La Preghiera degli Artisti: Un Inno alla Bellezza Divina nell'Arte e lo Spirito di San Francesco

La Preghiera degli Artisti rappresenta un profondo omaggio agli artisti e alla loro missione, riconoscendo il loro ruolo come strumenti attraverso cui la bellezza divina si manifesta nel mondo. È un'invocazione che esprime la devozione degli artisti e la loro aspirazione a riflettere la bellezza di Dio nelle loro opere.

Questa preghiera viene recitata generalmente durante le cerimonie funebri di personalità del mondo dell'arte o dello spettacolo, proprio per rendere omaggio alla loro creatività, al loro talento e a ciò che hanno donato al mondo quando erano in vita. È un modo per apprezzare la bellezza divina manifestata attraverso le loro opere. Ad esempio, durante i funerali di personalità come Maurizio Costanzo, Fabrizio Frizzi, Gigi Proietti, Ennio Morricone e Monica Vitti, la preghiera è stata letta da colleghi e amici, sottolineando l'importanza del loro lascito artistico. Il testo è spesso associato a Monsignor Marco Frisina, noto compositore di musica sacra.

Il Testo della Preghiera degli Artisti

O Signore della bellezza, Onnipotente Creatore di ogni cosa,
Tu che hai plasmato le creature imprimendo in loro l’impronta mirabile della tua gloria,
Tu che hai illuminato l’intimo di ogni uomo con la luce del tuo volto,
volgi su noi lo sguardo e abbi pietà di noi, della nostra debolezza, della nostra povertà.
Volgi i tuoi occhi sul nostro lavoro, sulle nostre fatiche di ogni giorno,
guardaci, siamo gli artisti, i tuoi artisti; siamo pittori, scultori, musicisti, attori, poeti, danzatori;
siamo i tuoi piccoli che amano vivere sulle ali della poesia per poterti stare più vicino
e per aiutare i fratelli a guardare più in alto nel tuo cielo e più in profondità nel loro cuore.
Perdonaci se siamo fragili e incostanti, ma siamo uomini; donaci la tua forza,
quella che scopriamo nella tua Parola, quella che sentiamo nella tua grazia,
quella che riceviamo dalla tua Eucaristia, da quel pane spezzato che è comunione, fraternità e gioia.
Ti preghiamo per noi, per tutti gli artisti, per il mondo distratto,
fa’ che possiamo aiutare tutti gli uomini a scoprire qualcosa di Te, attraverso la nostra arte.
La nostra vita sia un canto di lode alla tua bellezza e le nostre opere i raggi luminosi che illuminano le strade degli uomini.
Donaci il tuo perdono e la tua benevolenza, donaci il tuo Spirito di sapienza e di bellezza,
ispiraci con il tuo amore e la tua grazia e donaci ali stupende affinché con l’arte ci innalziamo fino a te.
Te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Signore e fratello nostro. Amen.

Testo della Preghiera degli Artisti su pergamena con pennelli e note musicali

Significato e Risonanze Spirituali

La preghiera invoca il perdono e la benevolenza di Dio, chiedendo ispirazione e grazia affinché, attraverso l'arte, gli artisti possano elevare lo spirito umano e avvicinare le persone a Dio. Essa riconosce gli artisti come "piccoli che amano vivere sulle ali della poesia per poterti stare più vicino e per aiutare i fratelli a guardare più in alto nel tuo cielo e più in profondità nel loro cuore". La vita dell'artista è vista come un "canto di lode alla tua bellezza" e la loro opera come "raggi luminosi che illuminano le strade degli uomini". Questo profondo significato sottolinea il valore trascendente dell'arte come veicolo di fede e comunione.

San Francesco d'Assisi: Un Percorso di Fede e Arte

La figura di San Francesco d'Assisi, pur non essendo direttamente l'autore della "Preghiera degli Artisti", incarna profondamente lo spirito di umiltà, devozione e contemplazione della bellezza divina che risuona nel testo. Nato nel 1181 o nel 1182 ad Assisi, e in origine battezzato Giovanni, Francesco era figlio di un ricco mercante di stoffe, Pietro Bernardone. Dopo aver ricevuto la chiamata divina, abbandonò la casa paterna, iniziando una vita di assoluta povertà dedita all’aiuto degli altri e alla preghiera.

Ben presto si unirono a lui alcuni discepoli e alla Porziuncola di Assisi si installò una piccola comunità. Il gruppo cominciò a predicare, mantenendo obbedienza all’autorità della Chiesa e un’assoluta ortodossia. La Regula prima dell’ordine venne approvata a Roma da Innocenzo III nel 1210. Dal 1212 Francesco si dedicò anche alla conversione degli infedeli, imbarcandosi per la Dalmazia e poi per la Spagna; in Terrasanta incontrò il sultano che però non si lasciò convertire. Nel frattempo la comunità cresceva di numero e importanza ma si allontanava dalla regola originaria. Nel 1221 Francesco ne stese una seconda, la Regula Bullata, approvata nel 1223 da Onorio III con l’apporto però di alcune modifiche.

