La Basilica della Madonna dei Sette Dolori, situata a Pescara, rappresenta un importante centro di fede e un tesoro artistico, la cui storia è profondamente intrecciata con quella della città. Originariamente nota come chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori, la sua fondazione risale al 1665, diventando nel tempo un punto di riferimento per la devozione mariana nella regione.
Origini e leggende
Le origini del santuario sono legate a una leggenda che narra dell'apparizione della Madonna dei Sette Dolori ad alcuni pastori all'inizio del XVII secolo. Secondo la tradizione, l'immagine della Vergine, con il cuore trafitto da sette spade, fu ritrovata in una pietra nel luogo dove oggi sorge la basilica. Questo evento miracoloso alimentò la fama religiosa del luogo, attirando numerosi fedeli.
Un altro evento miracoloso, legato alla devozione verso la Madonna dei Sette Dolori, riguarda la pioggia che salvò i raccolti durante un periodo di grande siccità. Dopo le richieste di intercessione dei fedeli, una pioggia abbondante pose fine alla siccità, confermando la potenza dell'intervento divino.

Architettura e Arte
La basilica presenta una pianta basilicale a croce latina. La facciata, originariamente dipinta a intonaco bianco e rosso porpora, fu successivamente riportata al colore dei mattoni a vista. Essa è tripartita, a salienti, e suddivisa verticalmente da paraste con capitelli ionici. Sul corpo centrale si trova un bassorilievo della Madonna in una lunetta a ventaglio, affiancato da due nicchie laterali spoglie. Il portale è semplice, con un architrave centrale che riporta la scritta "Basilica", aggiunta nel 1952.
Il campanile, terminato nel 1888, è una torre con cuspide a cipolla e in origine era dotato di un orologio pubblico. La basilica si conclude con un'abside semicircolare.
L'interno, in stile neoclassico, è a tre navate stuccate, con elaborate decorazioni a tema vegetale sulla volta centrale, risalenti al tardo Settecento. Le decorazioni a stucco, suddivise da finti costoloni a spicchio, sono particolarmente pronunciate nel catino absidale.
Opere d'arte e devozioni
All'interno della basilica sono conservate numerose opere d'arte e testimonianze di devozione:
- La statua della Madonna dei Sette Dolori, rivestita in abito nero ricamato in oro, si trova in fondo alla navata destra, in una cappella protetta da una cancellata. La sua espressione è molto intensa e si ritiene abbia fatto da modello per altre statue della Vergine Addolorata nella provincia di Pescara.
- Presso l'entrata è murata una lapide che ricorda la consacrazione della nuova chiesa Santuario nel 1787.
- Diverse statue, acquistate da botteghe leccesi, raffigurano il Sacro Cuore, Sant'Antonio di Padova, San Vincenzo Ferrer e San Rocco.
- Nella navata laterale destra si trova una grande cappella, un tempo Cona votiva primitiva del XVII secolo, con un tabernacolo in stucchi decorati, colonne tortili e putti. Al suo interno, una cornice contiene la pittura votiva della Sacra Immagine della Madonna Addolorata con il cuore trafitto dalle sette spade, mentre regge il Cristo morto. Ai piedi sono raffigurati gli strumenti della Passione.
- Presso il capoaltare della navata sinistra si trova un mosaico a parete moderno che illustra il Battesimo di Gesù.
- Un altro dipinto votivo espone la Madonna Addolorata, opera di Basilio Cascella.
- Lungo la navata destra, in controfacciata, si trova la lapide di consacrazione del Tempio, seguita da una statua di San Rocco del 1856 di Giuseppe Ronzi di Penne.
- Sono presenti anche un quadro settecentesco della Madonna tra San Vincenzo Ferrer e San Francesco, e un quadro della Madonna che intercede per le anime purganti attraverso San Michele.
- Nel vestibolo si conservano gli ex voto e un tempietto a tabernacolo in legno scolpito del XVI secolo, proveniente dall'ex chiesa di San Giuseppe dei Cappuccini di Pescara.
- Lungo la navata sinistra si ammirano una Crocifissione lignea con San Francesco, un quadro moderno di Santa Teresa, e un quadro settecentesco della Madonna col Bambino tra san Michele e gli angeli, attribuito a Pasquale Bellonio da Ortona.

Storia della Parrocchia e del Santuario
Il 26 novembre 1665, giorno del primo battesimo registrato, fu istituita dal vescovo Raffaele Esuberanzio la parrocchia con il titolo "Santa Maria dei Sette Dolori". In seguito, fu progettato e realizzato un nuovo e più grande santuario, che probabilmente inglobò la primitiva e piccola cappella.
Nel 1959, la chiesa fu eretta a Santuario mariano. Prima di questa elevazione, l'altare era provvisto di una nicchia con una statua di Cristo risorto sopra il globo terrestre, successivamente spostata. La nicchia fu richiusa, accanto fu posizionato l'organo, e oggi vi si trova la statua del Crocifisso.
La facciata è qualificata da una zona centrale delimitata da un ordine gigante di doppie lesene corinzie e da un timpano triangolare. L'illuminazione proviene dalle suggestive vetrate policrome che schermano i finestroni aperti lungo le pareti della nave centrale. Un monumentale arco di trionfo conduce alla zona presbiteriale, legata all'abside mediante un arco ribassato.
Pescara Vecchia e dintorni
La Basilica della Madonna dei Sette Dolori si trova nel cuore di Pescara Vecchia, il rione più antico e suggestivo della città, un tempo strategicamente importante per i traffici commerciali. Quest'area, dopo un lungo periodo di abbandono, ha visto la costruzione della fortezza di Carlo V d'Asburgo.
Pescara offre molto più della sua basilica: la casa natale di Gabriele D'Annunzio, numerosi palazzi storici come quello del Governo e del Municipio, e altre chiese significative come la Cattedrale di San Cetteo e la Chiesa del Sacro Cuore.
La città è anche nota per il suo lungomare, il Ponte del Mare, uno dei ponti strallati più lunghi d'Europa, e le Sorgenti del Pescara, una riserva naturale di grande interesse.
La provincia di Pescara vanta inoltre una ricca offerta di borghi storici affascinanti, musei, castelli ed eremi, tra cui spiccano Abbateggio, Penne, Caramanico Terme, Città Sant'Angelo, Loreto Aprutino, Roccamorice, Guardiagrele, Pretoro e Rocca San Giovanni.
La Costa dei Trabocchi, un tratto di litorale tra Vasto e Ortona, è un'altra attrazione imperdibile, caratterizzata dalla presenza delle tradizionali macchine da pesca definite "ragni colossali".