Con il motu proprio "Summa familiae cura", diffuso l’8 settembre 2017 e reso noto il 19 settembre dello stesso anno, Papa Francesco ha dichiarato estinto il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, rifondandolo con un campo d'azione allargato. L'istituto, che era stato voluto e fondato nel 1981 da Papa Giovanni Paolo II sull’onda dell’esortazione post sinodale "Familiaris consortio", cambia così natura e denominazione.

Dall'Istituto "Giovanni Paolo II" al "Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia"
Il nuovo nome completo dell'istituto è "Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia". Questa trasformazione radicale implica una rivisitazione di programmi, corsi, docenti e, soprattutto, della sua filosofia ispiratrice. Anche se l'Istituto aveva parecchie sedi aperte all’estero, con le più importanti a Washington dopo Roma, la sua identità e il suo approccio vengono ora profondamente ridefiniti.
Il Contesto della Rifondazione: "Amoris Laetitia" e le Sfide Pastorali
Il documento "Summa familiae cura", che richiama il desiderio di Papa Giovanni Paolo II di dare forma stabile all'istituto dopo il Sinodo dei vescovi del 1980 e l’esortazione "Familiaris consortio" del 1981, sottolinea come oggi, dopo i due Sinodi celebrati nel 2014 e nel 2015 dedicati alla famiglia e la pubblicazione dell’esortazione "Amoris laetitia", la Chiesa sia giunta «a una rinnovata consapevolezza del vangelo della famiglia e delle nuove sfide pastorali a cui la comunità cristiana è chiamata a rispondere».
Papa Francesco ribadisce che il «bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa» e che è «sano prestare attenzione alla realtà concreta» della famiglia. Questo approccio è necessario dato il «cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato» e «non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato».
«Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo - scrive ancora Francesco - dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre».
I Segnali di una Trasformazione Imminente
Già prima della rifondazione, l'Istituto aveva sperimentato diversi "scossoni" che preannunciavano cambiamenti. Il primo risale all’estate del 2016, quando Papa Francesco aveva deciso di sostituire i vertici dell’Istituto, rimuovendo l’allora preside mons. Livio Melina, in carica dal 2007, e nominando al suo posto mons. Pierangelo Sequeri, un esterno alla realtà del Giovanni Paolo II.
Un altro episodio significativo fu il 27 ottobre 2016, quando la prolusione d’inaugurazione dell’Anno accademico, inizialmente affidata al cardinale Robert Sarah (tra i principali oppositori sinodali delle aperture poi risultate vittoriose), fu tenuta dal Papa in persona.
Inoltre, clamorosamente, nessun membro dell’Istituto, che da più di trent’anni si occupava di famiglia, fu invitato al Sinodo sulla famiglia, benché tale istituto potesse fregiarsi della definizione di "Pontificio". Un’assenza solo parzialmente sanata l’anno successivo, quando il vicepreside José Granados fu invitato con la qualifica minore di collaboratore del segretario speciale, ma il preside non fu invitato.
Le Diversità di Vedute sulla Morale Familiare
Secondo diversi osservatori, il "problema" dell’Istituto con Papa Francesco e la "nuova linea" risiedeva in una radicale diversità di vedute circa la morale familiare. Sebbene il Giovanni Paolo II avesse confermato la piena continuità di "Amoris laetitia" con il magistero precedente, più d’un suo autorevole docente segnalò in interviste, scritti e libri i punti oscuri, poco chiari o controversi di quel testo.
Ancor prima, netta fu l’opposizione alla linea perorata dal cardinale tedesco Walter Kasper, che aveva dato il via alla battaglia sinodale con un lungo discorso tenuto dinanzi ai cardinali riuniti in concistoro. Questi elementi, evidentemente, non erano più ritenuti consoni all’ampliamento delle competenze che il nuovo Istituto si propone di abbracciare.
La Visione del Papa Francesco per il Nuovo Istituto
Papa Bergoglio precisa che il nuovo Istituto dovrà tener conto dell’originaria ispirazione che aveva dato vita al precedente, «contribuendo efficacemente a renderlo pienamente corrispondente alle odierne esigenze della missione pastorale della Chiesa». Egli sottolinea che «la centralità della famiglia nei percorsi di “conversione pastorale” delle nostre comunità e di “trasformazione missionaria della Chiesa” esige che - anche a livello di formazione accademica - nella riflessione sul matrimonio e sulla famiglia non vengano mai meno la prospettiva pastorale e l’attenzione alle ferite dell’umanità».
