Il Peccato nella Dottrina Cristiana
Il peccato è definito come «una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna», secondo sant'Agostino. Esso rappresenta un'offesa a Dio, una disobbedienza alla Sua Legge d'amore, e ferisce sia la natura dell'uomo sia la solidarietà umana. La gravità del peccato è pienamente svelata nella Passione di Cristo, che lo vince con la Sua Misericordia.
Classificazione dei Peccati
I peccati commessi si distinguono in due categorie principali:
- Peccato mortale (o grave): Si commette quando vi sono contemporaneamente materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. Questo peccato rompe l'amicizia con Dio, priva della grazia santificante, distrugge la carità e, se non ci si pente, conduce alla morte eterna. Viene perdonato in via ordinaria attraverso i Sacramenti del Battesimo e della Penitenza o Riconciliazione (Confessione).
- Peccato veniale: Differisce essenzialmente dal peccato mortale e si commette con materia leggera, piena consapevolezza e deliberato consenso, oppure con materia grave ma senza piena consapevolezza o deliberato consenso. Non rompe l'amicizia con Dio né priva della grazia santificante, ma indebolisce la carità, manifesta un affetto disordinato per i beni creati e ostacola il progresso spirituale. Il peccato veniale richiede una purificazione temporale.
Proliferazione e Vizi
Il peccato trascina a sua volta al peccato, e la sua ripetizione genera il vizio. I vizi sono cattive abitudini che ottenebrano la coscienza e inclinano al male, spesso collegati ai sette peccati capitali: superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità e accidia (pigrizia spirituale).
Responsabilità nei Peccati Altrui
Esiste una responsabilità nei peccati commessi da altri quando vi si coopera direttamente e volontariamente, comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli. Anche il non denunciarli o non impedirli quando si è tenuti a farlo, o il proteggere chi commette il male, comporta una responsabilità.
Peccati Particolarmente Gravi
I Sei Peccati Contro lo Spirito Santo
- Disperare di salvarsi.
- Presunzione di salvarsi senza merito.
- Impugnare la verità conosciuta.
- Invidia della grazia altrui.
- Ostinazione nei peccati.
- Impenitenza finale.
I Quattro Peccati che Gridano Vendetta al Cospetto di Dio
- Omicidio volontario.
- Peccato impuro contro natura.
- Oppressione dei poveri.
- Defraudare del giusto salario gli operai.
Il Sacramento della Confessione
La Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo, come indicato in Gv 20, 19-23.

Elementi Necessari per una Buona Confessione
Per fare una buona Confessione si richiedono cinque cose:
- Esame di coscienza: Consiste nel richiamare alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i Comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato, a partire dall'ultima confessione ben fatta.
- Pentimento o dolore dei peccati: Il dispiacere o dolore dei peccati commessi, che ci spinge a non peccare più. Può essere perfetto (contrizione, dispiacere per aver offeso Dio) o imperfetto (attrizione, dispiacere per timore delle pene).
- Proposito di non commetterne più: La volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni, cioè ciò che ci mette in pericolo di peccare. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, poiché chi le ama si perderà (Sir 3, 27).
- Accusa dei peccati: La manifestazione dei peccati fatta al Sacerdote confessore per ricevere l'assoluzione. Siamo obbligati ad accusarci di tutti i peccati mortali (con numero e circostanze) non ancora confessati o confessati male. La Chiesa raccomanda vivamente di confessare anche i peccati veniali. L'accusa deve essere umile, intera, sincera, prudente e breve. Le circostanze che mutano la specie del peccato devono essere manifestate. Chi non ricorda il numero preciso dei peccati mortali deve accusarne il numero approssimativo. Non si deve tacere un peccato mortale per vergogna, poiché si commetterebbe un sacrilegio.