Deluso, lasciò ogni incarico ufficiale per dedicarsi totalmente alla vita contemplativa e alla preghiera. A questi anni risale probabilmente il primo presepe a Greccio e la composizione del celebre Cantico delle creature nel 1224. Quello stesso anno sul monte della Verna ricevette in estasi le stimmate. Morì alla Porziuncola nel 1226 e venne canonizzato due anni dopo da papa Gregorio IX. Patrono d’Italia, Francesco è sempre stato oggetto di un grandissimo culto. La sua effigie ci è stata tramandata in innumerevoli opere votive, comparse immediatamente dopo la sua morte.

Abitualmente Francesco indossa il saio bruno o grigio dei francescani con alla vita un cordone a tre nodi, simbolo dei voti di povertà, castità, obbedienza. È raffigurato come un uomo minuto, con la barba, segno ulteriore di penitenza, oppure senza, con gli occhi sofferenti, le stimmate alle mani, ai piedi e nel costato. Questo periodo di profonda trasformazione spirituale è spesso descritto come un tempo di crisi e oscurità, sia interne che esterne. In questi anni Dio forma e trasforma Francesco attraverso una preghiera intensa e personale, che lo porta a compiere la sua "vera e santa volontà".

Immagine iconografica di San Francesco d'Assisi con il saio e il cordone

La storia di San Francesco d'Assisi in 8 minuti

L'Arte Ispira la Preghiera: "San Francesco in Preghiera" di Caravaggio

L'iconografia di San Francesco in preghiera ha ispirato innumerevoli artisti nel corso dei secoli, tra cui il celebre Caravaggio con il suo dipinto 'San Francesco in preghiera'. Questo dipinto ad olio su tela (130 x 90 cm), realizzato tra il 1605 ed il 1606, si trova oggi conservato alla Pinacoteca del Museo Civico di Cremona.

Il dipinto, che ritrae un momento particolarmente intenso dell'agiografia francescana, ha una storia critica recente. Fu messo in relazione al Caravaggio dallo storico dell'arte Roberto Longhi nel 1943 come probabile opera di un imitatore di qualità o una copia fedele. Solo nel 1951, e in seguito alla pulitura del 1986, l'attribuzione al Caravaggio, con datazione al 1606 (periodo napoletano), ha convinto la maggior parte degli studiosi. Le prime notizie sul dipinto risalgono al 1836, quando il marchese Filippo Ala Ponzone lo donò al Comune di Cremona. Una copia si trova nel Museo della Collegiata di Castell'Arquato (PC), e si ritiene che l'originale fosse stato eseguito per una chiesa Francescana a Napoli o Roma.

Stilisticamente è molto vicino alla 'Cena in Emmaus' della Pinacoteca di Brera, dipinta durante il soggiorno nella tenuta dei Colonna nel 1606, per particolari come il modo sommario di definire i tratti del volto modellati da ombre molto decise e le pennellate lunghe e sottili che costruiscono le pieghe del panneggio. Questo modo di dipingere si nota anche nelle ultime opere romane come la 'Madonna dei Palafrenieri' e il 'San Gerolamo' della Galleria Borghese di Roma. Lo sfondo naturale è appena accennato, con un tronco d'albero e delle foglie, particolari che vanno messi in relazione allo stato d'animo irrequieto del Santo.

Con pochi ed essenziali particolari Caravaggio esprime uno stato emozionale di grande intensità spirituale: San Francesco curvo e sofferente volge lo sguardo al crocifisso e al libro appoggiato sul teschio, oggetti che assumono un valore centrale nella sua predicazione e che alludono alla volontà di seguire l'esempio di Cristo, la necessità del recupero della purezza dei valori cristiani ed evangelici, fino al rinnegamento di sé.

La meditazione di San Francesco avviene come fatto vissuto intimamente, in isolamento in un luogo raccolto; l'ambiente esterno è avvolto dalla quasi totale oscurità, rotta soltanto da un raggio di luce che piovendo dall'alto rende visibile la figura del santo. Caravaggio aveva spesso lavorato per l'ordine francescano e per gli altri ordini mendicanti, rappresentando in diverse opere il Santo di Assisi. Il suo stile realista era vicino alla spiritualità francescana, alla predicazione in favore delle classi popolari che ricercava un linguaggio pittorico che sottolineasse l'umiltà e la povertà dell'ordine, una spiritualità condivisa anche dalla corrente fondata da San Carlo Borromeo, molto radicata in Lombardia, terra d'origine del pittore.

Dipinto

Arte, Fede e Dialogo Senza Pregiudizi

La creazione artistica, specialmente quella legata alla fede, è un ponte per il dialogo e la comprensione. Nessun pregiudizio, sia esso confessionale o ateo, può aiutare il dialogo tra le persone o un'autentica ricerca umana e spirituale. Un artista è tale indipendentemente dal suo credo o dal suo abito, e l'opera deve essere valutata per sé, non per la persona che l'ha ideata. Questo approccio "accogliente" permette di apprezzare pienamente l'espressione di fede di una persona, anche quando lo stile non si confà al proprio gusto personale.

L'arte sacra, e la Preghiera degli Artisti in particolare, ci ricorda che la bellezza è un veicolo universale per esplorare le profondità dell'esistenza umana e del divino, invitando tutti a guardare "più in alto nel cielo e più in profondità nel proprio cuore".

tags: #preghiera #degli #artisti #san #francesco