AMORIS LAETITIA - Introduzione - Esortazione Apostolica di Papa Francesco - Testo e Audio
Il Ruolo e gli Obiettivi del Gran Cancelliere
L’arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto, ha spiegato la nuova direzione: «Desideriamo dialogare ancor più intensamente con le numerose istituzioni ecclesiali, sociali e civili che hanno a cuore la condizione storica delle famiglie». Ha aggiunto che «con questa decisione il Papa allarga la prospettiva: da una focalizzata soltanto sulla teologia morale e sacramentale, a una biblica, dogmatica e storica, che tiene conto delle sfide contemporanee. Francesco ha ben compreso il compito storico della famiglia, sia nella Chiesa che nella società».
Il riferimento alla continuità con il precedente Istituto, come spiegato da Paglia, «già di per sé sbarra la strada a un’interpretazione che voglia attribuire pregiudizialmente a questo autorevole atto di rifondazione una presa di distanza dall’ispirazione di Giovanni Paolo II».
Struttura e Offerta Formativa del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II
Nei brevi articoli del motu proprio, che dovranno essere poi seguiti dai nuovi statuti, si sottolinea lo «speciale rapporto del nuovo Istituto Teologico con il ministero e il magistero della Santa Sede» che «sarà ulteriormente avvalorato dalla privilegiata relazione» che stabilirà con la Congregazione per l’Educazione Cattolica, con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e con la Pontificia Accademia per la Vita.
Il Nuovo Organigramma degli Studi
Il nuovo organigramma degli studi del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia prevede un potenziamento dei fondamenti teologici, in dialogo con i saperi scientifici e umanistici. Nuove aree di ricerca si affiancano a quelle di teologia morale e teologia sacramentaria già presenti.

Percorsi di Licenza e Dottorato
Tra le novità introdotte nella nuova offerta formativa figura l’inserimento, accanto al Diploma e al Dottorato, di due percorsi di Licenza, anziché uno come in passato:
- Licenza in Teologia del Matrimonio e della Famiglia
- Licenza in Scienze del Matrimonio e della Famiglia
Questa rimodulazione dei percorsi di Licenza «permetterà il potenziamento dei fondamenti teologici, confermando la centralità della famiglia come struttura fondamentale della forma cristiana ed aprendola ad un dialogo con i saperi scientifici e umanistici che ad essa si collegano».
Per la prima volta nella sua storia, l’Istituto acquisisce la certezza del valore canonico dei propri titoli di licenza e di dottorato, come per tutte le altre facoltà di teologia e alle condizioni di tutte le altre facoltà di teologia. Questo permetterà di formare e abilitare, con più tranquillità e competenza, nuovi insegnanti, non soltanto esperti nella materia.
Aspetti Salienti dell'Offerta Formativa
Un primo elemento significativo dell’offerta formativa è l’identificazione di un corso fondamentale, obbligatorio, chiamato "Teologia della forma cristiana". Questo corso è una teologia fondamentale della fede che presta particolare attenzione a istruire gli elementi di sviluppo e di collegamento con le altre discipline che riguardano il rapporto tra la fede e «la giustizia degli affetti», cioè il retto ordine degli affetti e l’interpretazione umana degli affetti che hanno il loro perno nel matrimonio e nella famiglia, ma che riguardano tutte le relazioni della comunità umana. L’attenzione si sposta dalle singole problematiche canoniche, morali, giuridiche eccetera, verso questo orizzonte più profondo.
Altre integrazioni importanti includono:
- Un corso fondamentale sull’ecclesiologia.
- Corsi che mettono a fuoco il rapporto tra matrimonio e comunità civile, matrimonio e pluralità religiosa, matrimonio e diritto comparato.
- Un'attenzione alla famiglia nel contesto della dimensione economica, politica, sociale, riconoscendo le trasformazioni rispetto alla tradizione dei padri e dei nonni.
Non si tratta di una sostituzione della teologia con la sociologia, ma, al contrario, di una regia teologica che si preoccupa di integrare competenze che fino ad ora, nell’ambito della teologia, sono state soltanto iniziali o forse anche un po’ marginali.
Speranze per il Futuro e l'Identità dell'Istituto
La pubblicazione dell'offerta formativa mira a ridare serenità alla comunità accademica dell’Istituto, in particolare agli studenti che avevano reagito con preoccupazione agli eventi precedenti. L’esplicitazione della realtà deve mostrare che le congetture e i timori erano infondati, che la tradizione dell’Istituto è rispettata e che l’innovazione non ha nulla di devastante, ma è un valore aggiunto.
Il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II rappresenta un unicum nel panorama delle Facoltà ecclesiastiche, essendo un centro di alta formazione interamente dedicato agli studi teologici e alle scienze sul matrimonio e sulla famiglia. È un Istituto "pontificio" nel senso più bello e profondo del termine: è chiamato infatti a sostenere la necessaria apertura dell’intelligenza della fede nell’orizzonte di uno speciale servizio per la sollecitudine pastorale del Successore di Pietro, in favore di tutta la Chiesa. La speranza è che, con questo passaggio, pur faticoso, l’Istituto si avvii a diventare un’istituzione d’eccellenza della Santa Sede.