- Soddisfazione o penitenza: Il compimento di atti di penitenza imposti dal confessore per riparare il danno causato dal peccato e soddisfare alla giustizia di Dio. L'assoluzione toglie il peccato ma non sempre rimedia a tutti i disordini causati. Il peccato mortale priva della comunione con Dio e comporta la pena eterna, mentre ogni peccato provoca un attaccamento malsano che necessita di purificazione (pena temporale).
Peccati Dimenticati o Taciuti per Vergogna
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1456) afferma che è necessario enumerare nella confessione tutti i peccati mortali di cui si ha consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza. Chi tace consapevolmente qualche peccato non sottopone nulla alla divina bontà per essere perdonato. Tuttavia, chi senza colpa ha tralasciato o dimenticato un peccato mortale ha fatto una buona Confessione. Qualora se ne ricordasse, gli resta l'obbligo di accusarsene nella Confessione seguente.
Giovanni Paolo II, in un messaggio alla Penitenzieria Apostolica (22.3.1996) e nel Motu proprio Misericordia Dei (7.4.2002), ha ribadito che "la confessione deve essere integra, nel senso che deve enunciare tutti i peccati mortali". Il Concilio di Trento ha dichiarato la necessità divina di confessare tutti i peccati mortali (DS 1707).
La CONFESSIONE | il sacramento della RICONCILIAZIONE o della PENITENZA (337)
Il Ruolo del Sacerdote e la Misericordia Divina
Un sacerdote non può assolvere esplicitamente dai peccati "che non ricordi o che ti vergogni a confessare" in modo generico, poiché l'accusa dei peccati è di diritto divino. Tuttavia, il sacerdote sa che molti ragazzi hanno vergogna di confessare determinati peccati e potrebbe voler dare un messaggio di incoraggiamento, invitando a non aver timore e a confessare apertamente la prossima volta. Questo non significa che i peccati non confessati siano già perdonati in anticipo.
Il Catechismo di San Pio X (n. 753) chiarisce che "chi ha taciuto per pura dimenticanza un peccato mortale, o una circostanza necessaria, ha fatto una buona confessione purché abbia usata la debita diligenza per ricordarsene". Però, se un peccato mortale dimenticato torna poi in mente, siamo obbligati ad accusarcene in un'altra confessione. San Tommaso spiega che chi confessa tutti i peccati di cui si ricorda e, in modo generale, quelli che ha sinceramente dimenticato, agisce con semplicità e raggiunge il perdono.
La misericordia di Dio non richiede una descrizione abusivamente dettagliata per paura di dimenticare qualcosa. La tendenza a sopravvalutare il peso di ogni scivolamento con la paura della punizione divina è una malattia spirituale chiamata scrupolosità. La confessione deve essere chiara, completa, concisa e concreta, focalizzandosi sull'assoluzione, non sull'eccessivo dettaglio.
Norme Fondamentali della Vita Cristiana
I Dieci Comandamenti (Decalogo)
- Non avrai altro Dio fuori di me.
- Non nominare il nome di Dio invano.
- Ricordati di santificare le feste.
- Onora il padre e la madre.
- Non uccidere.
- Non commettere atti impuri.
- Non rubare.
- Non dire falsa testimonianza.
- Non desiderare la donna d'altri.
- Non desiderare la roba d'altri.
Giovanni Paolo II ha ribadito l'indissolubilità del matrimonio e l'insegnamento dell'enciclica Humanae vitae contro la contraccezione. L'unione sessuale è morale solo nell'ambito del matrimonio; fuori di esso è immorale. Il comportamento omosessuale è moralmente disonesto. La masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato.
I Cinque Precetti della Chiesa
- Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
- Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
- Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
- Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
- Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.

Soddisfazione o Penitenza
La penitenza sacramentale è il compimento di atti imposti dal confessore per riparare il danno causato dal peccato e soddisfare alla giustizia di Dio. L'assoluzione toglie il peccato, ma non sempre rimedia a tutti i disordini che il peccato ha causato. Il peccato, anche se perdonato, può lasciare pene temporali che richiedono purificazione.
