La preghiera, intesa come esperienza umana universale, ha da sempre affascinato l'umanità per il suo significato profondo e il suo ruolo nelle varie religioni del mondo. Negli ultimi anni, scienziati e studiosi hanno iniziato a esplorare con maggiore attenzione il legame tra fede e salute mentale, rivelando come la spiritualità possa influenzare positivamente - e in alcuni casi negativamente - il nostro benessere psicofisico.

Le Origini della Ricerca Scientifica sui Benefici della Preghiera
Il dibattito sull'impatto della preghiera sulla salute ha radici profonde. Nei primi anni ’80, Randolph C. Byrd, medico cardiologo in servizio presso il San Francisco General Hospital, si pose la domanda sull'efficacia della preghiera in ambito clinico. Avviò un esperimento in cui i degenti erano divisi in due gruppi distinti, assegnati in modo casuale tramite modalità computerizzate. Byrd aveva formato un team di preghiera composto da cristiani di diverse denominazioni, accomunati da una vita di fede significativa che si esplicava attraverso preghiere quotidiane e un buon grado di coinvolgimento nella propria comunità cristiana di appartenenza. Ogni intercessore riceveva informazioni di base sul paziente a lui assegnato e gli eventuali aggiornamenti clinici. Alla fine dell'esperimento, emersero risultati che indicavano come i pazienti assegnati al “Gruppo Intercessione” sembravano avere una prognosi migliore.
La preghiera e la religione in generale potrebbero agire come risorse protettive che prevengono lo sviluppo di una malattia nelle persone sane e/o come risorsa che smorza l’impatto della malattia nei malati. La riduzione del rischio di malattia o di morte prematura può essere significativa.
Lo Stile di Vita Associato alla Fede
Oltre all'atto diretto della preghiera, anche gli ideali cristiani di “sobrietà” e “temperanza” aiutano il fedele a condurre uno stile di vita sano. È indubbio che uno stile di vita all'insegna della temperanza possa portare a grandi benefici fisici. Forse è proprio vero che un'intensa vita di fede ha effetti benefici sulla salute.
Il Rosario come Pratica di Benessere
Il rosario non è solo una pratica religiosa, ma la preghiera ripetitiva e ritmica rafforza anche la salute mentale e fisica dei fedeli. Un nuovo studio scientifico fornisce per la prima volta prove empiriche complete del fatto che la preghiera cattolica del rosario ha effetti positivi sulla salute mentale.
Ricerca Internazionale e Risultati
Il lavoro di ricerca internazionale, condotto da scienziati di varie università europee, documenta come le preghiere ritmiche allevino le tensioni, promuovano la stabilità emotiva e creino una forma olistica di pace interiore. Lo studio, intitolato «Il rosario è ancora attuale? Indagine sui suoi effetti sulla salute mentale e sul benessere», è stato pubblicato sul «Journal of Health» e si basa su un ampio campione internazionale proveniente da Italia, Polonia e Spagna. Ha esaminato in che misura la recita del rosario sia collegata al benessere soggettivo, all'empatia e ad altre forme di espressione della religiosità.
- Il campione comprendeva 361 partecipanti, di cui il 92% apparteneva alla Chiesa cattolica romana e il 61% era costituito da donne.
- I risultati indicano una riduzione positiva e moderata della depressione, un aumento dell'empatia e una diminuzione dei conflitti religiosi.
- L'analisi qualitativa sottolinea l'effetto protettivo percepito di questa preghiera, che funge da fonte di pace interiore e da «meccanismo di coping» nei momenti di difficoltà.
- La maggioranza dei partecipanti ha dichiarato di essere molto religiosa o spirituale (36%) o abbastanza religiosa o spirituale (47%).
- La maggior parte ha vissuto la preghiera come una pratica rilassante e calmante, che rallenta la respirazione e concentra la consapevolezza sui grani del rosario.
