La Piazza Bartolo Longo è il fulcro pulsante di Pompei, dominata dal celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario, uno dei più importanti d'Italia e meta di pellegrinaggio internazionale. Questo luogo, intriso di spiritualità e storia, è stato forgiato dalla visione e dall'opera del Beato Bartolo Longo, trasformandosi in un centro di fede, carità e accoglienza.
Il Santuario: Cuore Spirituale e Città di Maria
Il Santuario di Pompei è un vero e proprio tempio dello Spirito, un luogo di conversione e di riconciliazione, di misericordia e di preghiera, di spiritualità e di santità. È riconosciuta come Città di Maria, venerata come Vergine del Rosario. Alla sua scuola, milioni di pellegrini imparano ad ascoltare le parole del figlio Gesù e a farne una ragione di vita.
Il Santuario incarna una profonda missione mariana, un mandato apostolico e un servizio della Parola, che si traduce nell'impegno di annunciare la buona notizia del Vangelo con Maria e per Maria, la Vergine dell’ascolto e del fiato. Il Rosario stesso è un progetto di vita, una via che conduce alla contemplazione dei misteri della salvezza, un rifugio sicuro nelle prove della vita e una catena che lega i cuori a Dio, rendendoci fratelli. La famosa Supplica, preghiera filiale, fiduciosa e devota alla Madre del Signore, è un momento culminante della spiritualità pompeiana.
È considerato anche un portale d’eternità, proiezione dell’umanità nel tempo di Dio, e profezia sul futuro dell’uomo e della storia. Viene descritta come una “città posta sul monte” per indicare a tutti gli uomini di buona volontà il cammino da compiere per raggiungere, guidati dalla Vergine Maria, la città di Dio, la santa Gerusalemme.

Bartolo Longo: Il Fondatore e Apostolo del Rosario
La storia del Santuario è indissolubilmente legata a quella del Beato Bartolo Longo, suo fondatore, e della contessa Marianna de Fusco, con la quale condivise una vita al servizio dei più bisognosi. Bartolo Longo, un giovane avvocato pugliese, dopo un lungo cammino di conversione, giunse a Pompei nel 1872 per amministrare i beni della contessa. Colpito dalle misere condizioni materiali e spirituali della popolazione locale, iniziò a propagare la devozione del Rosario come strumento di salvezza e rinascita delle anime. Era un innamorato della vita, un avvocato santo che, animato da una straordinaria pietà mariana, ha impegnato tutta la vita a servizio del Vangelo, costruendo una nuova città dell’amore.

Storia e Architettura del Santuario
Il Santuario è sede di Prelatura territoriale e Delegazione Pontificia. La sua costruzione, che ebbe inizio l'8 maggio 1876, fu possibile grazie alle offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo, con la raccolta iniziale di "un soldo al mese". Il primo a dirigere gratuitamente i lavori della parte rustica fu Antonio Cua, docente dell'Università di Napoli. Il 7 maggio 1891, il Santuario fu consacrato.
Inizialmente, l'edificio presentava una struttura a croce latina con una sola navata, abside, cupola, quattro cappelle laterali e due cappelle nella crociera. Ai lati della navata centrale si trovavano altre due cappelle intercomunicanti: a sinistra, la cappella di S. Caterina da Siena, dove fu esposto inizialmente il quadro della Madonna durante la costruzione; a destra, la cappella del SS. Salvatore, sede dell'omonima parrocchia fino al 1898.
Giovanni Rispoli si occupò in seguito della decorazione e della monumentale facciata, inaugurata nel 1901. La facciata della basilica si presenta a due ordini: quello inferiore in stile ionico e quello superiore in stile corinzio. Nel 1925 fu ultimata la costruzione del campanile, alto ben 80 metri. Il campanile, che ha il suo ingresso da una porta di bronzo, è a cinque piani e fu disegnato da Aristide e Pio Leonori. È un maestoso campanile in granito grigio e marmo bianco, ornato da diverse statue, tra cui spiccano quattro grandi angeli trombettieri in bronzo e un’enorme raffigurazione marmorea del Sacro Cuore di Gesù dell’altezza di 6 metri.
A causa del sensibile aumento delle folle di fedeli, fu necessario ampliare il santuario. Questo ampliamento, eseguito dal 1934 al 1938 su progetto del Chiappetta, portò alla creazione di tre navate (quella centrale rimase invariata), e l'abside e la cupola furono realizzate di maggiori dimensioni. L'esterno fu rivestito in armonia con la facciata monumentale, conferendogli l'aspetto di una grande Basilica romana.
Il Santuario fu eretto in Basilica Pontificia Maggiore da papa Leone XIII il 4 maggio 1901. Negli anni successivi, il Santuario sopravvisse a prove molto impegnative, quali l'eruzione del Vesuvio del 1944 e l'arrivo delle truppe naziste che arrivarono a minacciarne la distruzione.