Le Sette Opere di Misericordia Corporale
- Dar da mangiare agli affamati.
- Dar da bere agli assetati.
- Vestire gli ignudi.
- Alloggiare i pellegrini.
- Visitare gli infermi.
- Visitare i carcerati.
- Seppellire i morti.
Le Sette Opere di Misericordia Spirituale
- Consigliare i dubbiosi.
- Insegnare agli ignoranti.
- Ammonire i peccatori.
- Consolare gli afflitti.
- Perdonare le offese.
- Sopportare pazientemente le persone moleste.
- Pregare Dio per i vivi e per i morti.
Confessione ed Eucaristia
La Chiesa raccomanda ai fedeli di ricevere la santa Comunione con le dovute disposizioni, prescrivendone l'obbligo almeno a Pasqua. Per ricevere la santa Comunione, si deve essere pienamente incorporati alla Chiesa Cattolica e in stato di grazia, cioè senza peccati mortali. Chi è consapevole di aver commesso un peccato mortale deve accostarsi al Sacramento della Confessione prima di ricevere la santa Comunione. Sono importanti anche lo spirito di raccoglimento e di preghiera, l'osservanza del digiuno eucaristico e un atteggiamento umile e modesto.
Le disposizioni sul digiuno eucaristico stabiliscono che i comunicandi devono essere digiuni da un'ora di cibi solidi e bevande (eccetto l'acqua). Questo tempo è ridotto a circa un quarto d'ora per malati, anziani, e chi si occupa di loro in determinate circostanze.
La Conversione e la Missione del Sacerdote
La trascuratezza del sacramento della penitenza è una delle défaillance più tragiche subite dalla Chiesa nel XX secolo, causando una perdita di profilo spirituale nei sacerdoti. Un sacerdote che non frequenta assiduamente il confessionale, sia come penitente che come ministro, subisce danni permanenti per la sua anima e la sua missione. La grazia del sacerdozio permette al prete di sentirsi "a casa sua" da entrambi i lati della grata del confessionale. Quando il sacerdote si allontana da esso, entra in una grave crisi di identità, poiché nel sacramento della penitenza si tratta della verità in noi.
La gioia di riconoscere un errore, ammetterlo e chiedere perdono è paragonabile alla parabola del figliol prodigo. La confessione non ha lo scopo di dimenticare i peccati, ma di consentire l'accesso a una vita interamente dedicata a Dio, dove il perdono divino porta a perdere l'attrazione per il peccato e a vivere in gioia e gratitudine.
Il figlio prodigo abbandona la casa paterna per incredulità nell'amore del Padre. Il suo ritorno, inizialmente motivato dalla fame, si trasforma in pentimento perfetto solo quando sperimenta l'abbraccio incondizionato del padre. Il perdono di Dio è il Suo amore più forte, che supera l'ostacolo principale del peccato, manifestando le profondità del Cuore divino.
Per questo, la maturità spirituale di un candidato al presbiterato è evidente nella sua frequenza regolare al sacramento della penitenza. L'aver trascurato la confessione è radice di molti mali nella vita della Chiesa e del sacerdote. Un confessionale con un sacerdote presente in una chiesa vuota è un simbolo toccante della pazienza di Dio che attende i penitenti. Il sacerdote deve calarsi nelle necessità personali di ciascuno, ascoltando piuttosto che parlando, permettendo al cuore ferito dell'uomo di sfogarsi nella discrezione assoluta del sacramento.
Quando il sacerdote perde questo ambito essenziale, rischia di cadere in una mentalità funzionalista. Il contatto con Cristo rende il sacerdote "Cristo-attivo", permettendogli di "contaminare" gli altri con la sua "Cristo-attività", proprio come le persone si stringevano attorno a Gesù per toccarlo. La missione si realizza quando le persone, venendo a contatto con il sacerdote, entrano in contatto con Gesù Cristo e il suo amore sconfinato, piuttosto che con opinioni private o lamentele.
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