La Porziuncola, una minuscola chiesa custodita all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, è riconosciuta in tutto il mondo come un luogo di profonda spiritualità. In essa si respira aria di Paradiso, poiché l’indulgenza plenaria che san Francesco chiese al Signore e alla Vergine e che papa Onorio III gli concesse, non è altro che un anticipo di Paradiso nel mondo.
La cittadina umbra di Assisi, dove si trova questa «piccola porzione di terra» (significato del nome Porziuncola), si prepara, come ogni anno, a celebrare la festa del Perdono di Assisi, che si tiene dall’1 al 2 agosto. La Porziuncola è considerata, da san Francesco d’Assisi stesso, un pezzo di paradiso in terra o "porta del cielo". Regna una pace intensa in questa piccola porzione di mondo che sembra accogliere le sofferenze della gente come un riparo avvolgente.

Le Radici Storiche della Porziuncola
Dalle Origini Remore alla Rinascita Francescana
La piana sotto Assisi è tra le più suggestive d’Italia per i colori, le forme e la vista sulla città di pietra bianca e rosa che segue le coste del Monte Subasio. Proprio nel mezzo di questa valle, che Francesco chiamava “valle mea spoletana”, è sbocciato il fiore delle vite di Francesco e Chiara.
La tradizione vuole che la Porziuncola venisse edificata nel IV secolo da eremiti provenienti dalla Palestina. Si chiamava in latino Portiuncula, ossia "piccola particella di terra". Nel 516 fu presa in possesso da san Benedetto per i suoi monaci. Da allora, si trasformò in protoconvento, il primo convento dei francescani.
Tommaso da Celano, primo biografo del Santo, racconta l’arrivo del Poverello alla piccola parte di terra sulla pianura: egli, dopo aver già restaurato la chiesa di San Damiano, «si trasferì nella località chiamata la Porziuncola dove c’era un’antica chiesa, in onore della Beata Vergine Madre di Dio, ormai abbandonata e negletta. Vedendola in quel misero stato, anche perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà, il Santo vi stabilì la sua dimora e terminò di ripararla nel terzo anno della sua conversione.»
Fu proprio intorno a quella chiesetta di campagna abbandonata, presumibilmente edificata nel IV secolo e donata al Santo dai benedettini del Subasio intorno al 1209, che nacque la prima brigata francescana, composta da un piccolo nucleo di amici entusiasti. L’interno della chiesetta, con le sue pietre spoglie e irregolari, conserva l’austerità e l’autenticità delle origini.
Il Significato Spirituale per San Francesco
La Porziuncola fu un luogo cardine per la vita e la spiritualità di San Francesco. Qui egli approfondì la conoscenza della sua vocazione, definita dal vivere in povertà e in comunione con i fratelli, annunciando la salvezza. Lì nel 1208, durante una messa, ricevette l’ispirazione di uscire nel mondo e privarsi di tutto per predicare il vangelo. Il giovane convertito di Assisi, già mercante di stoffa, non comprese subito che l’accorato appello del Crocifisso si riferisse a tutta la chiesa, ma presto la Porziuncola divenne il centro della sua missione.
Qui i primi seguaci abitarono e da qui partirono verso le città umbre e i territori circostanti. Qui la notte della domenica delle palme del 1211 o 1212 Francesco tagliò i capelli a Chiara Scifi, fuggita alla Porziuncola per unirsi alla comunità francescana. Sempre qui il Santo affrontò le sue tentazioni e ebbe le sue visioni. Lì ebbe luogo il noto Capitolo delle stuoie e da lì inviò i primi frati in Europa e in Marocco ad annunciare il vangelo e la pace.
Un giovane assisano nel 1206 si era spogliato sulla pubblica piazza, dicendo al padre Pietro di Bernardone: “Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d’ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro che sei nei cieli, perché in lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza” (dalla Vita prima di Tommaso da Celano). Dopo questi fatti, Francesco partì per Gubbio, dove venne accolto da Federico Spadalonga, suo amico dai tempi della prigionia a Perugia. Fu costui a donare al Poverello un saio di umilissima tela.
