La transizione verso una mobilità più sostenibile rappresenta una delle sfide più significative del nostro tempo, e figure professionali di spicco come Pietro Menga svolgono un ruolo cruciale in questo processo. Da anni impegnato nello studio e nella promozione delle energie rinnovabili e della salvaguardia ambientale, Menga è una figura di riferimento nel settore dell'elettromobilità in Italia e in Europa.

Pietro Menga: Un Profilo di Eccellenza nell'Elettromobilità e Tutela Ambientale
Pietro Menga ha costruito una carriera solida e influente nel campo della sostenibilità e dell'energia. Iniziando come ricercatore presso la Direzione Studi e Ricerche dell’Enel, si è focalizzato sui temi delle energie rinnovabili e della salvaguardia ambientale. La sua esperienza e competenza lo hanno portato a ricoprire ruoli di leadership a livello internazionale, tra cui la presidenza dell’European Association for Electromobility, un'organizzazione fondata dalla Commissione CEE.
Fino al 2020, Menga ha ricoperto la carica di presidente della Sezione Italiana della stessa associazione, operante presso il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). La sua vasta conoscenza del settore si riflette anche nella sua prolifica produzione intellettuale: è autore di numerosi libri specialistici e di un centinaio di pubblicazioni. Il suo impegno per la tutela ambientale e del cielo stellato ha ricevuto un riconoscimento straordinario dalla Sezione Minor Planets della Nasa, che ha attribuito il nome «372573 Pietromenga» a un asteroide di recente scoperta, evidenziando il suo impatto duraturo in questi ambiti.
Il Ruolo di Presidente CIVES e la Visione Strategica
Nel contesto italiano, Pietro Menga ha assunto la presidenza della Commissione Italiana Veicoli Elettrici a batteria, ibridi e a Celle a combustibile (CEI-CIVES). Questa commissione aggrega operatori chiave del settore, tra cui aziende automobilistiche, energetiche e del trasporto pubblico e privato, e si pone come interlocutore privilegiato per lo sviluppo dell'elettromobilità. In occasione della firma di importanti accordi, Pietro Menga ha chiarito la missione di lunga data di CIVES: "Da oltre trent'anni la CIVES svolge un ruolo di informazione e stimolo verso le istituzioni del Paese per attivare misure organiche di sviluppo della mobilità elettrica, coinvolgendo i diversi livelli istituzionali, dal Governo alle Regioni fino alle Amministrazioni Locali."

L'Alleanza CEI-CIVES con Adiconsum per la Promozione Consapevole
Per amplificare il proprio impatto e raggiungere direttamente i cittadini, la CEI-CIVES ha sottoscritto un protocollo di collaborazione per lo sviluppo della mobilità elettrica con l'associazione dei consumatori Adiconsum. Questo accordo strategico mira a superare la "grande timidezza del mercato" e le "incertezze" che ancora ostacolano l'espansione della mobilità elettrica in Italia, nonostante le case automobilistiche annuncino nuovi modelli.
L'accordo persegue diversi obiettivi principali, tra cui:
- La costituzione di un osservatorio dedicato alla mobilità elettrica.
- La realizzazione di indagini sulla percezione dei consumatori e sulla loro propensione all'utilizzo dei veicoli elettrici (EV) e delle relative soluzioni di ricarica.
- La formazione oggettiva ed esaustiva sulle specificità dei mezzi a zero emissioni.
Adiconsum si impegna a fornire un servizio di formazione e informazione accessibile ai consumatori attraverso i siti e i canali social di entrambe le associazioni. L'importanza di questa partnership è ulteriormente rafforzata dalla composizione del CEI, i cui soci di diritto includono Ministeri chiave come Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, Università e Ricerca, oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questo conferisce all'azione di CIVES un forte sostegno istituzionale per affrontare le sfide legate alla diffusione massiccia dei veicoli elettrici, che richiede forti investimenti per la riconversione produttiva, il remake della rete di servicing, il re-skilling del personale e lo sviluppo di impianti di riciclaggio delle batterie.
Il Contesto della Mobilità Elettrica in Italia: Sfide e Prospettive
Il percorso verso una mobilità completamente elettrica in Italia è costellato di sfide, ma anche di notevoli opportunità. Sebbene il mercato italiano mostri ancora una certa esitazione rispetto ai Paesi Nordici, dove misure efficaci di sostegno hanno favorito una rapida diffusione, l'Italia, se riuscirà ad attuare pienamente quanto previsto nel Piano Nazionale Energia e Clima, potrebbe raggiungere valori di emissioni per le auto elettriche inferiori a ogni altra opzione tecnologica.
Uno scenario al 2030, delineato da CIVES nel contesto delle proposte del Coordinamento FREE sul Piano Nazionale Energia e Clima, ipotizza che il mercato italiano possa svilupparsi in modo simile a quanto avvenuto nei Paesi virtuosi, a condizione che le aspettative dei cittadini vengano soddisfatte attraverso incentivazioni adeguate e lo sviluppo di una sufficiente rete di ricarica. Questo scenario prevede oltre 4 milioni di veicoli elettrici entro il 2030, spinti da variabili esogene come i nuovi vincoli UE sulle emissioni di CO2 per l'automotive (-35% al 2030), la politica cinese che impone quote di EV, e la radicale riduzione del costo delle batterie, che porterà a autonomie e costi competitivi.
Una componente fondamentale di tale successo risiede nella disponibilità di una rete di ricarica adeguata, che non si limiti alla dimensione pubblica ma includa una diffusione capillare della ricarica domestica e aziendale. In Italia, con milioni di automobili ricoverate in box o posti auto privati, la ricarica privata potrebbe coprire una quota significativa delle percorrenze elettriche. La logica suggerisce quindi un approccio olistico e una programmazione che integrino le componenti pubblica e privata della rete di rifornimento per la mobilità elettrica.
Le considerazioni economiche sono cruciali: mentre il costo chilometrico con ricarica domestica/aziendale appare competitivo, orientarsi tra i costi della ricarica pubblica è più complesso. Nonostante le proposte per ridurre la tariffazione dell'elettricità per la ricarica pubblica, le sfide fiscali, legate ai mancati introiti da accise sui carburanti, restano un nodo da sciogliere. Tuttavia, le stime di CIVES indicano che la riduzione delle entrate fiscali da accise sarebbe compensata dalla diminuzione dell'importazione di idrocarburi.
In questo contesto, annunci come il super-piano nazionale di Enel X Mobility, co-finanziato dalla BEI per installare 14.000 colonnine entro il 2022, sono segnali concreti di un'accelerazione verso la mobilità a zero emissioni, in linea con gli sforzi di CIVES e del suo presidente Pietro Menga per un futuro più sostenibile.

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