Il Natale nella Poesia: Da Madre Teresa ai Grandi Autori Italiani

Il Natale occupa un posto speciale nella nostra cultura, rappresentando un momento di riflessione, gioia e, per molti, profonda spiritualità. Non sorprende che questa festività abbia ispirato innumerevoli autori a dedicare versi e poesie a questo particolare periodo dell'anno. Durante le feste, molti di noi cercano componimenti da leggere insieme alla famiglia, da condividere con i più piccoli o da inserire in un biglietto d'auguri.

Il Natale è una grande fonte di ispirazione: se oggi lo è per film, fumetti, canzoni o serie TV, in passato lo è stato anche per i più importanti autori della letteratura italiana. Tra le riflessioni più profonde e universalmente riconosciute, spicca il testo "È Natale" di Madre Teresa di Calcutta, un componimento che, pur non essendo una poesia in senso tradizionale, ne incarna lo spirito più autentico e offre una preziosa cornice di significato per comprendere il Natale nella sua essenza più pura.

“È Natale” di Madre Teresa di Calcutta: Un Messaggio Universale

Il testo di Madre Teresa di Calcutta, intitolato "È Natale", viene citato su diversi manuali scolastici, alla stessa stregua di un brano illustre di narrativa. Non è una poesia né un vero augurio e nemmeno una preghiera, ma una riflessione profonda e necessaria sullo spirito delle festività. Questo scritto non ha parole in rima, non è suddiviso in strofe e non segue particolari schemi metrici: è un testo senza pretese che tuttavia riesce a dire tutto.

Il testo di Madre Teresa è un augurio di Natale universale: non è destinato ai credenti o ai cattolici, ma a ogni essere umano, anzi, per estensione a ogni essere vivente. A differenza di molti poeti, la piccola suora diventata santa non parlava del simbolismo del presepe o del Bambino Gesù, non si riferiva a Madonne e stelle comete, ma alla realtà - spesso impietosa e ingiusta - di ogni giorno. Attraverso le sue parole, Madre Teresa ci invita a guardare il mondo con altri occhi e a rendere ogni giorno Natale mediante dei piccoli, semplici gesti, che tutti noi possiamo compiere.

Il Cuore del Messaggio: L'Insistita Ripetizione

La semplice composizione di Madre Teresa di Calcutta è basata sull’insistita ripetizione del verso “È Natale ogni volta che”. Questo ritornello scandito richiama alla memoria le lezioni metodiche insegnate dai maestri delle elementari che, con pazienza, invitavano a continuare la frase esprimendo il proprio pensiero. Madre Teresa era solita ripetere che “Natale non è solo una data”: la suora si focalizzava sul significato vero della festività, ovvero nell’annuncio di una nascita. La Natività del bambino in questo nostro mondo si svolge ogni giorno e spesso siamo troppo affaccendati e distratti per capirlo.

  • È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
  • È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
  • È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.
  • È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
  • È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

Il sorriso esprime quell’apertura che ha perdonato profondamente il torto subito. Il vero sorriso è il preludio dell’ascolto, il quale è la chiave universale per entrare nel cuore del nostro interlocutore. L’ascolto silenzioso è quella forza interiore capace di trasferire l’altro dalla periferia dell’emarginazione al centro dell’attenzione. L’ascolto restituisce dignità e valore a quegli avvenimenti della vita che hanno bisogno di essere detti a qualcuno per essere compresi da colui che li racconta.

Queste parole di Madre Teresa contengono un prezioso segreto evangelico: se vogliamo capire e riconciliarci con quel parente che siede con noi alla mensa di Natale, evitiamo di usare troppe parole per giustificarci o per cercare di ridurre la situazione imbarazzante. La conversione è davvero contagiosa, quando siamo noi per primi a riconoscere di essere bisognosi della Misericordia di Dio. Se Cristo nascerà in noi, la nostra casa diventerà come la umile stalla di Betlemme, povera di sicurezze terrene ma ricca di umanità e del calore umano, la quale sarà visitata dai tanti pastori emarginati del nostro quartiere, i quali ascoltando le voci dei vicini di casa, potranno accorrere con fiducia al nostro focolare.

Madre Teresa di Calcutta con bambini, simbolo di carità e speranza

La Climax Crescente dei Gesti e della Spiritualità

I versi di questa semplice composizione seguono una climax crescente, passando dalla dimensione umana a quella spirituale. Inizia dalla limpida verità insita nei gesti: una mano tesa, un sorriso, il silenzio volto all’ascolto. Poi passa alla condizione morale: i principi, la speranza, la riconoscenza dei propri limiti. Infine, si dischiude a un approccio più spirituale: permettere a Gesù di rinascere in noi.