Il Grande Dono del Perdono di Assisi
La Visione e la Richiesta di Indulgenza
Riconciliazione, misericordia, conversione e indulgenza plenaria sono le “bussole” dello speciale dono che il Signore elargì al santo. Molti documenti riportano l’episodio che sta all’origine di questa speciale indulgenza, come il “Trattato sull’indulgenza di Santa Maria della Porziuncola” del frate minore Francesco Bartoli (prima metà del XIV secolo). Stando san Francesco nella cella, che era nel giardino accanto alla chiesa di Santa Maria, e vegliando in preghiera nella notte, fu tentato da Satana. Per resistergli, San Francesco uscì dalla cella e si gettò nel bosco attraverso una siepe grossa e serrata, consegnando il suo corpo ai rovi e alle spine, dicendo: «Inestimabilmente è meglio per me conoscere la passione del Signore, piuttosto che cedere alle seduzioni del nemico».
Quando il corpo fu insanguinato, sopravvenne una grande luce, apparvero numerosissime e bellissime rose bianche e rosse dal mirabile profumo e assieme allo splendore vi fu una moltitudine di angeli sia nella chiesa che presso di essa. Allora gli angeli dissero a san Francesco: «Vai velocemente in chiesa dal Salvatore e dalla madre sua». Giunto in Porziuncola, Francesco vide, immersi nella luce, Gesù e Maria, che gli chiesero: «Francesco, tu sei degno di grandi cose, chiedi ciò che vuoi e lo otterrai».
Il santo rispose: «Santissimo Padre nostro, quantunque misero e peccatore, io ti prego che Tu conceda perdono intero, remissione completa di tutte le colpe, a quelli che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe». Il Signore, allora, gli disse: «Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza».

L'Approvazione Pontificia e la Proclamazione
Francesco si presentò subito dal pontefice, Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia, e con candore gli raccontò la visione avuta. Il papa lo ascoltò con attenzione e, dopo qualche difficoltà, diede la sua approvazione. Poi disse: «Per quanti anni vuoi questa indulgenza?» Francesco scattando rispose: «Padre santo, non domando anni, ma anime».
E tutto contento si avviò verso la porta, ma il pontefice lo richiamò: «Come, non vuoi nessun documento?» E Francesco: «Santo padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, egli penserà a manifestare l’opera sua. Io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli angeli i testimoni». Qui Francesco accolse la ratifica dell’indulgenza da parte di papa Onorio III. Il 2 agosto 1216, Francesco proclamò il cosiddetto Perdono d’Assisi, gridando: «Voglio portarvi tutti in Paradiso».
L'Estensione e la Portata del Perdono
Se la Porziuncola è una «porta sempre aperta» per tutti, nella quale durante l’anno è possibile ottenere ogni giorno l’indulgenza plenaria, nella festa del Perdono - che ricorre nel giorno in cui il santo annunciò l’indulgenza della Porziuncola - il “miracolo” di misericordia è esteso a tutte le chiese parrocchiali del mondo. In particolare, l'indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende, dalle 12 del 1° agosto fino alle 24 del 2 agosto, a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e anche a tutte le chiese francescane. A tutti coloro che visitano il santuario ed in particolare nel giorno del 2 agosto è concessa l’indulgenza plenaria (il perdono di tutti i peccati commessi).
Massimo Cacciari e il Perdono di Assisi
La Basilica di Santa Maria degli Angeli: Scrigno della Fede
Costruzione e Architettura
Per custodire la Porziuncola e gli altri luoghi sacri alla memoria di San Francesco, tra il 1569 e il 1679, per volere di papa San Pio V (1566-1572), fu costruita la Basilica di Santa Maria degli Angeli su progetto dell'architetto perugino Galeazzo Alessi. La prima pietra della basilica patriarcale fu posta dal vescovo di Assisi Filippo Geri il 25 marzo del 1569.
La basilica, a croce latina, è lunga 126 metri, larga 65 e alta 75. L’interno si presenta a tre navate, lungo 115 metri, ed è caratterizzato dalla semplicità della struttura; il soffitto, volutamente lasciato bianco, sottolinea la centralità della Porziuncola rispetto al resto. La facciata attuale, realizzata nel 1930 su progetto di Cesare Bazzani, è ispirata ai modelli del barocco romano con portico e loggia per le benedizioni e ospita sulla sommità un’imponente statua di bronzo della Vergine Maria alta circa 8 metri.

I Tesori all'Interno del Complesso
La Porziuncola: Il Cuore Antico
La Porziuncola, ancora oggi santuario e casa madre dell’ordine francescano, si presenta come una piccola costruzione quadrangolare. La sua struttura è piuttosto fedele a quella esistente nel XIII secolo, cui nel tempo sono state aggiunte sovrastrutture e parti decorative. Sul tetto a capanna una piccola edicola gotica accoglie una Madonna del latte e prolunga il vertice della facciata affrescata da Friedrich Overbeck nel 1829. La porta lignea trecentesca immette nella piccola navata dove risplende la pala di Prete Ilario da Viterbo. La parte posteriore della Porziuncola venne affrescata dal Perugino con una Crocifissione, oggi frammentaria, di cui scrisse Giorgio Vasari nella “Vita di Pietro Vannucci”.

