Il Sacerdozio Cattolico in Italia: Percorso, Distribuzione e Sfide

Non è facile immaginare la società italiana del tutto priva della presenza di sacerdoti cattolici. Essi costituiscono da tempo un carattere peculiare della cultura del nostro territorio, tanto da essere oggetti e soggetti di molteplici espressioni artistiche, specialmente nel cinema e, soprattutto di recente, anche nella televisione, nonché di utilizzazioni pubblicitarie. Questo atteggiamento tendenzialmente favorevole si tramuta in comportamenti concreti che vanno dalla sottoscrizione dell’otto per mille alla ricerca di interlocutori affidabili proprio nei sacerdoti.

Il 46,7% degli intervistati pensa che “in Italia la Chiesa Cattolica sia l’unica autorità spirituale e morale degna di rispetto”. Tra i compiti peculiari della Chiesa vengono individuati l’aiuto a chi soffre (66,2%), l’educazione dei giovani (47,3%), l’annuncio cristiano ed evangelico (38,9%) e la promozione della pace (33,5%).

Il Percorso verso il Sacerdozio

Nel cammino di preparazione all'ordinazione sacerdotale, al candidato vengono conferiti diversi ministeri.

Evoluzione degli Ordini Sacri

Nella Chiesa preconciliare esistevano i cosiddetti ordini minori, ovvero l'Ostiariato, il Lettorato, l'Esorcistato e l'Accolitato. Il Suddiaconato, il Diaconato e il Presbiterato erano invece considerati ordini maggiori. Con il Concilio Vaticano II, la teologia dell'ordinazione sacramentale è stata riformata. Le novità più importanti sono state riassunte da Paolo VI:

  • L'ingresso nello stato clericale è annesso al diaconato.
  • Quelli che finora erano chiamati Ordini minori per l'avvenire dovranno essere detti "ministeri".
  • I ministeri possono essere affidati anche ai laici, in modo che non siano più considerati come riservati ai candidati al sacramento dell'Ordine.

Tra questi ministeri Paolo VI annovera il Lettorato e l'Accolitato. I candidati al Diaconato e al Sacerdozio debbono ricevere questi ministeri, se non l'hanno già fatto, ed esercitarli per un conveniente periodo di tempo, affinché meglio si dispongano ai futuri servizi della Parola e dell'Altare (Cfr. Paolo VI, Lettera Apostolica "Ministeria quaedam").

L'Admissio ai Ministeri Ordinati

L'Admissio, che significa letteralmente "ammissione", è la cerimonia di ammissione ai ministeri ordinati. Nella celebrazione liturgica dell'Admissio, i seminaristi vengono accolti ufficialmente tra i candidati al sacramento dell'Ordine. Gli aspiranti devono rendere pubblica la loro intenzione a ricevere il sacramento dell'Ordinazione.

L'Admissio si svolge sia per i candidati al diaconato permanente che al sacerdozio. Alla cerimonia vengono rivolte ai candidati le seguenti domande:

  • “E voi, in risposta alla chiamata del Signore, volete portare a termine la vostra preparazione per essere pronti ad assumere nella Chiesa il ministero, che a suo tempo vi sarà conferito per mezzo del sacramento dell’Ordine?”
  • “Volete impegnarvi nella formazione spirituale per divenire fedeli ministri di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa?”
  • (Per gli aspiranti al diaconato permanente) “Volete impegnarvi a servire fedelmente Cristo e la sua Chiesa come diaconi?”
  • (Per i candidati al sacerdozio) “Volete impegnarvi a servire fedelmente Cristo e la sua Chiesa come diaconi e sacerdoti?”

Distribuzione e Dati Demografici dei Sacerdoti in Italia

Secondo l’Ufficio Statistico della Chiesa Cattolica, risultano presenti in Italia 54.606 sacerdoti, fra diocesani (35.388) e religiosi (19.218), con una media di 9,3 sacerdoti ogni 10.000 abitanti, ovvero quasi un prete per ogni migliaio di persone.

La condizione demografica di ciascuna regione influisce direttamente sul numero dei preti, fatta eccezione per il Lazio, dove risulta preponderante il peso di Roma. Triveneto e Lombardia hanno un alto numero di ministri di culto cattolico; tuttavia, il tasso di sacerdoti rispetto alla popolazione regionale risulta consistente (12,5 su 10.000 abitanti) solo nel caso del Triveneto, mentre è ben più contenuto in Lombardia (8,8). Ancor più alto è il tasso in Marche, Umbria e Lazio (13,2).