Fratel Ciro Vitiello racconta la storia del Beato Bartolo Longo
L'Icona Miracolosa della Madonna di Pompei
L’Icona della Madonna di Pompei è custodita sull'altare maggiore. Si tratta di un’antica tela, forse del ‘600, alta 120 cm e larga 100 cm, ornata da numerose gemme e racchiusa da una ricca cornice di bronzo dorato incastonata su un fondo di onice. Su questo fondo spiccano i tondi con i 20 misteri del Rosario.
L'immagine raffigura la Madonna in trono con Gesù in braccio; ai suoi piedi, san Domenico e santa Caterina da Siena. Maria reca nella mano sinistra la corona del Rosario, porgendola a santa Caterina, mentre Gesù, poggiato sulla sua gamba destra, la porge a san Domenico.
La storia dell'icona narra che nel 1875, Bartolo Longo si recò a Napoli per procurarsi un'immagine della Madonna del Rosario per la chiesa parrocchiale. Il dipinto, in pessime condizioni, fu comprato da un rigattiere da Padre Alberto Maria Radente del Convento di S. Domenico Maggiore, che lo donò a suor Maria Concetta De Litala. La religiosa, a sua volta, la consegnò a Bartolo Longo.
L'icona arrivò a Pompei il 13 novembre 1875, affidata dal Longo al carrettiere Angelo Tortora che, dopo averla avvolta in un lenzuolo, la appoggiò su un carro di letame. Il quadro necessitava di un restauro, che fu immediatamente eseguito da Guglielmo Galella.
Fu posto alla venerazione dei fedeli il 13 febbraio 1876. Nello stesso giorno, a Napoli, la dodicenne Clorinda Lucarelli beneficiò del primo miracolo ottenuto per intercessione della Madonna di Pompei. In seguito, Bartolo Longo affidò l’Icona al pittore napoletano Federico Maldarelli per un ulteriore restauro, chiedendogli anche di trasformare l’originaria santa Rosa in santa Caterina da Siena.
I misteri gaudiosi, gloriosi e dolorosi furono dipinti dal romano Vincenzo Paliotti. I misteri luminosi, aggiunti da San Giovanni Paolo II con la lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” del 16 ottobre 2002, sono stati dipinti recentemente da Salvatore Seme, pittore di Torre del Greco esperto nell’arte figurativa sacra.
Nel 1965, durante un restauro realizzato al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista secentesco della scuola di Luca Giordano. Il quadro fu poi incoronato da Papa Paolo VI nella Basilica di San Pietro il 23 aprile 1965. L’ultimo restauro, presso il Laboratorio Dipinti dei Musei Vaticani, risale al 2012. Giorno e notte, oltre alle candele, vi ardono davanti 15 lampade a olio, a forma di rosa.

Le Opere di Carità di Bartolo Longo
Oltre alla costruzione del Santuario, Bartolo Longo creò diverse opere di carità: orfanotrofi, scuole e istituti per i figli dei carcerati. Queste opere sociali sono ancora oggi parte integrante della missione del Santuario. Grazie a esse, migliaia di ragazzi e ragazze, di uomini e donne, vittime del disagio sociale, sono stati accolti e restituiti alla propria dignità umana, sperimentando il calore di una casa e di una famiglia. Pompei si configura così come un luogo di incontro di un'umanità assetata di Dio e desiderosa di legalità e di giustizia, di speranza e di pace.
Piazza Bartolo Longo: Polo di Fede e Turismo
La Piazza Bartolo Longo è un punto nevralgico non solo per i pellegrini ma anche per i turisti. L'11 novembre 1962 nella piazza antistante il Santuario fu collocato il monumento a Bartolo Longo, opera di Domenico Ponzi di Ravenna. Alla solenne cerimonia inaugurale intervenne l'allora Presidente della Repubblica, Antonio Segni.
Informazioni per i Visitatori
- Accessibilità: Il Santuario e gli Scavi archeologici distano solo 10 minuti a piedi. Da Napoli, è facilmente raggiungibile con la Circumvesuviana fino alla stazione "Pompei Santuario" (circa 20 minuti).
- Ingresso: L'ingresso al Santuario della Madonna di Pompei è gratuito. La basilica è aperta tutti i giorni.
- Afflusso di Visitatori: Ogni anno oltre quattro milioni di persone si recano in visita al Santuario, rendendolo uno dei più visitati d'Italia.
- Pellegrinaggi Papali: Il Santuario è stato meta di pellegrinaggi da parte di papa Giovanni Paolo II (il 21 ottobre 1979 e il 7 ottobre 2003) e di papa Benedetto XVI (il 19 ottobre 2008).
- Momenti di Preghiera:
- Nei mesi di maggio e ottobre, nei giorni feriali, alle ore 6:30, viene recitata la preghiera del “Buongiorno a Maria”. Questa preghiera nasce come impegno della comunità ecclesiale pompeiana e rappresenta un invito a pregare la Vergine Maria e a “riprendere tra le mani la corona del Rosario”.
- L’8 maggio e la prima domenica di ottobre i fedeli, da tutte le parti del mondo, si uniscono in preghiera per la recita della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei. La data dell’8 maggio, scelta da Bartolo Longo, è legata a san Michele Arcangelo.
- Il Santo Rosario viene recitato tutti i giorni alle ore 9:00 nella cappella Bartolo Longo.
- Parcheggio: Sono disponibili parcheggi nelle vicinanze per i visitatori che arrivano in auto.
