Il ruolo di Maria Corredentrice nell'opera di salvezza

Il Magistero di Pio XII e il titolo di Corredentrice

L’8 dicembre 1937, L’Osservatore Romano pubblicò un discorso del Cardinale Eugenio Pacelli, allora Segretario di Stato, tenuto presso la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. In tale occasione, il futuro Pio XII si rivolse alla Vergine chiamandola esplicitamente Corredentrice. Egli invitò i fedeli a offrire le lacrime di Maria al Padre celeste, affermando che Dio stesso le ha conferito il titolo e i diritti di Corredentrice.

Sebbene alcuni studiosi, come il P. Gabriele Roschini, abbiano sostenuto che Pacelli non abbia più utilizzato tale titolo una volta divenuto Papa, la documentazione storica suggerisce una maggiore continuità. Nel 1949, in un discorso rivolto al direttore del Segretariato Generale delle Congregazioni Mariane, Pio XII definì Maria «corredentrice del genere umano», colei che detiene le chiavi di ogni grazia e dono perfetto.

Schema teologico che illustra l'unione tra Cristo Redentore e Maria Corredentrice nel disegno della salvezza.

La dottrina mariana e il fondamento teologico

La riflessione teologica del tempo, supportata da riviste come La Civiltà Cattolica, ha approfondito costantemente la cooperazione di Maria alla Redenzione. P. Alfredo Vitti S.J. e P. C. Lo Giudice S.J. sottolinearono come il titolo di Corredentrice sia legato al passo del Genesi (3,15), dove la Madre è associata al Figlio nell'opera di salvezza. Maria, come nuova Eva, ha cooperato all'Incarnazione e si è unita al sacrificio del nuovo Adamo sul Calvario.

La maggioranza dei teologi dell'epoca, tra cui P. Juniper B. Carol O.F.M. e Don Domenico Bertetto S.D.B., ha ribadito che il mondo è stato redento da Cristo e corredento da Maria. Questa cooperazione non è passiva, ma attiva e subordinata, fondata sulla maternità divina e sulla partecipazione alle sofferenze di Cristo.

Pontefice Contributo alla dottrina
Leone XIII Definisce Maria corredentrice per la sua partecipazione al sacrificio del Figlio.
Benedetto XV Afferma che Maria, con Cristo, ha redento il genere umano.
Pio XI Riconosce Maria come Riparatrice e associata alla Redenzione.
Pio XII Sottolinea l'armonia dei privilegi mariani, inclusa la Corredenzione.

L'Assunzione di Maria e la Corredenzione

La costituzione apostolica Munificentissimus Deus (1950), nel proclamare il dogma dell'Assunzione di Maria in anima e corpo, conferma l'intima unione della Vergine con il Figlio. Pio XII evidenzia come Maria sia stata arcanamente unita a Gesù fin dall'eternità con un unico decreto di predestinazione. Essere generosa Socia del divino Redentore è un pilastro che sostiene il dogma dell'Assunzione.

Intervista sul dogma dell'Assunzione di Maria

Il Concilio Vaticano II, pur con una terminologia attenta a favorire il dialogo ecumenico, ha confermato la sostanza di tale dottrina. Maria ha cooperato alla salvezza dell'uomo con fede e obbedienza, diventando Madre nell'ordine della grazia. Come espresso da Benedetto XVI, Maria è provvidenzialmente predestinata ad essere Madre del Redentore e intimamente associata a Lui nel mistero della salvezza, partecipando alla sua dignità regale in modo limitato e analogico.

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