I livelli più bassi si riscontrano in Campania (6,2), Calabria (6,4), Puglia (6,6), Basilicata e Sicilia (6,7).

Infografica sulla distribuzione dei sacerdoti per regione in Italia, evidenziando le differenze di densità

Come sottolinea Luca Diotallevi, “alla sperequazione nella distribuzione - a vantaggio delle regioni settentrionali - va aggiunto un altro elemento. I molti sacerdoti del Nord sono attivi in poche diocesi mentre i pochi del Sud e del Centro in molte”. Chi si trova nel settentrione partecipa ad una comunità diocesana di presbiteri in media tre volte più numerosa di quelle delle diocesi meridionali. Diotallevi osserva come “oggi, e non un secolo fa, vi è maggiore disponibilità di personale religioso nelle aree più modernizzate, più sviluppate e più ricche del paese”, indicando che il rapporto tra Nord e Sud non è semplicemente resistito all'ondata di modernizzazione.

È da considerare inoltre il fenomeno dell'importazione di seminaristi da aree ricche di vocazioni verso aree povere, dove poi vengono ordinati sacerdoti. A questo si aggiunge un notevole contributo del clero regolare, che ha permesso di rallentare il decremento del clero secolare.

La Formazione Sacerdotale e le Sfide Attuali

La vocazione al sacerdozio continua ad interessare migliaia di giovani, pur attratti e distratti da altre prospettive. La ripresa si è avuta a partire dagli anni Venti del secolo scorso, pur con alterne vicende, fra le quali vanno segnalate la stasi e talora la caduta vocazionale post-contestazione degli anni Sessanta. Il flusso vocazionale non si è dunque interrotto; anzi, si potrebbe supporre che proprio le difficoltà odierne rendano ancora più consapevole e coerente la scelta sacerdotale.

Il Ruolo del Seminario

Luca Diotallevi, nel suo studio sulla modernizzazione della Chiesa in Italia, evidenzia che “un’altra struttura fondamentale della organizzazione ecclesiastica cattolica, ovvero quella addetta alla selezione ed alla formazione della principale figura di operatore religioso (il sacerdote) è il seminario”. La vita in seminario è una seconda socializzazione, un ingresso nella Chiesa come società umana, in cui si gettano le basi del futuro ministro di Dio e mediatore religioso. La scelta di docenti, padri spirituali, rettori e collaboratori è la chiave di volta della struttura seminariale, arricchita da amicizie e solidarietà giovanili e intergenerazionali. I seminari sono la spina dorsale della Chiesa, da cui si diramano forze nuove e linfa vitale per la continuità.

Foto di un seminario maggiore italiano o studenti in formazione teologica

In Italia, al 1995, si contavano 92 seminari maggiori destinati alla formazione filosofica e teologica del clero diocesano e 155 seminari maggiori per la formazione del clero religioso. I seminari maggiori per il clero secolare erano 51 al Nord, 23 al Sud e 18 nell’Italia Centrale. È importante notare che il seminario è un luogo di studi teologici e filosofici. Anche università e facoltà di studi ecclesiastici sono più diffuse al Nord che al Sud, con la massima concentrazione a Roma. La preparazione a livello locale, specialmente nelle regioni settentrionali, ha spesso la meglio sui centri romani d’istruzione religiosa. Questo distacco da Roma non appare improduttivo, poiché le diocesi del Nord sono spesso più impegnate nella modernizzazione della pastorale, come dimostrato dal numero di sinodi diocesani celebrati recentemente, e i risultati si vedono anche attraverso il numero delle ordinazioni sacerdotali.

Qualità della Formazione e Adattamento ai Tempi

Mediamente, il livello qualitativo, spirituale e culturale dei candidati al sacerdozio è andato migliorando. La didattica nei seminari e nelle facoltà teologiche si è aperta alle nuove scienze umane (psicologia, antropologia, sociologia), e la preparazione di base dei seminaristi è su un livello certamente più alto rispetto ai loro predecessori di qualche decennio fa.

La modernizzazione non è indice di cedimento al materialismo. Anzi, un recupero vocazionale significativo si ottiene proprio in quei contesti in cui si è al passo con i tempi. L’uso di strumenti informatici è diventato essenziale nella pastorale moderna, non essendo l’informatica o la televisione espressioni "diaboliche". L’interesse alle nuove realtà mediatiche non è in conflitto con i percorsi educativi del clero in formazione. Appassionarsi al culturale, oltre che al cultuale, è certamente una via d’uscita da un liturgismo fine a se stesso e da una cerimonialità affettata e poco partecipe.