La Pala d'Altare di Prete Ilario da Viterbo
L’ancona della Porziuncola, unico lavoro giunto fino a noi di Prete Ilario da Viterbo (documentato tra il 1375 e il 1418), venne commissionata al pittore dal guardiano del convento Fr. Francesco da Sangemini nel 1393, in tempo di guerra e carestia, e fu pagata grazie ai proventi delle elemosine, come recita l’iscrizione al di sotto della scena principale: “ISTAM TABULAM FECIT FIERI FRATER FRANCISCUS DE S(AN)C(T)O GEMINO DE HELEMOSINIS PROCURATIS A. D(OMI)NI MCCCLXXXXIII. INCEPTA DE MENSE AUGUSTI COMPLETA DE MENSE NOVEMBRIS. IN ISTIS PARTIBUS DURANTE GUERRA ET CARISTIA.”
Questa pala racconta la storia del Perdono di Assisi. Al centro è raffigurata la Vergine che riceve l’annuncio dall’arcangelo Gabriele, mentre intorno vengono narrati gli accadimenti che condussero all’istituzione dell’indulgenza. Gli episodi del Perdono così come compaiono nel retablo sembrano derivare primariamente dal racconto della concessione dell’Indulgenza di Michele Bernardi da Spello. Le scene principali sono:
- La lotta di Francesco contro la tentazione: San Francesco, per fuggire alle lusinghe del demonio, si è gettato nudo tra le spine di un roveto all’esterno della sua cella.
- Gli angeli accompagnano Francesco alla Porziuncola: Francesco, vestito di una tunica, si incammina con due creature celesti verso la Chiesetta.
- Cristo, per intercessione della Vergine, concede a Francesco l’Indulgenza: Questa scena più grande occupa la parte superiore del retablo. Francesco, inginocchiato davanti all’altare della Porziuncola, offre una corona di dodici rose al Redentore e alla Vergine seduti su un trono.
- Francesco chiede a Onorio III di approvare l’Indulgenza: Francesco va da Onorio III insieme a Fra’ Masseo presso il palazzo lateranense per la conferma dell’Indulgenza.
- Francesco proclama al popolo l’Indulgenza: Questa ultima scena si svolge davanti alla Porziuncola. Francesco, da un pulpito, annuncia al popolo l’Indulgenza, tenendo un cartiglio che recita “(Hae)c est portae vitae aeternae”.
Nella cornice esterna del retablo dodici Santi intercessori sono raffigurati entro edicole gotiche tricuspidate, intervallate con cherubini e serafini. Fino al 1916 una lastra d’argento sbalzata ricopriva per intero il retablo, proteggendolo.

La Cappella del Transito
Procedendo all’interno della basilica, all’inizio del presbiterio, sulla destra, si trova la Cappella del Transito, l’antica infermeria. Sorge sul luogo in cui san Francesco morì la sera del 3 ottobre 1226 a soli 44 anni. In questo luogo fu deposto nudo sulla terra. La cappella è impreziosita da affreschi dello Spagna e da una terracotta smaltata di Andrea della Robbia.
Il Roseto e la Cappella delle Rose
La Cappella delle Rose rappresenta il luogo dove sorgeva la dimora di Francesco ed è uno dei luoghi più misteriosi e leggendari della storia del Santo. Si narra che una notte, mentre il santo combatteva contro la tentazione e il dubbio, decise di gettarsi tra i rovi. Il Signore trasformò quei rovi in rose senza spine come premio per il suo sacrificio d’amore. Nel complesso della basilica si trova ancora oggi il roseto nel quale Francesco si gettò in preda alla tentazione e non ricevette neanche un graffio poiché le spine scomparvero immediatamente.

Il Museo della Porziuncola
Il Museo della Porziuncola di Assisi è sorto a giugno del 2000 in seguito al terremoto del 1997, per restaurare i locali che contenevano le opere d’arte del santuario. Al suo interno sono conservate opere d’arte di grande valore come un’immagine di san Francesco attribuita a Cimabue e l’icona del maestro di san Francesco, la più antica immagine del santo conservata alla Porziuncola. Probabilmente l’immagine fu esposta all’interno della cella di Francesco o nel luogo dove morì. Nelle sale si susseguono numerose immagini che raffigurano la Vergine Maria, tra cui la più nota è la “Madonna del Latte”, una scultura del XIV secolo.