Testimonianze ed Esperienze Personali
Esperienze e vissuti che Bruno Käppeli, responsabile della preghiera del rosario in due chiese di Lucerna, può confermare. «Prego il rosario da tutta la vita, come mi hanno insegnato i miei genitori. Dopo aver recitato il rosario, che dura circa mezz'ora, mi sento sollevato, meglio e molto più soddisfatto», rivela. Anche Marlis Wolperth, 84 anni, di Bassersdorf, Zurigo, che da 45 anni guida il gruppo del rosario nella parrocchia di San Francesco, sottolinea come la preghiera la rafforzi e le dia forza, la sostenga e la calmi.
Nonostante gli effetti benefici, la partecipazione al rosario spesso non è numerosa. Bruno Käppeli osserva: «Di solito siamo solo in tre o cinque», attribuendo la scarsa partecipazione al fatto che «la maggior parte delle persone sta troppo bene» e alla «pigrizia».
La meditazione sui Misteri del Rosario
Il Ritmo Universale della Preghiera
Esperti, come lo psichiatra e psicoterapeuta austriaco Christian Spaemann, riconoscono nel rosario un ritmo umano universale. La maggior parte delle grandi religioni include perline di preghiera o canti con cadenza ripetitiva. Questo tocca una corda psicologica e persino fisiologica profonda nell'essere umano e ricorda il conforto originario di un bambino che ascolta il battito cardiaco della madre, afferma Spaemann. In questo ritmo c'è una sorta di sicurezza ricordata, un punto di accesso alla trascendenza.
Preghiera e Sistema Cardiovascolare
La ricerca sistematica sugli effetti sulla salute della preghiera del rosario è iniziata già nel 2001 con uno studio dell'Università di Pavia in Italia, pubblicato sulla rivista «British Medical Journal». I ricercatori hanno esaminato 23 partecipanti sani, misurando la frequenza cardiaca, il flusso sanguigno e il feedback del sistema nervoso mentre recitavano l'«Ave Maria» in latino. I sensori hanno registrato un rallentamento della respirazione dei partecipanti a circa sei respiri al minuto, il che ha iniziato ad aumentare il flusso sanguigno al cervello e la variabilità della frequenza cardiaca. Ciò ha rafforzato il sistema cardiovascolare.
La Percezione di Dio e il Benessere
I benefici della preghiera possono andare ben oltre quelli della medicina. Essere vicini a Dio con la preghiera aumenta il senso di benessere delle persone anziane, e più si prega, più questa sensazione cresce. Uno studio pubblicato su Journal of Aging and Health ha esaminato tre parametri: l’ottimismo, l’auto-stima e la soddisfazione nella vita.
Blake Kent, un candidato al dottorato in sociologia, commenta che «la preghiera può risultare associata ad una sensazione di benessere più o meno grande, a seconda di come si ‘percepisce’ Dio». Da questo studio emerge che, nel caso delle persone più religiose, più queste pregano, maggiore è la sensazione di benessere. Anche nei soggetti mediamente legati a Dio, la preghiera determina un certo aumento della sensazione di benessere, inferiore ai primi. Il concetto di Dio può avere varie accezioni; può essere percepito come un essere amorevole e vicino agli uomini o al contrario distante e severo. Chi percepisce Dio come un’entità che dà sicurezza, ottiene degli effetti benefici dalla preghiera.
«Se non ti puoi fidare di Dio - commenta Matt Bradshaw, professore associato di sociologia del College of Arts & Sciences, Baylor University (USA) - la preghiera non si associa alla fiducia nella sua protezione, ma all’incertezza e uno stato d’ansia. Si tende in genere a pensare che la preghiera sia automaticamente una cosa buona per il nostro benessere. Ma non è così per tutti. I soggetti che hanno affermato di pregare regolarmente un Dio da loro percepito come protettivo e che dà conforto possono trovare sollievo nella preghiera e scegliere dei comportamenti salutari consistenti con le pratiche religiose o le intuizioni che sviluppano durante la preghiera». La percezione di un Dio amorevole può risultare particolarmente importante per gli anziani con una salute precaria o discriminati per la loro età o che stiano sperimentando un allontanamento delle amicizie e magari delle perdite finanziarie dovute al pensionamento.
Il Potere delle Emozioni Positive sulla Salute
Molti studi cercano di spiegare il nesso fra il nostro benessere e le emozioni positive, dimostrando con certezza come la negatività danneggi il nostro fisico. Lo stress e la paura possono alterare il nostro sistema biologico, e rabbia, ansia e depressione possono danneggiare seriamente le nostre funzioni cardiache.
