La festa di Pentecoste celebra un momento cruciale nella storia della salvezza, ricordando la promessa divina e la sua realizzazione. Dice il Signore: "Dopo queste cose io effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato". A Pentecoste si ricorda e si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo, un evento che segna la nascita visibile della Chiesa e l'inizio della sua missione di testimonianza e intercessione nel mondo.
Adorazione, Ringraziamento e Domanda di Perdono allo Spirito
In questo tempo di grazia, ci rivolgiamo al Terzo Persona della Santissima Trinità con profonda venerazione: "O santo, divino Spirito, Amore eterno del Padre e del Figlio, nostro Dio e santificatore, noi ti adoriamo e ti ringraziamo per la tua presenza nel mondo, nella Chiesa, in noi." Riconosciamo la sua azione costante e salvifica. Al contempo, la preghiera di intercessione si apre con un atto di umiltà e pentimento: "Ti domandiamo perdono per tutte le volte che ti abbiamo contristato in noi e nel prossimo, per tutte le volte che abbiamo fatto resistenza alla tua soavissima azione in noi e negli altri."
Il Dono dello Spirito Santo: L'Evento di Pentecoste
L'effusione dello Spirito è stata anticipata dalle parole di Gesù stesso ai suoi discepoli: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre". La realizzazione di questa promessa si manifesta in modo potente. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo».

L'Importanza dello Spirito nella Vita del Credente
Lo Spirito ci porta a una relazione profonda con il divino. Abbiamo bisogno dello Spirito, perché senza lo Spirito non sapremmo neppure godere della presenza di Cristo e del Padre. È lui che porta Dio nel nostro cuore ed è lui che porta ciascuno di noi nel cuore di Dio. "Abbà, Padre!", ci fa gridare dal profondo della nostra interiorità per la gioia di sentirci amati da Dio come figli. Ed è sempre lo Spirito che ci mette in rapporto con Cristo e ci fa testimoni come gli apostoli nelle strade di Gerusalemme il giorno di Pentecoste. È per l'azione segreta e silenziosa dello Spirito che noi aneliamo a conoscere sempre più il Cristo.
I Sette Doni dello Spirito Santo e la Preghiera di Invocazione
Attraverso lo Spirito Santo, Dio elargisce all'uomo sette doni fondamentali che guidano e fortificano la vita cristiana, rendendola capace di intercedere e agire secondo la volontà divina. Questi doni sono invocati con fervore:
- Spirito di Sapienza, ti adoro: fammi conoscere la vanità delle cose terrene e l'importanza delle celesti.
- Spirito di Intelletto, ti ringrazio: illumina la mia mente nella fede, perché essa mi sia guida in ogni azione.
- Spirito di Consiglio, ti lodo: fammi docile sempre alle tue sante ispirazioni.
- Spirito di Fortezza, ti benedico: rendimi invincibile alle tentazioni ed ai nemici dell'anima mia.
- Spirito di Scienza, ti glorifico: aiuta la mia mente nelle imprese, solo e sempre alla gloria del Signore.
- Spirito di Pietà, ti prego: fammi la grazia, che le mie orazioni siano più fervorose e più raccolte.
- Spirito di Santo Timore, ti amo: che mi ricordi dappertutto della presenza di Dio, per amarlo dappertutto.

La Trasformazione Interiore e la Vittoria sull'Isolamento
I discepoli erano chiusi in casa per timore, un'immagine in cui è difficile non riconoscersi. C’è un timore legittimo che ci isola e ci fa temere di ricevere o di causare un danno agli altri. Il Risorto raggiunge anche noi nei nostri isolamenti e ci incoraggia a riconnetterci con quella città e quel mondo dal quale ci difendiamo prendendo le distanze. Non è questione di violare la “distanza di sicurezza” o di strategie comunicative migliori. Il Signore che ci visita ci fornisce la dotazione esclusiva del suo Spirito per ricostruire la frammentazione e vincere l’isolamento. E questo Spirito ha come principio attivo quello di perdonare, di creare comunione non tra gli affini, ma proprio tra i nemici, tra gli avversari. Questo è il principio di rigenerazione del mondo.
Il Compimento della Pasqua e i Frutti dello Spirito
La Pasqua di Cristo ha raggiunto il suo compimento. Seminata nei solchi della quaresima, arati nella profondità della penitenza, è sbocciata dalla terra con la novità della risurrezione di Cristo ed ora è pronta ad offrire il suo frutto. La domanda è: quando in noi sentiamo che la potenza del Signore ha portato frutto? Quando possiamo sentirci pronti per il Signore? I discepoli non si sentivano pronti, erano ancora chiusi in casa ed è stato lo Spirito a scuoterli e ad aprirli verso i concittadini di Gerusalemme. Quest’ultimi non erano affatto cambiati, erano gli stessi che avevano perseguitato e ucciso il Maestro, che minacciavano di fare lo stesso anche a loro. Non erano cambiate le condizioni della città degli uomini, era cambiato invece il loro cuore. Questa Pentecoste sorprende anche noi e ci trova ancora nei limiti della prevenzione al contagio. Il mondo nel quale timidamente torniamo ad affacciarci con tante precauzioni è sempre lo stesso. Non ci deve stupire se non vediamo grandi cambiamenti nel mondo intorno a noi, perché cerchiamo il frutto della Pasqua nel luogo sbagliato. Guardiamo invece al nostro spirito, e scopriremo che si è caricato di frutti saporosi, suscitati dallo Spirito per sfamare quell’umanità che bussa fuori della nostra porta, nella nostra città.
Ci sentiamo inadeguati, va da sé. Ma anche gli apostoli che si sono affacciati alla città di Gerusalemme nel giorno di Pentecoste non sapevano come sarebbe andata a finire. Il dono dello Spirito lo conosciamo solo quando lo esprimiamo. Nel momento in cui osiamo il perdono sappiamo che lo Spirito è in noi, non prima. Nel momento in cui parliamo delle meraviglie di Dio, sappiamo che le nostre lingue possono incendiare. Nel momento in cui compiamo la giustizia del Regno scopriamo che Dio agisce nella nostra azione.
Don Epicoco Spiega: I fruti dello Spirito Santo
Maria, Madre della Chiesa e Sposa dello Spirito
La figura di Maria è intrinsecamente legata all'opera dello Spirito Santo. Tu, o Maria, sei unita nella preghiera con gli Apostoli nel Cenacolo. Lo stesso Spirito Santo che era sceso su Maria per far nascere in Lei Gesù Figlio di Dio, scende di nuovo su di Lei e sugli Apostoli nel cenacolo per dare vita alla Chiesa, Corpo Mistico di Cristo. Nel tempo di Pasqua, la Chiesa onora la Beata Vergine Maria con la preghiera del “Regina coeli”, invocando: "O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore."
Invocazione e Benedizione Finale
Dio manda nel cuore dei credenti il suo Spirito, abitando sulla nostra terra come ospite dell’uomo. Così prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza. Lo Spirito ci fa proclamare le grandi opere di Dio per la salvezza nostra e del mondo intero, la risurrezione della carne e la vita eterna.
Sentiamo le preoccupazioni del tempo presente, le nostre e quelle di tutto il mondo. Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che per volontà del Padre e con l’opera dello Spirito Santo, morendo hai dato la vita al mondo, per il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue offerto sull’altare dalla tua Chiesa anche per noi, liberaci da ogni colpa e da ogni male, fa’ che siamo sempre fedeli alla tua legge e non siamo mai separati da te, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
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