- Orari di apertura del museo: 9.30 - 12.30; 15.30 - 19.00 (ora legale) | 15.00 - 18.30 (ora solare).
Infine, un'altra informazione utile per i pellegrini: il Rosario in Porziuncola si tiene da lunedì a venerdì alle 17.30.
Le Celebrazioni Annuali del Perdono di Assisi
A Santa Maria degli Angeli la festa del Perdono richiama ogni anno migliaia di pellegrini, giovani e meno giovani, che varcano la «porta della vita eterna» per ricevere il dono dell’indulgenza plenaria. Quest’anno la ricorrenza è contrassegnata dall’arrivo alla Porziuncola del saio delle stimmate di san Pio da Pietrelcina. Dal 29 luglio (accoglienza alle 10.45) al 2 agosto, l’abito che il frate cappuccino indossava il giorno in cui ricevette le stimmate sarà accessibile alla venerazione dei fedeli.
Il Triduo e le Liturgie Solenni
- Il 29 luglio alle 19: inizio del Triduo in preparazione al Perdono con le meditazioni del vescovo di Gubbio, Luciano Paolucci Bedini.
- Mercoledì 1° agosto: giorno dell’apertura della solennità del Perdono.
- Alle 11: padre Michael Perry, ministro generale dell’Ordine dei frati minori francescani, presiederà la Messa solenne che terminerà con la processione di “Apertura del Perdono”.
- Alle 19: i Primi Vespri saranno presieduti dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, l’arcivescovo Domenico Sorrentino. Seguirà l’offerta dell’incenso da parte del sindaco di Assisi, Stefania Proietti.
- La tradizionale Veglia di preghiera alle 21.15, con la processione aux flambeaux, sarà guidata da padre Giuseppe Renda, custode della Porziuncola.
- Il 2 agosto: numerose celebrazioni eucaristiche, tra cui quelle delle 9, 11 e 19 presiedute rispettivamente da Domenico Sorrentino, Luciano Paolucci Bedini e da padre Claudio Durighetto.
La Marcia Francescana e Altri Eventi Culturali
A partire dalle 14.30 i giovani della XXXVIII Marcia Francescana, provenienti da tutte le regioni d’Italia e anche dall’estero, varcheranno la porta della Porziuncola dopo aver camminato per oltre una settimana guidati dal tema “Con un nome nuovo”. Il ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, padre Claudio Durighetto, presiederà alle 19 i Vespri solenni del Perdono. Durante i due giorni di festa la Basilica rimarrà aperta l’intera giornata per permettere ai pellegrini di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.
La festa del Perdono sarà accompagnata anche da una serie di eventi artistici fra musica, teatro e danza. Cinque sono gli spettacoli che si svolgeranno nel sagrato della Basilica:
- Domenica 29 luglio alle 21: “Gloriosus Franciscus” con Michele Placido e Anonima Frottolisti, un viaggio attraverso musica e letteratura dedicato a san Francesco.
- Lunedì 30 luglio alle 21: concerto della grande Orchestra sinfonica russa presso il sagrato della Cattedrale di San Rufino, diretta da Leonardo Quadrini, con fra’ Alessandro (tenore), Felicia Bongiovanni (soprano), Mauro Trombetta (baritono), Giorgia Gazzola (mezzosoprano), il Coro Lirico di Craiova e quattro cori umbri.
- Martedì 31 luglio alle 21: la Porziuncola dedica la serata alla Vergine attraverso un tributo dal titolo “In viaggio con Maria”, un percorso che si sviluppa attraverso i secoli, la musica e i versi di grandi poeti, da Jacopone da Todi ad Alda Merini, con la voce recitante di Riccardo Leonelli.
- Giovedì 2 agosto alle 21: il tradizionale Concerto del Perdono, organizzato dalla Pro Loco di Santa Maria degli Angeli, con la banda musicale del Corpo della Gendarmeria Vaticana.
- Venerdì 3 agosto alle 21: la compagnia Rondine Balletto di Assisi, in co-produzione con il Teatro Stabile dell’Umbria, presenta la prima nazionale del balletto “Le due vie” con Anbeta Toromani e Alessandro Macario, e l’attore umbro Rodolfo Mantovani. Le coreografie di Valerio Polverari e i testi di Padre Giuseppe Renda raccontano il cammino di ogni essere umano che solo nella riconciliazione con se stesso e con il Padre può dare senso e pace alla propria vita.
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