«Ma le emozioni negative non sono l'unico fattore da noi tenuto in considerazione», dice la dottoressa Laura Kubzansky, professore associato di scienza sociale e comportamentale all'università di Harvard. «Infatti, i benefici di uno stato mentale positivo si sono rivelati un aiuto determinante non solo per alleviare la depressione». Durante la sua ricerca, la dottoressa Kubzansky, osservando gli stati d'animo dei suoi pazienti, ha accertato come la vitalità emotiva, fatta di entusiasmo, fiducia, partecipazione consapevole e dell'abilità nell'affrontare lo stress quotidiano in maniera equilibrata, sia un fattore capace di ridurre le patologie coronariche.
«Un cuore allegro è un buon rimedio, ma uno spirito abbattuto secca l'ossa» (Proverbi 17:22). Parafrasando questa citazione dai Proverbi, l'interpretazione potrebbe essere che la gioia e il buon umore sono un toccasana per la salute e la tristezza ci rende fiacchi. La spiritualità, sotto forma di meditazione o preghiera, si è dimostrata un mezzo molto valido per mantenere la positività. Secondo diversi studi, quest'esperienza sembra sia in grado di aiutare coloro che la praticano ad avere una visione del mondo migliore, più ottimistica, dando uno scopo e più significato alla vita. La spiritualità aiuta psicologicamente a ridurre le negatività, dando speranza e motivazioni, ristabilendo un senso di autocontrollo.
Molti pazienti del dottor Harold Koening, uno dei ricercatori di questo studio, hanno dichiarato che per loro la preghiera è in grado di influenzare l'esito delle proprie vite, fornendo una guida che li aiuta a prendere decisioni. Questo li fa sentire meno indifesi e deboli, riducendo il loro livello di stress, incoraggiandoli umanamente e socialmente. Complessivamente il risultato rilevato è un miglioramento dello stato mentale, da cui deriva un'evidente ripresa dello stato fisico.
Preghiera, Meditazione e Neuroscienze
In un’epoca dove il sovraccarico di informazioni è la norma, la spiritualità, anche laica, si rivela un prezioso alleato per il benessere psico-fisico. Pregare è un atto millenario e universale. Durante la pandemia di COVID-19, la preghiera ha conosciuto un vero e proprio boom globale, con un aumento del 50% nelle ricerche su Google del termine “preghiera” in 95 Paesi, come dimostrato da uno studio condotto da Jeanet Sinding Bentzen, economista dell’Università di Copenhagen.
La scienza ha ampiamente dimostrato i benefici della meditazione e della mindfulness sul corpo e sulla mente. Altri studi dimostrano che la meditazione può potenziare il sistema immunitario, ridurre il dolore e normalizzare la pressione sanguigna. Anche la preghiera, simile alla meditazione, apporta concreti benefici fisiologici. La neuroteologia, disciplina che studia il legame tra il cervello e la spiritualità, ha dimostrato come pregare modifichi la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina e riduca i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. La spiritualità, anche laica, agisce come un antidoto contro lo stress moderno.
Secondo Daniel Lumera, biologo ed esperto di scienze del benessere, la spiritualità può essere un vero balsamo per la mente e il corpo. La preghiera diventa uno strumento di salute e benessere quando ciascuno trova il proprio spazio e il proprio momento. Anche la postura durante la preghiera ha un impatto importante sul nostro corpo. Le posture canoniche, come pregare con le mani giunte o inginocchiati, sono ancora oggi pratiche che aiutano a regolare il respiro, migliorare la concentrazione e favorire il rilassamento muscolare.
Preghiera: Pratica Spirituale o Terapeutica?
La preghiera può essere considerata una pratica terapeutica? Probabilmente è meglio considerarla come una pratica spirituale piuttosto che terapeutica. Tuttavia, studi come quello di Stöckigt et al. (2021) evidenziano alcuni benefici della preghiera, come il sollievo temporaneo da preoccupazioni e pensieri negativi, grazie alla concentrazione sulla ripetizione di formule, ma anche l'induzione di uno stato di rilassamento, che può ridurre lo stress mentale. La preghiera può offrire un conforto importante, ma non dovrebbe sostituire la terapia psicologica o psichiatrica.
