta: lo potrebbero fare solo con se stessi o con le persone con le quali hanno uno stretto legame, come ad esempio i genitori nei confronti dei figli. Parimenti, anche durante le preghiere di liberazione sarebbe opportuno che a compiere questo gesto di purificazione e benedizione fosse un ministro ordinato.

Foto di aspersorio e acquasantiera con acqua benedetta

L’Imposizione delle Mani

“Questi poi sono i segni che accompagneranno i credenti: nel mio nome scacceranno i demòni, (…) imporranno le mani agli infermi e saranno guariti” (Mc 16, 17-18).

L’imposizione delle mani è un antico gesto biblico che ritroviamo spesso nell’operato di Gesù, sia quando compiva una guarigione che quando liberava da un demonio. Questo gesto simboleggia la trasmissione della potenza di Dio per mezzo dello Spirito Santo: nel caso specifico dell’esorcismo serve a implorare l’azione santificante dello Spirito, affinché scacci via ogni potenza delle tenebre annullando ogni influsso del Maligno.

Un esempio dal Vangelo mostra:
(Lc 13,11-13).

Per evitare abusi, usi impropri e per impedire che si possa arrivare a credere di essere in possesso di una sorta di "potere magico" - considerata anche la natura tipicamente sacrale di questo gesto -, se ne raccomanda l’uso ai soli ministri ordinati. Padre Gabriele Amorth, uno degli esorcisti più conosciuti d’Italia, consiglia: “Consiglio una estrema discrezione dei gesti. In certi gruppi, tutti hanno la mania di porre le mani sul capo o sulle spalle della persona su cui si prega; porre la mano sul capo, è un gesto biblico usuale, ma è bene che lo faccia il sacerdote o chi guida la preghiera. Gli altri, se ne hanno l’abitudine, possono tenere la destra o le braccia alzate verso la persona che viene benedetta, ma senza toccarla” (G. Amorth, “Nuovi Racconti di un Esorcista” - Ed. Dehoniane Bologna, 2002).

Foto di un sacerdote che impone le mani su una persona (rispettando la discrezione)

L’Ostensione della Croce e la Benedizione del Posseduto

Nel segno della croce si condensa tutta la storia della salvezza umana. La croce racchiude in sé il mistero della redenzione, e simboleggia la passione di nostro Signore Gesù Cristo, la sua sconfitta della morte e la sua vittoria contro il peccato. Nella Descrizione del Rito, introduttiva al Nuovo Rituale degli Esorcismi, al numero 27 leggiamo: “L’esorcista mostra al fedele tormentato dal Maligno la croce del Signore, sorgente di ogni benedizione e di ogni grazia, e traccia su di lui il segno della croce, a indicare il potere di Cristo sul diavolo”.

Significative, a questo riguardo, sono le parole con le quali il sacerdote accompagna l’ostensione della croce (parole che, per altro, ritroviamo anche nel Breve di Sant’Antonio / Crocifisso di Sant’Antonio): “Ecce crucem Domini, fugite partes adversae!” (Ecco la croce del Signore, fuggite spiriti del male!).

Anche nelle Preghiere di Liberazione è consentito ai laici mostrare la Croce (o le immagini sacre) a coloro che sono tormentati dal Maligno; alla stessa maniera nulla vieta che un laico possa tracciare sulla fronte del posseduto un segno di croce con il pollice.

Immagine di un crocifisso o una croce processionale

L’Insufflazione (Exsufflatio)

“Allontana, Signore, con il Soffio della tua bocca, gli spiriti maligni: comanda loro di andarsene, perché il tuo regno è in mezzo a noi”.

È con queste parole - proprie del Nuovo Rito degli Esorcismi - che l’esorcista accompagna il gesto dell’insufflazione alitando sul volto del posseduto. Anche questo - come quello dell’imposizione delle mani - è un gesto "epicletico" che invoca l’azione dello Spirito Santo. Ed anche in questo caso è bene che a compierlo sia solamente il sacerdote. Impossibile non notare il riferimento biblico all’Antico Testamento:
“Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue radici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn 2,7).

Il soffio di Dio, quindi, è apportatore di vita, una vita che germoglia perfino laddove l’azione del Maligno vorrebbe che ci fossero solo morte e desolazione.

Spiegazione dei Simboli Sacri del Cristianesimo.

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