San Francesco d'Assisi: Un Uomo di Pace e Amore per il Creato
Nell’incantevole Cantico delle Creature, considerato il testo poetico più antico della letteratura italiana e una sublime dichiarazione d’amore per la natura, si innalza la lode di San Francesco a Dio attraverso la contemplazione della bellezza del Creato, in cui si riflette l’immagine del Creatore. Questo elogio si compone di parole semplici che sgorgano da un cuore puro e sensibile, che sente e si colma della grandezza dell’opera divina.
La figura di San Francesco è popolare e amatissima, anche tra i più piccoli, grazie a episodi pieni di poesia: dal lupo di Gubbio, con cui mediò affinché smettesse di terrorizzare gli abitanti della città, alla predica agli uccelli che si radunarono intorno a lui per ascoltarlo. Ma Francesco fu anche, e soprattutto, un uomo di pace, e la pace fu un tema centrale nelle sue predicazioni.

Il 4 ottobre rivive il ricordo dell’uomo che preferì il rispetto dei deboli e la vita in povertà allo sfarzo che era a sua portata. Francesco era un uomo che preferiva “parlare” con i gesti, esprimendo quei valori che lo hanno poi portato alla santità. La convinzione di essere sulla strada giusta lo fece diventare il punto di riferimento per moltissime persone. L’ordine dei Francescani nacque in ossequio a quei concetti di fraternità e umiltà che per lui erano essenziali. La preghiera, intesa come relazione tra due persone in cui è Dio a prendere l'iniziativa, fu un aspetto fondamentale della sua vita intima. «D’improvviso il Signore lo visitò e n’ebbe il cuore riboccante di tanta dolcezza che non poteva muoversi né parlare, non percependo se non quella soavità […]. E da quell’ora smise di adorare se stesso e persero via via di fascino le cose che prima amava. Il mutamento però non era totale, perché il suo cuore restava ancora attaccato alle suggestioni mondane. Ma svincolandosi man mano dalla superficialità, si appassionava a custodire Cristo nell’intimo del cuore; e nascondendo allo sguardo degli illusi la perla evangelica che intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere, spesso e quasi ogni giorno s’immergeva segretamente nell’orazione.»
La Controversa Attribuzione della "Preghiera Semplice"
Non molti sono a conoscenza che l’autore della celebre e tanto diffusa Preghiera Semplice non è San Francesco. Questa rivelazione emerge da una lettera inviata a un direttore di rivista, il quale risponde a un quesito che ha lasciato molti stupiti:
«Caro direttore, mi rivolgo a lei in quanto francescano e direttore di una rivista e quindi persona “ben informata sui fatti”, per verificare una questione che mi ha lasciato davvero stupito al punto da non credere ancora oggi che sia vera. Da che io mi ricordi, la cosiddetta Preghiera semplice (quella che comincia con: «O Signore fa di me uno strumento della tua pace…»), l’ho sempre trovata dappertutto segnalata come una preghiera scritta da Francesco d’Assisi. Bene, qualche giorno fa, durante una riunione in parrocchia, un giovane mi ha fatto presente che essa in realtà con il Poverello non c’entra nulla ed è stata attribuita a lui erroneamente. Ma è proprio vero?»
La risposta del direttore è categorica: «Caro lettore, le rispondo subito: ha proprio ragione il suo giovane interlocutore! La cosiddetta Preghiera semplice (insieme con molte altre frasi attribuite da sempre erroneamente a san Francesco) con l’Assisiate non c’entra proprio nulla.» Si tratta, come sottolineato, di una, seppure involontaria, fake news, la quale, benché nata dalle migliori intenzioni, resta comunque una bufala.
Le Vere Origini e la Diffusione della Preghiera
La storia della Preghiera Semplice è molto più recente e la sua diffusione ha del rocambolesco. La prima versione conosciuta fu pubblicata nel numero del dicembre 1912 nel "La Clochette", bollettino della "Ligue de la Sainte Messe", a opera del sacerdote bretone P. Esther Bouquerel (+1923). Era presentata come testo anonimo nell’articolo intitolato Belle Prière à faire pendant la Messe, e ancora oggi non si conosce chi sia l'autore né la data di creazione del testo.
La preghiera piacque al canonico P. Louis Boissey (+1932), abbonato al bollettino, che a sua volta la pubblicò nel gennaio 1913 nel suo bollettino parrocchiale "Les Annales de Notre-Dame de la Paix".
Nel 1915, il marchese Stanislao de la Rochethulon-Grente (+1945), lettore de "Les Annales" e con legami diretti con la curia romana, ritenne opportuno inviare la preghiera al Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Gasparri, con l’auspicio di farla leggere a Papa Benedetto XV. Il testo fu accompagnato da una lettera scritta a mano in francese dal marchese, con un titolo evidentemente inventato: Prière du Souvenir Normand au Sacré-Cœur inspirée du testament de Guillaume le Conquérant, Rouen Saint-Gervais, 9 sept. 1087. Il cardinal Gasparri lo ringraziò, sottolineando come il Papa ne fosse rimasto colpito, tanto da chiederne la traduzione e la pubblicazione in italiano sulla prima pagina de "L'Osservatore Romano" del 20 gennaio 1916. Il testo fu intitolato Le preghiere del «Souvenir Normand» per la pace, introducendo alcune varianti rispetto all'originale del 1912.
Dall’"Osservatore Romano", il testo ebbe una grande diffusione e fu ripresa da "La Croix", che la pubblicò il 28 gennaio 1916 definendola “une prière très ancienne”. Il cappuccino fr. Étienne Benoît da Parigi, visitatore del Terzo Ordine francescano della regione di Reims, stampò la preghiera tra il 1916 e il 1918 con il titolo Prière pour la paix. Il testo apparve sul retro di una immaginetta raffigurante San Francesco, spiegando come riassumesse meravigliosamente la fisionomia del vero seguace del Santo d’Assisi, e indicando le caratteristiche salienti del santo.
Il testo catturò l’attenzione del mondo protestante francese, che riteneva il francescanesimo precursore della riforma in ambito cattolico. Il pastore Jules Rambaud (+1949), in un lavoro di riconciliazione tra riformati francesi e tedeschi, scoprì la preghiera e la diffuse con la menzione “attribuée a St. François d’Assise” in migliaia di esemplari in diversi paesi d’Europa. Nel 1927, questa preghiera fu utilizzata su larga scala dai "Les Chevaliers du Prince de la Paix", un'organizzazione di pacifisti francesi protestanti guidati dal pastore riformato Étienne Bach (+1986).