Perché sono diventato cattolico e prete (con Padre Ezra Sullivan, OP) I Off The Pulpit

La Questione del Celibato e Altre Percezioni

La maggioranza relativa degli intervistati (il 45,1%) pensa che debba essere abolito il celibato obbligatorio per i preti cattolici. Tuttavia, la questione del celibato può apparire ai seminaristi e ai giovani sacerdoti sotto altre vesti: come offerta di disponibilità nei riguardi degli altri, senza privilegiare rapporti di tipo familiare o coniugale.

Un nodo problematico è la confessione, cui non si accosta mai più di un quarto (25,7%) dell’intera popolazione italiana. Le ragioni di questo disagio includono “il modo di confessare di alcuni preti” (18,6%), il doversi confidare con un sacerdote quando basterebbe pentirsi davanti a Dio (28,2%), il bisogno di raccontare ad un altro uomo le proprie colpe (10,6%), e il fatto che la Chiesa consideri peccato ciò che a giudizio personale non appare tale (5,3%). Per l’8,4% degli intervistati la questione non interessa o va inquadrata secondo prospettive diverse. Un riflesso del disagio relativo alla confessione si rileva anche quando si parla in termini più generali.

Prospettive Future

Certamente esiste e continuerà ad esistere un problema di ricambio generazionale dei preti italiani, sebbene all’orizzonte non si intraveda un crollo catastrofico del numero e della qualità delle vocazioni. I seminari sono meno pieni del passato, ma la sfida è oggi (e lo sarà sempre più) sul piano del confronto sulla qualità e sull’efficacia dei messaggi. L’annuncio evangelico, se non adeguatamente mediato attraverso soluzioni interessanti e convincenti, rischia di finire con l’essere una stanca ripetizione di formule vuote, che non dicono nulla.

Non si pensa tuttavia ad una rincorsa del nuovo ad ogni costo, ma i sacerdoti del ventunesimo secolo sono chiamati a utilizzare un diverso taglio prospettico per la loro proposta religiosa, pur senza mutarne i valori di fondo e i principi evangelici di riferimento.

Requisiti Amministrativi per il Sostentamento del Clero (Esempio: Diocesi di Roma)

Salvo quanto disposto dalla normativa vigente, possono richiedere l’inserimento nel Sistema del Sostentamento del Clero solo i sacerdoti che svolgono un servizio pastorale a tempo pieno a favore della Diocesi di Roma. Ciò richiede lo svolgimento continuativo dell’incarico conferito, nel senso che l’incarico deve assorbire la gran parte della giornata e rappresentare l’impegno preminente (Cfr. Decreto di Nomina a firma del Cardinal Vicario).

Documenti Necessari per l'Inserimento

  • Decreto Amministrativo.
  • Autocertificazione a firma del Sacerdote, che indichi il nome della Banca, il nome della Filiale e il codice IBAN. Per i Sacerdoti facenti riferimento ad un’Istituzione Superiore, il modulo dovrà essere sottoscritto anche dal proprio Superiore Provinciale o Generale.
  • Dichiarazione a firma del Sacerdote riguardante la fruizione o la rinuncia al trattamento integrativo D.L.
  • Copia della Convenzione per la cooperazione tra le Chiese, stipulata tra il Vescovo della Diocesi di provenienza e il Vescovo della Diocesi di Roma, come previsto dalla Conferenza Episcopale Italiana: necessario per tutti i Sacerdoti Secolari, ad esclusione dei Presbiteri incardinati nella Diocesi di Roma.

Documenti Necessari per Variazioni a seguito di Nuova Nomina

Per eseguire una variazione a seguito di una nuova Nomina, sono necessari i seguenti documenti:

  • Decreto Amministrativo.
  • Autocertificazione a firma del Sacerdote, che indichi il nome della Banca, il nome della Filiale e il codice IBAN. Per i Sacerdoti facenti riferimento ad un’Istituzione Superiore, il modulo dovrà essere sottoscritto anche dal proprio Superiore Provinciale o Generale.
  • Dichiarazione a firma del Sacerdote riguardante la fruizione o la rinuncia al trattamento integrativo D.L.
  • Copia della Convenzione per la cooperazione tra le Chiese, stipulata tra il Vescovo della Diocesi di provenienza e il Vescovo della Diocesi di Roma, come previsto dalla Conferenza Episcopale Italiana: necessario per tutti i Sacerdoti Secolari, ad esclusione dei Presbiteri incardinati nella Diocesi di Roma.

Per eventuali approfondimenti si riporta il testo integrale della Delibera C.E.I. pertinente.

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