Secondo recenti studi, come quello condotto da Yamada et al. (2020), molte persone considerano la fede un elemento positivo che contribuisce alla loro salute mentale. In particolare, la fede può favorire la resilienza, aiutando a trovare un significato anche nelle esperienze più dolorose; generare speranza e accettazione degli eventi, alleviando lo stress legato a situazioni difficili; e creare un senso di appartenenza attraverso il legame con una comunità religiosa, mitigando il senso di isolamento. Tuttavia, il rapporto con la fede può essere ambivalente. Per alcune persone, credenze rigide o un'interpretazione severa delle regole religiose possono intensificare sensi di colpa o stati d'ansia.
Evidenze scientifiche mostrano effetti positivi sulla salute mentale di pratiche orientali come la meditazione, ma anche la spiritualità occidentale offre benefici, in particolare attraverso il senso di appartenenza a una comunità religiosa, che può contrastare l'isolamento, una delle cause principali di ansia e depressione. Inoltre, la partecipazione a riti e celebrazioni genera un senso di connessione e benessere sociale. Sebbene queste pratiche possano ridurre i sintomi di ansia o depressione in modo soggettivo, non possono essere considerate un trattamento universale.
In definitiva, la fede è una forza potente che, per molti, offre speranza e conforto in momenti di difficoltà. La sua capacità di influenzare la salute mentale dipende da un delicato equilibrio tra convinzioni personali, comunità di riferimento e approcci terapeutici.

La Preghiera Oltre il Risultato Immediato
«La preghiera è la via del cuore; se troviamo il coraggio di dargli retta - ci spinge in un’altra direzione: la sua profonda saggezza interiore sa che nei momenti difficili rivolgersi al Cielo non è una perdita di tempo, non è un vacuo fantasticare ma per indagare sul suo valore bisogna partire, almeno come ipotesi, dall’idea che dietro alle apparenze materiali esista un mondo spirituale e poi fare delle prove, vedere il risultato». Di questo mondo noi siamo parte come gocce di divinità inserite in un complesso meccanismo cosmico, in un lungo percorso evolutivo e di crescita in cui siamo assistiti - in vari modi - dall’intelligenza universale e da esseri che, nella scala evolutiva spirituale, sono più avanti di noi.
Tornare lì, in quello spazio originario, permette - tra le altre cose - di ritrovare il senso di quello che capita anche là dove la “ragione”, la cultura materialista, i pensieri e le comprensioni razionali non sanno dare risposte credibili; anche là dove resta solo dolore incomprensibile, depressione, assenza di speranza. Va da sé che l'atto del formulare la preghiera da solo non basti. La preghiera cosciente può essere: semplice presenza in uno stato meditativo; libero pensiero, formulato spontaneamente oppure può interpretare, vivere, risentire il significato autentico delle parole che la tradizione ci ha tramandato.
Se la preghiera non produce i risultati aspettati, dal punto di vista della sua funzione, questa osservazione può essere fuori contesto. Siamo abituati a misurare le nostre azioni in termini di azione/reazione, costi e benefici rispetto ai desiderata del nostro ego, ma la preghiera ci chiede invece di spostarci di visione. «Osservando quello che succede dopo che abbiamo pregato, non ci sembra affatto di essere stati esauditi e allora perdiamo fiducia in questo strumento - osserva Fausto Carotenuto - ma la verità è che se venissero esaudite questo rallenterebbe la nostra crescita». «Questo è spesso il nostro rapporto con il mondo spirituale: quando ci sembra che le nostre preghiere non vengano ascoltate è perché l’esaudirle ci farebbe del male, rallenterebbe o bloccherebbe la nostra crescita».
Indipendentemente dalla religione di ciascuno di noi, la preghiera o la meditazione possono diventare un'abitudine giornaliera per tutti, capace di influire positivamente sul nostro modo di pensare e sul nostro comportamento, aiutandoci a trovare gioia e soddisfazione sempre.
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