Don Carlo Breda: Un Viaggio nel Sacerdozio e nella Fede

La capacità di unire persone di diverse età e provenienze, unita a un profondo impegno verso gli altri, ha caratterizzato la vita di figure sacerdotali come Don Carlo Breda e Don Carlo Ricciardi. Questo articolo esplora le loro esperienze, vocazioni e l'impatto che hanno avuto sulle comunità che li hanno accolti.

Don Carlo Ricciardi: Un Legame Indelebile con la Comunità Sarzanese

La straordinaria capacità di saper coinvolgere, mettendo insieme differenti età e posizioni sociali, è stata la caratteristica che ha reso indimenticabile don Carlo Ricciardi. A un anno dalla sua scomparsa, il parroco, originario di Bolano ma profondamente legato a Sarzana per tutta la vita e con un'importante parte del suo sacerdozio trascorsa a Lerici, verrà ricordato attraverso una nuova pubblicazione intitolata "Don Carlo, un prete un uomo".

Questa iniziativa è stata coordinata dal Lions Club Sarzana, che promuove un progetto editoriale a scopo benefico dedicato a personaggi che hanno segnato la storia della comunità locale. Il giornalista Fausto Rossi, amico intimo di don Carlo e suo compagno in esperienze umane, sportive (Rossi ha fatto parte della squadra parrocchiale di tennis tavolo ottenendo successi nazionali) e sociali, ha curato il ricordo.

La presentazione del volume si è tenuta venerdì 3 febbraio alle 17:30 presso la sala Leonardo del Ristorante del Re del Santa Caterina, nel quartiere sarzanese. Oltre all'autore Fausto Rossi, è intervenuto lo scrittore Beppe Mecconi. Insieme, hanno ripercorso il cammino di don Carlo, sottolineando il suo grande impegno a favore dei più bisognosi e, in particolare, la sua memorabile iniziativa del campeggio estivo. Questa attività ha permesso a intere generazioni di famiglie e ragazzi sarzanesi, e non solo, di trascorrere momenti indimenticabili nelle montagne della Val d'Aosta e del Trentino Alto Adige.

Il presidente del Lions, Giuseppe Bongiovanni, ha ricordato che i proventi della vendita del libro saranno devoluti in beneficenza, sostenendo cause sociali che hanno sempre visto impegnato l'amato don Carlo.

Ritratto di Don Carlo Ricciardi, sorridente e circondato da giovani.

Don Carlo Breda: Il Cammino verso il Sacerdozio

Sabato 7 maggio, nella stessa celebrazione, si sono svolti i riti di ordinazione con i quali Carlo Breda è diventato sacerdote e Amos Patarini è diventato diacono, portando grande gioia alla diocesi. Il percorso di Carlo Breda verso il sacerdozio è stato lungo e segnato da una profonda riflessione personale e spirituale.

Il cammino in Seminario, durato ben 16 anni, è stato ricco di scoperte, crescita e fatiche, che lo hanno formato come discepolo e come uomo. La scoperta più significativa è stata la consapevolezza dell'amore incondizionato di Gesù, come sottolineato da San Paolo: "Cristo... mi ha amato e ha consegnato se stesso per me" (Gal 2,20). L'amore di Gesù, contemplato sulla Croce, lo ha conquistato fin dagli anni del liceo, anche grazie a un pellegrinaggio che lo ha avvicinato all'esperienza di Santa Caterina da Siena.

La scoperta dell'amore totale di Gesù si è poi estesa alla consapevolezza che questo amore non era rivolto solo a lui. L'esperienza pastorale nelle diverse realtà parrocchiali gli ha permesso di immergersi nelle vite delle persone, offrendo sostegno nel cammino di fede, ascolto e cura delle loro fragilità. Questa immersione ha rafforzato la sua chiamata a diventare strumento di Cristo per portare la sua cura misericordiosa agli altri. Trova pace, passione, gioia e senso nella sua vita nell'essere un ponte tra Gesù e la gente.

Diventare sacerdote è per lui il modo concreto per dare forma all'amore di Gesù attraverso i sacramenti e l'annuncio della Parola. La pagina della risurrezione di Lazzaro (Gv 11) lo interpella profondamente, invitandolo a liberare gli altri dai loro "sepolcri", così come lui stesso è stato liberato. L'esperienza di insegnamento, in particolare, lo coinvolge nell'annunciare una Parola di Vita ai giovani, nonostante la consapevolezza dei propri limiti e la certezza della fedeltà di Dio nel modellarlo.

Dopo l'ordinazione, avvenuta sabato 7 maggio, il sacerdote è tornato nella sua comunità d'origine per la sua prima celebrazione. I parrocchiani di Catena di Villorba hanno accolto don Carlo Breda con un sorriso mite e forte, definendolo "come quello dell’Agnello che hai scelto di diventare". La festa è stata un momento atteso, celebrato con la partecipazione numerosa della comunità, di sacerdoti concelebranti e di don Amos Patarini, ordinato diacono lo stesso giorno.