La figura di Gesù qui è intesa in senso simbolico, come metafora di carità, pietà e spiritualità. Madre Teresa applica l’insegnamento cristiano alla vita, facendo dell’immagine cristologica una figura umana e non divina: Dio che si fa uomo siamo noi nelle nostre mani tese, nei nostri atti di dolcezza, nel conforto che possiamo dare con un semplice sorriso. Questi sono i veri doni, conclude Madre Teresa di Calcutta. Qual è il vero significato del Natale? Non è nella fastosa celebrazione cristiana né nel consumismo degli enormi pacchetti regalo o nel simbolo pagano dell’albero adornato che risplende nei nostri salotti. Si tratta di una lezione semplice che può essere appresa da chiunque: i bambini leggono queste parole a scuola e forse gli adulti le riscoprono, anche se da anni non mettono più piede in una chiesa.

L’insegnamento umano di Madre Teresa di Calcutta è che il Natale è la festa di tutti: dei poveri, dei malati, degli oppressi, degli esclusi. Perché “è Natale ogni volta che sorridi e che tendi la mano” ed è questo l’insegnamento di questa grande festa che purtroppo oggi si sta trasformando sempre di più in una fiera del consumismo e in una corsa sfrenata ai regali.

Il Natale nella Letteratura Italiana: Una Ricca Tradizione

Il Natale, come fonte inesauribile di ispirazione, ha permeato anche la letteratura italiana, dando vita a una lunga lista di componimenti di tenore e stile diverso. Autori italiani di spicco come Gianni Rodari, Giuseppe Ungaretti, Guido Gozzano, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo e Eugenio Montale hanno dedicato versi e poesie a questo momento speciale dell'anno.

Alcuni hanno trattato del Natale dal punto di vista cristiano, altri hanno utilizzato le loro poesie come delle preghiere verso Dio. Altri ancora, in maniera più umoristica e spassionata come Gianni Rodari, hanno cercato, all'interno di semplici filastrocche, di racchiudere concetti davvero importanti e profondi, come ad esempio il desiderio che tutti, grandi e piccini, non manchino mai di sorridere.

Guido Gozzano: "Notte Santa" (1914)

La poesia "Notte Santa" di Guido Gozzano, scritta nel 1914, è un componimento destinato ai bambini. Rievoca proprio la notte della nascita di Cristo, contraddistinta da un forte senso religioso nel quale ripercorre gli eventi della vita di Gesù Cristo raccontati nei Vangeli, con una dolcezza e una malinconia tipiche dell'autore.

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe
Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato! Alleluja! Alleluja!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaie
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.
È nato! Alleluja!

illustrazione della natività in stile classico o di un paesaggio natalizio innevato

Altre Voci del Natale nella Letteratura

  • Giuseppe Ungaretti: "Natale" - Scritta a Napoli nel 1916, questa poesia parla del ritorno a casa di un soldato in licenza durante la Prima Guerra Mondiale, offrendo una prospettiva intima e toccante della festività in tempi di conflitto.
  • Luigi Pirandello: "Natale" - In questo racconto, Pirandello non affronta solo il tema delle festività ma dedica un'attenzione profonda al rapporto con la Divinità e alla complessa natura umana in quel contesto.
  • Eugenio Montale: "Di un Natale metropolitano" - Presente nella raccolta "La bufera e altro", questa poesia offre una riflessione sul Natale vissuto in un contesto urbano e moderno, spesso lontano dalla tradizione e dalla spiritualità che generalmente caratterizzano questa festività.
  • Umberto Saba: "A Gesù Bambino" - Saba offre un suo personale omaggio al Bambino Gesù, con la sua tipica semplicità e profondità.
  • Salvatore Quasimodo - Anche il premio Nobel Quasimodo ha dedicato un suo componimento al Natale, arricchendo il panorama della poesia italiana a tema.
  • Gianni Rodari - Le sue poesie in versi sul Natale sono note per la loro capacità di racchiudere concetti importanti e profondi in semplici filastrocche, spesso con un tono umoristico e spontaneo, come il desiderio universale del sorriso.

Natale - Giuseppe Ungaretti - Testi della letteratura italiana

L'Ispirazione Natalizia Oggi: Oltre la Tradizione

Questi componimenti, insieme a molti altri, continuano a essere una fonte d'ispirazione per coloro che cercano di esprimere il vero spirito del Natale. La ricchezza della poesia natalizia italiana offre diverse prospettive, dalla sacralità dei testi di Gozzano alla profonda umanità di Madre Teresa, fino alle riflessioni più contemporanee di Montale.

Queste opere possono essere utilizzate come versi natalizi per biglietti di auguri, lette in famiglia o condivise con i più piccoli, per riscoprire la magia e il significato profondo di questa festività, lontano dal mero consumismo e più vicino ai valori di carità, speranza e riconciliazione.

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