Dalla Francia il testo iniziò a diffondersi nel mondo protestante anglosassone ad opera di Kirby Page, ministro di "The Christian Church (Disciples of Christ)". Questi pubblicò la preghiera nel 1936 nel suo libro Living Courageously e l’attribuì a San Francesco, favorendone l'ampia diffusione negli ambienti protestanti degli Stati Uniti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli statunitensi, tra cui il cardinale Francis Joseph Spellman arcivescovo di New York, la distribuirono in milioni di copie tra i soldati e i cattolici del paese nordamericano. La diffusione fu tale che nel 1946 fu letta dal senatore del New Jersey Albert Wahl Hawkes al Senato degli Stati Uniti.
Il Lavoro di Ricerca di Christian Renoux
Fu grazie allo studioso francese Christian Renoux che si è potuti risalire alle origini della Preghiera Semplice. Nel suo libro del 2001, La preghiera per la pace attribuita a san Francesco (ed. Messaggero Padova 2003, traduzione dell'originale francese), Renoux offre una ricerca documentata sulla preghiera, mostrando le origini del testo e ripercorrendo le tappe della sua diffusione universale.
Il Testo della Preghiera Semplice
Sebbene l'attribuzione a San Francesco sia erronea, il messaggio della preghiera risuona profondamente con i valori francescani e la sua essenza spirituale rimane un punto di riferimento per molti. La Preghiera Semplice è l’esatto “specchio” di ciò che San Francesco andava predicando. Master Choa Kok Sui, ad esempio, l’ha presa come punto cardinale della Meditazione sui Cuori Gemelli, vedendola come la risposta a tutti gli stati d’animo e la strada da seguire per rendere reale ogni buon proposito.
Ecco il testo completo della Preghiera Semplice:
Oh Signore, fa' di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa' che io porti l'amore;
dove è offesa, che io porti il perdono;
dove è discordia, che io porti l'unione;
dove è dubbio, che io porti la fede;
dove è errore, che io porti la verità;
dove è disperazione, che io porti la speranza;
dove è tristezza, che io porti la gioia;
dove sono le tenebre, che io porti la luce.
Maestro, fa' che io non cerchi tanto:
di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché:
È dando, che si riceve;
È perdonando, che si è perdonati;
È morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
La Preghiera Semplice di San Francesco
Un Legame Spirituale, Non Autoriale
In realtà, se è stato appurato che non ci sia nessun rapporto autoriale diretto tra questa preghiera e San Francesco, si può rilevare un legame spirituale. Nel 1901 in "Durenda. Revue catholique d’art et de littérature" apparve una traduzione francese di un brano di Beato Egidio che recitava: «Mais bienheureux est celui qui aime vraiment, et ne désire pas être aimé». Confrontando questo con la seconda parte della Preghiera Semplice, che afferma: «Ô Maître, que je ne cherche pas tant à être consolé qu’à consoler, à être compris qu’à comprendre, à être aimé qu’à aimer», si notano delle somiglianze.
Come ha dichiarato fra Pietro Messa OFM, nel confronto tra i due testi non vi è una intertestualità, ovvero una propria citazione dei “detti” del beato Egidio, tuttavia vi è un legame tra alcuni termini ed espressioni che li rendono molto verosimili. Pertanto, potremmo affermare che la Preghiera Semplice, più che di San Francesco, si allinea allo spirito dei primi francescani.
L'Impatto Globale e l'Eredità Duratura
Acclarato che San Francesco non è l’autore della preghiera, non dobbiamo dimenticare il suo straordinario impatto. Il 27 ottobre 1986, Giovanni Paolo II, durante la giornata di preghiera e digiuno per la pace con tutti i rappresentanti delle religioni, scelse Assisi proprio per l’attribuzione (seppur errata) a San Francesco della citata preghiera, riconoscendone il profondo valore universale.

La fortuna del testo è confermata dal fatto che fino al 2020 ne esistono diverse versioni nelle varie lingue, tra queste quasi cento in francese e altrettante in inglese. È stata messa in musica da oltre cento diversi compositori in tutto il mondo ed è stata recitata o menzionata da numerose ed eminenti personalità cattoliche e non. È senza dubbio una tra le preghiere più famose e amate, la pace rimane il centro dei pensieri e dei cuori di coloro che la invocano.
Altre Celebri False Attribuzioni a San Francesco
Oltre alla Preghiera Semplice, esistono molte altre citazioni erroneamente attribuite a San Francesco. Due delle più note, che con il Poverello non hanno nulla a che vedere, sono:
- «Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile»
- «Predicate il Vangelo e se è proprio necessario usate anche la parole»
Per altre frasi, preghiere e citazioni falsamente attribuite a San Francesco, si consiglia di visitare il blog di fra Andrea Vaona, il quale ha con ironia ripreso questo argomento, cercando di restituire, da storico qual è, alla storia la sua verità.