Nel suo lungo cammino, iniziato in quinta elementare, Carlo ha mantenuto un legame forte con la famiglia e la comunità, in particolare con gli scout. Ha ringraziato i nonni e gli anziani per la loro capacità di trasmettere la fede. Don Stefano Didonè, nella sua omelia, ha sottolineato l'importanza di "rimanere" in Cristo, il "Buon pastore", e di "andare", portando con sé l'essenziale e utilizzando l'intelligenza nella carità. Il parroco don Marco Carletto ha evidenziato la vivacità e la profondità del cammino di Carlo, definendolo un dono prezioso per la comunità.

Don Carlo Breda durante la celebrazione della sua prima messa, circondato da fedeli.

Don Marco Santarelli: Dalla Passione per il Volo al Sacerdozio

Don Marco Santarelli, parroco del Villaggio Breda a Roma, condivide la sua storia in occasione del decimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Sognava di diventare pilota di linea, ma la Giornata Mondiale della Gioventù di Toronto ha segnato una svolta decisiva nella sua vita.

La sua ordinazione è avvenuta il 29 aprile 2012, un percorso iniziato quasi per "colpa" della nonna. Don Marco, descritto come un ragazzo con gli occhi azzurrissimi, vede ora il cielo che desiderava raggiungere dal "pezzo di terra" dove il Signore lo ha chiamato a lavorare.

Un momento cruciale della sua adolescenza, attorno ai 14-15 anni, è stato un periodo buio in cui pensò al suicidio. Fu allora che ricevette un annuncio che lo salvò: "nonostante tu non ti senta amato da nessuno c'è uno che ti ama a pieno: Gesù Cristo". Questo è lo stesso annuncio che porta a tutti, specialmente ai giovani del gruppo che segue presso la chiesa di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae al Villaggio Breda.

Don Marco, che a novembre compirà 40 anni, è originario di Roma, Acilia. La sua infanzia è stata tranquilla, vissuta in un quartiere popolare dove era possibile giocare per strada. La sua famiglia era cristiana solo "di sacramenti"; i genitori non praticavano regolarmente la fede, ma trasmesso valori importanti.

La fede gli è stata trasmessa in modo significativo da un parroco, don Riccardo Viel, che con il suo approccio coinvolgente ha riempito la chiesa di ragazzi. Don Riccardo ha organizzato campi estivi, uscite, Giornate Mondiali della Gioventù e pellegrinaggi, creando un gruppo e facendo sentire ai ragazzi che qualcuno li voleva bene davvero. Don Marco ha iniziato a fare l'animatore in oratorio e, a 18 anni, è entrato nel Cammino Neocatecumenale, nonostante la contrarietà dei genitori.

La madre era contraria al Cammino Neocatecumenale, ma dopo anni di richieste, permise a Marco di partecipare alle catechesi. Fu un sogno del nonno, morto nel 1989, a convincere la madre a lasciarlo andare. Dopo sei mesi, la nonna Eva le raccontò del sogno.

Diplomato all'Istituto tecnico aeronautico, Marco aveva preso il brevetto di volo. Tuttavia, l'attentato alle Torri Gemelle bloccò il mondo aeronautico. Dopo un anno di lavoro, si preparò per la GMG di Toronto con Giovanni Paolo II. Durante la messa finale, le parole del Papa sull'importanza di seguire il Signore nella vita totale lo colpirono profondamente. Il giorno successivo, un incontro vocazionale con Kiko Argüello rafforzò la sua sensazione che Dio stesse parlando al suo cuore.

Nel 2004 è entrato nel seminario diocesano Redemptoris Mater di Roma, trascorrendo otto anni di formazione, inclusi due anni di missione in Cile (2008-2010). La missione in Cile è stata un'esperienza fantastica, nonostante il forte terremoto del 2010. Durante i giorni successivi al sisma, ha sperimentato la precarietà, la ricerca di cibo e la provvidenza divina, con le parole dei salmi e dei libri dell'Esodo che si compivano nella vita quotidiana.

Dopo il rientro dal Cile, ha continuato gli studi, ha iniziato la licenza in diritto canonico e nel 2011 è diventato diacono. L'ordinazione sacerdotale è avvenuta il 29 aprile 2012, e nel 2021 è diventato parroco al Villaggio Breda.

Inizialmente, il padre non prese bene la sua vocazione, ma con il tempo è diventato il suo più grande sostenitore. Sia i genitori che la nonna Eva hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo percorso spirituale. La conversione del padre è stata segnata da una guarigione fisica a Medjugorje, un evento che considera un miracolo.

La nonna Eva ha pregato costantemente affinché diventasse sacerdote, e lui sente la sua presenza e il suo accompagnamento spirituale. Nonostante le crisi vissute, la sua vocazione sacerdotale non ha mai vacillato. Don Marco sottolinea l'importanza di figure femminili sane che accompagnano la vita di un prete, come sua nonna, sua madre, e figure come Rosy e Carla, che lo hanno sostenuto con la preghiera e l'affetto fraterno.

Ha un particolare affetto per il gruppo giovani della parrocchia, sentendo di poter dare e ricevere molto da loro, comprendendo l'importanza di una figura sacerdotale che li accompagni.

Don Marco Santarelli durante una celebrazione, con un sorriso accogliente.

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